...:A place for my thoughts:...

Le piccole cose che qualcuno non dovrebbe sapere mai... e forse nemmeno chi le scrive.


...:Me:...

Si avvisa che questo blog tratterà argomenti personali. Se volete scrivere fregnacce, siete pregati di farlo altrove. All'agenzia delle idiozie, spiacente, ma ho io l'esclusiva... Non sono ben accetti adoratori di me stessa, mendicanti di attenzioni gratuite e ingiustificata, neppure gente che vorrebbe mettermi la faccia in una friggitrice per patatine fritte o buttarmi in mare con delle scarpette di cemento. Siamo per le persone che ragionano e con un minimo di senso critico. Vi ringrazio per la cortese attenzione. Iris Catter


...:Amo:...

la musica; leggere; scrivere; i gatti; la pioggia e i temporali estivi; i paesi anglosassoni; una conversazione stimolante; straiarmi su un prato senza parlare e ascoltare i rumori intorno; un buon bicchiere di vino; i cappelli e orecchini bizzarri; una sigaretta dopo il caffè; cantare a squarciagola mentre guido; una cioccolata calda in un bar, quando fuori nevica; l'avere sempre ragione; i bagni di folla; passare le giornate a letto e vivere di notte; le persone originali e non convenzionali; scopare; rimanere a parlare fino al mattino e avere più dubbi che certezze; l'ironia delle cose; testare le mie ipotesi; un bacio prima di partire.


...:Odio:...

Falsità; l'ansia; la domenica; gli arrivisti; la cattiveria; l'invidia; la superbia; la fatica; la noia; le lamentele inutili; la stupidità; i pregiudizi; le persone che non riescono a vedere al di là del proprio naso; chi mi da per scontata; la mancanza di empatia con gli altri; chi non ammette i propri errori e i propri limiti; i ragazzini rozzi e volgari che urlano nei luoghi pubblici e piccoli; una lista bella lunga di persone; le cose dette con superficialità; i cani; le cose che non conducono a nulla, nemmeno ad un momento di felicità; le routine; non avere i miei spazi; lo scorrere del tempo.


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"E' terribile scoprire che le stelle che stai guardando, in realtà sono aerei!" Io. "Non è chi è perfetto, ma chi è imperfetto ad avere bisogno di amore" Oscar Wilde. "Anche l'amore è un lusso" Albert Camus. "Se qualcosa può andare storto, lo farà!" Legge di Murphy.


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  martedì, 27 ottobre 2009

Tempesta ed entropia

Sono qui in questa stanza, guardo il soffitto e non faccio altro che ripetermi che sono un’idiota. Perché in fondo quanto può essere minima la felicità, un godere momentaneo, rispetto a tutto quello che comporterebbe questa cosa?!
Siamo sicuri di voler aprire il vaso di Pandora come abbiamo fatto in passato?! Siamo davvero così contenti di riaprire vecchie cicatrici e di buttarci sopra sale su sale?! Di ripeterci nei nostri errori?! Non so. Ormai mi rifiuto di pensare. Ok, si lanciano i dadi per andare avanti. Vediamo se la dea Bendata mi fa sgambetti o altro.
Ma in fondo le dinamiche interne e esterne hanno raggiunto livelli di caos tali da far invidia ad un ingorgo stradale; l’anarchia delle macchine che vogliono passare è un buon esempio esplicativo, ma non abbastanza. Odio l’entropia della mia vita. Non lo do a vedere, tutto sembra calma piatta. La stessa tranquillità prima della tempesta. Ti ho trattato di merda lo so, la cosa peggiore è che non ho sensi di colpa; ma solo un senso di incompletezza che si apre. Mi manca qualcosa, come sempre.
Le vertigini aumentano – forse per l’influenza-, le voglia di avere una bacchetta magica anche. Ma in fondo il bello delle persone è questo: il fatto che siamo tante teste, e a volte tante teste di cazzo! Ora ci alziamo e andiamo a cercare un ottimo spigolo dove poter tirare testate. Perché forse sono un idiota brava con le parole, ma troppo, troppo spesso legata all’emotività.
Ora davvero vale la pena di essere felici per poco quando sai che la tua vita a sta andando puttane (non che ora non lo stai facendo…)?! Poi posso essere accusata come mi capita assai di frequente di avere tutto, e di continuare a lamentarmi.
Si, è vero ho tutto. Ma tutto non è abbastanza, tutto mi da un senso di incompletezza totale. La mancanza basilare. Quella che mi sento di avere dal giorno in cui sono nata. Io non so più che cosa pensare… tiriamo una moneta… io scelgo testa…
Scusate, ora mi assento per sbattere la testa contro il muro.
 
Ivan Aivazovsky - The Nine Wave

By IrisCatter
At: 12:33
commenti (6) + + + tso , me vs me, sleri motivati, ermetismi fuori luogo






domenica, 25 ottobre 2009

Progetti e ricordi.

Se ti prendo il braccio e ti affondo dentro aghi, non preoccuparti che lo faccio per vendicarmi di tutto.
Sei una formalità, qualcosa di burocratico da sbrigare. Nemmeno la relazione delle interviste guidate per fare diagnosi le vedo come qualcosa di così asettico. Da amante sei diventato una questione burocratica.
E sai qual è la cosa più divertente? Nessuno mi chiede di te a differenza dei tuoi conoscenti su di me, visto che senza di te ho toccato il mio nirvana. Ma comunque… Per tutto il male che mi hai fatto, per lo stronzo che sei stato e per quella mediocre persona che non ha mai accettato il mio modo di essere.
Sto bene senza di te, ma il ferirti il giorno del tuo compleanno era uno sfizio che una parte di me voleva togliersi. Era una occasione che non volevo perdermi anche se mi sono trattenuta: non volevo chiamarti, poi ti ho chiamato per educazione, ma alla fine per me potresti anche morire come ti ho detto.
Ieri ho cenato con il mio uomo: pesce e vino bianco. La serata è proseguita nella letargia di queste strade e di questi locali di provincia. Sto bene quando sto con te. E oggi che ho l’influenza, che nulla di quello che mangio viene assorbito dalle pareti dell’esofago, avrei voluto averti qui a prenderti cura di me.
Nutro la mia mente, nutro i miei affetti. Intanto medito se entrare nell’arma o meno e di sbattermi per diventare criminologa. Si, ma di una cosa sono assolutamente sicura: appena smetto di essere sfruttata come tirocinante, quando comincerò a guadagnare qualcosa, si può pensare al futuro. Anche se sono una fobica dei rapporti seri, ti posso dire che mi sento pronta a pensare a qualcosa di vero e reale come tu vuoi.
 
Parmigianino – la schiava turca

By IrisCatter
At: 21:00
commenti + + + pensieri, schegge di vita, acide riflessioni, sleri motivati






martedì, 20 ottobre 2009

Inconsistenza di una voce.

Si stagliano nel cielo le stelle più luminose. Ora la macchina torna a casa, veloce, e niente. Si stava in silenzio ad ascoltare la radio dopo i pensieri di stasera. Tu vuoi un bimbo, vuoi una famiglia; io no. Non ora, non senza certezze e non senza la sicurezza di essere pronta davvero.

Una telefonata durante il ritorno. Rispondo. La voce piange, ha bisogno di aiuto. Si fa’ inversione e si ritorna indietro. Richiamo, la voce è lì che piange ancora. Lui mi da un bacio e mi dice di andare con quella voce poi in macchina.

Arriviamo, la voce è in strada, giù dalla macchina che urla e minaccia di chiamare i carabinieri. Poi la voce scatta come una molla e picchia il ragazzo che l’ha fatta soffrire. Poi uno schiaffo sulla guancia della voce. Lei si rintana in macchina e poi scatta, lui le chiude la portiera in faccia e le colpisce il volto. Il colpo della portiera fa’ sbattere la testa della voce contro la carrozzeria. Il labbro sopra è tagliato, la testa è colpita.

Mi butto in mezzo, non mi piace vedere certe scene. La voce riparte alla carica contro quel ragazzo, gli tira sberle, pugni. Ma una voce non può fare molto contro un uomo, se non muoversi per rabbia.

Io mi metto dentro e la difendo.

Poi lei chiama i carabinieri tra le lacrime: “ Buona sera, come faccio a denunciare una persona che mi ha picchiata?”

Il carabiniere le dice di andare in ospedale.

Alla fine la prendo e la porto in macchina. Mi offro di offrire, ma nonostante tutto vuole guidare lei. Guida nervosa e con rabbia, va sopra rotonde e taglia curve. Ho paura, piange. Poi arriviamo in ospedale.

La denuncia non è stata fatta.

By IrisCatter
At: 17:05
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martedì, 13 ottobre 2009

Life is a crap...

Lei è bellissima, di una bellezza incontaminata. Bella come un quadro di Botticelli. Non saprei darle un età, è splendida e basta. Io ho il mio camice e sto fumando. So chi è lei, lo so. Parliamo spesso di te anche se non lo sai, so che cosa hai fatto e perché ti trovi qui. Tu attacchi bottone con me, parlandomi delle tue cose, delle tue aspirazioni e delle cose che stai progettando di fare. Io ti ascolto, è piacevole ascoltarti. Poi ti devo lasciare.

Ora sento chi ha da dire le proprie cose, sfoggiando conoscenza e consapevolezza.

La cosa che stavo pensando oggi è questa: è assurdo di quanta gente cerchi di morire, o muore davvero e la cosa più assurda è pensare a quante persone muoiono e hanno così voglia di vivere. Che sia un tumore, un incidente, una botta in testa, una rapina finita a male… è assurdo il valore che si da alla vita: totale o nullo.

E mentre penso a qull’uomo che conosco che ha perso la moglie di recente, penso quanto sia orribile la vita… Indipendentemente dal fatto che tu voglia vivere o meno. Che tu abbia un tumore, che tu abbia un malessere dentro, c’è quel senso di dissoluzione.

‘Fanculo, dovevo fare selezione del personale.

 

Pieter Brueghel the Elder - Il Trionfo della Morte

By IrisCatter
At: 16:43
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sabato, 10 ottobre 2009

10/10/09

Ti ho sognato stanotte.

3.30 di notte, lui mi riporta a casa dopo una serata moderatamente etilica. Lui era silenzioso, io ero lì che pensavo a quella strana reazione senza senso apparente di quel ragazzo che desiderava parlarmi con gli occhi lucidi e il cuore a pezzi. “Non capisco perché non mi parli mai. Mi accorgo di non esserti simpatico, ma io ci sto male.”.

Io allontano chi era lì a parlare con me, e anche lui si allontana. Lo seguo, gli spiego che secondo me era meglio parlarne da soli di certe cose. Detesto le scenate, detesto i gesti di slancio senza senso di fronte a qualcuno per sembrare più eroico o più patetico.

Poi casa, lui sa a cosa sto pensando. Sa che il mio pensiero è lì, fisso, come se fosse appuntato sul muro della memoria.

Io lo guardo e dico: “forse è meglio se per un po’ non ci vediamo più. Sarebbe meglio se ti trovassi una persona che pensa di meno alle cose e che sia più semplice”.

Un discorso che mi ha fatto una persona con cui sono cresciuta era molto simile: l’intelligenza è una condanna; gli uomini hanno bisogno di una partner stupida, così non hanno la mole di menate da parte della morosa e la si rigira. Chi vuole sentirsi le menate della propria morosa dopo il lavoro, l’università e gli amici?

Lui mi guardò e disse: “ma cosa stai dicendo?”

Io ripresi: “hai bisogno di una persona più semplice, fidati.”

Lui: “io so solo una cosa: ho bisogno di te.”

Un bacio, due, dieci, cento.

Notte, la notte dovrebbe portare consiglio. A me la notte porta solo confusione, e i sogni del mattino incutono più timore di tutto. Ti ho sognato stanotte. Hai inquinato i miei sogni con i tuoi incubi.

Si, sono in cerca di me stessa mentre mi perdo in altro, nonostante tutti questi mesi di litigate e di amore. E il peso dei pensieri continua ad inghiottirni nella sua vertigine.

 

Rise Against - Everchanging

By IrisCatter
At: 17:30
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lunedì, 05 ottobre 2009

Gestante di idee morte

Come sappiamo tutti la vita è un infinito rumore. Un suono che segue l’altro, in una sinfonia di caos inquietante. Nulla è davvero melodico.
Tu sei stato stonato per tutto questo tempo, andando fuori tempo e sbattendo con rabbia nelle pareti del mio ricordo. È vero ciò che si dice: non ci può essere distacco reale in quanto esiste il ricordo.
Brutto affare, vecchio topic. E ora che leggo ciò che scrivi, le banalità che le tue mani fanno uscire schiacciando oziosamente i tasti del computer, mi accorgo dell’errore.
Ma consolati mio amato amore di tanto tempo fa’. A questo proposito ieri avevo avuto una idea per un racconto, l’ennesimo inconcludente abbozzo geniale di qualcosa che non vedrà mai luce o che verrà partorito già morto. Sono una gestante di idee morte, trite e ritrite. E quando qualcosa è troppo innovativo, studio, mi informo, leggo sull’argomento per poi perderne completamente interesse.
Ieri prima di uscire con quello che ti ha sostituito, colui che ore calza meglio panni che a te erano stretti, immaginavo un mondo completamente avvolto da ombrelli. Una specie di ozonosfera tutta composta di ombrelli colorati. Sai che l’ombrello è uno degli oggetti a me più cari, tu sei uno dei pochi che conosce il mio amore spassionato per gli ombrelli, per il concetto di “ombrello”.
Pensa ad un mondo completamente avvolto da ombrelli. Metterebbe il sorriso in una giornata di pioggia qualsiasi, quando il mondo si tinge di grigio piombo. Ma per il sole? Oppure per la candida e dolce neve? Saresti in grado di rinunciare a questi? No, non avrebbe alcun senso e non avrebbe alcuna attenuante per la comodità delle rade intemperie. Poi si curerebbe soltanto un fattore marginale di ciò che provoca catastrofi a livello mondiale. Pensa solo a quello che accade all’interno della terra.
Rinunceresti alle cose negative ed insieme a quelle positive? Io no.
E per la cronaca, non sono più il tuo ombrello. Non voglio essere quell’entità che ti protegge e da usare a tuo uso e consumo. Quindi smettila di pensare a me, di scrivere di me, di vivere sulle miserie altrui e di inondarmi di parole che non hanno più alcun senso alle mie orecchie le rade volte che ci si sente. I tuoi problemi, non sono miei problemi. Se sei un fallito, sei destinato a fallire da solo e non di portarmi giù a picco con te. Tu per me non sei più niente, e avrei fatto meglio ad ascoltare consigli dati da qualcuno che sapeva già. Avrei dovuto farlo davvero. Io ho vissuto senza ombrello, ma non me ne pento. Ho il rammarico solo di ciò che ti ho dato senza avere nulla in cambio, ma tu puoi continuare a rimproverarti di molte che non sei stato in grado di dare per egoismo e per avarizia d’animo.

Edvard Munch - Dead of Marat I

By IrisCatter
At: 10:27
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sabato, 03 ottobre 2009

Not I, not yet

Mi è venuta la tachicardia, un leggero senso di soffocamento, e la stanza che rimbomba. In chiesa, matrimonio. Un attacco di panico legato a situazioni specifiche? No, troppo leggero per essere un attacco di panico. Solo un po’ di angoscia da matrimonio. Soprattutto ti viene di più il magone, quando vedi il bouquet quella sposa che ti sta arrivando in mano e ti sposti di un paio di passi. Il vuoto intorno a te, ti ci hanno costretta ad alzarti e a fare questa cerimonia stupida.

“E’ tuo, raccoglilo. Ti sei spostata apposta, ti abbiamo visto!”. Quel vago senso di stordimento e di imbarazzo.

Non è mio, è caduto; ma solo perché l’ho voluto.

Raccolgo quello che remane di quelle povere rose bianche distrutte nello schianto, e lo porto alla sposa.

Rilancialo, non è per me. Io non voglio sposarmi mai. Non perché non abbia trovato la persona giusta, ma perché non ha senso dover fare una promessa davanti ad un dio a cui non credo, o ad uno stato che non rispetta la legge.

Io sono già sposata, io sono sposata con i miei ideali e i miei sogni. Tutto il resto è ancillare. Tutto cambia nel tempo, le persone soprattutto. Se amo qualcuno ora, non è detto che questo possa durare per sempre. Ne sono la prova vivente.

Ti amo, ma solo per il tempo che sarà. Poi i matrimoni mi danno il panico. Non io, non ancora.

E poi ripenso ad una persona che ho conosciuto ieri… che ha vissuto tutto ciò che doveva vivere e ora si perde con le sue nevrosi. Lui è me con 10 anni di più, stessi pensieri, stesse emozioni, stesso senso di smarrimento. Problemi adolescenziali che ti inseguono nell’età adulta. Un bel ragazzo che lavora e che è arrivato dove voleva arrivare. Non sono professionale a parlare di ciò, ma lasciate che venga affascinata dai miei pazienti senza farglielo notare. E lui che si prende licenze e libertà con una figura professionale, ma lasciaglielo fare. Non importa se ti dice “ciao” sorridendo come si farebbe alla propria sorella minore.

Io non riesco ad avere limiti, non ne voglio avere, a causa del costante senso di smarrimento, mentre tu ti perdi nei dubbi sui picchi e sulla correttezza dei sentimenti che rimangono incastrati in ideali.

Si, vero, inciampiamo tutti nelle ombre che ci lasciamo dietro. Ma nessuno può dirti davvero come si vive, nemmeno uno psicologo.

 

Phil Collins – True colors

By IrisCatter
At: 12:57
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