...:A place for my thoughts:...

Le piccole cose che qualcuno non dovrebbe sapere mai... e forse nemmeno chi le scrive.


...:Me:...

Si avvisa che questo blog tratterà argomenti personali. Se volete scrivere fregnacce, siete pregati di farlo altrove. All'agenzia delle idiozie, spiacente, ma ho io l'esclusiva... Non sono ben accetti adoratori di me stessa, mendicanti di attenzioni gratuite e ingiustificata, neppure gente che vorrebbe mettermi la faccia in una friggitrice per patatine fritte o buttarmi in mare con delle scarpette di cemento. Siamo per le persone che ragionano e con un minimo di senso critico. Vi ringrazio per la cortese attenzione. Iris Catter


...:Amo:...

la musica; leggere; scrivere; i gatti; la pioggia e i temporali estivi; i paesi anglosassoni; una conversazione stimolante; straiarmi su un prato senza parlare e ascoltare i rumori intorno; un buon bicchiere di vino; i cappelli e orecchini bizzarri; una sigaretta dopo il caffè; cantare a squarciagola mentre guido; una cioccolata calda in un bar, quando fuori nevica; l'avere sempre ragione; i bagni di folla; passare le giornate a letto e vivere di notte; le persone originali e non convenzionali; scopare; rimanere a parlare fino al mattino e avere più dubbi che certezze; l'ironia delle cose; testare le mie ipotesi; un bacio prima di partire.


...:Odio:...

Falsità; l'ansia; la domenica; gli arrivisti; la cattiveria; l'invidia; la superbia; la fatica; la noia; le lamentele inutili; la stupidità; i pregiudizi; le persone che non riescono a vedere al di là del proprio naso; chi mi da per scontata; la mancanza di empatia con gli altri; chi non ammette i propri errori e i propri limiti; i ragazzini rozzi e volgari che urlano nei luoghi pubblici e piccoli; una lista bella lunga di persone; le cose dette con superficialità; i cani; le cose che non conducono a nulla, nemmeno ad un momento di felicità; le routine; non avere i miei spazi; lo scorrere del tempo.


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"E' terribile scoprire che le stelle che stai guardando, in realtà sono aerei!" Io. "Non è chi è perfetto, ma chi è imperfetto ad avere bisogno di amore" Oscar Wilde. "Anche l'amore è un lusso" Albert Camus. "Se qualcosa può andare storto, lo farà!" Legge di Murphy.


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  sabato, 25 luglio 2009

Cosa ne sarà poi?

Latito da parecchio, le idee migliori sono andate in vacanza e la mia voglia di scrivere pure. Io sono a casa a scrivere la tesi. Al di là di questo sto passando giorni sereni, giorni mondani, giorni di lavoro, uno scritto che prende forma e non è più una bozza sbiadita.

Sorridevo con il santo patrono dei fancazzisti, quando lui mi fece un commento: “Sarai una persona egocentrica, senza tatto e con l’assoluta incapacità di obiettività; ma comunque tra le persone che mi circondano sei la migliore.”

Io risposi: “è un particolare modo per dire che vedi lati buoni e negativi in me, o semplicemente un commento su quanto faccia schifo la tua vita?”

Sorrise: “Io tra una settimana parto, e questo weekend sono via. Non tornerò prima di sette mesi. E so già che un po’ mi mancherai”.

Io ripresi: “Dal letame nascono i fiori, ricordatelo. Anche non abbiamo stimoli, e ce li dobbiamo creare continuamente, credo che anche cose buone possano nascere dalla mediocrità. C’è chi si accontenta di questo e ci vive tranquillamente, e chi ha bisogno di stimoli. Comunque io non sono egocentrica.”

Lui sorrise: “Si, lo sei, e parecchio”.

Io chiusi il discorso: “comunque non ti preoccupare, ti verrò a trovare a Stoccolma.”

Io intanto penso a che cosa devo fare e a cosa farò. So solo che come al solito arrivo alla fine di luglio senza aver prenotato da nessuna parte e l’incapacità di progettare qualcosa. Una volta passato luglio, verrà agosto, poi settembre. Poi la laurea, il tirocinio e la disoccupazione. Bella prospettiva. Il futuro è davvero una trappola.

E mi viene spontaneo ora chiedermi se valga la pena rimanere qui, o evadere all’estero. E mi chiedo se mi fossi trasferita in una città ‘sì cara ai miei avi, che cosa sarebbe successo. Qualsiasi cosa sceglierai di fare, non hai la possibilità di vedere come sarebbe andata altrimenti. E non sarà uno sciocco programma televisivo a fare il punto della situazione nella tua vita. Intanto vai a feste, bevi, fai l’amore, leggi e scrivi, ma in tutto ciò la domanda è: che cosa ne sarà poi?

 

Charles-François Daubigny – Les Iles Vierges A Bezons

By IrisCatter
At: 18:30
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martedì, 21 luglio 2009

Fragile

Non sono un oggetto… e se fossi un oggetto sopra di me ci sarebbe una scritta rossa che recita: “fragile”.

Fa male essere trattati da oggetti, sei solo utile ad ultimare uno scopo, il resto non conta. Nessun feedback.

Mi sento usata, mi sento fragile. Ho pianto parecchio per questa storia, forse fra poche ore ci riderò su come una scema. In questo periodo sto andando fuori di testa.

Sto male quando cerco di dare o di fare qualcosa che possa far piacere, e non ricevere nessuna risposta, nessun commento. Anche un vaffanculo sarebbe accettato come risposta di dissenso.

Il silenzio distrugge, tu sei un oggetto. Piangi pure come una scema, sai che per quanto se ne possa dire certe persone non valgono, tu probabilmente per loro non vali nulla. Il sospetto ce l’hai sempre avuto, era sempre stato lì, ma poi c’è sempre la speranza che le persone possano cambiare, possano vedere qualcosa che tu sai di avere. Ma forse c’è davvero qualcosa di sbagliato, c’è davvero qualcosa di sbagliato in tutto questo. Che ti spezza. Per tanto così facciamo passare l’educazione in secondo piano, e sii mio nemico. Preferisco un nemico fidato, da guardare negli occhi e odiarlo ma con rispetto, piuttosto di avere amici di convenienza. Questo è quanto.

Grazie per la pugnalata alle spalle, almeno so che come si sente Cesare nel fare il padre. So chi ho di fronte a me.

By IrisCatter
At: 11:19
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sabato, 18 luglio 2009

Thinking on you...

Forse ho dato per scontato una persona per tutto questo tempo, non dandogli il giusto merito che in realtà meriterebbe e possiede. Quando sono stressata emotivamente, sto male, sto male davvero; le cose diventano insopportabili, pesanti, ed ho strane idee. Ieri ho deciso di staccare la spina emotiva da una certa cosa, ho capito davvero che non ne valeva la pena. E se oscillo tra il: “ti odio e ti amo”, il “ti voglio vedere morto, e senza di te non vivo”; ho smesso di oscillare, non ne vali la pena. Non vali il mio star male o il mio soffrire.

Ieri alle prime ore del mattino, dopo un insonnia che ormai mi accompagna da giorni interi, ho davvero capito la persona che possiedo ed il suo valore. Quale persona meravigliosa ho al mio fianco e io che sono stata così stupida a darla per scontata e a non valorizzarla come meritava. E lo capisco solo ora che sto meglio, ne vado orgogliosa. Mi sono svegliata e l’ho capito.

Se a volte sono pessima, se a volte penso ad altro e divento assolutamente incomprensibile, se a volte fingo di non interessarmi a te, in realtà lo capisco il valore che hai; il mio punto di equilibrio nel mio caos esistenziale. Se soffro ancora per cose passate che non si sono ancora concluse, la cosa più disarmante è che tu sei lì a sorreggermi e darmi solo il meglio.

Ti vedo, ti osservo, sorrido, grazie di esserci sempre per me. A volte non credo di meritarmi te, grazie.

 

Kazimir Malevich – Flower Girl

By IrisCatter
At: 11:03
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giovedì, 16 luglio 2009

Colpevoli e succubi

Ho sempre sospettato che il nemico naturale di un gatto domestico, fosse l’aspirapolvere. Come se questo possa aspirarlo dentro di se. Effettivamente non sarebbe divertente essere aspirato da un oggetto rumoroso che fa’ lo stesso rumore – amplificato - di quando un gatto soffia ad un altro gatto.

Sono giorni di silenzio per me.

Mi sveglio alle sei del mattino per poi andare a letto a mezza notte. Dormo poco, penso troppo, la gente si aspetta troppo. Dobbiamo essere sempre competitivi, organizzati, carini e coccolosi. Io intanto ho il solito sottofondo che mi segue come la mia ombra, il mio buco nero personale.

Tempo fa’ scrissi un racconto prendendo spunto da un fatto realmente accaduto. Volevo fare una antologia di racconti sul suicidio, ma non credo che nessuna casa editrice abbia voglia di pubblicarmelo. Dobbiamo essere sempre belli, prestanti e pronti ad ogni occasione. Composti sia nell’euforia che nel dolore.

A volte credo che non ci siano più emozioni vere, reali e sentite. Ma che è tutta una patina di ciò che è rassomigliante ad una sbiadita situazione. Ci si confonde tra la folla in metropolitana. I vecchietti fanno finta di non aver bisogno di sedersi, si aggrappano alle sbarre scivolose di metallo per non cadere, con le loro braccia sottili e ormai fragili, e vengono sballottati come palline del flipper. Uomini di vetro che si fingono ancora uomini di acciaio. Poi vedi gente della tua età che non gli concede il posto, per maleducazione o per ignoranza. Tutti facciamo parte di questa grande bugia collettiva. Ne siamo tutti colpevoli e ne siamo tutti succubi.

 

John Everett Millais – The Vale of Rest

 

By IrisCatter
At: 11:08
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martedì, 14 luglio 2009

Il mio senso di vuoto

Ho la bocca dello stomaco che si chiude portando tutto ciò che c’è sotto questa ad essere aggrovigliato. Sono partita, ho dovuto farlo. Per sopravvivenza e per rilassarmi. Mi sono ubriacata, ho rivisto una mia carissima amica, ho preso il sole – anche se non si vede-, ho fatto sesso per tutti questi giorni con la persona che sta accompagnando la mia vita ormai da 7/8 mesi e sono felice che ci sia, ma quel sottofondo c’era. Forse perché è l’anniversario della morte di una persona cara, forse perché luglio è un mese che detesto. Forse perché ora devo scrivere la tesi, ma soprattutto perché mi sono imposta determinate cose. Sto cancellando, sputando sopra ciò che è stato della storia precedente. Niente più parole con te, anche se a volte mi sveglio che sono in lacrime, e la cosa più brutta è quando accade mentre lui mi abbraccia nel risveglio.

Lui mi racconta che sua zia si è suicidata quando era una bimba. Lui dice che non capisce il suicidio. Io guardo fuori dal finestrino di una macchina che mi riporta in Lomellina e dico: “io ci ho pensato. Non puoi sapere perché, ma i motivi possono essere tanti: una delusione d’amore, una malattia, un senso di vuoto costante, un modo di protesta. Io ci penso spesso, è l’ultimo atto che hai per prendere possesso di te stesso.”. Lui mi prende le mani e me le bacia: “non devi più pensarlo, mi fai troppo male”.

In tutto ciò penso che se davvero ho bisogno di attenzioni, tutto ciò che devo fare è morire.

Ma sono stupida lamentarmi, sono davvero stupida a farlo. Ho tutto, ho davvero tutto ciò che posso desiderare, tranne quella cosa. Quella fottutissima cosa che mi devasta e mi distrugge per la sua mancanza. Oltre al fatto che se davvero dovessi farla finita, farei male a molte, troppe persone. Poi per cosa? Per un mio capriccio? Per un mio inutile senso di vuoto e di inconsistenza. Secondo me ci nasci con quello, pochi cazzi. Ma anche con te c'era, non credere di essere così importante. Ci nasci ti ho detto, ci convivi. Ti rendi imprevedibile e ti fa' comportare in maniera strana. La gente non ti capisce, ma i tuoi sono movimenti apparenti. Ci convivi fino a quando non ti devasta.

 

Otto Ohm – Crepuscolaria

By IrisCatter
At: 10:49
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venerdì, 10 luglio 2009

The end

E' finito tutto...
Davvero tutto. Forse. Una lacrima. E' andata.
L'ultimo voto, l'ultima telefonata, l'ultimo e straziante addio a te. Ho chiuso una porta, oggi partirò per il mare per poi ritornare a Milano per lavorare sulla tesi.
Mi hai persa, io ho perso te.
Addio. L'ultimo grandioso voto e media del 29 e passa. L'ultima telefonata straziante.
Mi sento vuota oggi.
E il mio compleanno è stato due giorni fa'. Domani è l'anniversario della morte di mio nonno.
Ho sempre odiato luglio, mi ha sempre fatto strano il mese di luglio, e aprile a seguire.
Addio mio amato amore di mille anni fa'. Scompari come un soffio di vento, mentre il cuore piange.
E' passata la mia era, mi dimenticherai. Ci dimenticheremo l'un dell'altro. Lo so.
Io che avevo aperto questo posto per te, ora forse non ha nemmeno senso continuare...

Addio mio amato amore.

Silverchair - Miss You Love

 

By IrisCatter
At: 14:46
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domenica, 05 luglio 2009

La forza me l'hai fatta venire fuori tu.

MareCosa ci stavamo aspettando? Lui è qui nel mio letto. Sorrido, sono felice ma con quel sottofondo melanconico e di mood costantemente irrisolto che mi accompagna da molti mesi ormai. Penso, penso troppo. Pensare troppo fa’ male, fa male davvero. Non ho avuto nessuna risposta a quel messaggio, dopo quella sera del concerto del gruppo che ora amo tanto e che grazie a me hai conosciuto. Puff. Sparito.

E penso che tu sei stata la prima persona con cui ho dormito, con cui ho dormito davvero e non a passare la notte sveglia o a scappare da quella situazione di totale intimità. Forse perché con te non avevo vie di uscita o scappatoie. Non potevo fare altro.

Ora il partner è diverso, ormai rimane qui costantemente, e non devo inventarmi scuse o bugie. È di casa, piace per un tot di motivi, e si va in vacanza insieme.

Con te ho avuto mille difficoltà, mille bugie da inventarmi, mille discussioni da affrontare. Tu non eri nei canoni. Tu eri troppo stravagante, troppo diverso per una realtà della medio-alta borghesia con cui faccio i conti tutti i giorni. Io. Io che ultimamente spendo soldi solo in sigarette, libri e in Long Island. Che non ho più alcun interesse a prendere cose di marca, ma cose belle – che spesso non coincidono-. Tutti vorrebbero che i figli avessero il massimo, e ora che mi sento ancora alcune lontane critiche o battute, un po’ sorrido.

Forse arriverà il giorno in cui sclererò e dirò a lui: “stai zitto! Cosa vuoi saperne tu che non capisci nulla di queste cose” e lì mi vergognerò di me stessa come una ladra.

Forse un giorno mi trasformerò in quel mostro di superficialità che è mia madre. Quella con cui discutevi e che eri solito colpire con affermazioni affilate come coltelli.

Tu hai vissuto tutto quel periodo. Lui no. Forse lo voglio proteggere da queste cose, non le capirebbe davvero e ne soffrirebbe. Tu eri forte abbastanza da saperle, per incazzarti e ribattere, per vedermi piangere per questi motivi. E quando tu ancora oggi mi dici: “Tu sei sempre stata più forte di me”, a me vien da rispondere: “la forza me l’hai fatta venire fuori tu.”

Io aspetto il giorno in cui mi scambieranno con un mostro, forse il processo è già in atto. Intanto studio i meccanismi che sottendono la demenza e la depressione. Tutte le patologie alla fin della fiera sono organiche, le emozioni sono proteine.

Io ho bisogno di sapere che tu stai bene, o se soffri. Perché se abbiamo deciso di allontanarci, di farci le nostre vita, forse il mio orgoglio ha bisogno di sapere che io vivo ancora nella tua memoria. Ho paura della dimenticanza – della tua e della mia-, per questo non voglio diventare vecchia e demente come mia nonna e crepare in un ospizio con la capacità di un vegetale.

By IrisCatter
At: 11:37
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mercoledì, 01 luglio 2009

Telefono senza fili

Quando c’è qualche cosa che non va, le persone se la prendono a) con gli altri b) con loro stessi c) si nascondono e cercano di aggirare gli ostacoli. La maggior parte delle volte con gli altri perchè non sanno capire che la colpa da qualche parte è anche loro.

Scivolo sull’asfalto con i miei pattini, sono mesi che non pattino più. L’ultima volta è stato l’anno scorso sul ghiaccio, il risultato è stato di due bambini falciati e una botta sui reni che si è protratta per una settimana.

C’è chi ha bisogno di fare lo slalom tra le macchine che passano a grande velocità e di cercare di rimanere in piedi quando il tuo equilibrio si ribalta. Forse sentirti in una certa sensazione morale, cerca un corrispettivo fisico. Voglio volare ora.

Rifletto su diverse cose. Ci sono periodi che non funzionano: non è l’astrologo che ti dice quand’è, ma tutto sommato ci sono periodi in cui devi rimettere in discussione qualcosa al fine di tagliare i rami secchi.

Se il mondo è una continuazione circolare di rimandi gestuali, si ha una sorta di telefono senza fili in quanto il significato originale si perde… Si passa da “Gianni guarda Maria mangiare una mela” a “Gianni mangia Maria guardando una mela” o “la mela mangia Gianni e Maria che la guardano”.

Ufficialmente guardiamo le situazioni sia a caldo che a mente fredda, le cose cambiano e Gianni è un cannibale! Ma di recente sono venuta a conoscenza di bizzarri esperimenti (spero ora solo concettuali) che affermano che sia possibile compiere azioni senza provare emozioni. Appena ho sentito codesta cosa ho pensato: “Oh Mio Dio! Devo propormi come cavia!”; ma poi pensando anche al semplice condizionamento, questo verrebbe a meno.

Poi, vivresti davvero le esperienze e gli errori senza provare emozioni? Toglieresti davvero quelle stupende e quelle terribili, che ti fanno passare giorni sul cesso a vomitare? No. Le emozioni ci rendono fragili esseri umani, dotati anche di libero arbitrio. Senza emozioni saremmo solo dei pezzi di metallo con la possibilità di usare altri pezzi di metallo.

A volte quando qualcosa non va, prima di prendersela, dovremmo chiederci il perché…

 

Meglio ridere di se stessi, prima che lo faccia qualcun altro.

 

Pieter Van Laer - Paesaggio con giocatori di mora.

By IrisCatter
At: 12:50
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