...:A place for my thoughts:...

Le piccole cose che qualcuno non dovrebbe sapere mai... e forse nemmeno chi le scrive.


...:Me:...

Si avvisa che questo blog tratterà argomenti personali. Se volete scrivere fregnacce, siete pregati di farlo altrove. All'agenzia delle idiozie, spiacente, ma ho io l'esclusiva... Non sono ben accetti adoratori di me stessa, mendicanti di attenzioni gratuite e ingiustificata, neppure gente che vorrebbe mettermi la faccia in una friggitrice per patatine fritte o buttarmi in mare con delle scarpette di cemento. Siamo per le persone che ragionano e con un minimo di senso critico. Vi ringrazio per la cortese attenzione. Iris Catter


...:Amo:...

la musica; leggere; scrivere; i gatti; la pioggia e i temporali estivi; i paesi anglosassoni; una conversazione stimolante; straiarmi su un prato senza parlare e ascoltare i rumori intorno; un buon bicchiere di vino; i cappelli e orecchini bizzarri; una sigaretta dopo il caffè; cantare a squarciagola mentre guido; una cioccolata calda in un bar, quando fuori nevica; l'avere sempre ragione; i bagni di folla; passare le giornate a letto e vivere di notte; le persone originali e non convenzionali; scopare; rimanere a parlare fino al mattino e avere più dubbi che certezze; l'ironia delle cose; testare le mie ipotesi; un bacio prima di partire.


...:Odio:...

Falsità; l'ansia; la domenica; gli arrivisti; la cattiveria; l'invidia; la superbia; la fatica; la noia; le lamentele inutili; la stupidità; i pregiudizi; le persone che non riescono a vedere al di là del proprio naso; chi mi da per scontata; la mancanza di empatia con gli altri; chi non ammette i propri errori e i propri limiti; i ragazzini rozzi e volgari che urlano nei luoghi pubblici e piccoli; una lista bella lunga di persone; le cose dette con superficialità; i cani; le cose che non conducono a nulla, nemmeno ad un momento di felicità; le routine; non avere i miei spazi; lo scorrere del tempo.


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"E' terribile scoprire che le stelle che stai guardando, in realtà sono aerei!" Io. "Non è chi è perfetto, ma chi è imperfetto ad avere bisogno di amore" Oscar Wilde. "Anche l'amore è un lusso" Albert Camus. "Se qualcosa può andare storto, lo farà!" Legge di Murphy.


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  domenica, 29 novembre 2009

Non si gioca più...

Ora che la mia vita si divede tra esseri stronziformi - con la pretesa di essere migliori di tutto il resto del globo – e gente proveniente dai peggiori bar della Lomellina, stiamo andando; non so bene dove, ma stiamo andando. Non si gioca più ora, si fa’ su serio. Ora si tirano fuori le unghie ed i denti e si lavora sul serio. Sorrido pensando all’invidia altrui. Si, sorrido davvero amaramente e con un filo di disgusto. Alla fin della fiera non mi sento così bene, mi fa’ sorridere la gente che si incazza perché si rode il fegato per quello che ho. Ma non importa, non mi importa più davvero. Che si fottano. In fondo chi ha bisogno di criticare gli altri per sentirsi un poco meglio rispetto alla propria condizione di mediocrità, passerà il resto della sua vita a soffocare nella merda autoprodotta – una coprofagia non riconosciuta come tale-.

Nel frattempo potremmo dilungarci abbondantemente sulla differenza tra “scemo” e “stronzo”, sul perché le suore hanno i baffi, e pure sulla composizione chimica dei gas all’interno dell’universo, ma in fondo ultimamente gli esseri umani ragionano con l’istinto, la ragione è un lusso troppo elettivo da poter essere utilizzato. I sentimenti accartocciano le bozze di buone idee e le buttano via nel cestino della carta. Potrei protestare con me stessa della curiosità insita che mi porta a passare ultimamente ore ed ore a parlare con perfetti sconosciuti, e non solo per lavoro. L’aria e le sue molecole impazzite mi hanno conquistata con la forza di una delicata e gentile mano e on il nero fascino minato da argento. Per ora si hanno buone idee e li si accantona lì, ci sono prima altre cose da fare (vedi revisione articolo scientifico pro pubblicazione).

Il resto poi attende valutazioni differenti che prenderemo in considerazione con macchiavellica attenzione. Per il resto vivo, scrivo, penso e lascio vivere; il resto può fottersi.

 

Giovanni  Domenico Ferretti – Arlecchino e Colombina

By IrisCatter
At: 14:01
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mercoledì, 18 novembre 2009

Changing times...

Sono tornata da Firenze con più certezze che punti interrogativi. Viaggiare stimola la mente ed il cuore, accresce la fantasia e l'iniziativa. Ma non in questo momento, non ora. Il balsamo per tutti i mali sembra del tutto inefficace, sembra perdere il suo effetto.
Non credo che sia il caso di continuare a perdere tempo, quando hai già una decisione in mente, e sai già che questa non è la strada giusta per nessuno. Sai già che quella non è la tua strada, perchè di linee da tracciare e di traiettorie da seguire ce ne sono ancora parecchie.
Non sono mai stata una di quelle tipiche ragazze che si annullano al cospetto di cupido, non seguo come un segugio ogni piccolo passo per gioire degli ossi. Non lo sono. Ho sempre coltivato la mia individualità più di qualsiasi altra cosa. Chiamatelo egoismo, io lo chiamo bisogno di trovarsi. Non è il rispecchiarsi completamente in un'altra persona, che ti renderà più apprezzato agli occhi di questa. Non è il sentirsi costantemente con il fiato sul collo che rende felici. Tutt'altro.
Oltre ad un mio enorme problema a sopportare la noia, la monotonia, la routine. E se la fuga da questa non esiste nemmeno viaggiando, vuol dire che c'è qualcosa che non va'. Il vero lusso sarebbe viaggiare non muovendosi di un centimetro, come essere su una poltrona con i pop-corn in mano. Ma questo non è possibile per definizione. Tutto cambia, pure le persone. I miei gusti potrebbero magicamente cambiare e non apprezzare più i film di un certo tipo. Per un'incostante come me è la norma, non l'eccezione.
In tutto ciò devo rivedere parecchie cose, perchè così non si va' da nessuna parte. Una fotografia sarà bella in eterno, ma è statica. il bello delle cose è il loro cambiamento, come mutano e come evolvono. Io evolvo troppo in fretta probabilmente, così in fretta che nemmeno ciò che ieri reputavo grandioso oggi apprezzo.

Questa è una critica lucida.

By IrisCatter
At: 13:19
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domenica, 25 ottobre 2009

Progetti e ricordi.

Se ti prendo il braccio e ti affondo dentro aghi, non preoccuparti che lo faccio per vendicarmi di tutto.
Sei una formalità, qualcosa di burocratico da sbrigare. Nemmeno la relazione delle interviste guidate per fare diagnosi le vedo come qualcosa di così asettico. Da amante sei diventato una questione burocratica.
E sai qual è la cosa più divertente? Nessuno mi chiede di te a differenza dei tuoi conoscenti su di me, visto che senza di te ho toccato il mio nirvana. Ma comunque… Per tutto il male che mi hai fatto, per lo stronzo che sei stato e per quella mediocre persona che non ha mai accettato il mio modo di essere.
Sto bene senza di te, ma il ferirti il giorno del tuo compleanno era uno sfizio che una parte di me voleva togliersi. Era una occasione che non volevo perdermi anche se mi sono trattenuta: non volevo chiamarti, poi ti ho chiamato per educazione, ma alla fine per me potresti anche morire come ti ho detto.
Ieri ho cenato con il mio uomo: pesce e vino bianco. La serata è proseguita nella letargia di queste strade e di questi locali di provincia. Sto bene quando sto con te. E oggi che ho l’influenza, che nulla di quello che mangio viene assorbito dalle pareti dell’esofago, avrei voluto averti qui a prenderti cura di me.
Nutro la mia mente, nutro i miei affetti. Intanto medito se entrare nell’arma o meno e di sbattermi per diventare criminologa. Si, ma di una cosa sono assolutamente sicura: appena smetto di essere sfruttata come tirocinante, quando comincerò a guadagnare qualcosa, si può pensare al futuro. Anche se sono una fobica dei rapporti seri, ti posso dire che mi sento pronta a pensare a qualcosa di vero e reale come tu vuoi.
 
Parmigianino – la schiava turca

By IrisCatter
At: 21:00
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martedì, 20 ottobre 2009

Inconsistenza di una voce.

Si stagliano nel cielo le stelle più luminose. Ora la macchina torna a casa, veloce, e niente. Si stava in silenzio ad ascoltare la radio dopo i pensieri di stasera. Tu vuoi un bimbo, vuoi una famiglia; io no. Non ora, non senza certezze e non senza la sicurezza di essere pronta davvero.

Una telefonata durante il ritorno. Rispondo. La voce piange, ha bisogno di aiuto. Si fa’ inversione e si ritorna indietro. Richiamo, la voce è lì che piange ancora. Lui mi da un bacio e mi dice di andare con quella voce poi in macchina.

Arriviamo, la voce è in strada, giù dalla macchina che urla e minaccia di chiamare i carabinieri. Poi la voce scatta come una molla e picchia il ragazzo che l’ha fatta soffrire. Poi uno schiaffo sulla guancia della voce. Lei si rintana in macchina e poi scatta, lui le chiude la portiera in faccia e le colpisce il volto. Il colpo della portiera fa’ sbattere la testa della voce contro la carrozzeria. Il labbro sopra è tagliato, la testa è colpita.

Mi butto in mezzo, non mi piace vedere certe scene. La voce riparte alla carica contro quel ragazzo, gli tira sberle, pugni. Ma una voce non può fare molto contro un uomo, se non muoversi per rabbia.

Io mi metto dentro e la difendo.

Poi lei chiama i carabinieri tra le lacrime: “ Buona sera, come faccio a denunciare una persona che mi ha picchiata?”

Il carabiniere le dice di andare in ospedale.

Alla fine la prendo e la porto in macchina. Mi offro di offrire, ma nonostante tutto vuole guidare lei. Guida nervosa e con rabbia, va sopra rotonde e taglia curve. Ho paura, piange. Poi arriviamo in ospedale.

La denuncia non è stata fatta.

By IrisCatter
At: 17:05
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martedì, 13 ottobre 2009

Life is a crap...

Lei è bellissima, di una bellezza incontaminata. Bella come un quadro di Botticelli. Non saprei darle un età, è splendida e basta. Io ho il mio camice e sto fumando. So chi è lei, lo so. Parliamo spesso di te anche se non lo sai, so che cosa hai fatto e perché ti trovi qui. Tu attacchi bottone con me, parlandomi delle tue cose, delle tue aspirazioni e delle cose che stai progettando di fare. Io ti ascolto, è piacevole ascoltarti. Poi ti devo lasciare.

Ora sento chi ha da dire le proprie cose, sfoggiando conoscenza e consapevolezza.

La cosa che stavo pensando oggi è questa: è assurdo di quanta gente cerchi di morire, o muore davvero e la cosa più assurda è pensare a quante persone muoiono e hanno così voglia di vivere. Che sia un tumore, un incidente, una botta in testa, una rapina finita a male… è assurdo il valore che si da alla vita: totale o nullo.

E mentre penso a qull’uomo che conosco che ha perso la moglie di recente, penso quanto sia orribile la vita… Indipendentemente dal fatto che tu voglia vivere o meno. Che tu abbia un tumore, che tu abbia un malessere dentro, c’è quel senso di dissoluzione.

‘Fanculo, dovevo fare selezione del personale.

 

Pieter Brueghel the Elder - Il Trionfo della Morte

By IrisCatter
At: 16:43
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lunedì, 05 ottobre 2009

Gestante di idee morte

Come sappiamo tutti la vita è un infinito rumore. Un suono che segue l’altro, in una sinfonia di caos inquietante. Nulla è davvero melodico.
Tu sei stato stonato per tutto questo tempo, andando fuori tempo e sbattendo con rabbia nelle pareti del mio ricordo. È vero ciò che si dice: non ci può essere distacco reale in quanto esiste il ricordo.
Brutto affare, vecchio topic. E ora che leggo ciò che scrivi, le banalità che le tue mani fanno uscire schiacciando oziosamente i tasti del computer, mi accorgo dell’errore.
Ma consolati mio amato amore di tanto tempo fa’. A questo proposito ieri avevo avuto una idea per un racconto, l’ennesimo inconcludente abbozzo geniale di qualcosa che non vedrà mai luce o che verrà partorito già morto. Sono una gestante di idee morte, trite e ritrite. E quando qualcosa è troppo innovativo, studio, mi informo, leggo sull’argomento per poi perderne completamente interesse.
Ieri prima di uscire con quello che ti ha sostituito, colui che ore calza meglio panni che a te erano stretti, immaginavo un mondo completamente avvolto da ombrelli. Una specie di ozonosfera tutta composta di ombrelli colorati. Sai che l’ombrello è uno degli oggetti a me più cari, tu sei uno dei pochi che conosce il mio amore spassionato per gli ombrelli, per il concetto di “ombrello”.
Pensa ad un mondo completamente avvolto da ombrelli. Metterebbe il sorriso in una giornata di pioggia qualsiasi, quando il mondo si tinge di grigio piombo. Ma per il sole? Oppure per la candida e dolce neve? Saresti in grado di rinunciare a questi? No, non avrebbe alcun senso e non avrebbe alcuna attenuante per la comodità delle rade intemperie. Poi si curerebbe soltanto un fattore marginale di ciò che provoca catastrofi a livello mondiale. Pensa solo a quello che accade all’interno della terra.
Rinunceresti alle cose negative ed insieme a quelle positive? Io no.
E per la cronaca, non sono più il tuo ombrello. Non voglio essere quell’entità che ti protegge e da usare a tuo uso e consumo. Quindi smettila di pensare a me, di scrivere di me, di vivere sulle miserie altrui e di inondarmi di parole che non hanno più alcun senso alle mie orecchie le rade volte che ci si sente. I tuoi problemi, non sono miei problemi. Se sei un fallito, sei destinato a fallire da solo e non di portarmi giù a picco con te. Tu per me non sei più niente, e avrei fatto meglio ad ascoltare consigli dati da qualcuno che sapeva già. Avrei dovuto farlo davvero. Io ho vissuto senza ombrello, ma non me ne pento. Ho il rammarico solo di ciò che ti ho dato senza avere nulla in cambio, ma tu puoi continuare a rimproverarti di molte che non sei stato in grado di dare per egoismo e per avarizia d’animo.

Edvard Munch - Dead of Marat I

By IrisCatter
At: 10:27
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mercoledì, 30 settembre 2009

Pensieri a cavallo di questa notte...

Hai avuto tutto il tempo del mondo, hai pensato e hai avuto le tue botte di vita. Senza chiederle, sono capitate. Che si tratti di un orgasmo oppure di uno schianto in macchina con tanto di esplosione da parte dell’airbag. Ho visto così tante nuvole mentre passeggiavo per la strada con lo sguardo all’insù, e ogni volta davo un significato. Siamo portati naturalmente a dare un significato alle cose che non riusciamo a definire con un bianco o un nero. Nulla. Sensazioni sospinte sulla superficie della pelle attraverso un senso.

L’incanto di un attimo che ti lascia senza fiato, sperando di averne un altro ancora. Ingordigia di emozioni e sensazioni. Rimango nel letto cercando il tepore di un bacio che la notte si è portata via. Insegno inglese, insegno un modo di ragionare, ma in fondo non posso insegnare emozioni. In fondo ci sono così poche cose che ti danno quel tuffo al cuore in grado di bloccare il respiro come imprigionare l’aria nella gola senza farla nè uscire né entrare.

Sappia comunque colui che dice che le sensazioni, i sentimenti e le emozioni che se sono volontarie, ha un grosso problema di ragionamento. Non è come mettere la moneta nella slot machine, sciocco. La mia volontà va a farsi fottere nelle emozioni e nei sentimenti. Sarebbe bello poter decidere, sarebbe bello e semplice. Non è così e tu sei un povero sciocco che si riempie la bocca e si sporca le mano di fregnacce idiote.

 

Wassily Kandinsky - Fugue

By IrisCatter
At: 23:30
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lunedì, 28 settembre 2009

Muro Bianco

Il pensiero di fondo è questo: noia.
La felicità da noia, la routine da noia. Siamo persone strane, abbiamo bisogno di viverci i nostri costanti drammi quotidiani, di perderci nella perversione di un momento che contamina con il suo essere marcio tutto il resto.
Una volta mi misi a discutere con un invasato religioso mentre bevevo una birra in colonne. Lui sosteneva che tutti sono peccatori: dal pedofilo che poi uccide le sue vittime al Dalai Lama, perchè commettere azioni disumane e essere di un'altra religione, sono uguali agli occhi di un Dio.
Abbiamo bisogno di perderci in sciocchi ed inutili dettagli per riuscire a fuggire da ciò che invece viene considerato bello, piacevole o giusto. Ma le cose positive annoiano, come dissi qualche post fa', la felicità non lascia cicatrici.
E nonostante la bruttezza dell'umanità in situazioni particolari come fiere di paese, giostre, compleanni con troppo alcol e altre serate etiliche; c'è quella cosa bella, innocente ed immacolata che ti risolleva. C'è solo un piccolo problema a questo punto: come fai a trovare la cosa bella in questo mare di merda?
Una mosca bianca è rara, ma se viene soffocata dalle altre non la noti.
In tutto questo, in una realtà contaminata da costante bisogno di drammi, egoismi e egocentrismo esasperato, mi viene da dire solo una cosa: sono nel posto sbagliato nel momento sbagliato. Perchè in fondo anche i drammi annoiano. Sono esausta di gente che è racchisa dentro ad un nucleo di egocentrismo vittimistico. Ma poi, per cosa? Per dimostrare cosa?
Non cercare empatia, se sei il primo a non darla. Non cercare di sapere della vita di chi ti cerca, se sei tu il primo a non volerla sapere.
Mi viene in mente quel film vecchissimo dove dei mocciosi albini leggono nella mente della gente. Penserò anch'io al muro bianco. Tu intanto puoi anche morire che ora me ne sbatto altamente.

Torseten Jovinge - Kvarteret Bergsund

By IrisCatter
At: 10:33
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martedì, 08 settembre 2009

The Same Black Hole

Giovedì mi laureo. Tutto ciò per cui ho lavorato, dovrebbe essere pronto per quella data troppo vicina. Sento l’ansia da prestazione che sale. Non ho del tutto la serenità nell’animo questa volta.

C’è una storia che mi turba, davvero davvero. Non è un amore finito in miseria o una cosa che è successa a me. Ma è una ragazza, con una storia toccante, con le guance tagliate, le vene aperte e le lacrime agli occhi.

Non mi interessa se la gente intorno a me va’ fuori di testa, ma lei si. Lei quando va’ fuori di testa sta male sul serio. Lo stesso buco nero che mi divora, la stessa rabbia incontrollata, la stessa incapacità di gestire le emozioni. L’unica differenza tra me e lei è che lei funziona peggio, che io so che cos’ha lei, che io non ho avuto una vita così difficile e una vita che scade tra qualche anno. Io capisco la sua fretta di vivere, la capisco in pieno. Se mi dovessero dire: “ a te rimangono tot anni, perché hai una malattia degenerativa” quando di anni ne hai 18 credo che darei davvero fuori di testa.

Tutti noi poi cerchiamo scuse, non dico di no. Tutti noi ci comportiamo in una maniera incongrua a quello che diciamo. Lei ha messo in atto una autodistruzione. È come quando hai troppa fretta e fai cadere le cose oppure ci inciampi. Lei fa’ lo stesso.

Io le voglio bene, nonostante i suoi mille difetti. Perché è piena di vita, dinamica, fragile, più umana di tante persone che si hanno intorno. Non so, sono ormai 8 mesi che la conosco, e lei ha sviscerato tutto ciò che doveva fare. Non dico che lei abbia ragione di fare tutto ciò che fa’, anche perché ci sta male lei dopo, ma mi verrebbe da dire che forse al posto suo anch’io sarei impulsiva nelle cose, distruggerei cose e cercherei di distruggere me stessa.

Io ho fatto la tesi sulle persone come lei e come me, io funziono abbastanza bene e non verrei diagnosticata, come fai a rimanere indifferente quando una persona accanto a te fa’ di tutto per stare bene, ma non riesce?

By IrisCatter
At: 10:36
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giovedì, 03 settembre 2009

Sparisci

So che mi pentirò di quanto sto per dire, ma è l’unica cosa che credo che sia giusto fare.

Se fossi in te, l’unica cosa che farei è starmi alla larga e lasciarmi in pace. Sto bene senza di te, sto bene davvero. Vivo nel mio equilibrio. Quando non ti sento sto bene, perché tanto non penso a te.

Se fossi una persona matura e se davvero ci tenessi a me, faresti solo una cosa: strisceresti per i chilometri che ci dividono e verresti qua chiedendomi perdono per tutto il male che mi hai fatto e per lo stronzo che sei stato. Perché onestamente non me ne frega un cazzo di sapere che tu sei vivo, che tu scopi con altre, se ti inculi galline o altro, se ti spruzzi in vena. Per me non esisti più, non voglio costruire più nulla con te. Sto bene senza di te, e non vedo perché devi cercarmi.

Non mi interessa se mi fai regali di compleanno, se mi scrivi messaggi o se scrivi sul tuo blog di me e per me. Se ci avessi davvero tenuto a me, ti saresti comportato in maniera differente, e se ora ci tieni ancora, non metteresti i tuoi egoismi davanti alle mie necessità. Se sto male e non voglio sentirti, tu lasciami in pace.

Senza di te sto meglio, se continuerai a non lasciarmi in pace ti considererò semplicemente morto.

Io di un ciccione con i capelli lunghi e con al fronte stempiata, maleducato e fallito non me ne faccio nulla. Ora sto meglio, ho una persona bella accanto a me, solare, che mi adora per la persona che sono e mi accetta per i miei limiti, che mi coccola e che mi capisce fin troppo bene.

Tu davvero credi di averci tenuto a me?

By IrisCatter
At: 08:49
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lunedì, 31 agosto 2009

Little Voice

A volte sento quella voce. Ma, si, quella voce fastidiosa. Quella che a volte non ti fa’ dormire, poi la zittisco e torna tutto a posto. Si chiama coscienza quella vocina, si chiama rimorso, si chiama colpa, si chiama rancore. Alla vocina dai tanti nomi. Ora la mia vocina ormai si dissolve come tenebra all’alba, come cenere al vento. I colori in realtà sono composti da cenere. Un quadro non è altro che un migliaio di pennellate, una statua un migliaio di scalpellati, un amore un migliaio di baci. Poco romantico, ma tutto si scompone. Eggià.

E quella vocina del cazzo non esiste più, l’ho uccisa, soffocata con il mio cuscino, o più semplicemente si è stufata di punzecchiarmi visto che non davo risposta. Non vivo di rimorsi, di colpe, di rancore e di coscienza. Si vive al momento, e se si è con me bene, altrimenti pace.

Mi sei saltata in mente cara vocina perché era da un po’ che non c’eri più, e come quando non senti più un suono continuo, quando cessa ti accorgi della sua mancanza. Bene a me sono serviti mesi per accorgermene. Bene, ora ti rispedisco da dove sei venuta, visto che tu non mi sei mancata per nulla.

Anzi, a volte le vocine sono meglio da soffocare piuttosto che lasciare loro spazio e l’opportunità che soffochino te.

 

David Hockney – A Bigger Splash

By IrisCatter
At: 17:15
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sabato, 25 luglio 2009

Cosa ne sarà poi?

Latito da parecchio, le idee migliori sono andate in vacanza e la mia voglia di scrivere pure. Io sono a casa a scrivere la tesi. Al di là di questo sto passando giorni sereni, giorni mondani, giorni di lavoro, uno scritto che prende forma e non è più una bozza sbiadita.

Sorridevo con il santo patrono dei fancazzisti, quando lui mi fece un commento: “Sarai una persona egocentrica, senza tatto e con l’assoluta incapacità di obiettività; ma comunque tra le persone che mi circondano sei la migliore.”

Io risposi: “è un particolare modo per dire che vedi lati buoni e negativi in me, o semplicemente un commento su quanto faccia schifo la tua vita?”

Sorrise: “Io tra una settimana parto, e questo weekend sono via. Non tornerò prima di sette mesi. E so già che un po’ mi mancherai”.

Io ripresi: “Dal letame nascono i fiori, ricordatelo. Anche non abbiamo stimoli, e ce li dobbiamo creare continuamente, credo che anche cose buone possano nascere dalla mediocrità. C’è chi si accontenta di questo e ci vive tranquillamente, e chi ha bisogno di stimoli. Comunque io non sono egocentrica.”

Lui sorrise: “Si, lo sei, e parecchio”.

Io chiusi il discorso: “comunque non ti preoccupare, ti verrò a trovare a Stoccolma.”

Io intanto penso a che cosa devo fare e a cosa farò. So solo che come al solito arrivo alla fine di luglio senza aver prenotato da nessuna parte e l’incapacità di progettare qualcosa. Una volta passato luglio, verrà agosto, poi settembre. Poi la laurea, il tirocinio e la disoccupazione. Bella prospettiva. Il futuro è davvero una trappola.

E mi viene spontaneo ora chiedermi se valga la pena rimanere qui, o evadere all’estero. E mi chiedo se mi fossi trasferita in una città ‘sì cara ai miei avi, che cosa sarebbe successo. Qualsiasi cosa sceglierai di fare, non hai la possibilità di vedere come sarebbe andata altrimenti. E non sarà uno sciocco programma televisivo a fare il punto della situazione nella tua vita. Intanto vai a feste, bevi, fai l’amore, leggi e scrivi, ma in tutto ciò la domanda è: che cosa ne sarà poi?

 

Charles-François Daubigny – Les Iles Vierges A Bezons

By IrisCatter
At: 18:30
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martedì, 21 luglio 2009

Fragile

Non sono un oggetto… e se fossi un oggetto sopra di me ci sarebbe una scritta rossa che recita: “fragile”.

Fa male essere trattati da oggetti, sei solo utile ad ultimare uno scopo, il resto non conta. Nessun feedback.

Mi sento usata, mi sento fragile. Ho pianto parecchio per questa storia, forse fra poche ore ci riderò su come una scema. In questo periodo sto andando fuori di testa.

Sto male quando cerco di dare o di fare qualcosa che possa far piacere, e non ricevere nessuna risposta, nessun commento. Anche un vaffanculo sarebbe accettato come risposta di dissenso.

Il silenzio distrugge, tu sei un oggetto. Piangi pure come una scema, sai che per quanto se ne possa dire certe persone non valgono, tu probabilmente per loro non vali nulla. Il sospetto ce l’hai sempre avuto, era sempre stato lì, ma poi c’è sempre la speranza che le persone possano cambiare, possano vedere qualcosa che tu sai di avere. Ma forse c’è davvero qualcosa di sbagliato, c’è davvero qualcosa di sbagliato in tutto questo. Che ti spezza. Per tanto così facciamo passare l’educazione in secondo piano, e sii mio nemico. Preferisco un nemico fidato, da guardare negli occhi e odiarlo ma con rispetto, piuttosto di avere amici di convenienza. Questo è quanto.

Grazie per la pugnalata alle spalle, almeno so che come si sente Cesare nel fare il padre. So chi ho di fronte a me.

By IrisCatter
At: 11:19
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giovedì, 16 luglio 2009

Colpevoli e succubi

Ho sempre sospettato che il nemico naturale di un gatto domestico, fosse l’aspirapolvere. Come se questo possa aspirarlo dentro di se. Effettivamente non sarebbe divertente essere aspirato da un oggetto rumoroso che fa’ lo stesso rumore – amplificato - di quando un gatto soffia ad un altro gatto.

Sono giorni di silenzio per me.

Mi sveglio alle sei del mattino per poi andare a letto a mezza notte. Dormo poco, penso troppo, la gente si aspetta troppo. Dobbiamo essere sempre competitivi, organizzati, carini e coccolosi. Io intanto ho il solito sottofondo che mi segue come la mia ombra, il mio buco nero personale.

Tempo fa’ scrissi un racconto prendendo spunto da un fatto realmente accaduto. Volevo fare una antologia di racconti sul suicidio, ma non credo che nessuna casa editrice abbia voglia di pubblicarmelo. Dobbiamo essere sempre belli, prestanti e pronti ad ogni occasione. Composti sia nell’euforia che nel dolore.

A volte credo che non ci siano più emozioni vere, reali e sentite. Ma che è tutta una patina di ciò che è rassomigliante ad una sbiadita situazione. Ci si confonde tra la folla in metropolitana. I vecchietti fanno finta di non aver bisogno di sedersi, si aggrappano alle sbarre scivolose di metallo per non cadere, con le loro braccia sottili e ormai fragili, e vengono sballottati come palline del flipper. Uomini di vetro che si fingono ancora uomini di acciaio. Poi vedi gente della tua età che non gli concede il posto, per maleducazione o per ignoranza. Tutti facciamo parte di questa grande bugia collettiva. Ne siamo tutti colpevoli e ne siamo tutti succubi.

 

John Everett Millais – The Vale of Rest

 

By IrisCatter
At: 11:08
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venerdì, 10 luglio 2009

The end

E' finito tutto...
Davvero tutto. Forse. Una lacrima. E' andata.
L'ultimo voto, l'ultima telefonata, l'ultimo e straziante addio a te. Ho chiuso una porta, oggi partirò per il mare per poi ritornare a Milano per lavorare sulla tesi.
Mi hai persa, io ho perso te.
Addio. L'ultimo grandioso voto e media del 29 e passa. L'ultima telefonata straziante.
Mi sento vuota oggi.
E il mio compleanno è stato due giorni fa'. Domani è l'anniversario della morte di mio nonno.
Ho sempre odiato luglio, mi ha sempre fatto strano il mese di luglio, e aprile a seguire.
Addio mio amato amore di mille anni fa'. Scompari come un soffio di vento, mentre il cuore piange.
E' passata la mia era, mi dimenticherai. Ci dimenticheremo l'un dell'altro. Lo so.
Io che avevo aperto questo posto per te, ora forse non ha nemmeno senso continuare...

Addio mio amato amore.

Silverchair - Miss You Love

 

By IrisCatter
At: 14:46
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