...:A place for my thoughts:...

Le piccole cose che qualcuno non dovrebbe sapere mai... e forse nemmeno chi le scrive.


...:Me:...

Si avvisa che questo blog tratterà argomenti personali. Se volete scrivere fregnacce, siete pregati di farlo altrove. All'agenzia delle idiozie, spiacente, ma ho io l'esclusiva... Non sono ben accetti adoratori di me stessa, mendicanti di attenzioni gratuite e ingiustificata, neppure gente che vorrebbe mettermi la faccia in una friggitrice per patatine fritte o buttarmi in mare con delle scarpette di cemento. Siamo per le persone che ragionano e con un minimo di senso critico. Vi ringrazio per la cortese attenzione. Iris Catter


...:Amo:...

la musica; leggere; scrivere; i gatti; la pioggia e i temporali estivi; i paesi anglosassoni; una conversazione stimolante; straiarmi su un prato senza parlare e ascoltare i rumori intorno; un buon bicchiere di vino; i cappelli e orecchini bizzarri; una sigaretta dopo il caffè; cantare a squarciagola mentre guido; una cioccolata calda in un bar, quando fuori nevica; l'avere sempre ragione; i bagni di folla; passare le giornate a letto e vivere di notte; le persone originali e non convenzionali; scopare; rimanere a parlare fino al mattino e avere più dubbi che certezze; l'ironia delle cose; testare le mie ipotesi; un bacio prima di partire.


...:Odio:...

Falsità; l'ansia; la domenica; gli arrivisti; la cattiveria; l'invidia; la superbia; la fatica; la noia; le lamentele inutili; la stupidità; i pregiudizi; le persone che non riescono a vedere al di là del proprio naso; chi mi da per scontata; la mancanza di empatia con gli altri; chi non ammette i propri errori e i propri limiti; i ragazzini rozzi e volgari che urlano nei luoghi pubblici e piccoli; una lista bella lunga di persone; le cose dette con superficialità; i cani; le cose che non conducono a nulla, nemmeno ad un momento di felicità; le routine; non avere i miei spazi; lo scorrere del tempo.


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"E' terribile scoprire che le stelle che stai guardando, in realtà sono aerei!" Io. "Non è chi è perfetto, ma chi è imperfetto ad avere bisogno di amore" Oscar Wilde. "Anche l'amore è un lusso" Albert Camus. "Se qualcosa può andare storto, lo farà!" Legge di Murphy.


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  venerdì, 26 giugno 2009

Canarie...

Non vedo l'ora che tutto questo sia finito.
Intanto anche nel sonno c'è qualcosa che non funziona. Gli incubi di insicurezza tornanto.
"Sai che stanotte ti ho sognato?!"
"Davvero?"
"Si, mi mollavi"
"Si, se non finiscono gli esami, visto che ti vedo poco, potrei anche farlo..."
"Che carino, è bello sapere che posso contare sul tuo conforto..."
"Ma dai che scherzo! Ti sei offesa?"
"Diciamo che non mi ha fatto piacere. Questa me la lego al dito..."
"Dai amore..."
" 'Dai amore' Un cazzo... Prova tu"
"Ma se sei una macchina da guerra per gli esami..."
"SI, ma non avevo considerato che forse a sto giro fare un esame ogni 6 giorni fosse così problematici. Dai, per il mio compleanno ti concedo di andare al mare in moto per un weekend, ci stai?"
"Certo che ci sto!"
"E comunque se dovessero andare male gli esami, possiamo sempre prendere e aprire un bar sulla spiaggia alle Canarie"
"Io ci sto!"
"Posso portare anche i miei gatti?"
"Porta un po' quello che vuoi... Perché?"
"Così prendono i canarini alle Canarie"
"Sei troppo stupida! Dai, vai a studiare, ci sentiamo dopo per decidere per stasera... Ciao, un bacio"
"Ciao"

In tutto ciò, aspetto giorni migliori, considerando che ora vado a fare pipì portandomi dietro libri e evidenziatori. Si, c'è qualcosa in me che non funziona più.
Non vedo l'ora che sia il 7. Non vedo l'ora che tutto questo sia finito.

Addio M.J. Un mito è andato.

 

By IrisCatter
At: 13:04
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lunedì, 22 giugno 2009

22-06-09

Domani ho un esame. Merda! Non so nulla.

Il weekend è passato con il suo solito delirio, questa volta forse peggio.

“Allora?” chiese lui.

“allora…” Risposi io, riferendo ciò che venne fuori.

Un addio formale, freddo, senza lacrime e senza baci. Lui mi restituì l’anello che gli avevo ridato l’ultima volta. “E’ tuo, è un regalo che ho fatto a te, e voglio che ce l’abbia tu”.

Lui andò via alle nove di sera di ieri, e non passò per un ultimo straziante abbraccio.

Un freddo addio condensato in una aspettativa irrealistica avvenuto il giorno prima. Avrei voluto, già… Il Ticino ha una bella luce al tramonto, forse era destino. Già era destino che andasse così. Un sorriso malinconico, un abbraccio, trattenersi in un guscio perché l’emotività avrebbe distrutto questa idilliaca freddezza formale. La tua risata nervosa tradiva i tuoi sentimenti, ma forse non volevi incasinare la vita né a me né a te stesso.

Lui intanto delimita il territorio. Sapevo che sarebbe successo e nel mentre io mi chiedo se gli altri se ne rendono conto come capita a te, o se sono ignari di quando il loro comportamento possa essere prevedibile. Tu mi chiederai poi com’è andata, mi chiederai quante volte mi ha fatto avere un orgasmo, perché fondamentalmente una parte di me la vuoi ancora e ci sta male a sapere certe cose, ma le vuoi sapere. Io non nutrirò la tua curiosità. Sublimazione, o meglio pseudo-sublimazione la tua.

Perché tu stai male quando io sto male, e stai bene quando io sto bene?

Questo è illogico.

E mentre lui mi bacerà una dieci, cento volte, voglio solo che tu stia bene e di cancellarti dalla mia mente perché il pensiero della tua felicità per merito di un’altra persona, mi ucciderebbe.

E questi pensieri mi attanagliano e non mi fanno ragionare in modo coerente con i miei progetti..

 

Jan Brueghel Il Giovane – Il Paradiso

By IrisCatter
At: 08:22
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venerdì, 19 giugno 2009

Ignavia

Ritorna alla memoria un discorso che feci tempo addietro ad una persona. C’è chi vive alla grande e chi vorrebbe farlo, e si nasconde dietro le inerzie dei propri fallimenti e di qualcosa che potrebbe essergli rinfacciato, anche se del giudizio altri poco si interessa.

Al che ti ritrovai in questo discorso.

Il macchiavellico gioco di interessi parassitari che nasce dalla incapacità di vivere e di staccarsi – ciao cozza-. Perché un po’ ti ritrovo in questo, un po’ mi ci metto anch’io quando il mio livello di valori morali mi dice: “guarda che cazzo stai combinando!”. Il che mi porta a: 1) senso di colpa 2) frustrazione.

Ma il discorso su di te è molto più interessante, in quanto vivi da ignavo e non sai scegliere. Per un’impulsiva come me, la scelta non è mai difficile da prendere; forse è più difficile rimaner costante sulle mie decisioni a causa dei miei soliti dubbi. L’incertezza: questo è che ci fotte. Ma le relazioni umani generano di default incertezza, e quindi tra te che non sai scegliere e me, forse meglio scegliere. Tu scegli di non scegliere, o meglio sei più subdolo, mi dai pezzi del puzzle e mi dici: “completalo tu, poi dimmi”.

Si, ci vedremo. Si, non ti farò storie. Si, non ti farò sentire un verme – cosa per me non così facile-.

A questo punto sappi che poi ci sarà un definitivo, triste e inevitabile addio. Non avremo modo di vederci mai più, un taglio netto al cordone ombelicale e via.

Non cancellerò la memoria, in quanto comporta il cancellare anche parte della propria identità, ma ora io vivo un’altra vita senza te, e forse questa è davvero l’inevitabile fine di questi 3 anni insieme.

A dopo caro mio..

 

Paolo Uccello – La Principessa ed il Drago

By IrisCatter
At: 09:23
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martedì, 16 giugno 2009

Odiami

[Attenzione: Malato]

Una reazione chimica comporta un cambiamento dallo stato 1 della materia ad uno stato 2.

Le reazioni possono essere irreversibili, in questo caso è impossibile tornare allo stato originale, cosa che invece può accadere talune volte (vedi l'acqua).

Credo che anche nelle scienze umane ci sia questo processo. In fondo siamo atomi di carbonio.

Punto di non ritorno.

Se non faccio parte della soluzione, farò parte del precipitato.

 

Odiami con tutta la rabbia di cui sei capace. Odiami perché sono passione, perché sono euforia fine a se stessa, perché sono impulsiva, perché sono ghiaccio, perché sono emotività pura. Odiami perché io sto odiando me stessa. Odiami perché sono cambiata. Odiami perché adoravo farmi fottere da te. Odiami perché io godevo di te. Odiami perché tutto l’amore che ti ho dato e che abbiamo fatto, non è stato abbastanza. Odiami perché tutti gli amanti che ho avuto amavano scoparmi. Odiami perché ti odio. Odiami perché io ti amo. Odiami perché domani scoppierò in lacrime. Odiami perché domani non sarò da abbracciare, ma da prendere a sberle. Odiami perché domani sarà l’ultima volta che saprai qualcosa di me. Odiami perché domani rimpiangerai di avermi conosciuta. Odiami perché non riesco a toglierti dalla testa. Odiami perché nonostante la civetteria che metto negli incontri, non sono interessata alle prede. Odiami perché non sono più quella puttana frivola. Odiami perchè per vendetta contro me stessa, vorrei farmi scopare da chiunque. Odiami perché non riesco a mettere in atto la mia vendetta, visto che la sola idea mi fa stare di merda. Odiami perché ho smesso di essere ciò che ero e che una volta mi faceva stare bene. Odiami perché sono capace di illudere la gente. Odiami perché l’unica persona che ho allontanato era l’unica a cui è davvero importata qualcosa di me. Odiami per l’unica persona a cui è davvero importato qualcosa sei riuscito ad allontanarla. Odiami perché il suono del tuo nome rimbomba nella bocca soffocandomi. Odiami perché nonostante l’orologio trattenga il respiro, ho bisogno di te. Odiami perché mi sembra di aver creduto in qualcosa di astratto.

Odiami perché il futuro che avrai domani, non è lo stesso che avevi ieri.

Io nel tuo futuro di domani non voglio esserci nonostante tutto. Sbaglio a buttare tutto nel cesso, ma odiami anche per questo. Farmi odiare, forse sarebbe un bene per entrambi… visto che la vigilia mi porta ad essere scissa, e sto odiando me stessa.

By IrisCatter
At: 23:47
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lunedì, 15 giugno 2009

Frigorifero

Le emozioni sono una tappa importante nella nostra evoluzione, ma le devi saper leggere per saperne di più e per la tua incolumità. Allora leggimi. Sono qui. Studiami, come farebbe un predatore. Osserva i tragitto che compio e poi piomba sulla vittima come falco sul topo.

I predatori leggono la mente, sai? Tu sei capace di leggere la mia?

Non aspettarti quindi che io ti dia la mia benedizione quando affonderai il pugnale nella mia schiena, mi tradirai e mi mentirai. Se per questo tempo ho sempre cercato di tenerti al mio fianco, è perché ho accettato l’ambivalenza della frustrazione. Ora, se mi tradirai, se vorrai predarmi, io sparirò.

A questo punto, sarai in grado di vivere senza di me?

Io sono capace di togliere il lato affettivo, esattamente come farebbe uno schizoide. Accendo la spina della razionalità, e divento un frigorifero. Tu saresti in grado di ricevere qualsiasi emozione da un frigorifero? No, considerando anche che sarò chiusa come una cassaforte, senza lasciarti la possibilità di farmi depredare dei miei pensieri e dei miei contenuti, direi proprio di no.

Ricordati una cosa fondamentale: non so se sono più forte di te, so per certo di avere più resistenza e di saper vivere a fondo le cose, bruciandole, per poi passare più velocemente a quelle successive.

 

Louis Edouard Fournier – The Funeral of Shelley

By IrisCatter
At: 12:53
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venerdì, 12 giugno 2009

Io non ho paura.

E cercheranno di avvelenare il tuo corpo, mettendo veleno dentro il tuo vino o dentro il tuo cibo. E cercheranno di avvelenare la tua anima, usando parole sommesse che risuonano come vento tra le foglie di questa estate. E cercheranno di minare la tua certezza con sguardi pieni di vuoto, lo stesso vuoto che vedi attraverso una lamina di ghiaccio in un fiume di inverno.

Ma in fondo anche se si dovesse chiudere il cielo e abbandonare anche l’ultimo raggio si quiete, so per certo che io ci sarò con un sorriso che illuminerà tutto. Andrò a mietere anche l’ultima oscurità per distruggere ciò che uccide la certezza.

Anche se crollerà anche l’ultimo sogno, anche se cercheranno di pugnalarti, anche se la aspetteremo affinché i nostri diritti vengano mantenuti, anche se mi benderanno e mi metteranno con la faccia al muro aspettando il fatal colpo, io non ho paura. Non ho più paura di nulla.

Anche se mi dovranno drogare per perdere il contatto con me stessa, anche se mi dovranno violentare per profanare il tempio della mia anima, anche se mi soffocheranno per frantumare le parole e per farmi godere di più con i loro strumenti, anche se mi obbligheranno a bere di modo che io possa dimenticarmi di me, io non ho paura.

Se chiudo gli occhi, so che ne uscirò da vincitrice. Corri a dirlo ai miei nemici e alle mie paure: io non ho paura.

Se ti chiederanno di me, rispondigli solo che so a che ora devo andare incontro, e che con il mio pugnale li attendo al bivio; se ti chiederanno di me, rispondigli solo che mi hanno preso le misure per una cuccia di legno nella quale riposerò prima della cremazione, ma che la morte non mi spaventa; se ti chiederanno di me, rispondigli solo che dovranno legarmi, per far sentire le loro ragioni. Io non ho paura, li aspetto.

 

John Henry Fuseli - The Nightmare

By IrisCatter
At: 17:03
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mercoledì, 10 giugno 2009

Latte e cioccolato

Forse avevo bisogno di staccarmi almeno un giorno. Almeno un giorno di pace. Forse avevo bisogno di riposare tra quei comodi cuscini e di dormire in quell’elegante appartamento di Milano. Forse avevo bisogno di un bagno caldo in una giornata troppo uggiosa da sopportare e una tazza di latte e cioccolato caldo guardando un film. Questo orizzonte non è mio, non mi appartiene, ma mi restituisce tanta calma. L'orizzonte parla del domani, e ora vediamo che ne sarà.

Forse ho bisogno di sapere che posso sempre avere un rifugio per i miei problemi e le mie paranoie. Un posto dove tutto va bene, dove tutto ha senso e dove puoi ridere senza pensare alle complicanze.

E anche se ti rispondo a monosillabi e ho un tono mesto, sappi che sono felice.

Lui sta pensando di andare a convivere insieme. Non so, non credo che sia il momento di pensarci ora. Come potrei pensarci ora? Ora che appena c’è qualcosa scappo, ora che non so che piega prenderò, ora che ho difficoltà ad esporre i miei pensieri più intimi. Non è cattiveria, è la realtà. E se a volte ho bisogno di scappare, ora ho bisogno di vicinanza e di fiducia, ma senza controllo e oppressione.

Non si esclude nulla, persino ciò che mi preoccupa. Ma ora non ho bisogno di questo.

Ora ho bisogno solo di un’altra tazza di latte e cioccolato.

 

Giovanni Segantini – La raccolta del Fieno.

By IrisCatter
At: 13:57
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domenica, 07 giugno 2009

La corda di violino

Pensateci: siamo così tanto abituati a vedere il lato materiale delle cose, da non accorgerci di quello più silente e forse peggiore. Vedi la pedofilia. Siamo talmente pronti a vedere dove e come è stato toccato un bambino, ma siamo più scettici nel dire: “c’è dolore” quando ci troviamo ad aver a che fare con situazioni di incuranza o di violenza psicologica. La domanda che mi pongo è questa: Perché?

Non voglio star qui a sindacare che ha meno probabilità di essere vista, considerata e riconosciuta, in quanto più silente. Sembra di soffocare a causa di qualcosa di invisibile e continuativo. La corda di violino che ti viene stretta e poi distesa lungo il collo. Ma tutti quanti considerano più terribile il piano fisico.

Non è vero, non è così.

Sia la violenza fisica che quella psicologica avvengono principalmente tra le mura familiari, ma siamo così sicuri che quella fisica sia così pessima rispetto a quella psicologica o alla negligenza. Invalidare l’esperienza negativa è una cosa che fa’ più male, molto più male di una penetrazione a carico di un bambino/a. Quindi guardatevi in torno e pensate a questa cosa: ci sono fior fiore di studi che ribadiscono tutti la stessa cosa. A questo punto un fondo di verità c’è.

Prendete i bambini di un orfanotrofio nell’est Europa, molti di loro sviluppano un quasi ritardo mentale a causa della mancanza di stimolazioni. Questo dal mio punto di vita è peggio. È peggio essere un vegetale o di non saper distinguere il bene dal male rispetto all’essere toccato.

La pedofilia è una malattia, uno stile predatorio tra i membri della stessa specie. Si tende a dare uno stigma. Ma la mamma che non cura il bimbo? Che non gli procura il nutrimento e quando ha fatto la pipì e piange, non se ne cura? Lo pianta in casa solo e va a ballare? Questo è peggio, solo che non è considerato così grave.

Ma queste sono solo mie riflessioni dopo un turbinio di emozioni e di pensieri che aleggiano come avvoltoi nella mia mente.

 

"Mi cambierò nome, ora che i nomi non valgono niente. Non funzionano più, da quando non funziona più la gente" Ministri - Tempi Bui

 

Henri Rousseau – The Hungry Lion Throws Itself on the Antelope

By IrisCatter
At: 17:07
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giovedì, 04 giugno 2009

Bianco

[E' un racconto, non è mai accaduto realmente]

Così decisi di recarmi in quella stanza dove soggiornava quello strano paziente. Uomo, 47 anni, vedovo. Diagnosi: psicosi acuta indotta da sostanze, forse anche qualche altra cosa che il medico del pronto soccorso non aveva evidenziato inizialmente.

Entrai nella stanza completamente bianca, l’infermiera mi seguì come se fosse la mia ombra e si chiuse la porta dietro di sé.

<Buon giorno> dissi io, poi continuai <io sono una laureanda in psicologia clinica, vorrei sapere il motivo del suo ricovero>.

Lui mi guardò con sguardo di ghiaccio <C’è tutto scritto nella cartella medica>.

<Preferirei saperlo da lei>

<Non ho intenzione di dirle nulla sui motivi, penso che lei sia già stata informata>.

<Vuole raccontarmi qualcosa in particolare?>

<Ha mai notato che l’espressione di una donna che ha un orgasmo, è molto simile a quando questa soffre? Piacere e sofferenza sono cose molto simili, cambia solo il segno “positivo” o “negativo” che si mette avanti all’emozione. Ma l’espressione è identica.>

Mi sentii gelare il sangue e la pelle d’oca nonostante i 30 gradi: <E’ molto interessante il suo punto di vista, mi spieghi meglio>

<Semplicemente dipende da come guardi le cose. Può essere visto in ogni modo. Ad esempio: io trovo queste pareti bianche estremamente asettiche e inquietanti. Non sono inquietanti queste pareti completamente bianche? Mi danno la sensazione di vuoto, come se ci dovessi annegare dentro. Anche le pareti a casa mia sono così: bianche, bianche e enormi. È per questo che mi sono tagliato e ho usato le mie braccia come pennello per dipingerle.>

<Quindi per lei quello non era un tentato suicidio?>

<No... o meglio si. Mi inquieta il bianco e stavo male.>

<Lei crede che questa cosa di possa verificare di nuovo qui?>

<Non so, mi hanno tolto tutto. Sono nudo come un verme sotto questa camicia da notte, non ho niente con me.>

Io lo guardai e annuii: <Capisco. Come si sente al riguardo?>

Lui sorrise: <Perso, con le pareti che mi divorano.>

Io gli chiesi poi mestamente: <Che colore sarebbe più indicato secondo lei?>

Lui disse come un sussurrò: <Azzurro, azzurro limpido andrebbe benissimo.>

Poi lui si guardò le fasciature e riprese: <Io ho cercato così tante volte di uccidere mentalmente una persona, ed ad un certo punto credevo di averlo fatto davvero. Poi la vidi, viva e vegeta, e capì che mi ero perso nelle mie fantasie. E più la immaginavo morta, mi immaginavo di ucciderla con le mie stesse mani, più questa ai miei occhi sembrava viva. Quindi ho pensato: se non posso uccidere questa nemmeno mentalmente, allora ucciderò me fisicamente. E così ho provato a dipingere la mia angoscia sulle pareti.>

Lo guardai, come se avesse rivelato la più grande delle verità. Gli chiesi: <Lei è qui perché è stato considerato bisognoso di cure, che in altre situazioni non avrebbe potuto ricevere.>

Lui mi guardò sorridendo e disse: <Lei crede che sia pazzo, vero?>

<No, non lo credo affatto… Credo che lei abbia bisogno di parlare, di essere seguito. Ma non la considero “Pazzo” come lei ha detto. Anzi, mi sembra una persona estremamente lucida. La ringrazio per il suo tempo, è stato molto gentile.>

Lo congedai e uscii dalla porta. Quell’uomo aveva capito tutto, quell’uomo sapeva tutto.

Quante volte hai ucciso mentalmente qualcuno? E tutte le volte che lo vedevi sentivi una domanda salire: “che cazzo ci fai tu ancora in giro?”. Quante volte si mischia realtà e fantasia, quante volte…

By IrisCatter
At: 15:40
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martedì, 02 giugno 2009

L'uomo falena

Sono felice. Non felice, serena. Questo si. Tra cani di grosse dimensioni che mi inseguono per le campagne pavesi (io ho il terrore dei cani), tra i locali, tra cene, tra risate, tra foto e sorrisi e tra i pensieri. Dovrei studiare, dovrei studiare, ma come si può quando tutto va così bene e il sole vuole che tu vada a giocare con lui?Falò

In tutto ciò arriva la notizia dell’incidente aereo. Volo che non è mai arrivato a Parigi e che ora sembra ancora un mistero. Si parlava ieri sera delle varie cause, quale potrebbe essere stata la dinamica. Come può essere stato possibile un collasso aereo, un fulmine? No, impossibile. Ieri mi torno alla mente la storia dell’uomo falena.

C’è questa leggenda metropolitana che narra di un’ombra che si può avvistare prima di ogni catastrofe. Dicono che è stato visto anche prima dell’undici settembre, anche se gli avvistamenti che diedero inizio alla leggenda furono nel 1966.

Io non credo in queste cose, ma se davvero fosse possibile prevedere le catastrofi, o che ci fosse un essere capace di mettere in atto una rosa di eventi catastrofici, come la prenderesti tu la vita? In tutto questo ieri durante la discussione guardavo terrorizzata le falene, che proiettavano la loro ombra sulle pareti. La lampada a gas stava per esaurirsi, e loro danzavano liete intorno alla fiamma. Che anche voi possiate portare sventure e incubi a noi poveri umani?

Questa foto solo per raccontare cosa sta succedendo in questi giorno. Quello che si vede sulla destra non è l'uomo falena, ma un amico... che non ha ancora i poteri, o meglio, non fa' avvenire catastrofi in giro per il mondo.

By IrisCatter
At: 20:22
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