...:A place for my thoughts:...

Le piccole cose che qualcuno non dovrebbe sapere mai... e forse nemmeno chi le scrive.


...:Me:...

Si avvisa che questo blog tratterà argomenti personali. Se volete scrivere fregnacce, siete pregati di farlo altrove. All'agenzia delle idiozie, spiacente, ma ho io l'esclusiva... Non sono ben accetti adoratori di me stessa, mendicanti di attenzioni gratuite e ingiustificata, neppure gente che vorrebbe mettermi la faccia in una friggitrice per patatine fritte o buttarmi in mare con delle scarpette di cemento. Siamo per le persone che ragionano e con un minimo di senso critico. Vi ringrazio per la cortese attenzione. Iris Catter


...:Amo:...

la musica; leggere; scrivere; i gatti; la pioggia e i temporali estivi; i paesi anglosassoni; una conversazione stimolante; straiarmi su un prato senza parlare e ascoltare i rumori intorno; un buon bicchiere di vino; i cappelli e orecchini bizzarri; una sigaretta dopo il caffè; cantare a squarciagola mentre guido; una cioccolata calda in un bar, quando fuori nevica; l'avere sempre ragione; i bagni di folla; passare le giornate a letto e vivere di notte; le persone originali e non convenzionali; scopare; rimanere a parlare fino al mattino e avere più dubbi che certezze; l'ironia delle cose; testare le mie ipotesi; un bacio prima di partire.


...:Odio:...

Falsità; l'ansia; la domenica; gli arrivisti; la cattiveria; l'invidia; la superbia; la fatica; la noia; le lamentele inutili; la stupidità; i pregiudizi; le persone che non riescono a vedere al di là del proprio naso; chi mi da per scontata; la mancanza di empatia con gli altri; chi non ammette i propri errori e i propri limiti; i ragazzini rozzi e volgari che urlano nei luoghi pubblici e piccoli; una lista bella lunga di persone; le cose dette con superficialità; i cani; le cose che non conducono a nulla, nemmeno ad un momento di felicità; le routine; non avere i miei spazi; lo scorrere del tempo.


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"E' terribile scoprire che le stelle che stai guardando, in realtà sono aerei!" Io. "Non è chi è perfetto, ma chi è imperfetto ad avere bisogno di amore" Oscar Wilde. "Anche l'amore è un lusso" Albert Camus. "Se qualcosa può andare storto, lo farà!" Legge di Murphy.


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  venerdì, 27 febbraio 2009

Lettera a Me stessa

Cara me stessa,

tra qualche mese avrai 24 anni; e che cos’hai?

Hai fatto tante cose, più di quanto in realtà credi. Tu che sei stata troppe volte critica con te stessa, e troppo indulgente con gli altri. Tu che hai macinato chilometri su chilometri e poi sei sempre tornata nel solito posto, tu che hai scritto rovinando mille e mille fogli bianchi, tu che hai amato più di quanto avresti voluto o creduto.

Tu che sei euforica e depressa, in maniera altalenante; tanto da farti pensare di prendere il litio. Tu che ti struggi per le piccole cose ma che ti rimbocchi le maniche per fare tutto nel migliore dei modi pianificando e prendendo in considerazione le variabili.

Tu che ora sei incazzata per esserti vista rimpiazzare, ma che non riesci ad apprezzare tutto ciò che hai.

Vuoi davvero struggerti per qualcosa che non hai mai avuto davvero? Vuoi davvero farti buttare giù da chi non ha più nulla da perdere avendo perso tutto? Sono solo sciocche vendette, sono solo cattiverie gratuite sentire che “lui adesso si è scopato una quando ti aveva detto che aveva bisogno di vederti e sarebbe venuto quello stesso weekend”. Perché ora che stai bene, ora che sei felice e in pace con te stessa, cara me stessa, lui ti vuole distruggere. Come ha sempre fatto.

Non è affetto, non è amore, non è rispetto; è solo cercare di distruggerti.

Perché ora che hai davvero ciò che vuoi, che vivi serenamente, che stai bene; brucia a qualcuno il fatto di non essere più lui il fulcro emotivo, la tua bilancia di benessere/malessere.

Ti vengono rinfacciate le cose: ti viene rinfacciato tutto ciò che hai costruito con quella persona. Tu hai lasciato quella casa tempo fa’: hai fatto le valige, restituito le chiavi e sei andata via sgommando nel vialetto. E ora la casa che tu hai costruito ti rincorre, come una merdosa roulotte arrugginita. Non vuoi più cara me stessa, che senso avrebbe uccidersi per questi fantasmi troppo frivoli e superficiali?!

Ti arrivano ora alla mente tutte le cose peggiori che ha fatto: il volerti ana, la sua invidia per le pubblicazioni, il fatto di aver dimostrato più intimità con ragazze a cui non tiene come tiene a te, il fatto di sentirsi costantemente dire: “non ti amo, ma non riesco a stare senza di te” e tu non hai mai capito questa cosa, l’usarti per svuotarsi i coglioni, l’usarti come termine di paragone e sentirselo pure dire.

Hai pensato a tutto e al contrario di tutto, suicidio compreso. Anche ieri quel pensiero è arrivato. Perché farti sentire piccola e fragile è un potere troppo grande se è nelle mani di una merda, di uno stronzo egoista che vuole tutto e non concede nulla.

Se sei felice quando stai con quella persona tanto speciale con cui ora condividi i tuoi giorni; non farti traviare da una persona che non ha avuto rispetto di te e dimostra di non averne mai avuto. Se questa nuova persona ti fa sorridere e stare bene: scappa da quella roulotte, scappa da quel mostro, scappa da quel re Mida che trasforma tutto in letame. Non vale la pena, cara me stessa, stare male così. Non vale la pena pensare al suicidio e farlo passare per incidente. Non farti fottere dai ricattini morali. Hai detto “addio”, fai che le tue ultime volontà di un requiem per una storia disastrosa, vengano mantenute. Lui è solo una preterizione, meriti di più. Meriti di stare bene.

Solo questo cara me stessa, si felice ora che puoi. Pensa a te stessa. Per una volta pensa a te stessa…

 

Kazimir Malevich – Head of a Paesant Girl.

By IrisCatter
At: 11:29
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mercoledì, 25 febbraio 2009

Giorni di relax.

A volte basta il sole, la neve, una birra e un paio di amici fuori di testa. Mi sono data alla macchia, lo so. In compenso ho il viso abbronzato e sono più rilassata mentalmente.

Perché a volte basta ascoltare in macchina un bel cd dei coldplay o dei placebo, a volte basta una cena in casa, a volte basta prendere il sole mangiando polenta concia, e i problemi svaniscono.

La noia non esiste, la noia non fa’ tempo ad arrivare, la noia nostra somma signora non ha il tempo di venire. A volte basta pensare ad una scimmia con delle castagne, ridendo come idioti di fronte alla grolla.Montagne

Si, sono sparita, ma l’ho fatto per una buona causa. Il post esame è sempre devastante per me, avevo bisogno di riprendermi. Perché è stancante sentire gente che ti fa’ il terzo grado, quando tu proprio non hai voglia di raccontarti. È bello staccare e prendere una serata per vedere persone che non vedi mai, ma a cui vuoi bene, e poi partire. Poi progettare nuove cose, poi prenotare il volo per Berlino, ma senza prenotare l’albergo.

Ho bisogno di avventura, è l’unica cosa che mi da stimoli e che mi fa’ sentire reale.

Anche se non ho soldi, i problemi non ci sono. Anche se rido per le idiozie e mi sento la testa leggera, tutto poi deve finire. Il giro in giostra è terminato, non hai preso il codino e ora devi scendere. Ma va bene così. Avrai ancora la foto di quel giro per ricordarti che ci sei stata, oltre alla stanchezza fisica e il sorriso ebete pensando a questi giorni.

By IrisCatter
At: 13:21
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giovedì, 19 febbraio 2009

19/02/09

Ho finito gli esami. Grazie a Dio sono in vacanza e con il cervello in pappa e il fiotto di bava che esce dalla bocca.
Ho spaccato il culo a tutti... Ora scusate, ma vado a dormire prima di andare a sbronzarmi stasera.
In tutto ciò: ma perchè si è tutti malinconici in sto periodo?
Diciamolo palesemente: basta dire cazzate. Le persone che contano rimangono, le altre vengono sostituite con persone che ci si sente più vicini.
Non rimpiango niente, e ciò che ho perso, sono contenta di averlo perso. Se per me una cosa è rilevante, non viene buttata via. Tutto ciò per dire: ragazzi, basta con la tristezza pre ultimo semestre della nostra vita. Va bene così, e se ci si considera importanti a vicenda, non ci si perde. Quindi basta.

Eccheccavolo!

Poi, con tutto il rispetto: ma siamo sicuri di voler passare altri giorni con certa gentaglia stupida? Io no, tanto ci si possono sempre organizzare aperitivi (troppo)alcolici o serate da qualche parte.

[Anche se tu credi che io sia lontana, in realtà sono più vicina di quanto credi. Guarda il cielo, le stelle che vedi, sono le stesse che vedo io. Non c'è un oceano che ci divide, solo un po' di problemi.]

4 Non Blondes - What's Up

 

By IrisCatter
At: 19:56
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lunedì, 16 febbraio 2009

Love is...

L’amore va nutrito. L’amore c’è nasce, non chiede di esserci, è presente e basta. L’amore è come il ghiaccio che si stacca dalla calotta polare e viaggia in libi più temperati dove si scioglie e passa ad essere fluido. L’amore è stare ad aspettare una telefonata, l’amore a volte non esiste ma lo facciamo per far vedere che c’è. L’amore è qualcosa che ti entra nelle ossa e poi scorre nei vasi sanguigni.

L’amore è come un bambino, nasce, senza nessuno che glielo chieda, ma per sopravvivere ha bisogno di essere nutrito, che ci sia affetto, grinta, empatia, riconoscimento di bisogni. Puoi tenere gli occhi chiusi e tapparti le orecchie quando piange, ma il bambino sai che è lì, l’amore sai che è lì.

Non puoi chiudere gli occhi per far finta che non ci sia, non puoi farlo proprio.

Non ti è concesso farlo. Per quanto possa costarti, se non l’hai trattato con cura, lui prende e va’, sparisce evaporando come se in realtà non fosse mai esistito. Come se fosse stato un incubo. Ora la gelosia che ti inonda è soltanto un ricordo crudele che ti rimane di tutto quello che hai avuto; il senso di possesso ti uccide.

Ora sto bene, tenero è l’amore che appena sboccia e ti fa’ volare. Fresco come il vento che rischiara tutto e porta limpidezza. Lo smog insieme alle nuvole volano via, non rimane nulla di ciò che è stato. Non ti odio anche se tu mi odi; non ti cerco più perché non è il caso di riportare a galla desideri e rancori che giacciono nei fondali degli abissi e che si mischiano con arroganti murene e voraci squali.

Serena, come il cielo di oggi; felice dopo che i ghiacci si sono sciolti. L’acqua cambia tante forme, come una metamorfosi. Ora che certi desideri si sono sublimati, ho trovato un mio equilibrio.

L’amore cerca amore, lo devi coltivare. Se non lo fai, pena la sua perdita. Per quanto tu possa pensare che sia crudele, questo è quanto. Io volo via con il vento.

 

Johannes Vermeer – The Girl With The Pearl Earring

By IrisCatter
At: 14:00
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sabato, 14 febbraio 2009

Non ci sarò...

Mi sono trovata nell’ultimo tiro di sigaretta di un venerdì passato a fare la baby-sitter a due amiche ubriache fradice. Sono le 5 del mattino. Se da un lato sono felice di come la mia vita stia prendendo piega, dall’altro c’è sempre quella situazione. Ti senti in dovere di rendere conto a qualcuno, anche se questo comporterà la perdita della persona, o almeno tu la vivrai così.

Perché fare l’amore con una persona è come segnare la fine di ciò che è venuto prima; è come dire: sono passata oltre. Ma in realtà non è vero che ci passi oltre, non è vero un cazzo.

Stai bene, sei leggera, ma da un lato di senti sempre di dover dare spiegazioni. Sto bene, ma quando penso a te ho un blocco; quando penso a te mi sembra di soffocare. Stasera dormirà qui con me, stasera andremo fuori a cena, stasera so già che passerò una serata piacevole a metà. Il tuo pensiero sarà lì, e volente o nolente anche se tu hai un’altra relazione, mi chiedo questa cosa: Ma cosa sarebbe successo se io non avessi deiso di stare ancora male per te, e sarei rimasta a non farmi amare come prima?

Sono lucida, non c’è rabbia, né delusione. Solo penso a questo… Nonostante il mio sbattermene costantemente del mondo e di tutti, a volte ci penso.

Forse perché mi sono ritrovata nell’ultimo tiro di una sigaretta. E se mi chiedo dove sei, so che sarai nel tuo letto dopo aver passato la serata con una ragazza più bella e interessante di me a baciarla e a toccarle i capelli, come eri solito fare con me.

Nonostante le ore piccole, nonostante le due ubriache, nonostante i vari vizi… a volte ci penso sul serio. Ci penso a quando facevamo l’amore, a come ridevi, alle facce buffe che facevi per farmi ridere, agli abbracci. Ci penso. Ma poi decido di passarci sopra per continuare a vivere, e per non fare del male a nessuno.

Non ci sono più per te, non ci voglio più essere. Non sarà più per te in una fotografia per immortalare giorni passati che scivolano rapidi come idee, non sarà più in una canzone dei Rise against, non sarò più in un messaggio che ti arriverà la notte. Non ci sono più in queste cose, perché forse è giusto non esserci.

Spero di ricevere stasera come regalo un bel rospo… da leccare sulla schiena per avere allucinazioni.

By IrisCatter
At: 16:08
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giovedì, 12 febbraio 2009

Il Tetto

Ricordi quando ci trovavamo tutte le sere sul tetto dell’ufficio di tuo padre, ad ascoltare chi con una chitarra ripercorreva i fili sprigionando note soffocate? Io scrivevo su un quaderno dalla copertina di carta di riso, le parole delle canzoni che dovevamo poi suonare. Quando si passava tutto il sabato sera a bere wodka alla pesca e a ridere come idioti ballando su quel tetto? Tutta la notte passava così, poi farsi riaccompagnare in motorino da qualcuno che abitava dalla parte opposta. Quelle sere in cui non sai che farai da grande, quelle sere in cui le luci delle lampadine ti sembrano talmente incantevoli che vorresti toccarle, stupida come una zanzara che si fa friggere. In cui ti sdrai sul tetto dopo aver visto un film e non pensi più a niente. Non esisteva nulla. Eravamo forti come querce, eravamo incoscienti come bambini, eravamo vivaci come un uragano. Eravamo noi sul tetto del mondo. Ci sono luoghi che danno la sensazione di lasciare fuori tutti i problemi, tutti i domani, e tutte le paure. Un luogo dove le luci colorate delle lampadine sembrano caramelle, dove c’è solo l’ascolto autentico ed incondizionato.

Il tetto è dove ho sprigionato tutte le mie manifestazioni, pieno di ricordi: dalle feste devastanti dove qualcuno finiva sempre per bere troppo e stare male, ai baci adolescenziali, alle litigate furiose per il gruppo, alle riappacificazioni fredde che poi si trasformavano in un tripudio di abbracci.

Estati passate a mangiare gelato alla pesca e a difenderci dalle zanzare, parlando di massimi sistemi e di quanto fosse bello il tal film. Di quante cose volevamo cambiare e del nostro modo polemico di affrontare la vita di petto. Giocavamo a fare i grandi quando eravamo bambini, ammazzandoci di canne e di risate.

Ora giochiamo a fare i bambini da grandi. Una spada laser, una bottiglia di moretti, la solita chitarra immancabile, e le classiche serate che con gli impegni e la maturazione non ci sono più state.

È tutto come sempre, su quel tetto non ci sono problemi, non ci sono domani, non ci sono paure. C’è sempre la vicina di casa che si lamenta per le risate, e c’è sempre il solito tavolino pieno di bottiglie, c’è poi da andare nel pub e bere un Long Island pessimo, e da organizzare vacanze o concerti.

Ci sono cose che non cambieranno mai sul tetto, ci sono cose che non cambiano.

Auguri sig. V.

 

Roberto Matta – Elle Loge La Folie

By IrisCatter
At: 13:24
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lunedì, 09 febbraio 2009

Pre-esame

Sto studiando... La mia capacità di scrivere qualcosa di intelligente è obnubilata dall'ansia pre esame, e da una vita che ormai si sta spegnendo in reclusione - ma non troppo - forzata. Giorni sereni, ma si aspettano giorni migliori. Aspettando di tirare un sospiro di solievo quando sarà almeno mercoledì.

Il mondo è un posto brutto e cattivo e la gente puzza...
Quindi state all'erta.
[Paranoia]
In questo periodo specifico dell'anno continuo a dire anche un sacco di parolacce gratuitamete. Che la tourette abbia colpito senza possibilità di difesa alcuna?

Ho voglia che febbraio passi. Voglio ricominciare a vivere davvero e serenamente le cose che mi stanno accadendo.

By IrisCatter
At: 09:14
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venerdì, 06 febbraio 2009

Non toccate Caino

Sto cominciando a stare bene con quello che ho di nuovo, ma è giusto portare fiori per ricordare i defunti.

Sto preparando un esame: Psicopatologia forense. Si, è vero, la gente è spaventata da ciò che risulta illogico e ingiustificabile. La gente non capisce. Sarebbe meglio spiegabile un omicidio per mettere a posto i conti, rispetto ad un assassinio per impulsività. Ci fa’ paura ciò che non riusciamo a spiegare, e se non riusciamo lo dobbiamo assolutamente mettere dentro etichette contenitive. Come dei mutandoni per gli incontinenti.

Credo che ognuno di noi almeno una volta nella vita abbia pensato di uccidere qualcuno. Magari non da stare lì a vedere come, quando, dove, a vedere ogni minimo dettaglio; ma almeno una volta nella vita abbiamo pensato alla tal persona dicendo mentalmente: “Voglio vederti morto”.

Non pensate che sia solo un pensiero che passa per il nostro datore di lavoro, professore, ex-partner (se vi siete lasciati malissimo), tizio che vi ha bocciato la macchina e vi ha fatto anche lo specchietto… Vale anche per le persone a cui vogliamo bene, le classiche persone a cui non faresti assolutamente nulla – vedi la madre che uccide il figlio, il figlio che uccide la madre, il marito che uccide la moglie-. L’avresti mai detto? Potevi sospettarlo? Non è per cinismo, ma questi sono fatti di cronaca: chiari, crudi e lampanti.

E a queste persone abbiamo il bisogno viscerale di dire: “Sono matte”, “Sono pazzi”, “E’ un drogato”, “E’ un alcolista”. Signori miei, possiamo tutti uccidere, tutti quanti possiamo farlo; non è perché siamo fuori di testa per via di una patologia psichiatrica, o per una reazione eccessiva ad una frustrazione. Tutti siamo dei potenziali killer, quando si intoppa qualcosa con la serotonina nella corteccia fronto-mediale, o nel circuito delle emozioni. È genetica & ambiente. Né più né meno di questo. Basta pensare a quanti atti impulsivi, o omicidio-suicidio che vengono commessi nei paesi industrializzati: le coppie del canovaccio già le conosciamo, si recita a soggetto ora. Una volta che sai che personaggio devi rappresentare, vai e lo interpreti con un po’ di spontaneità, giusto per renderlo veritiero. Sono un ex troppo geloso, sono una madre con la depressione post parto, sono un nonnino che non riesce a vedere la propria consorte o il figlio stare male. Queste solo le storie che leggiamo e che viviamo tutti i giorni: brutte, commuoventi e strazianti. Maledettamente vere e toccanti. Quindi, non toccate Caino, e non ditemi che è barbaro ciò che verrà fatto a Eluana. Si, è un paese di merda pieno di bigottismo: io voglio l'eutanasia legalizzata in Italia, perchè è più crudele togliere gli alimenti ad una persona che farle una puntura. Voglio un angelo della morte se mi dovesse toccare la stessa sorte.

La cosa non mi da’ alcun aiuto quando devo bloccare i pensieri omicidi: se ammazzi qualcuno, dovresti pigliarti l’ergastolo, giusto? Sbagliato! Ti prendi 22 anni, se fai il bravo e fai solo 17.

Quindi io ho 23 anni, se adesso mi scappasse un omicidio per sbaglio sarei libera al più a 45 anni; in tempo per rifarmi una vita e trovare un lavoro… essere un assassino non presuppone il fatto di essere stupidi o ignoranti. Fatevi un po’ i dovuti conti… Anche Hannibal Lecter era un assassino, ma era una persona estremamente intelligente e raffinata; anche alcuni papi nella storia lo sono stati.

[Che questo post non venga preso come spunto da qualcuno per fare cose. Io non giustifico l'omicidio per divertimento e per rapina, o quelli d'onore, o "colposo" ma colposo mica tanto (vedi pirata della strada). Ma quello emotivo.]

 

Michail Aleksandrovic Vrubel – Demon Seated in a Garden.

By IrisCatter
At: 10:41
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mercoledì, 04 febbraio 2009

Ninna nanna

Tienimi strette le mani, tienimi prima che io cada, tienimi prima che io possa addormentarmi senza che ti abbia detto tutto ciò che ti devo dire. Come posso ricordarti come mi sento? A volte nemmeno le parole di una canzone possono aiutarmi a compiere questa impresa che sembra impossibile.

Allora lascia che io dimentichi il mondo e che il mondo dimentichi me. Tra i rimasugli di neve che sostano agli angoli dei marciapiedi, io che cammino con le mie tonsille ingrossate. Tienimi per le mani quando dovrò svenire ancora, tienimi e sollevami quando cadrò ancora per terra. Lascia che il mondo mi dimentichi e che io dimentichi il mondo ora che mi sento bene con me stessa, ora che non ho più voglia di combattere perché mi sembra di aver vinto.

Aspetta che questa neve diventi acqua, aspetta che noi perderemo i nostri orizzonti persi i occhi che conosciamo; aspetta di sentirmi scorrere come quella sensazione di insufficienza che mi scova in ogni mio agito. Allora fermati con me a guardare le stelle in questa fredda notte mentre io mi proteggo con una coperta e aspetto di raccontarti com’è andato il concerto degli Oasis. Tutto ciò che sono, è tutto ciò che puoi vedere. Non so ancora quando, ma faccio ancora confusione su ciò che sono e ciò che dovrei essere.

Allora lasciami qui, e raccontami come stai con uno sguardo che si allontana. Lasciami dormire dopo che avrai cantato la più dolce tra le ninna nanne. Non ti chiederò se vuoi restare, non voglio che tu possa essere costretto da miei capricci a fare ciò che voglio. Quindi ascolta ancora la ninna nanna che ti farò ascoltare, e ricordati questa cosa e basta di noi.

Allora lascia che io dimentichi il mondo e che il mondo dimentichi me.

Oasis - Champagne Supernova

By IrisCatter
At: 13:47
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lunedì, 02 febbraio 2009

Bianco

Il mondo è un posto completamente bianco, e lo sta diventando sempre di più.

Avrei bisogno di un’aspirina e le mie tonsille stanno per esplodere. La gola è in fiamme, e credo che qualche medico sia già fuori dalla mia porta di casa con tanto di anestesia e coltelli per asportarmi le ghiandole. Questo è l’effetto collaterale dell’inverno; questo è l’effetto collaterale del non essersi fatta togliere da bambina le tonsille.

Tutto sembra pace, nonostante pace non sia. Nella mia testa si agitano pensieri: tra gli esami, e il resto, lo scorrere naturale delle cose mi sta uccidendo. Avete presente quella situazione in cui hai tutto, ma non sai perché, ma vorresti di più. Perché dormire serena mentre qualcuno di accarezza i capelli non ti basta, perché in fondo stai cercando di avere tutto. E quando quella parte che non hai ti cerca o ti ritorna alla memoria, è difficile mandarla via.

Il senso di possesso è una gran brutta bestia, soprattutto quando pensi a cosa la persona potrebbe fare. So che non dovrebbe essere più affare mio, ma quando mi cerchi nella mia testa si illuminano delle spie. Cercheremo di passarci sopra, anche se sopra non ci sai passare.

Dovrei avere qualcosa di più intelligente da pensare, invece no. Il sapere che la libertà è stata regalata ad una persona, questa ti rende prigioniera dei suoi capricci. Ora che dovrei essere serena e pensare ad altro, non riesco a farlo; nonostante tutti siano contenti per me, per le cose che ho. Perché in fondo va bene così, ma questa è la teoria che gli altri che non sanno, hanno di te.

Perché che se ne dica: “Tu hai bisogno di una persona solare e che ti faccia stare serena al tuo fianco”; io invece ho bisogno dei grandi drammi con tanto di pianti e di promesse d’amore sempre eterno.

Riuscirò ad andare a vedere gli Oasis Stasera?

 

Odilon Redon – Flower Clouds

By IrisCatter
At: 13:20
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