Le piccole cose che qualcuno non dovrebbe sapere mai... e forse nemmeno chi le scrive.
Si avvisa che questo blog tratterà argomenti personali. Se volete scrivere fregnacce, siete pregati di farlo altrove. All'agenzia delle idiozie, spiacente, ma ho io l'esclusiva... Non sono ben accetti adoratori di me stessa, mendicanti di attenzioni gratuite e ingiustificata, neppure gente che vorrebbe mettermi la faccia in una friggitrice per patatine fritte o buttarmi in mare con delle scarpette di cemento. Siamo per le persone che ragionano e con un minimo di senso critico. Vi ringrazio per la cortese attenzione. Iris Catter
la musica; leggere; scrivere; i gatti; la pioggia e i temporali estivi; i paesi anglosassoni; una conversazione stimolante; straiarmi su un prato senza parlare e ascoltare i rumori intorno; un buon bicchiere di vino; i cappelli e orecchini bizzarri; una sigaretta dopo il caffè; cantare a squarciagola mentre guido; una cioccolata calda in un bar, quando fuori nevica; l'avere sempre ragione; i bagni di folla; passare le giornate a letto e vivere di notte; le persone originali e non convenzionali; scopare; rimanere a parlare fino al mattino e avere più dubbi che certezze; l'ironia delle cose; testare le mie ipotesi; un bacio prima di partire.
Falsità; l'ansia; la domenica; gli arrivisti; la cattiveria; l'invidia; la superbia; la fatica; la noia; le lamentele inutili; la stupidità; i pregiudizi; le persone che non riescono a vedere al di là del proprio naso; chi mi da per scontata; la mancanza di empatia con gli altri; chi non ammette i propri errori e i propri limiti; i ragazzini rozzi e volgari che urlano nei luoghi pubblici e piccoli; una lista bella lunga di persone; le cose dette con superficialità; i cani; le cose che non conducono a nulla, nemmeno ad un momento di felicità; le routine; non avere i miei spazi; lo scorrere del tempo.
"E' terribile scoprire che le stelle che stai guardando, in realtà sono aerei!" Io. "Non è chi è perfetto, ma chi è imperfetto ad avere bisogno di amore" Oscar Wilde. "Anche l'amore è un lusso" Albert Camus. "Se qualcosa può andare storto, lo farà!" Legge di Murphy.
Ambigiutà
Bunny licious
Bunny Suicide!
Clinica dei pupazzi
Cultura Celtica
Dead Psychologists Society
Happy Tree Friends
Hieronymus Bosch
il bene!
Mark Ryden
Musica!
Progetto_Pompadour
Ray Ceasar
Van Gogh
*loading* persone che hanno perso tempo da queste parti.
oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
acide riflessioni
comunicazioni di servizio
ermetismi fuori luogo
me vs me
pensieri
schegge di vita
sleri motivati
tso
Vincenz0 in Non si gioca più...
Perpassione in Changing times...
sangervasio in Changing times...
banchista in Cronache di un compl...
utente anonimo in Procrastinazione
MariannaPuntoG in Cronache di un compl...
IrisCatter in Procrastinazione
utente anonimo in Procrastinazione
IrisCatter in Procrastinazione
utente anonimo in Procrastinazione
The Cure; Placebo; Brand New; Funeral For A Friend; Tacking Back Sunday; Feeder; Einaudi; Finch; Fiona Apple; Wombats; We Are Scientists; Alanis Morissette; Armor For Sleep; Death Cab for Cutie; The Doors; De Andrè; Garbage; Idlewind; Incubus; Kaiser Chiefs; Nine Inch Nails; Maximo Park; Modena City Ramblers; Banda Bardò; Rise Against; Marcy Playground; Muse; Panic! At The Disco; Relient K; Silverchair; Subsonica; Teatro degli Orrori; Afterhours; The Starting Line; The Used; The Strokes; Sigur Ros; Thrice; Tre Allegri Ragazzi Morti; Vinicio Capossela
Arancia Meccanica; Fight Club; Il Mago Di Oz; La Mia Vita A Garden State;L'Arte Del Sogno; L'Attimo Fuggente; The Libertine; American Psycho; Schindler's List; Eternal Sunshine Of The Spotless Mind; Lolita; Full Metal Jacket; Shining; Edward Mani Di Forbice; Alice Nel Paese Delle Meraviglie; Otello; Romeo+Juliette; Il Mercante Di Venezia; Paura E Delirio A Las Vegas; Trainspotting; Million Dollar Baby; Dieci Cose Che Odio Di Te; La Leggenda Del Pianista Sull'Oceano; Il Favoloso Mondo Di Amélie; The Blues Brothers; Ed Wood; La 25a Ora; Come Te Nessuno Mai; Blow; Buon Compleanno Mrs Grape; Il Giardino Delle Vergini Suicide; Le Fate Ignoranti; Romanzo Criminale; Saturno Contro; Zodiac; Traffic; Donnie Darko; Memento; The Elephant Man; Io sono Leggenda; Santa Maradona; Juno... Altri...
Layout&Template by Arkvallish
Image: Ray Caesar
Host by Splinder
mercoledì, 04 novembre 2009
Sono stati giorni intensi, troppo pieni di vita da descrivere, sfuggenti alle parole.
Tra emozioni intense sia positive che negative, in balia di borderline al limite del tso e tra l’insubordinazione globale. Tra danze scatenate nel pogo violento del concerto dei rise against e l’inettitudine trasformata in frustrazione di gente che vuole avere la meglio su di te, ma si dimostra succube della sua arroganza mischiata a invidia. Non mi piace l’invidia, preferisco l’odio per tanto così.
In tutto ciò c’è una canzone che mi rimbomba in testa da ieri. Quella canzone che parla così tanto di noi, tanto da essere la nostra canzone. Ma la cosa più sconvolgente è che non mi ha fatto effetto, mentre il pubblico faceva gli auguri al cantante con la sua chitarra acustica in mano. Tu sei cenere, il passato che si dissolve come fumo nel vento di novembre. Novembre, il mese in cui si piangono i defunti e si fanno progetti per natale e capodanno. Le solite cose che ci fanno continuare a respirare, la procrastinazione di desideri e sensazioni. Il fare progetti senza portarne a termine nemmeno uno. Ho idee brillanti in questo periodo, ma nemmeno il tempo di appuntarle ad un foglio volante. Per questo che mi sono bloccata.
Tu non sai che ho dimenticato il tuo odore, il tuo sapore, il colore dei tuoi occhi. E per quanto tu mi possa sembrare patetico in questo momento, non rido di te. Perché in fondo non siamo mai stati così diversi, sempre portati alla lotta costantemente, a riempirci la voragine dei nostri incubi.
Tra due settimane avrò l’occasione di andare a Firenze, vado con lui. Tu che fingi che lui non esista, lui c’è. Mi sono persa, ma so esattamente la strada del ritorno. Ho sempre avuto un senso dell’orientamento impeccabile. Ti manca un ulteriore pezzo alla mia vita, ma questa pugnalata me la risparmio, tu non puoi sapere quanto ho amato chi non sai che esiste. Per questo presto farò un altro viaggio. Non alla ricerca di me stessa come spesso faccio, ma per cercare quelle emozioni perdute e quelle persone splendide che nei miei tour incontro.
Divertiti a rimanere in una vita piatta e comune. Questo non è il mio destino.
By IrisCatter
At: 16:08
commenti (7) + + +
pensieri, comunicazioni di servizio, schegge di vita
domenica, 25 ottobre 2009
mediocre persona che non ha mai accettato il mio modo di essere.By IrisCatter
At: 21:00
commenti + + +
pensieri, schegge di vita, acide riflessioni, sleri motivati
martedì, 13 ottobre 2009
Lei è bellissima, di una bellezza incontaminata. Bella come un quadro di Botticelli. Non saprei darle un età, è splendida e basta. Io ho il mio camice e sto fumando. So chi è lei, lo so. Parliamo spesso di te anche se non lo sai, so che cosa hai fatto e perché ti trovi qui. Tu attacchi bottone con me, parlandomi delle tue cose, delle tue aspirazioni e delle cose che stai progettando di fare. Io ti ascolto, è piacevole ascoltarti. Poi ti devo lasciare.
Ora sento chi ha da dire le proprie cose, sfoggiando conoscenza e consapevolezza.
La cosa che stavo pensando oggi è questa: è assurdo di quanta gente cerchi di morire, o muore davvero e la cosa più assurda è pensare a quante persone muoiono e hanno così voglia di vivere. Che sia un tumore, un incidente, una botta in testa, una rapina finita a male… è assurdo il valore che si da alla vita: totale o nullo.
E mentre penso a qull’uomo che conosco che ha perso la moglie di recente, penso quanto sia orribile la vita… Indipendentemente dal fatto che tu voglia vivere o meno. Che tu abbia un tumore, che tu abbia un malessere dentro, c’è quel senso di dissoluzione.
‘Fanculo, dovevo fare selezione del personale.
Pieter Brueghel the Elder - Il Trionfo della Morte
By IrisCatter
At: 16:43
commenti (2) + + +
pensieri, comunicazioni di servizio, tso , acide riflessioni
sabato, 10 ottobre 2009
Ti ho sognato stanotte.
3.30 di notte, lui mi riporta a casa dopo una serata moderatamente etilica. Lui era silenzioso, io ero lì che pensavo a quella strana reazione senza senso apparente di quel ragazzo che desiderava parlarmi con gli occhi lucidi e il cuore a pezzi. “Non capisco perché non mi parli mai. Mi accorgo di non esserti simpatico, ma io ci sto male.”.
Io allontano chi era lì a parlare con me, e anche lui si allontana. Lo seguo, gli spiego che secondo me era meglio parlarne da soli di certe cose. Detesto le scenate, detesto i gesti di slancio senza senso di fronte a qualcuno per sembrare più eroico o più patetico.
Poi casa, lui sa a cosa sto pensando. Sa che il mio pensiero è lì, fisso, come se fosse appuntato sul muro della memoria.
Io lo guardo e dico: “forse è meglio se per un po’ non ci vediamo più. Sarebbe meglio se ti trovassi una persona che pensa di meno alle cose e che sia più semplice”.
Un discorso che mi ha fatto una persona con cui sono cresciuta era molto simile: l’intelligenza è una condanna; gli uomini hanno bisogno di una partner stupida, così non hanno la mole di menate da parte della morosa e la si rigira. Chi vuole sentirsi le menate della propria morosa dopo il lavoro, l’università e gli amici?
Lui mi guardò e disse: “ma cosa stai dicendo?”
Io ripresi: “hai bisogno di una persona più semplice, fidati.”
Lui: “io so solo una cosa: ho bisogno di te.”
Un bacio, due, dieci, cento.
Notte, la notte dovrebbe portare consiglio. A me la notte porta solo confusione, e i sogni del mattino incutono più timore di tutto. Ti ho sognato stanotte. Hai inquinato i miei sogni con i tuoi incubi.
Si, sono in cerca di me stessa mentre mi perdo in altro, nonostante tutti questi mesi di litigate e di amore. E il peso dei pensieri continua ad inghiottirni nella sua vertigine.
Rise Against - Everchanging
By IrisCatter
At: 17:30
commenti (3) + + +
pensieri, comunicazioni di servizio, schegge di vita, me vs me
mercoledì, 30 settembre 2009
Pensieri a cavallo di questa notte...
Hai avuto tutto il tempo del mondo, hai pensato e hai avuto le tue botte di vita. Senza chiederle, sono capitate. Che si tratti di un orgasmo oppure di uno schianto in macchina con tanto di esplosione da parte dell’airbag. Ho visto così tante nuvole mentre passeggiavo per la strada con lo sguardo all’insù, e ogni volta davo un significato. Siamo portati naturalmente a dare un significato alle cose che non riusciamo a definire con un bianco o un nero. Nulla. Sensazioni sospinte sulla superficie della pelle attraverso un senso.
L’incanto di un attimo che ti lascia senza fiato, sperando di averne un altro ancora. Ingordigia di emozioni e sensazioni. Rimango nel letto cercando il tepore di un bacio che la notte si è portata via. Insegno inglese, insegno un modo di ragionare, ma in fondo non posso insegnare emozioni. In fondo ci sono così poche cose che ti danno quel tuffo al cuore in grado di bloccare il respiro come imprigionare l’aria nella gola senza farla nè uscire né entrare.
Sappia comunque colui che dice che le sensazioni, i sentimenti e le emozioni che se sono volontarie, ha un grosso problema di ragionamento. Non è come mettere la moneta nella slot machine, sciocco. La mia volontà va a farsi fottere nelle emozioni e nei sentimenti. Sarebbe bello poter decidere, sarebbe bello e semplice. Non è così e tu sei un povero sciocco che si riempie la bocca e si sporca le mano di fregnacce idiote.
Wassily Kandinsky - Fugue
By IrisCatter
At: 23:30
commenti (1) + + +
pensieri, comunicazioni di servizio, acide riflessioni, ermetismi fuori luogo
giovedì, 17 settembre 2009
Ultimamente non sono una persona credibile, lo so. Una settimana fa’ mi laureavo. Tu mi hai regalato un braccialetto di platino con un grazioso pendaglio a forma di tartaruga. Oggi dopo la pioggia ero fuori dal reparto di psichiatria e guardavo la tartarughina nel laghetto artificiale sola insieme agli altri pesci. Capita che i pazienti abbandonino qui esseri viventi: pesci, tartarughe, parenti, amici; rientra tutto nella normalità. Quella sera ti sei sentito così misero quando mi è arrivato il braccialetto regalatomi da un amico, un braccialetto di Tiffany.![]()
Quella sera ti sei sentito misero, io ti ho ripetuto che non lo eri affatto. Non amo le cose pacchiane e vistose come sai, ho apprezzato molto di più il biglietto che mi hai scritto. Il “Ti amo” finale. Indipendentemente da tutto ho bisogno di te, sono felice con te. Non sono credibile nel dire queste cose, lo so. Ma per ogni piccola cosa che fai, ti devo tantissimo, ed è vero.
Prendo le mie sbandate, credo che sia normale. Non sono mai stata costante, ho gusti troppo mutevoli e cangianti, e la maggior parte delle volte ho bisogno di crearmi problemi da sola. Ma tu sei la mia costante.
È vero quello che si dice in giro, anche se non mi crederai: la felicità, non lascia cicatrici. Non vuol dire che se non ho mai pianto, urlato, fatto a pezzi la mia vita per te, ciò significhi che non hai senso per me. In realtà non ce n’è mai stato il bisogno. Tu non mi lasci cicatrici perché mi lasci carezze.
In ogni cosa, in ogni respiro, in ogni dettaglio. È per questo che oggi, dopo la lezione di danza, sono passata da te. È per questo che scrivo queste cose che tu non leggerai. Avevo necessità di una carezza, di un bacio e sento la necessità di esternare pensieri e sensazioni. Sto imparando molto, e molto mi devi ancora insegnare.
Grazie.
Gustav Klimt – Il Bacio
By IrisCatter
At: 23:32
commenti (7) + + +
pensieri, schegge di vita, ermetismi fuori luogo
martedì, 08 settembre 2009
Giovedì mi laureo. Tutto ciò per cui ho lavorato, dovrebbe essere pronto per quella data troppo vicina. Sento l’ansia da prestazione che sale. Non ho del tutto la serenità nell’animo questa volta.
C’è una storia che mi turba, davvero davvero. Non è un amore finito in miseria o una cosa che è successa a me. Ma è una ragazza, con una storia toccante, con le guance tagliate, le vene aperte e le lacrime agli occhi.
Non mi interessa se la gente intorno a me va’ fuori di testa, ma lei si. Lei quando va’ fuori di testa sta male sul serio. Lo stesso buco nero che mi divora, la stessa rabbia incontrollata, la stessa incapacità di gestire le emozioni. L’unica differenza tra me e lei è che lei funziona peggio, che io so che cos’ha lei, che io non ho avuto una vita così difficile e una vita che scade tra qualche anno. Io capisco la sua fretta di vivere, la capisco in pieno. Se mi dovessero dire: “ a te rimangono tot anni, perché hai una malattia degenerativa” quando di anni ne hai 18 credo che darei davvero fuori di testa.
Tutti noi poi cerchiamo scuse, non dico di no. Tutti noi ci comportiamo in una maniera incongrua a quello che diciamo. Lei ha messo in atto una autodistruzione. È come quando hai troppa fretta e fai cadere le cose oppure ci inciampi. Lei fa’ lo stesso.
Io le voglio bene, nonostante i suoi mille difetti. Perché è piena di vita, dinamica, fragile, più umana di tante persone che si hanno intorno. Non so, sono ormai 8 mesi che la conosco, e lei ha sviscerato tutto ciò che doveva fare. Non dico che lei abbia ragione di fare tutto ciò che fa’, anche perché ci sta male lei dopo, ma mi verrebbe da dire che forse al posto suo anch’io sarei impulsiva nelle cose, distruggerei cose e cercherei di distruggere me stessa.
Io ho fatto la tesi sulle persone come lei e come me, io funziono abbastanza bene e non verrei diagnosticata, come fai a rimanere indifferente quando una persona accanto a te fa’ di tutto per stare bene, ma non riesce?
By IrisCatter
At: 10:36
commenti (2) + + +
pensieri, tso , acide riflessioni, sleri motivati
mercoledì, 26 agosto 2009
Ho finito la tesi. Ho odiato abbastanza quello che amavo e pensavo di utilizzare come memento per la mia vita. Mi guardo in torno e ormai sono pronta ad etichettare persone con vari disturbi mentali. Istrionica, Borderline, Passivo-aggressivo, Narcisista, depressione bipolare di tipo due, ansia generalizzata, fobia specifica…![]()
In tutto questo, tra le varie teorie psicologiche che hai dovuto disconfermare con 4 fantastici modelli - e quando uscirà l’articolo tante teste cadranno, eccome se cadranno,- ti sei ritrovata pure tu con i tuoi disturbi. Borderline, è la prima parola che ti viene in mente, e ormai una parte di te ne è convinta.
Ti ho cancellato, o meglio, ti sto cancellando a poco a poco. C’è il punto in cui dici che c’è stato un cambiamento. Come prima e dopo Cristo. Forse mi hai resa più fragile, forse perché ho tirato fuori una forza che non sapevo nemmeno di avere, ed ora mi sento più debole.
Poi ho scoperto in questi giorni di lontananza che sto bene senza te, che non soffro così tanto come pensavo, che sono innamorata della persona che condivide la vita con me.
Quindi io passo le mie notti a casa sua e con amici. Non so come sia ora la tua vita, spero che le cose vadano bene come desideri tu. Nonostante tutte le cose che hai detto, non voglio tornare ad un tira e molla. Non mi fa’ bene e non lo merito.
Forse borderline non ci nasci, ma ci diventi. Il mio anno 0, il mio picco di gioia, l’apice del martirio di me stessa. Con la mia vita dissoluta, la mia angoscia abbandonica, i miei repentini cambiamenti di umore, i tira e molla, la svalutazione e idealizzazione di me stessa e degli altri, e i miei pensieri “strani”. Questa sono io. Questa è la metamorfosi completa di un baco da seta diventato una farfalla deforme. Questa sono io.
Pierre-Auguste Renoir – By the Water
By IrisCatter
At: 09:22
commenti (4) + + +
pensieri, tso , schegge di vita, me vs me, ermetismi fuori luogo
domenica, 16 agosto 2009
L’ultimo verso della canzone dice: “e non sarai mai un’emozione da poco”. A volte non ti credo, è nella mia indole non credere a parole dette sulla frenesia del momento, tu invece me lo ripeti ormai come un mantra.
Nei riflessi di questo mare turchese di Croazia mi sono innamorata di tutto, non mi sono innamorata di nulla. La sindrome di Stendhal è quando vedi una cosa talmente bella da paralizzarti, da svenire, da avere le vertigini, da avere tremori, da avere il batticuore, da avere un infarto. Questa è la cosa terribile delle cose sublimi.
Noi siamo irrimediabilmente attratti da ciò che può parlare di noi, da ciò che ci riguarda. Non si esprime la propria essenza solo attraverso l’espressione del volto o attraverso il tono di voce. La camminata, i gesti, il vestiario, non sono che cliché del proprio modo di essere. Qualcuno disse che le stelle brillano, senza che nessuno glielo chieda, che le persone ti amano senza che glielo venga richiesto. Ma noi alla fine brilliamo, ci innamoriamo, siamo attratti, proviamo emozioni per qualcosa che ci avvicina a noi stessi.
Gli artisti non fanno altro che portare alla luce nuovi ritratti di loro stessi, anche quando dipingono un altro volto, anche quando ritraggono un paesaggio. Questo è quanto. Anche le persone “normali”, quelle che trovano superfluo l’aggettivo “artista” tengono a ricercare sempre se stessi nelle cose che amano, nelle cose che fotografano, nelle cose che scrivono. Che queste siano le cicatrici di una felice vacanza, o la loro tesi di laurea quinquennale. Cerchiamo sempre noi stessi, anche quando non lo facciamo di proposito. Si cerca sempre di aggiungere un frammento di puzzle a quella metà mancante di mela. Che sia un uomo, che sia una casa, cerchiamo di completarci, di ritrovarci ancora una volta.
E quando al mattino mi svegli con un: “buon giorno, ti amo.”; forse è un altro sciocco modo per ritrovare se stessi riflettendosi nei tuoi occhi verdi e vedere le perle che si schiudono in una collana di sorrisi.
E nonostante la felicità, a volte i pensieri arrivano. Quelli non li puoi fermare, quelli sono la vera persona. Ti rifletti in quello che ami, trovi te stesso in quello che ami, ma a volte quello che hai non basta per conoscere davvero se stessi. È per questo che nonostante la felicità il cuore sussulta quando deve sussultare, sai che quella canzone è dedicata a te. Perché alla fine ciò che sei non lo dimentichi, non puoi dimenticare ciò che una parte di te in fondo in fondo ama ancora.
By IrisCatter
At: 12:18
commenti + + +
pensieri, comunicazioni di servizio, schegge di vita, ermetismi fuori luogo
mercoledì, 05 agosto 2009
Lunedì mattina, sono le 6. la sveglia suona.
“Amore, sono le 6. Ti porto a casa che alle 8 devo essere via.”
Lui si muove tra le lenzuola cercando di svegliarsi. Mi bacia, mi abbraccia. Facciamo l’amore.
Poi ci rivestiamo e andiamo.
Prendo la macchina, esco dal garage e vedo il cielo. Cielo plumbeo, alba arancione. La radio passa un pezzo di Rod Stewart: “the first cut is the deepest”. Io canticchio le differenti frasi, con voce bassa, la voce del sonno. I ricordi si intrecciano con il presente, si intrecciano in un groviglio di nodi che attanagliano i pensieri.
Casa sua, lui scende. Sua madre è fuori che innaffia le piante, mi saluta, io ripeto il suo gesto.
L’alba è ormai alta, e il sole prima arancio, ora si è nascosto tra le nuvole. Tra poco partiremo, io spengo il cervello. Di ciò che è stato, non mi è rimasto nulla. Sono serena ora. Dimentico il mondo e dal mondo sono dimenticata.
Tra poco si parte senza meta, ora la mia meta è il letto. Mi svesto e torno a letto. Tra poco mi sveglierò di nuovo, e dovrò far funzionare il cervello come un computer preciso, come farebbe un cecchino che deve prendere assolutamente la sua preda.
E continuerò a cantare quelle strofe, e continuerò a canticchiare quel motivetto.
Le lacrime sono andate, ora resta un sorriso e solo un pensiero. Ora so quello che ho, il resto non è così importante ora.
By IrisCatter
At: 11:48
commenti + + +
pensieri, comunicazioni di servizio, schegge di vita, me vs me
sabato, 18 luglio 2009
Forse ho dato per scontato una persona per tutto questo tempo, non dandogli il giusto merito che in realtà meriterebbe e possiede. Quando sono stressata emotivamente, sto male, sto male davvero; le cose diventano insopportabili, pesanti, ed ho strane idee.
Ieri ho deciso di staccare la spina emotiva da una certa cosa, ho capito davvero che non ne valeva la pena. E se oscillo tra il: “ti odio e ti amo”, il “ti voglio vedere morto, e senza di te non vivo”; ho smesso di oscillare, non ne vali la pena. Non vali il mio star male o il mio soffrire.
Ieri alle prime ore del mattino, dopo un insonnia che ormai mi accompagna da giorni interi, ho davvero capito la persona che possiedo ed il suo valore. Quale persona meravigliosa ho al mio fianco e io che sono stata così stupida a darla per scontata e a non valorizzarla come meritava. E lo capisco solo ora che sto meglio, ne vado orgogliosa. Mi sono svegliata e l’ho capito.
Se a volte sono pessima, se a volte penso ad altro e divento assolutamente incomprensibile, se a volte fingo di non interessarmi a te, in realtà lo capisco il valore che hai; il mio punto di equilibrio nel mio caos esistenziale. Se soffro ancora per cose passate che non si sono ancora concluse, la cosa più disarmante è che tu sei lì a sorreggermi e darmi solo il meglio.
Ti vedo, ti osservo, sorrido, grazie di esserci sempre per me. A volte non credo di meritarmi te, grazie.
Kazimir Malevich – Flower Girl
By IrisCatter
At: 11:03
commenti + + +
pensieri, schegge di vita, me vs me, ermetismi fuori luogo
martedì, 14 luglio 2009
Ho la bocca dello stomaco che si chiude portando tutto ciò che c’è sotto questa ad essere aggrovigliato. Sono partita, ho dovuto farlo. Per sopravvivenza e per rilassarmi. Mi sono ubriacata, ho rivisto una mia carissima amica, ho preso il sole – anche se non si vede-, ho fatto sesso per tutti questi giorni con la persona che sta accompagnando la mia vita ormai da 7/8 mesi e sono felice che ci sia, ma quel sottofondo c’era. Forse perché è l’anniversario della morte di una persona cara, forse perché luglio è un mese che detesto. Forse perché ora devo scrivere la tesi, ma soprattutto perché mi sono imposta determinate cose. Sto cancellando, sputando sopra ciò che è stato della storia precedente. Niente più parole con te, anche se a volte mi sveglio che sono in lacrime, e la cosa più brutta è quando accade mentre lui mi abbraccia nel risveglio.
Lui mi racconta che sua zia si è suicidata quando era una bimba. Lui dice che non capisce il suicidio. Io guardo fuori dal finestrino di una macchina che mi riporta in Lomellina e dico: “io ci ho pensato. Non puoi sapere perché, ma i motivi possono essere tanti: una delusione d’amore, una malattia, un senso di vuoto costante, un modo di protesta. Io ci penso spesso, è l’ultimo atto che hai per prendere possesso di te stesso.”. Lui mi prende le mani e me le bacia: “non devi più pensarlo, mi fai troppo male”.
In tutto ciò penso che se davvero ho bisogno di attenzioni, tutto ciò che devo fare è morire.
Ma sono stupida lamentarmi, sono davvero stupida a farlo. Ho tutto, ho davvero tutto ciò che posso desiderare, tranne quella cosa. Quella fottutissima cosa che mi devasta e mi distrugge per la sua mancanza. Oltre al fatto che se davvero dovessi farla finita, farei male a molte, troppe persone. Poi per cosa? Per un mio capriccio? Per un mio inutile senso di vuoto e di inconsistenza. Secondo me ci nasci con quello, pochi cazzi. Ma anche con te c'era, non credere di essere così importante. Ci nasci ti ho detto, ci convivi. Ti rendi imprevedibile e ti fa' comportare in maniera strana. La gente non ti capisce, ma i tuoi sono movimenti apparenti. Ci convivi fino a quando non ti devasta.
Otto Ohm – Crepuscolaria
By IrisCatter
At: 10:49
commenti (2) + + +
pensieri, tso , schegge di vita, me vs me
venerdì, 10 luglio 2009
E' finito tutto...
Davvero tutto. Forse. Una lacrima. E' andata.
L'ultimo voto, l'ultima telefonata, l'ultimo e straziante addio a te. Ho chiuso una porta, oggi partirò per il mare per poi ritornare a Milano per lavorare sulla tesi.
Mi hai persa, io ho perso te.
Addio. L'ultimo grandioso voto e media del 29 e passa. L'ultima telefonata straziante.
Mi sento vuota oggi.
E il mio compleanno è stato due giorni fa'. Domani è l'anniversario della morte di mio nonno.
Ho sempre odiato luglio, mi ha sempre fatto strano il mese di luglio, e aprile a seguire.
Addio mio amato amore di mille anni fa'. Scompari come un soffio di vento, mentre il cuore piange.
E' passata la mia era, mi dimenticherai. Ci dimenticheremo l'un dell'altro. Lo so.
Io che avevo aperto questo posto per te, ora forse non ha nemmeno senso continuare...
Addio mio amato amore.
Silverchair - Miss You Love
By IrisCatter
At: 14:46
commenti (3) + + +
pensieri, comunicazioni di servizio, schegge di vita, acide riflessioni, me vs me
domenica, 05 luglio 2009
La forza me l'hai fatta venire fuori tu.
Cosa ci stavamo aspettando? Lui è qui nel mio letto. Sorrido, sono felice ma con quel sottofondo melanconico e di mood costantemente irrisolto che mi accompagna da molti mesi ormai. Penso, penso troppo. Pensare troppo fa’ male, fa male davvero. Non ho avuto nessuna risposta a quel messaggio, dopo quella sera del concerto del gruppo che ora amo tanto e che grazie a me hai conosciuto. Puff. Sparito.
E penso che tu sei stata la prima persona con cui ho dormito, con cui ho dormito davvero e non a passare la notte sveglia o a scappare da quella situazione di totale intimità. Forse perché con te non avevo vie di uscita o scappatoie. Non potevo fare altro.
Ora il partner è diverso, ormai rimane qui costantemente, e non devo inventarmi scuse o bugie. È di casa, piace per un tot di motivi, e si va in vacanza insieme.
Con te ho avuto mille difficoltà, mille bugie da inventarmi, mille discussioni da affrontare. Tu non eri nei canoni. Tu eri troppo stravagante, troppo diverso per una realtà della medio-alta borghesia con cui faccio i conti tutti i giorni. Io. Io che ultimamente spendo soldi solo in sigarette, libri e in Long Island. Che non ho più alcun interesse a prendere cose di marca, ma cose belle – che spesso non coincidono-. Tutti vorrebbero che i figli avessero il massimo, e ora che mi sento ancora alcune lontane critiche o battute, un po’ sorrido.
Forse arriverà il giorno in cui sclererò e dirò a lui: “stai zitto! Cosa vuoi saperne tu che non capisci nulla di queste cose” e lì mi vergognerò di me stessa come una ladra.
Forse un giorno mi trasformerò in quel mostro di superficialità che è mia madre. Quella con cui discutevi e che eri solito colpire con affermazioni affilate come coltelli.
Tu hai vissuto tutto quel periodo. Lui no. Forse lo voglio proteggere da queste cose, non le capirebbe davvero e ne soffrirebbe. Tu eri forte abbastanza da saperle, per incazzarti e ribattere, per vedermi piangere per questi motivi. E quando tu ancora oggi mi dici: “Tu sei sempre stata più forte di me”, a me vien da rispondere: “la forza me l’hai fatta venire fuori tu.”
Io aspetto il giorno in cui mi scambieranno con un mostro, forse il processo è già in atto. Intanto studio i meccanismi che sottendono la demenza e la depressione. Tutte le patologie alla fin della fiera sono organiche, le emozioni sono proteine.
Io ho bisogno di sapere che tu stai bene, o se soffri. Perché se abbiamo deciso di allontanarci, di farci le nostre vita, forse il mio orgoglio ha bisogno di sapere che io vivo ancora nella tua memoria. Ho paura della dimenticanza – della tua e della mia-, per questo non voglio diventare vecchia e demente come mia nonna e crepare in un ospizio con la capacità di un vegetale.
By IrisCatter
At: 11:37
commenti (3) + + +
pensieri, schegge di vita, acide riflessioni, me vs me
mercoledì, 01 luglio 2009
Quando c’è qualche cosa che non va, le persone se la prendono a) con gli altri b) con loro stessi c) si nascondono e cercano di aggirare gli ostacoli. La maggior parte delle volte con gli altri perchè non sanno capire che la colpa da qualche parte è anche loro.
Scivolo sull’asfalto con i miei pattini, sono mesi che non pattino più. L’ultima volta è stato l’anno scorso sul ghiaccio, il risultato è stato di due bambini falciati e una botta sui reni che si è protratta per una settimana. ![]()
C’è chi ha bisogno di fare lo slalom tra le macchine che passano a grande velocità e di cercare di rimanere in piedi quando il tuo equilibrio si ribalta. Forse sentirti in una certa sensazione morale, cerca un corrispettivo fisico. Voglio volare ora.
Rifletto su diverse cose. Ci sono periodi che non funzionano: non è l’astrologo che ti dice quand’è, ma tutto sommato ci sono periodi in cui devi rimettere in discussione qualcosa al fine di tagliare i rami secchi.
Se il mondo è una continuazione circolare di rimandi gestuali, si ha una sorta di telefono senza fili in quanto il significato originale si perde… Si passa da “Gianni guarda Maria mangiare una mela” a “Gianni mangia Maria guardando una mela” o “la mela mangia Gianni e Maria che la guardano”.
Ufficialmente guardiamo le situazioni sia a caldo che a mente fredda, le cose cambiano e Gianni è un cannibale! Ma di recente sono venuta a conoscenza di bizzarri esperimenti (spero ora solo concettuali) che affermano che sia possibile compiere azioni senza provare emozioni. Appena ho sentito codesta cosa ho pensato: “Oh Mio Dio! Devo propormi come cavia!”; ma poi pensando anche al semplice condizionamento, questo verrebbe a meno.
Poi, vivresti davvero le esperienze e gli errori senza provare emozioni? Toglieresti davvero quelle stupende e quelle terribili, che ti fanno passare giorni sul cesso a vomitare? No. Le emozioni ci rendono fragili esseri umani, dotati anche di libero arbitrio. Senza emozioni saremmo solo dei pezzi di metallo con la possibilità di usare altri pezzi di metallo.
A volte quando qualcosa non va, prima di prendersela, dovremmo chiederci il perché…
Meglio ridere di se stessi, prima che lo faccia qualcun altro.
Pieter Van Laer - Paesaggio con giocatori di mora.
By IrisCatter
At: 12:50
commenti (2) + + +
pensieri, comunicazioni di servizio, schegge di vita, ermetismi fuori luogo
