...:A place for my thoughts:...

Le piccole cose che qualcuno non dovrebbe sapere mai... e forse nemmeno chi le scrive.


...:Me:...

Si avvisa che questo blog tratterà argomenti personali. Se volete scrivere fregnacce, siete pregati di farlo altrove. All'agenzia delle idiozie, spiacente, ma ho io l'esclusiva... Non sono ben accetti adoratori di me stessa, mendicanti di attenzioni gratuite e ingiustificata, neppure gente che vorrebbe mettermi la faccia in una friggitrice per patatine fritte o buttarmi in mare con delle scarpette di cemento. Siamo per le persone che ragionano e con un minimo di senso critico. Vi ringrazio per la cortese attenzione. Iris Catter


...:Amo:...

la musica; leggere; scrivere; i gatti; la pioggia e i temporali estivi; i paesi anglosassoni; una conversazione stimolante; straiarmi su un prato senza parlare e ascoltare i rumori intorno; un buon bicchiere di vino; i cappelli e orecchini bizzarri; una sigaretta dopo il caffè; cantare a squarciagola mentre guido; una cioccolata calda in un bar, quando fuori nevica; l'avere sempre ragione; i bagni di folla; passare le giornate a letto e vivere di notte; le persone originali e non convenzionali; scopare; rimanere a parlare fino al mattino e avere più dubbi che certezze; l'ironia delle cose; testare le mie ipotesi; un bacio prima di partire.


...:Odio:...

Falsità; l'ansia; la domenica; gli arrivisti; la cattiveria; l'invidia; la superbia; la fatica; la noia; le lamentele inutili; la stupidità; i pregiudizi; le persone che non riescono a vedere al di là del proprio naso; chi mi da per scontata; la mancanza di empatia con gli altri; chi non ammette i propri errori e i propri limiti; i ragazzini rozzi e volgari che urlano nei luoghi pubblici e piccoli; una lista bella lunga di persone; le cose dette con superficialità; i cani; le cose che non conducono a nulla, nemmeno ad un momento di felicità; le routine; non avere i miei spazi; lo scorrere del tempo.


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"E' terribile scoprire che le stelle che stai guardando, in realtà sono aerei!" Io. "Non è chi è perfetto, ma chi è imperfetto ad avere bisogno di amore" Oscar Wilde. "Anche l'amore è un lusso" Albert Camus. "Se qualcosa può andare storto, lo farà!" Legge di Murphy.


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  lunedì, 31 agosto 2009

Little Voice

A volte sento quella voce. Ma, si, quella voce fastidiosa. Quella che a volte non ti fa’ dormire, poi la zittisco e torna tutto a posto. Si chiama coscienza quella vocina, si chiama rimorso, si chiama colpa, si chiama rancore. Alla vocina dai tanti nomi. Ora la mia vocina ormai si dissolve come tenebra all’alba, come cenere al vento. I colori in realtà sono composti da cenere. Un quadro non è altro che un migliaio di pennellate, una statua un migliaio di scalpellati, un amore un migliaio di baci. Poco romantico, ma tutto si scompone. Eggià.

E quella vocina del cazzo non esiste più, l’ho uccisa, soffocata con il mio cuscino, o più semplicemente si è stufata di punzecchiarmi visto che non davo risposta. Non vivo di rimorsi, di colpe, di rancore e di coscienza. Si vive al momento, e se si è con me bene, altrimenti pace.

Mi sei saltata in mente cara vocina perché era da un po’ che non c’eri più, e come quando non senti più un suono continuo, quando cessa ti accorgi della sua mancanza. Bene a me sono serviti mesi per accorgermene. Bene, ora ti rispedisco da dove sei venuta, visto che tu non mi sei mancata per nulla.

Anzi, a volte le vocine sono meglio da soffocare piuttosto che lasciare loro spazio e l’opportunità che soffochino te.

 

David Hockney – A Bigger Splash

By IrisCatter
At: 17:15
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mercoledì, 26 agosto 2009

Borderline

Ho finito la tesi. Ho odiato abbastanza quello che amavo e pensavo di utilizzare come memento per la mia vita. Mi guardo in torno e ormai sono pronta ad etichettare persone con vari disturbi mentali. Istrionica, Borderline, Passivo-aggressivo, Narcisista, depressione bipolare di tipo due, ansia generalizzata, fobia specifica…

In tutto questo, tra le varie teorie psicologiche che hai dovuto disconfermare con 4 fantastici modelli - e quando uscirà l’articolo tante teste cadranno, eccome se cadranno,- ti sei ritrovata pure tu con i tuoi disturbi. Borderline, è la prima parola che ti viene in mente, e ormai una parte di te ne è convinta.

Ti ho cancellato, o meglio, ti sto cancellando a poco a poco. C’è il punto in cui dici che c’è stato un cambiamento. Come prima e dopo Cristo. Forse mi hai resa più fragile, forse perché ho tirato fuori una forza che non sapevo nemmeno di avere, ed ora mi sento più debole.

Poi ho scoperto in questi giorni di lontananza che sto bene senza te, che non soffro così tanto come pensavo, che sono innamorata della persona che condivide la vita con me.

Quindi io passo le mie notti a casa sua e con amici. Non so come sia ora la tua vita, spero che le cose vadano bene come desideri tu. Nonostante tutte le cose che hai detto, non voglio tornare ad un tira e molla. Non mi fa’ bene e non lo merito.

Forse borderline non ci nasci, ma ci diventi. Il mio anno 0, il mio picco di gioia, l’apice del martirio di me stessa. Con la mia vita dissoluta, la mia angoscia abbandonica, i miei repentini cambiamenti di umore, i tira e molla, la svalutazione e idealizzazione di me stessa e degli altri, e i miei pensieri “strani”. Questa sono io. Questa è la metamorfosi completa di un baco da seta diventato una farfalla deforme. Questa sono io.

 

Pierre-Auguste Renoir – By the Water

By IrisCatter
At: 09:22
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domenica, 16 agosto 2009

Stendhal

L’ultimo verso della canzone dice: “e non sarai mai un’emozione da poco”. A volte non ti credo, è nella mia indole non credere a parole dette sulla frenesia del momento, tu invece me lo ripeti ormai come un mantra.

Nei riflessi di questo mare turchese di Croazia mi sono innamorata di tutto, non mi sono innamorata di nulla. La sindrome di Stendhal è quando vedi una cosa talmente bella da paralizzarti, da svenire, da avere le vertigini, da avere tremori, da avere il batticuore, da avere un infarto. Questa è la cosa terribile delle cose sublimi.Croazia... Rovinj

Noi siamo irrimediabilmente attratti da ciò che può parlare di noi, da ciò che ci riguarda. Non si esprime la propria essenza solo attraverso l’espressione del volto o attraverso il tono di voce. La camminata, i gesti, il vestiario, non sono che cliché del proprio modo di essere. Qualcuno disse che le stelle brillano, senza che nessuno glielo chieda, che le persone ti amano senza che glielo venga richiesto. Ma noi alla fine brilliamo, ci innamoriamo, siamo attratti, proviamo emozioni per qualcosa che ci avvicina a noi stessi.

Gli artisti non fanno altro che portare alla luce nuovi ritratti di loro stessi, anche quando dipingono un altro volto, anche quando ritraggono un paesaggio. Questo è quanto. Anche le persone “normali”, quelle che trovano superfluo l’aggettivo “artista” tengono a ricercare sempre se stessi nelle cose che amano, nelle cose che fotografano, nelle cose che scrivono. Che queste siano le cicatrici di una felice vacanza, o la loro tesi di laurea quinquennale. Cerchiamo sempre noi stessi, anche quando non lo facciamo di proposito. Si cerca sempre di aggiungere un frammento di puzzle a quella metà mancante di mela. Che sia un uomo, che sia una casa, cerchiamo di completarci, di ritrovarci ancora una volta.

E quando al mattino mi svegli con un: “buon giorno, ti amo.”; forse è un altro sciocco modo per ritrovare se stessi riflettendosi nei tuoi occhi verdi e vedere le perle che si schiudono in una collana di sorrisi.

E nonostante la felicità, a volte i pensieri arrivano. Quelli non li puoi fermare, quelli sono la vera persona. Ti rifletti in quello che ami, trovi te stesso in quello che ami, ma a volte quello che hai non basta per conoscere davvero se stessi. È per questo che nonostante la felicità il cuore sussulta quando deve sussultare, sai che quella canzone è dedicata a te. Perché alla fine ciò che sei non lo dimentichi, non puoi dimenticare ciò che una parte di te in fondo in fondo ama ancora.

By IrisCatter
At: 12:18
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mercoledì, 05 agosto 2009

Lunedì mattina

Lunedì mattina, sono le 6. la sveglia suona.

“Amore, sono le 6. Ti porto a casa che alle 8 devo essere via.”

Lui si muove tra le lenzuola cercando di svegliarsi. Mi bacia, mi abbraccia. Facciamo l’amore.

Poi ci rivestiamo e andiamo.

Prendo la macchina, esco dal garage e vedo il cielo. Cielo plumbeo, alba arancione. La radio passa un pezzo di Rod Stewart: “the first cut is the deepest”. Io canticchio le differenti frasi, con voce bassa, la voce del sonno. I ricordi si intrecciano con il presente, si intrecciano in un groviglio di nodi che attanagliano i pensieri.

Casa sua, lui scende. Sua madre è fuori che innaffia le piante, mi saluta, io ripeto il suo gesto.

L’alba è ormai alta, e il sole prima arancio, ora si è nascosto tra le nuvole. Tra poco partiremo, io spengo il cervello. Di ciò che è stato, non mi è rimasto nulla. Sono serena ora. Dimentico il mondo e dal mondo sono dimenticata.

Tra poco si parte senza meta, ora la mia meta è il letto. Mi svesto e torno a letto. Tra poco mi sveglierò di nuovo, e dovrò far funzionare il cervello come un computer preciso, come farebbe un cecchino che deve prendere assolutamente la sua preda.

E continuerò a cantare quelle strofe, e continuerò a canticchiare quel motivetto.

Le lacrime sono andate, ora resta un sorriso e solo un pensiero. Ora so quello che ho, il resto non è così importante ora.

By IrisCatter
At: 11:48
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