...:A place for my thoughts:...

Le piccole cose che qualcuno non dovrebbe sapere mai... e forse nemmeno chi le scrive.


...:Me:...

Si avvisa che questo blog tratterà argomenti personali. Se volete scrivere fregnacce, siete pregati di farlo altrove. All'agenzia delle idiozie, spiacente, ma ho io l'esclusiva... Non sono ben accetti adoratori di me stessa, mendicanti di attenzioni gratuite e ingiustificata, neppure gente che vorrebbe mettermi la faccia in una friggitrice per patatine fritte o buttarmi in mare con delle scarpette di cemento. Siamo per le persone che ragionano e con un minimo di senso critico. Vi ringrazio per la cortese attenzione. Iris Catter


...:Amo:...

la musica; leggere; scrivere; i gatti; la pioggia e i temporali estivi; i paesi anglosassoni; una conversazione stimolante; straiarmi su un prato senza parlare e ascoltare i rumori intorno; un buon bicchiere di vino; i cappelli e orecchini bizzarri; una sigaretta dopo il caffè; cantare a squarciagola mentre guido; una cioccolata calda in un bar, quando fuori nevica; l'avere sempre ragione; i bagni di folla; passare le giornate a letto e vivere di notte; le persone originali e non convenzionali; scopare; rimanere a parlare fino al mattino e avere più dubbi che certezze; l'ironia delle cose; testare le mie ipotesi; un bacio prima di partire.


...:Odio:...

Falsità; l'ansia; la domenica; gli arrivisti; la cattiveria; l'invidia; la superbia; la fatica; la noia; le lamentele inutili; la stupidità; i pregiudizi; le persone che non riescono a vedere al di là del proprio naso; chi mi da per scontata; la mancanza di empatia con gli altri; chi non ammette i propri errori e i propri limiti; i ragazzini rozzi e volgari che urlano nei luoghi pubblici e piccoli; una lista bella lunga di persone; le cose dette con superficialità; i cani; le cose che non conducono a nulla, nemmeno ad un momento di felicità; le routine; non avere i miei spazi; lo scorrere del tempo.


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"E' terribile scoprire che le stelle che stai guardando, in realtà sono aerei!" Io. "Non è chi è perfetto, ma chi è imperfetto ad avere bisogno di amore" Oscar Wilde. "Anche l'amore è un lusso" Albert Camus. "Se qualcosa può andare storto, lo farà!" Legge di Murphy.


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  martedì, 27 ottobre 2009

Tempesta ed entropia

Sono qui in questa stanza, guardo il soffitto e non faccio altro che ripetermi che sono un’idiota. Perché in fondo quanto può essere minima la felicità, un godere momentaneo, rispetto a tutto quello che comporterebbe questa cosa?!
Siamo sicuri di voler aprire il vaso di Pandora come abbiamo fatto in passato?! Siamo davvero così contenti di riaprire vecchie cicatrici e di buttarci sopra sale su sale?! Di ripeterci nei nostri errori?! Non so. Ormai mi rifiuto di pensare. Ok, si lanciano i dadi per andare avanti. Vediamo se la dea Bendata mi fa sgambetti o altro.
Ma in fondo le dinamiche interne e esterne hanno raggiunto livelli di caos tali da far invidia ad un ingorgo stradale; l’anarchia delle macchine che vogliono passare è un buon esempio esplicativo, ma non abbastanza. Odio l’entropia della mia vita. Non lo do a vedere, tutto sembra calma piatta. La stessa tranquillità prima della tempesta. Ti ho trattato di merda lo so, la cosa peggiore è che non ho sensi di colpa; ma solo un senso di incompletezza che si apre. Mi manca qualcosa, come sempre.
Le vertigini aumentano – forse per l’influenza-, le voglia di avere una bacchetta magica anche. Ma in fondo il bello delle persone è questo: il fatto che siamo tante teste, e a volte tante teste di cazzo! Ora ci alziamo e andiamo a cercare un ottimo spigolo dove poter tirare testate. Perché forse sono un idiota brava con le parole, ma troppo, troppo spesso legata all’emotività.
Ora davvero vale la pena di essere felici per poco quando sai che la tua vita a sta andando puttane (non che ora non lo stai facendo…)?! Poi posso essere accusata come mi capita assai di frequente di avere tutto, e di continuare a lamentarmi.
Si, è vero ho tutto. Ma tutto non è abbastanza, tutto mi da un senso di incompletezza totale. La mancanza basilare. Quella che mi sento di avere dal giorno in cui sono nata. Io non so più che cosa pensare… tiriamo una moneta… io scelgo testa…
Scusate, ora mi assento per sbattere la testa contro il muro.
 
Ivan Aivazovsky - The Nine Wave

By IrisCatter
At: 12:33
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domenica, 25 ottobre 2009

Progetti e ricordi.

Se ti prendo il braccio e ti affondo dentro aghi, non preoccuparti che lo faccio per vendicarmi di tutto.
Sei una formalità, qualcosa di burocratico da sbrigare. Nemmeno la relazione delle interviste guidate per fare diagnosi le vedo come qualcosa di così asettico. Da amante sei diventato una questione burocratica.
E sai qual è la cosa più divertente? Nessuno mi chiede di te a differenza dei tuoi conoscenti su di me, visto che senza di te ho toccato il mio nirvana. Ma comunque… Per tutto il male che mi hai fatto, per lo stronzo che sei stato e per quella mediocre persona che non ha mai accettato il mio modo di essere.
Sto bene senza di te, ma il ferirti il giorno del tuo compleanno era uno sfizio che una parte di me voleva togliersi. Era una occasione che non volevo perdermi anche se mi sono trattenuta: non volevo chiamarti, poi ti ho chiamato per educazione, ma alla fine per me potresti anche morire come ti ho detto.
Ieri ho cenato con il mio uomo: pesce e vino bianco. La serata è proseguita nella letargia di queste strade e di questi locali di provincia. Sto bene quando sto con te. E oggi che ho l’influenza, che nulla di quello che mangio viene assorbito dalle pareti dell’esofago, avrei voluto averti qui a prenderti cura di me.
Nutro la mia mente, nutro i miei affetti. Intanto medito se entrare nell’arma o meno e di sbattermi per diventare criminologa. Si, ma di una cosa sono assolutamente sicura: appena smetto di essere sfruttata come tirocinante, quando comincerò a guadagnare qualcosa, si può pensare al futuro. Anche se sono una fobica dei rapporti seri, ti posso dire che mi sento pronta a pensare a qualcosa di vero e reale come tu vuoi.
 
Parmigianino – la schiava turca

By IrisCatter
At: 21:00
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lunedì, 05 ottobre 2009

Gestante di idee morte

Come sappiamo tutti la vita è un infinito rumore. Un suono che segue l’altro, in una sinfonia di caos inquietante. Nulla è davvero melodico.
Tu sei stato stonato per tutto questo tempo, andando fuori tempo e sbattendo con rabbia nelle pareti del mio ricordo. È vero ciò che si dice: non ci può essere distacco reale in quanto esiste il ricordo.
Brutto affare, vecchio topic. E ora che leggo ciò che scrivi, le banalità che le tue mani fanno uscire schiacciando oziosamente i tasti del computer, mi accorgo dell’errore.
Ma consolati mio amato amore di tanto tempo fa’. A questo proposito ieri avevo avuto una idea per un racconto, l’ennesimo inconcludente abbozzo geniale di qualcosa che non vedrà mai luce o che verrà partorito già morto. Sono una gestante di idee morte, trite e ritrite. E quando qualcosa è troppo innovativo, studio, mi informo, leggo sull’argomento per poi perderne completamente interesse.
Ieri prima di uscire con quello che ti ha sostituito, colui che ore calza meglio panni che a te erano stretti, immaginavo un mondo completamente avvolto da ombrelli. Una specie di ozonosfera tutta composta di ombrelli colorati. Sai che l’ombrello è uno degli oggetti a me più cari, tu sei uno dei pochi che conosce il mio amore spassionato per gli ombrelli, per il concetto di “ombrello”.
Pensa ad un mondo completamente avvolto da ombrelli. Metterebbe il sorriso in una giornata di pioggia qualsiasi, quando il mondo si tinge di grigio piombo. Ma per il sole? Oppure per la candida e dolce neve? Saresti in grado di rinunciare a questi? No, non avrebbe alcun senso e non avrebbe alcuna attenuante per la comodità delle rade intemperie. Poi si curerebbe soltanto un fattore marginale di ciò che provoca catastrofi a livello mondiale. Pensa solo a quello che accade all’interno della terra.
Rinunceresti alle cose negative ed insieme a quelle positive? Io no.
E per la cronaca, non sono più il tuo ombrello. Non voglio essere quell’entità che ti protegge e da usare a tuo uso e consumo. Quindi smettila di pensare a me, di scrivere di me, di vivere sulle miserie altrui e di inondarmi di parole che non hanno più alcun senso alle mie orecchie le rade volte che ci si sente. I tuoi problemi, non sono miei problemi. Se sei un fallito, sei destinato a fallire da solo e non di portarmi giù a picco con te. Tu per me non sei più niente, e avrei fatto meglio ad ascoltare consigli dati da qualcuno che sapeva già. Avrei dovuto farlo davvero. Io ho vissuto senza ombrello, ma non me ne pento. Ho il rammarico solo di ciò che ti ho dato senza avere nulla in cambio, ma tu puoi continuare a rimproverarti di molte che non sei stato in grado di dare per egoismo e per avarizia d’animo.

Edvard Munch - Dead of Marat I

By IrisCatter
At: 10:27
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lunedì, 28 settembre 2009

Muro Bianco

Il pensiero di fondo è questo: noia.
La felicità da noia, la routine da noia. Siamo persone strane, abbiamo bisogno di viverci i nostri costanti drammi quotidiani, di perderci nella perversione di un momento che contamina con il suo essere marcio tutto il resto.
Una volta mi misi a discutere con un invasato religioso mentre bevevo una birra in colonne. Lui sosteneva che tutti sono peccatori: dal pedofilo che poi uccide le sue vittime al Dalai Lama, perchè commettere azioni disumane e essere di un'altra religione, sono uguali agli occhi di un Dio.
Abbiamo bisogno di perderci in sciocchi ed inutili dettagli per riuscire a fuggire da ciò che invece viene considerato bello, piacevole o giusto. Ma le cose positive annoiano, come dissi qualche post fa', la felicità non lascia cicatrici.
E nonostante la bruttezza dell'umanità in situazioni particolari come fiere di paese, giostre, compleanni con troppo alcol e altre serate etiliche; c'è quella cosa bella, innocente ed immacolata che ti risolleva. C'è solo un piccolo problema a questo punto: come fai a trovare la cosa bella in questo mare di merda?
Una mosca bianca è rara, ma se viene soffocata dalle altre non la noti.
In tutto questo, in una realtà contaminata da costante bisogno di drammi, egoismi e egocentrismo esasperato, mi viene da dire solo una cosa: sono nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Perchè in fondo anche i drammi annoiano. Sono esausta di gente che è racchisa dentro ad un nucleo di egocentrismo vittimistico. Ma poi, per cosa? Per dimostrare cosa?
Non cercare empatia, se sei il primo a non darla. Non cercare di sapere della vita di chi ti cerca, se sei tu il primo a non volerla sapere.
Mi viene in mente quel film vecchissimo dove dei mocciosi albini leggono nella mente della gente. Penserò anch'io al muro bianco. Tu intanto puoi anche morire che ora me ne sbatto altamente.

Torseten Jovinge - Kvarteret Bergsund

By IrisCatter
At: 10:33
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mercoledì, 23 settembre 2009

Riflessioni numeriche

Dissero che il comunismo è una teoria vincente, per quanto ne so io non è così.

Se un americano obeso mangia tre polli, ed un bambino denutrito africano non ne mangia nemmeno uno, la media sarà 1.5. Ora, mi sta bene che a tutti bisogna dare qualcosa, ma in fondo ci sono persone che meritano di più e non gli viene dato nulla. Ci sono persone che dimostrano di più, e non gli viene dato ciò che si meritano. Che questo sia un premio oppure una punizione. A questo punto, provate a immaginare di aver dato 100 e gli viene restituito 50, sarebbe corretto?

Il punto è che il sistema, qualsiasi sistema dovrebbe essere basato sulla meritocrazia, e non sulla presunzione di merito. Ma al di là di questo, l’esperienza insegna e ora fottiamocene.

Se un ciccione obeso e pure pedofilo ha voglia di mangiarsi tre polli, faglieli pure mangiare, ma intanto augurati che uno degli ossicini gli vada di traverso e che possa morire soffocato. Almeno così il povero ed affamato bambino africano che non ha mai fatto male ad una mosca, possa mangiare almeno uno o due polli rimanenti.

P.s. Ora la Russia se non sbaglio è uno fascio unico. Da un estremo all’altro…

 

Editors - Smokers Outside The Hospital Doors

 

By IrisCatter
At: 16:49
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martedì, 08 settembre 2009

The Same Black Hole

Giovedì mi laureo. Tutto ciò per cui ho lavorato, dovrebbe essere pronto per quella data troppo vicina. Sento l’ansia da prestazione che sale. Non ho del tutto la serenità nell’animo questa volta.

C’è una storia che mi turba, davvero davvero. Non è un amore finito in miseria o una cosa che è successa a me. Ma è una ragazza, con una storia toccante, con le guance tagliate, le vene aperte e le lacrime agli occhi.

Non mi interessa se la gente intorno a me va’ fuori di testa, ma lei si. Lei quando va’ fuori di testa sta male sul serio. Lo stesso buco nero che mi divora, la stessa rabbia incontrollata, la stessa incapacità di gestire le emozioni. L’unica differenza tra me e lei è che lei funziona peggio, che io so che cos’ha lei, che io non ho avuto una vita così difficile e una vita che scade tra qualche anno. Io capisco la sua fretta di vivere, la capisco in pieno. Se mi dovessero dire: “ a te rimangono tot anni, perché hai una malattia degenerativa” quando di anni ne hai 18 credo che darei davvero fuori di testa.

Tutti noi poi cerchiamo scuse, non dico di no. Tutti noi ci comportiamo in una maniera incongrua a quello che diciamo. Lei ha messo in atto una autodistruzione. È come quando hai troppa fretta e fai cadere le cose oppure ci inciampi. Lei fa’ lo stesso.

Io le voglio bene, nonostante i suoi mille difetti. Perché è piena di vita, dinamica, fragile, più umana di tante persone che si hanno intorno. Non so, sono ormai 8 mesi che la conosco, e lei ha sviscerato tutto ciò che doveva fare. Non dico che lei abbia ragione di fare tutto ciò che fa’, anche perché ci sta male lei dopo, ma mi verrebbe da dire che forse al posto suo anch’io sarei impulsiva nelle cose, distruggerei cose e cercherei di distruggere me stessa.

Io ho fatto la tesi sulle persone come lei e come me, io funziono abbastanza bene e non verrei diagnosticata, come fai a rimanere indifferente quando una persona accanto a te fa’ di tutto per stare bene, ma non riesce?

By IrisCatter
At: 10:36
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giovedì, 03 settembre 2009

Sparisci

So che mi pentirò di quanto sto per dire, ma è l’unica cosa che credo che sia giusto fare.

Se fossi in te, l’unica cosa che farei è starmi alla larga e lasciarmi in pace. Sto bene senza di te, sto bene davvero. Vivo nel mio equilibrio. Quando non ti sento sto bene, perché tanto non penso a te.

Se fossi una persona matura e se davvero ci tenessi a me, faresti solo una cosa: strisceresti per i chilometri che ci dividono e verresti qua chiedendomi perdono per tutto il male che mi hai fatto e per lo stronzo che sei stato. Perché onestamente non me ne frega un cazzo di sapere che tu sei vivo, che tu scopi con altre, se ti inculi galline o altro, se ti spruzzi in vena. Per me non esisti più, non voglio costruire più nulla con te. Sto bene senza di te, e non vedo perché devi cercarmi.

Non mi interessa se mi fai regali di compleanno, se mi scrivi messaggi o se scrivi sul tuo blog di me e per me. Se ci avessi davvero tenuto a me, ti saresti comportato in maniera differente, e se ora ci tieni ancora, non metteresti i tuoi egoismi davanti alle mie necessità. Se sto male e non voglio sentirti, tu lasciami in pace.

Senza di te sto meglio, se continuerai a non lasciarmi in pace ti considererò semplicemente morto.

Io di un ciccione con i capelli lunghi e con al fronte stempiata, maleducato e fallito non me ne faccio nulla. Ora sto meglio, ho una persona bella accanto a me, solare, che mi adora per la persona che sono e mi accetta per i miei limiti, che mi coccola e che mi capisce fin troppo bene.

Tu davvero credi di averci tenuto a me?

By IrisCatter
At: 08:49
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martedì, 21 luglio 2009

Fragile

Non sono un oggetto… e se fossi un oggetto sopra di me ci sarebbe una scritta rossa che recita: “fragile”.

Fa male essere trattati da oggetti, sei solo utile ad ultimare uno scopo, il resto non conta. Nessun feedback.

Mi sento usata, mi sento fragile. Ho pianto parecchio per questa storia, forse fra poche ore ci riderò su come una scema. In questo periodo sto andando fuori di testa.

Sto male quando cerco di dare o di fare qualcosa che possa far piacere, e non ricevere nessuna risposta, nessun commento. Anche un vaffanculo sarebbe accettato come risposta di dissenso.

Il silenzio distrugge, tu sei un oggetto. Piangi pure come una scema, sai che per quanto se ne possa dire certe persone non valgono, tu probabilmente per loro non vali nulla. Il sospetto ce l’hai sempre avuto, era sempre stato lì, ma poi c’è sempre la speranza che le persone possano cambiare, possano vedere qualcosa che tu sai di avere. Ma forse c’è davvero qualcosa di sbagliato, c’è davvero qualcosa di sbagliato in tutto questo. Che ti spezza. Per tanto così facciamo passare l’educazione in secondo piano, e sii mio nemico. Preferisco un nemico fidato, da guardare negli occhi e odiarlo ma con rispetto, piuttosto di avere amici di convenienza. Questo è quanto.

Grazie per la pugnalata alle spalle, almeno so che come si sente Cesare nel fare il padre. So chi ho di fronte a me.

By IrisCatter
At: 11:19
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martedì, 16 giugno 2009

Odiami

[Attenzione: Malato]

Una reazione chimica comporta un cambiamento dallo stato 1 della materia ad uno stato 2.

Le reazioni possono essere irreversibili, in questo caso è impossibile tornare allo stato originale, cosa che invece può accadere talune volte (vedi l'acqua).

Credo che anche nelle scienze umane ci sia questo processo. In fondo siamo atomi di carbonio.

Punto di non ritorno.

Se non faccio parte della soluzione, farò parte del precipitato.

 

Odiami con tutta la rabbia di cui sei capace. Odiami perché sono passione, perché sono euforia fine a se stessa, perché sono impulsiva, perché sono ghiaccio, perché sono emotività pura. Odiami perché io sto odiando me stessa. Odiami perché sono cambiata. Odiami perché adoravo farmi fottere da te. Odiami perché io godevo di te. Odiami perché tutto l’amore che ti ho dato e che abbiamo fatto, non è stato abbastanza. Odiami perché tutti gli amanti che ho avuto amavano scoparmi. Odiami perché ti odio. Odiami perché io ti amo. Odiami perché domani scoppierò in lacrime. Odiami perché domani non sarò da abbracciare, ma da prendere a sberle. Odiami perché domani sarà l’ultima volta che saprai qualcosa di me. Odiami perché domani rimpiangerai di avermi conosciuta. Odiami perché non riesco a toglierti dalla testa. Odiami perché nonostante la civetteria che metto negli incontri, non sono interessata alle prede. Odiami perché non sono più quella puttana frivola. Odiami perchè per vendetta contro me stessa, vorrei farmi scopare da chiunque. Odiami perché non riesco a mettere in atto la mia vendetta, visto che la sola idea mi fa stare di merda. Odiami perché ho smesso di essere ciò che ero e che una volta mi faceva stare bene. Odiami perché sono capace di illudere la gente. Odiami perché l’unica persona che ho allontanato era l’unica a cui è davvero importata qualcosa di me. Odiami per l’unica persona a cui è davvero importato qualcosa sei riuscito ad allontanarla. Odiami perché il suono del tuo nome rimbomba nella bocca soffocandomi. Odiami perché nonostante l’orologio trattenga il respiro, ho bisogno di te. Odiami perché mi sembra di aver creduto in qualcosa di astratto.

Odiami perché il futuro che avrai domani, non è lo stesso che avevi ieri.

Io nel tuo futuro di domani non voglio esserci nonostante tutto. Sbaglio a buttare tutto nel cesso, ma odiami anche per questo. Farmi odiare, forse sarebbe un bene per entrambi… visto che la vigilia mi porta ad essere scissa, e sto odiando me stessa.

By IrisCatter
At: 23:47
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lunedì, 15 giugno 2009

Frigorifero

Le emozioni sono una tappa importante nella nostra evoluzione, ma le devi saper leggere per saperne di più e per la tua incolumità. Allora leggimi. Sono qui. Studiami, come farebbe un predatore. Osserva i tragitto che compio e poi piomba sulla vittima come falco sul topo.

I predatori leggono la mente, sai? Tu sei capace di leggere la mia?

Non aspettarti quindi che io ti dia la mia benedizione quando affonderai il pugnale nella mia schiena, mi tradirai e mi mentirai. Se per questo tempo ho sempre cercato di tenerti al mio fianco, è perché ho accettato l’ambivalenza della frustrazione. Ora, se mi tradirai, se vorrai predarmi, io sparirò.

A questo punto, sarai in grado di vivere senza di me?

Io sono capace di togliere il lato affettivo, esattamente come farebbe uno schizoide. Accendo la spina della razionalità, e divento un frigorifero. Tu saresti in grado di ricevere qualsiasi emozione da un frigorifero? No, considerando anche che sarò chiusa come una cassaforte, senza lasciarti la possibilità di farmi depredare dei miei pensieri e dei miei contenuti, direi proprio di no.

Ricordati una cosa fondamentale: non so se sono più forte di te, so per certo di avere più resistenza e di saper vivere a fondo le cose, bruciandole, per poi passare più velocemente a quelle successive.

 

Louis Edouard Fournier – The Funeral of Shelley

By IrisCatter
At: 12:53
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venerdì, 12 giugno 2009

Io non ho paura.

E cercheranno di avvelenare il tuo corpo, mettendo veleno dentro il tuo vino o dentro il tuo cibo. E cercheranno di avvelenare la tua anima, usando parole sommesse che risuonano come vento tra le foglie di questa estate. E cercheranno di minare la tua certezza con sguardi pieni di vuoto, lo stesso vuoto che vedi attraverso una lamina di ghiaccio in un fiume di inverno.

Ma in fondo anche se si dovesse chiudere il cielo e abbandonare anche l’ultimo raggio si quiete, so per certo che io ci sarò con un sorriso che illuminerà tutto. Andrò a mietere anche l’ultima oscurità per distruggere ciò che uccide la certezza.

Anche se crollerà anche l’ultimo sogno, anche se cercheranno di pugnalarti, anche se la aspetteremo affinché i nostri diritti vengano mantenuti, anche se mi benderanno e mi metteranno con la faccia al muro aspettando il fatal colpo, io non ho paura. Non ho più paura di nulla.

Anche se mi dovranno drogare per perdere il contatto con me stessa, anche se mi dovranno violentare per profanare il tempio della mia anima, anche se mi soffocheranno per frantumare le parole e per farmi godere di più con i loro strumenti, anche se mi obbligheranno a bere di modo che io possa dimenticarmi di me, io non ho paura.

Se chiudo gli occhi, so che ne uscirò da vincitrice. Corri a dirlo ai miei nemici e alle mie paure: io non ho paura.

Se ti chiederanno di me, rispondigli solo che so a che ora devo andare incontro, e che con il mio pugnale li attendo al bivio; se ti chiederanno di me, rispondigli solo che mi hanno preso le misure per una cuccia di legno nella quale riposerò prima della cremazione, ma che la morte non mi spaventa; se ti chiederanno di me, rispondigli solo che dovranno legarmi, per far sentire le loro ragioni. Io non ho paura, li aspetto.

 

John Henry Fuseli - The Nightmare

By IrisCatter
At: 17:03
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mercoledì, 06 maggio 2009

"If you are glad, I'm sad"

“Io sto male nel vederti felice… Forse è meglio se non ci sentiamo più”

“Già (vaffanculo pezzo di merda, ti odio – penso- )… Beh, allora ciao.”

La felicità uccide. La felicità non uccide tanto te, ma la persona che vorrebbe che tu non fossi così felice in quanto vorrebbe essere lei il giudice e artefice della tua felicità.

Fa male scoprire quanto la vita possa continuare piacevolmente anche senza di te. Il mondo continua a girare e il sole a splendere, tutto continuerà. Le stagioni passeranno e i nostri passi continueranno a percorrere chilometri. Non voglio farmi odiare per quelle foto, non voglio che qualcuno soffra per la mia felicità. Se un bacio che rimane ghiacciato in un flash fotografico deve uccidere, forse è meglio evitare. Io posso evitare, ma chi non sa non può farlo. Cosa può importare la tua frustrazione per gente che non ti conosce e che è contenta per me? Cosa ne sanno gli altri di ciò che ci ha unito e di ciò che ci unisce ancora? Cosa ne sanno le persone di ciò che abbiamo provato?

Tutto ciò ha un non so che ironico. Quando a gennaio volevo suicidarmi, quando la mia vita non aveva un senso perché tu mancavi da rendere la mia vita mutilata e priva di senso. Quando tu avevi le tue storie e io anche, ma non sapevamo cosa fare perché ci appartenevamo a vicenda. Ora qualcosa si è rotto, la corda che ci teneva legati si è sfilacciata in tutti questi mesi di rabbia, solitudine e rancore. Ora tu non hai nulla, hai scelto male. Io non sono mai stata una scommessa sicura, ma per te lo sarei stata. Tu che ti sentivi lusingato dalle mie lacrime, e che fondamentalmente stavi bene se stavo male; forse perché la paura di perdere qualcosa ti rende innocuo come un poppante. Ora che tu stai male vedendomi felice con un'altra persona. Mentre sorrido nelle foto, ricordati che sono contenta di come siano andate le cose; anche se un pezzo di me sta male nel sentirti soffrire.

Non ho perso niente – ho smesso con la frustrazione e con il sentirmi inferiore a chiunque - e ho guadagnato la serenità di una relazione che non crea problemi.

E anche se una parte di me sarà sempre innamorata di te, ora posso dirti che mi mancano le chiacchierate, mi manca il tuo profumo, ma non mi mancano gli effetti collaterali che erano più numerosi dei punti a favore.

Addio davvero. Chiudo il telefono e tolgo il poster che stavo fissando durante la conversazione – quello che mi hai regalato tu a novembre- , è tutto finito davvero.

 

Claude Monet – Il ponte ad Argenteuil

By IrisCatter
At: 09:58
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sabato, 04 aprile 2009

Requiem for a leaf...

La tua foglia, si è staccata dall’albero.

Un calvario lungo tredici anni. Quando io non ero ancora donna, tu ti eri scordata di me. Non riconoscevi chi io fossi, e che cosa ci facessi a casa tua con tuo figlio invecchiato di parecchi anni.

Perdersi in se stessi, perdere le proprie storie, le proprie esperienze, il proprio passato. Per poi perdere il gusto, le sensazioni di caldo e di freddo e tutto ciò che ne consegue. Demenza di Alzheimer. Placche beta-amiloidi che divorano il cervello a poco a poco. I neuroni muoiono, si staccano come foglie.

Poi giù, sempre più in profondità di un baratro.

Giovedì la chiamata, il ricovero, la crisi respiratoria, l’ospedale. In diretta si assisteva alla telecronaca alle 3.30 del mattino. Impotenti spettatori delle parche, assistiamo allo spettacolo di una morte silenziosa di un viso perso e perduto. Stesso ospedale in cui anni prima morì un’altra persona con un quarto del tuo DNA e nato il tuo stesso giorno. Poi la speranza, il ritorno nella casa di riposo. Poi oggi dopo mezza notte e mezza passata, mentre la casa è infestata di amici che giocano al wii e progettano viaggi estivi, la chiamata. “E’ morta” dice la voce anziana e tanquilla.

Il sangue gela e le lacrime scorrono. Porco Dio. E’ l’unica cosa che mi viene da dire alla sorella all’altro capo della cornetta. Gli amici capiscono. Mettono a posto il disordine e si offrono di rimanere lì a dormire. Li cacci fuori. Ti abbracciano e scoppi con tutta l’emotività repressa da tredici anni a questa parte. La maglia azzurra del migliore amico si tinge di nero rimmel. È morta. Trattieni il fiato per non esplodere, poi in solitudine esploderai. Il gatto capisce. Porco Dio. È l’unica cosa che mi viene da dire. Anche l’ultimo saluto è saltato. Porco Dio. Ho paura della morte, ho paura di perdere la mia dignità prima di morire. So che o un tumore ai polmoni, o l'AD mi toccano. Non posso sapere nè l'ora nè il giorno, ma a volte ci penso al programmare tutto. E stasera è una di quelle sere. Stasera è una di quelle sere in cui spero di addormentarmi alla svelta e di dimenticare tutto. Stasera che ho chiamato il mio ex moroso e sono scoppiata a piangere con lui. I miei sono via, io che ho dovuto avvisare di quanto successo; stasera è una di quelle sere in cui il dolore ti strangola in una morsa crudele e senza speranze.

Ogni anno in questo periodo succede qualcosa di orribile, ogni fottutissimo anno di merda. Congelatemi in gennaio, aprile e novembre.

Io non so se esisti, a volte ci vorrei anche sperare. Vorrei una risposta. La vorrei davvero.

By IrisCatter
At: 00:50
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giovedì, 12 marzo 2009

Non un farmaco all'uso...

Onestamente non so se hai fatto bene o male a lasciarmi, o meglio, a farti lasciare. So che se adesso tu soffri, è solo colpa tua. Te la sei cercata tu. E mentre io preparo le mie cose per uscire, per dimenticarmi di te; tu sei ancora a rincorrere un pensiero e a dargli un senso, come io ho fatto con queste nuvole in questa giornata di sole cercando di evadere dal lavoro.
Non sono incazzata. Ho tutto e non mi manca niente. Ho un ragazzo che mi vuole bene e che ricambio, ho spasimanti che non vorrei ma che fa piacere avere, ho libertà e ho energia. Ho poco tempo, l'unico mio cruccio.
La felicità è una buona birra, una sigaretta, amici e una persona con cui stare serenamenti. Niente frustrazioni, niente sbattimenti. Le storie frustranti e sofferte sono le più emotive, ma le più stressanti. Ne ho abbastanza onestamente. Niente complicazioni, niente emotivismi inutili. Io e basta. Già in mondo ha il desiderio opprimente di far sentire la sua fievole vocina per sentirsi importante, ma importante non è. La gente ha costantemente bisogno di sentirsi importante per qualcuno, la gente ha bisogno di sentirsi parte di qualcosa.
Io metto le cuffie dell'i-pod e passo oltre. Si, sono egoista in sto periodo, e francamente non me ne può fottere di meno. Non mi interessa non mi tocca.
Dimenticami, perchè io l'ho fatto. Passa oltre perchè io ho già calpestato quello che avevamo seminato senza alcun rimorso e senza alcun senso di colpa.
Non sono un farmaco pronto all'uso da utilizzare quando stai male, non sono il tuo farmaco all'uso da ingoiare quando sei angosciato. Non sono la tua psicologa da chiamare quando non sai a chi dire che stai male con la tua attuale fiamma perchè lei non ti capisce quanto ti capisco io. E fare una cosa del genere è francamente da stronzo egoista senza un minimo di pudore e di tatto.
Hai perso la persona migliore che hai mai avuto, quella che ti spronava, quella che ti dava la carica, quella che ti sosteneva, quella che ti accettava per ogni difetto, quella che ti voleva così perchè eri magnifico nelle tue imperfezioni. Hai perso ciò che avevi, e ora ti lamenti di ciò che hai. Non è un mio problema, non sei più un mio problema.
Francamente non capisco perchè la mia felicità dovrebbe esserne un tuo...

By IrisCatter
At: 17:51
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giovedì, 05 marzo 2009

Habere non haberi

Nil sapientiae odiosius acumine nemio - Seneca

La macchina ruba pensieri esiste. È in casa di un pittore surrealista, ma nessuno a parte me sa il nome, e non posso dire di chi si tratta. Meno conosciuta è la seguente macchina… Esiste la macchina che ruba gli anni. Voi non lo sapete, ma la mattina dopo che vi siete alzati, un po’ di voi viene succhiato dalla macchina che ruba gli anni. Io lo so, io la vedo. Squarcia la vostra gola la notte e vi succhia l’aria dai polmoni, poi ricuce tutto senza destare sospetti.

C’è solo una cosa certa nella vita: nulla è certo. Camminiamo su strade di asfalto, che si potrebbero sciogliere da un momento all’altro. Verrai dilaniato da insetti pieni di amore e di speranza, che svolazzano in queste paludosi risaie che riflettono tutto come specchi. Verrai corroso da un sole che si nasconde ancora tra le nuvole grigie e bianche. Non è perdersi in paesaggi e in colori mediocri, ma annegare in cose che non hanno senso. È per questo che la macchina ruba anni è stata progettata. La macchina ruba anni tende a far finire le cose, se le cose non hanno senso. La macchina ruba anni tende a velocizzare le cose, se le cose vanno troppo bene (perché la macchina ruba anni è troppo invidiosa della felicità altrui). La macchina ruba anni si nutre di queste cose. Non c’è modo di sfidarla, non c’è modo ancora conosciuto per bloccarla quando la notte viene a sezionare le sue vittime come abile medico farebbe all’obitorio.

La sibilla sussurra all’orecchio di filo d’erba mentre i passanti pestano i ciotoli. Il vento si infila tra le molecole che percorrono il ruscello che porta al fiume. La macchina anni pensieri è nascosta proprio lì. Sotto i ciotoli del fiume, passato il greto di una vena anemica è lì che è depositata.

Un giorno mi schianterò contro la macchina ruba anni lanciandomi dal ponte nel fiume. La macchina è lì. Vedo che mi osserva quando in giornate di autunno la nebbia all’alba si alza dall’acqua, la vedo che mi osserva quando l’alba nasce dalle acque come Venere, la vedo che ride inghiottendo persone che si immergono nelle sue acque e si addormentano in una notte eterna.

Voglio che la mia macchina ruba anni, tempo, fatica e sentimenti venga distrutta.

[Habere non haberi – la macchina ruba anni dev’essere distrutta.]

 

Roy Lichtenstein – Drowing Girl

By IrisCatter
At: 16:20
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