Le piccole cose che qualcuno non dovrebbe sapere mai... e forse nemmeno chi le scrive.
Si avvisa che questo blog tratterà argomenti personali. Se volete scrivere fregnacce, siete pregati di farlo altrove. All'agenzia delle idiozie, spiacente, ma ho io l'esclusiva... Non sono ben accetti adoratori di me stessa, mendicanti di attenzioni gratuite e ingiustificata, neppure gente che vorrebbe mettermi la faccia in una friggitrice per patatine fritte o buttarmi in mare con delle scarpette di cemento. Siamo per le persone che ragionano e con un minimo di senso critico. Vi ringrazio per la cortese attenzione. Iris Catter
la musica; leggere; scrivere; i gatti; la pioggia e i temporali estivi; i paesi anglosassoni; una conversazione stimolante; straiarmi su un prato senza parlare e ascoltare i rumori intorno; un buon bicchiere di vino; i cappelli e orecchini bizzarri; una sigaretta dopo il caffè; cantare a squarciagola mentre guido; una cioccolata calda in un bar, quando fuori nevica; l'avere sempre ragione; i bagni di folla; passare le giornate a letto e vivere di notte; le persone originali e non convenzionali; scopare; rimanere a parlare fino al mattino e avere più dubbi che certezze; l'ironia delle cose; testare le mie ipotesi; un bacio prima di partire.
Falsità; l'ansia; la domenica; gli arrivisti; la cattiveria; l'invidia; la superbia; la fatica; la noia; le lamentele inutili; la stupidità; i pregiudizi; le persone che non riescono a vedere al di là del proprio naso; chi mi da per scontata; la mancanza di empatia con gli altri; chi non ammette i propri errori e i propri limiti; i ragazzini rozzi e volgari che urlano nei luoghi pubblici e piccoli; una lista bella lunga di persone; le cose dette con superficialità; i cani; le cose che non conducono a nulla, nemmeno ad un momento di felicità; le routine; non avere i miei spazi; lo scorrere del tempo.
"E' terribile scoprire che le stelle che stai guardando, in realtà sono aerei!" Io. "Non è chi è perfetto, ma chi è imperfetto ad avere bisogno di amore" Oscar Wilde. "Anche l'amore è un lusso" Albert Camus. "Se qualcosa può andare storto, lo farà!" Legge di Murphy.
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sabato, 31 gennaio 2009
Parlavo a sproposito delle cose come al solito con un’amica, quando il quadrupede miagolante si avvicinò a me sul sedile dell’autista. Credo di amare di più i quadrupedi miagolanti rispetto agli esseri umani. Volete mettere? Un gatto alla fine si avvicina, si strofina, ricerca coccole e attenzioni, ed è morbido. Lui è lì con la sua morbidosità e con i suoi miagolii perché ha bisogno di ciò. I gatti hanno un disturbo istrionico di personalità congenito, come i cani hanno un disturbo dipendente di personalità. Almeno i gatti sono più divertenti.
Dalla macchina si sentiva quel miagolio insistente e quasi infantile, la nebbia leggera ma talmente fitta sa infradiciare e impuzzolentire il manto del gatto.
Scesi dalla macchina presi l’asciugamano che ho ormai da innumerevoli estati nel baule, e avvolsi l’essere che non le unghie cercava di difendersi dalla morsa bianca e spugnosa. La radio passava un vecchio pezzo dei Police, e l’essere miagolante sembrava non aver mai messo zampa sull’asfalto. Vorrei, o essere miagolante, che tu parlassi. Vorrei sentire da te quali nefaste disavventure sono capitate al tuo morbido e nobile mantello, di quanti draghi travestiti da cani hai dovuto sconfiggere e di quanti nemici alati ti sei nutrito. Forse sei stato abbandonato da un vile mercenario che credevi esserti amico.
Presi il batuffoloso essere e lo misi in macchina.
<Che fai?>
<Lo porto a casa.>
<Ma hai altri gatti!>
<Ma almeno dormirà al caldo per una notte. Questo non è un gatto di strada, è troppo tenuto bene, ha la voce troppo infantile e si fa avvicinare troppo facilmente dall’uomo.>
Questa caro quadrupede miagolante è l’unica cosa che posso fare per te ora: un riparo asciutto e una scatoletta di pappa per una notte. All’indomani ti troverò padrone.
Nils Blommér - Freyja and cats and angels
By IrisCatter
At: 11:15
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comunicazioni di servizio, schegge di vita
mercoledì, 28 gennaio 2009
[Perché anche le piccole cose sono importanti.]
Mi trovavo in una stanzetta piccola piccola e piena di libri d’arte, della biblioteca civica della mia città. Mi piace andare in biblioteca a studiare, ma solo nel pomeriggio e solo se non c’è molta gente. Vedere persone intorno a me che pensano, che imparano, che riflettono su cose importanti mi galvanizza e mi aiuta a studiare. È come se ogni frammento di glucosio che le persone intorno a me consumano con i loro neuroni, mi desse lo stimolo di studiare.
Ma al di là di quello, mi trovavo nella stanzetta. D'avanti a me c’era un signore sulla settantina che mi dava le spalle. Parlava da solo mentre temperava matite colorate, che erano riposte con cura dentro una scatola di pastelli. Il legno cadeva per terra, ma lui non se ne curò molto borbottando in una lingua strana qualcosa; poi guardò i suoi fogli squadrati, e cominciò a parlare a voce sempre più alta e sempre da solo… o forse con qualcuno che io non potevo vedere. Tutti gli studenti e i lettori nella sala alzarono gli occhi per scrutare l’anziano disturbatore; non contentò cominciò ad importunare la ragazza di fianco a lui, chiedendo se il sacchetto di plastica le appartenesse. In realtà il sacchetto era al signore che dopo - con cura - si mise a bagnare il disegno a matita che aveva fatto e trasformarlo in tempera. L’opera consisteva in una figura tribale verde (credo maschile) con tanto di occhi allungati blu che lo scrutavano nello sfondo porpora.
In tutto ciò io stavo studiando quali aree del cervello si attivano quando hai una allucinazione uditiva. Immaginavo la testa del caro signore con tanto di focolai nelle aree uditive e nelle zone deputate alle emozioni che si accendevano dando a me la possibilità di vedere in vivo che diavolo succede nella testa di chi ha allucinazioni.
Il signore sentendosi gli occhi puntati addosso grazie al suo “sesto senso” (più probabilmente dettato da una paranoia costante che accompagna alcuni delirii), decise di fissarmi per cinque minuti buoni senza uno scopo apparente. Poi prese una matita e un altro dei suoi fogli di carta. Disegno una figura stilizzata femminile con capelli ricci - credo io-. Poi mi guardò di nuovo e chiese: “vuoi?”
Io che intanto stavo già cercando di eliminare le diagnosi psichiatriche che potevano risultare fuorvianti, risposi: “No grazie, ma è stato carino a volermelo dare”.
L’uomo non rispose e continuò a parlare tra sé e sé o con qualcuna delle sue voci nella testa. Poi si diresse verso la porta, mise i suoi capolavori sul termosifone per farli asciugare e continuò a fissarmi.
Poi uscì, per tornare il giorno dopo e ripetere la stessa scena.
Una mia amica si girò e disse: “Quello è matto come un cavallo, non sono riuscita a concludere nulla per colpa sua”.
Io sorrisi e confessai: “il caso ha voluto che leggessi le allucinazioni. È un interessantissimo oggetto di studio. Dammelo tra un paio di anni, ci penso io...”
Come oggettivare un soggetto.
Adolf Wölfli - General view of the island Neveranger
By IrisCatter
At: 11:06
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comunicazioni di servizio, tso , schegge di vita, ermetismi fuori luogo
lunedì, 26 gennaio 2009
Sono rimasta qui a pensare al tutto e al contrario di tutto, e sono arrivata ad una conclusione: ho sbagliato in pieno!
Di sconfitte ne abbiamo tante, alcune bruciano di più di altre; alcune sono addolcite con antidolorifici… Ma alla
fine, siamo arrivati alla conclusione che nulla è davvero reale, e che nulla dura davvero.
Fastidio… prurito che rende insofferente a tutto… Vorrei togliermi questa sensazione strappandomi la pelle di dosso; è la stessa sensazione di una puntura di zanzare, solo che è molto più profonda, e molto molto più intensa. Con tutti gli sforzi che puoi fare, non c’è possibilità di porvi rimedio.
La possessività, non implica altri sentimenti positivi; implica solo quello e basta. L’amore o l’affetto implica la possessività… ma la possessività presa singolarmente no. È un marcare il territorio, quindi potrei farti pipì addosso..
Esempio esplicativo: voglio il telecomando per avere il controllo; ma questo non implica che io desideri la televisione. È solo un modo per far capire a tutti chi comanda. Idem nelle situazioni e nelle relazioni.
Ora è inutile stare qui a raccontarsi tante belle favole della buona notte, e tante piccole cose che possono far sorridere. Questo è, e questo rimane.
In fondo sono le situazioni di stallo quelle che fanno soffrire di più. Sono semplicemente le attese quelle che ti logorano a poco a poco. Potrei prendere una katana e dire addio a questo mondo crudele, ma in fondo, anche i pensieri possono essere considerati armi bianche, per non parlare delle parole.
So?! I don’t know… Non so nemmeno perché ti chiamo; perché faccio cose, vedo gente e tu sei sempre lì, come se ad ogni angolo in cui giro ci fossi tu ad aspettarmi. Poi il fatto che tu mi abbia sognato, ha aumentato esponenzialmente i miei trip mentali e la mia angoscia abbandonica.
Il comitato allestito per la mia sanità mentale, sta lavorando; ora si cerca una via di fuga da se stessi, perché in fondo sono le cose che ti porti dentro che ti uccidono, non le cose che hai fuori da te.
Lieti di essere arrivati al punto di voler dare una potatura alle reti neurali. Lieti di sentirsi un topo da laboratorio, una rana o un'aplysia. I mostri non sono quelli che vedi di notte o nei libri; ma sono quelli che ti porti dentro. Come dei vecchi film giapponesi, sono grandi, si muovono goffamente e appena muovono un braccio, distruggono interi palazzi…
Campo di battaglia: la tua anima.
Chiamatemi quando cominciano con le armi batteriologice e con le atomiche, grazie. Almeno fate il favore di farmi arrivare un fax o un sms, o scrivetemi un messaggio su facebook. Se mi va' male, mi darò all'eroina.
Prossima volta si scoprirà come far uscire dal vostro rubinetto di casa, l’acqua calda!
Postal Service – Against All Odds
Perché mentre l’ultima volta (ieri) che ti ho chiamato questa canzone continuava e rimbombarmi nella testa fino a quando ho cominciato a cantartela.
By IrisCatter
At: 13:23
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tso , me vs me, sleri motivati, ermetismi fuori luogo
sabato, 24 gennaio 2009
[Giusto per rendere partecipe il mondo intero di codesta cosa…]
Tempo fa, circa più di due anni fa’ o poco meno, stavo con un ragazzo che consideravo l’amore della mia vita – che chiamerò l’innominato- (Ripensando a tutto, posso solo sorridere). Dopo tre anni di un rapporto morboso – più cinque di alti e bassi precedenti-, il tutto si spense perché lui era un sadico bastardo paranoico (o meglio nella relazione con me, era così), e io mi innamorai di un’altra persona (per la quale piagnucolo ancora miseria).
Tornando all’innominato; un giorno mi espresse il timore che io volessi farmi mettere incinta da lui per incastrarlo, costringendolo a rimanere per sempre con me attraverso un figlio. A questa affermazione io lo guardai con due occhi a palla e gli risposi dal profondo del mio cuore: “Ma sei scemo?! Ma secondo te a 20/1 anni mi vado a rovinare la vita così?! Ma che razza di persona credi che io sia?!” 
Dopo quella discussione i rapporti furono pacifici fino ad una disastrosa rottura che portò lui a mettersi insieme al famoso essere mitologico (l’essere dal corpo di donna ed il cervello di gallina di 29 anni – lui ne ha 23-), e io ad innamorarmi perdutamente di un’altra persona.
Avendo conoscenze molto variegate venni a sapere (ieri) che durante la cena di natale in casa “essere mitologico” - con tanto di parenti annessi e connessi e con lui presente-, una voce dalla tavola si alzò e disse: “Ma voi che cosa volete dal nuovo anno?”.
Uno si aspetta come risposta: "Soldi... Amore... Serenità... Vincere l'enalotto..." Oppure considerando le condizioni di salute di un famigliare, che possa stare meglio.
Nel silenzio della cena, l’essere mitologico con vocina miagolante rispose: “Un figlio!”; facendo calare un imbarazzante silenzio su tutta la cena, e portando l’innominato a cercare una rispose nel piatto dove stava piluccando frammenti di cibo.
Non so a voi, ma a me la cosa fa’ ridere schifosamente.
Parlando ieri con una persona stavo pensando: “Io spero che lei smetta di prendere la pillola senza dirglielo, e che lui possa rovinarsi la vita con le proprie mani.”. Perché, con tutto il rispetto: ma avere 23 anni, non aver finito ancora la triennale con il desiderio di voler proseguire gli studi, vivere ancora con i propri genitori, e trovarsi con una di 29 che vuole un figlio – forse l’età di lei e il desiderio di maternità sono capibili- dopo un anno che siete insieme, è rovinarsi la vita. È un suicidio fatto passare per incidente automobilistico.
Per chi volesse essere maligno nei miei confronti: posso dire in tutta sincerità che non sono più presa da questa persona, che non mi fa’ né caldo né freddo ciò che fa’, e non mi sento invidiosa e nemmeno giù di morale; e che onestamente avere amici comuni che raccontano in giro questa cosa - se fossi in lui - per lo meno prenderei in considerazione una serie di cose. Io come “ex” non mi sento in dovere di prendere il telefono e di chiamarlo per dirgli: “Stai facendo la più grande cazzata della tua vita, stai attento!”, anche se molti mi hanno consigliato di farlo. Mi gongolo soltanto nel pensiero che lui abbia valutato male me e che si ritrovi rovinato con le sue stesse mani. Se lui è contento, gli auguro tutta la felicità del mondo; ma come puoi essere contento nel dover rinunciare a quello che vuoi avere per un capriccio? Che poi, con tutto il rispetto, ma è meglio se certa gente eviti di riprodursi…
Ognuno è artefice del proprio destino, e noi siamo diversi per le scelte che facciamo; anche posso pensare ora: “Che scelta di merda!”
Che le moire possano decidere per te, che l’amore venga sconfitto dalla morte, che la morte venga sconfitta dal tempo, che il tempo venga sconfitto dall’eternità, e che la tua dinastia e la tua prole possano compiere scelte migliori delle tue.
Eliana Re – Le Moire
By IrisCatter
At: 11:15
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comunicazioni di servizio, schegge di vita, acide riflessioni, sleri motivati
giovedì, 22 gennaio 2009
Com'è felice il destino dell'incolpevole vestale!
Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata.
Infinita letizia della mente candida!
Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio.
Alexander Pope – Eloisa to Abelard
Mi incazzerei se mi trovassi nella buca delle lettere una cartolina che dice: “Salve, lei è stata cancellata dalla seguente persona x”. Credo che prenderei il telefono in mano e inonderei i poveri circuiti sinaptici del malcapitato di tutta la rabbia, l’astio e l’aggressività di cui sono capace – giusto come promemoria per ricordare chi io sia-. Anche se onestamente una pillolina di proteine per farmi cancellare selettivamente i ricordi, la prenderei.![]()
Quando i pensieri si rincorrono nella testa, mentre tu china su un libro in biblioteca senti questo fracasso senza capire molto di ciò che leggi, capisci di aver bisogno di qualcosa. Le pause caffè per distrarsi e per parlare con qualcuno ormai non si contano più. C’è soltanto la voglia di cancellare. Per non pensare più a te, mi sto facendo raccontare da tutte le persone che incontro la storia più triste della loro vita: l’educatore che convive con malattie degenerative dei familiari, il ragazzo a cui è morto il padre e poi la ragazza, gli scazzi amorosi della mia insegnate di inglese… Tutto ciò per ricordarmi che si può andare avanti, si può sopravvivere, puoi continuare in un modo o nell’altro e per pensare che i miei problemi sono infinitamente minuscoli rispetto a questi… E che sono io una povera cogliona a dare a questi così tanta importanza.
Partendo dal numero di telefono, alla mail; dal mettere via le foto e regali, al cancellare uno dopo l’altro i messaggi. Ti voglio cancellare, a poco a poco. Cerco di trovare uno stile di comportamento adattivo alla situazione.
Stamattina mi sono svegliata in un mood orribile. Ti ho sognato: ero su un treno che doveva partire da Milano Centrale per venire da te, tu eri lì sulla banchina al mio binario e non facevi nulla. Non mi vedevi, non c’ero per te. Le porte erano ormai chiuse, non potevo scendere e stavo partendo. Ho pianto parecchio.
L’odiare è una cosa che non ho ancora imparato a fare, ora ho soltanto un vuoto enorme e un senso di colpa che mi divora. Ti immagino con la tua nuova tipa mentre andate in giro o a fare le cose che eravamo soliti fare noi. Voglio essere l’incolpevole vestale, voglio avere una mente candida, vorrei non averti mai conosciuto.
Eternal Sunshine of the Spotless Mind.
R= e (elevato alla -t/S) -> Curva della dimenticanza.
Bartolomeo Schedoni - Carità
By IrisCatter
At: 10:36
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tso , acide riflessioni, me vs me, ermetismi fuori luogo
martedì, 20 gennaio 2009
[Ritorno su dal baratro... o ci provo...]
Ieri ho rivisto due volte tutto ciò che mangiavo: la prima quando lo portavo alla bocca, la seconda nella tazza del cesso dell'università, visto che non voleva rimanere giù per la frustrazione e per il nervoso. Mi sto riprendendo, mi sto riprendendo a poco a poco. Ringrazio chi mi ha raccolta in università in una valle di lacrime e per tutte le cose che mi sono state dette.
Birra e abbracci, birra e holding emotivo dato dalle persone che al liceo mi sono state vicine con miei drammi e quando la situazione era serena per tutti quanti.
"Non mi sembri così cambiata da due anni a questa parte. Si, ok, sei più sbattuta; ma sei uguale, forse addirittura migliore. Poi tu sei tu, cazzo!"
"Non lo so... So che mi sento una merda, che mi sento presa per il culo, e che mi sono spaventata quando ho pensato a determinate cose... boh, ho sbagliato un sacco di cose..."
"Pensa che hai guadagnato tempo. Pensa che ogni minuto che hai ora è un minuto in più, anche questo, in questo preciso istante. Potevi trovarti in un sacco a pelo di legno, ma sei qui con me a bere una birra, e dovresti essere contenta solo di essere con me."
"Si, tesoro, hai ragione"
"Guarda che non è un onore che molti possono avere, quello di prendere una birra con me. Tra l'altro che cosa si regala ad una donna che ha appena partorito?"
"Boh, regala un vestitino per il pargolo; poi faranno gli sconti nei negozi o qualcosa per lei..."
"Io pensavo ad una scatola di preservativi..."
"Mmmm... Non mi sembra una pensata così splendida... al massimo uno. Piuttosto prendi qualcosa per il bimbo, e così risolvi il problema."
"Ma io quello lì mica lo conosco, io conosco lei. Metti che mi sta anche antipatico, no... Non potrei mai fare un regalo ad una persona che potenzialmente potrebbe starmi anche antipatico."
".... Hai ragione anche tu..." E fu lì che ricominciai a sorridere.
Maximo Park - Going Missing
Forse perchè questa canzone fa parte dell'album (Certain Trigger) che era sulla mia macchina l'ultima volta che sei venuto a trovarvi. Forse perchè il testo mi porta a pensare che stia parlando di me, di te. Forse perchè ho bisogno di fare a pezzi tutto ciò che mi hai dato e che mi ricordo e in maniera perversa poi di rielaborarlo a modo mio...
By IrisCatter
At: 11:57
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comunicazioni di servizio, tso , schegge di vita, sleri motivati
domenica, 18 gennaio 2009
In un giorno da dimenticare...
La vita è un emorme presa per il culo. Grande come una casa.
Stasera ho pensato tra le lacrime trattenute dopo una serata, mentre piovigginava, di andare fuori strada a velocità sostenuta. Nessuno avrebbe mai saputo. Nessuno saprebbe mai davvero. La differenza tra suicidio e incidente è alquanto sottile e non facilmente distinguibile. E' come qualche tempo fa', in cui mi trovavo in uno stato mentale simile - ma molto più soft- che dovevo allontanarmi dalla linea gialla quando passava un treno o una metropolitana perchè il desiderio di finirci sotto era grande e il terrore di farlo davvero ancora di più. Oppure di slacciarmi la cintura di sicurezza a Tivoli mentre ero su una giostra.
Mi dispiace, ma il mio stato d'animo è questo. Oggi ho tirato testate contro il muro cercando di provocarmi una bella lesione alla zona frontale - quella addetta agli impulsi e anche alla pianificazione di strategie, tanto qui sono sempre stata carente-. Anche i complimenti della giornalista al mio romanzo mi scivolano addosso. Mi scivola tutto addosso.
L'unica cosa che continua a rimanere è questa: "Non sono attratto da te fisicamente - per questo non mi posso dire innamorato-, ma non riesco a fare a meno di te perchè per te farei di tutto". E la domanda che mi uccide e che mi fa' fiorire continue lacrime è questa: "ma allora perchè cazzo mi hai scopata per due anni se non sei attratto da me e di occasioni ne hai avute?!"
E la cosa che mi farà star sveglia anche questa notte è la seguente: io non mi sento alla tua altezza, nonostante tutte le persone che posso avere, tu sei l'unica che vorrei avere davvero. Perchè se questa può essere un bel set di miracle blade nella schiena, la cosa che davvero ti uccide è sentirsi in colpa perchè quella persona non ti vuole. Sentiresi una merda, vuoti, nient'altro che fumo che si dissolve, sentirsi acqua senza contenitore. Sentirsi in colpa perchè non sei o non puoi essere come l'unica persona che davvero hai voluto ti vorrebbe.
Questo è come mi sento io oggi. Io e le mie idee suicidarie. Il resto non conta. Non conta l'intelligenza, la parlantina, la capacità di piacere, il fatto di attirare gente per l'aspetto fisico, l'essere genuinamente stronza e d'effetto. Queste cose oggi per me non esistono.
Esisto solo io e la mia inadeguatezza, io e il fallimento che rappresento per me stessa. Io e la perdita della cosa a cui ho tenuto di più in assoluto e che ora non ha perso molto tempo a rimpiazzarmi.
So che prima o poi farò la cazzata bella grossa... me lo sento...
By IrisCatter
At: 02:22
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tso , schegge di vita, acide riflessioni, me vs me, sleri motivati
venerdì, 16 gennaio 2009
Mi muovo per casa vestita solo con una camicia da uomo e degli occhiali da sole. Mi siedo sul divano e accendo una sigaretta. Dubito che i miei dubbi siano davvero dubbi. Questa è l’apoteosi del no-sense. Mi sono svegliata piangendo ma qui so il motivo. Ho cambiato abitudini, ne ho cancellato la metà.
Devo vestirmi, tra poco arriverà l’essere rumoroso.
Le chiacchiere corrono e si susseguono nella mia testa. Mi sciolgo in una tazza di tè, esattamente come farebbe un biscotto. È mattino, o meglio è il mio mattino. L’alba è già sorta da parecchio tempo, credo che siano le 12, ma non ne sono così certa. Intanto aspetto.
La testa ruota in giù, come se fosse un pendolo; il tempo è angoscia, il tempo è solo noise quando il ticchettio dell’orologio è l’unica cosa che ti fa’ pensare di esserci davvero.
Lui programma piani futuri, lui dice di correre in avanti: “vorrei andare a Berlino, a Dublino, Stoccolma con te”; tu anneghi nel tempo dei ricordi. Progetti di viaggi, di fughe, di happy ending; e tu ritorni alla memoria ai giorni passati al tiepido sole di un luglio divorato da desideri che rimangono bisognosi di appagamento. Lui e la mia testa. Lui e i miei pensieri.
Vorrei staccarmi il cervello per metterlo su un vetrino e analizzarlo sotto al microscopio, sono una cavia come tutte le altre; non mi estraneo da ciò. Siamo dei cazzo di commedianti: sopravviviamo nonostante i nostri drammi. L’importante è non rimanere incastrato nel personaggio, ma tu ne sei capace?
E ora che dovrei essere felice, non lo sono affatto. E ora che mi sento amata, vorrei solo farmi odiare… Non sento niente, questo è il reale problema; se continuo così impazzisco, comincerò a spegnermi sigarette sulle braccia per sentire qualcosa o a sbattere la testa contro il muro. Perché nel mio delirio personale penso ad un’altra persona. Penso di amarla e di odiarla insieme. Voglio che vada a fare in culo, ma senza di lei non vivo. Penso che prendere la macchina per scappare nel cuore della notte per
Frank W. Benson - Eleanor Holding a Shell
By IrisCatter
At: 12:58
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tso , schegge di vita, me vs me
mercoledì, 14 gennaio 2009
Mi muovo nella città delle cose spente. Si chiama così perchè tutto giace in una situazione di silenzio surreale ed ovattato. I pochi rumori e i rimbombi che si possono cogliere con l'orecchio, non sono altro che tamburi lontani di qualcuno che caccia la sua preda in questa giungla suburbana. Oggi fa caldo, siamo sullo zero. Il sole è effervescente di elettricità e i miei occhiali mi proteggono poco da questo. Mi da' fastidio il sole, mi da davvero fastidio e mi rende irritabile.
Cammino dopo aver parcheggiato l'auto e penso alla mancanza fondamentale. Molti autori hanno definito così quel senso di vuoto cronico e di noia costante definita personalmente: "Quel buco nero". Alla fine uno impara a conviverci con questa cosa, è come quando da bambina ti immagini che nell'armadio ci sia un mostro. Tu in realtà non l'hai mai visto, ma sai che c'è. Vedi quelle cose brillanti e presumi che sono gli occhi o le zanne pronte a divorarti da un momento all'altro. Il mostro nell'armadio in realtà non ti è mai aggredito perchè ti rifugiavi sotto le coperte (i mostri hanno una paura folle delle coperte) e stavi lì ad aspettare il mattino. Da bambina eri talmente egocentrica da pensare che il mostro volesse mangiare proprio te, e non magari qualche altro bambino, magari più cattivo o più tracagnotto.
Dalle prime volte ne sono cambiate di cose, tant'è che alla fine il tuo mostro è diventato un rituale e ti aiuta a dormire sonni tranquilli. Da bambina prendeva il posto che ora hanno lo struccarsi e il togliersi le lenti a contatto. Se non c'è ti manca, perchè ormai hai imparato a vivere con lui. E mentre ripongo scheletri su scheletri, il mostro ed io abbiamo imparato a vivere civilmente e in uno spazio sempre più ridotto. Il buco nero funziona esattamente così, ma ha estensioni molto variabili.
Sapresti mai ricominciare a vivere sapendo che quella cosa che avevi non c'è più, anche se la cosa che avevi era un buco nero? E' difficile ricominciare a camminare quando sei stato costretto su una sedie a rotelle per anni e anni della tua vita. Ad un tratto: "Puff"! Via tutto!
In fondo anche se avrò tutto, mancherà sempre qualcosa. Come quando penso che in fondo ci siamo persone migliori di me in tutto, e alla fine tiri avanti per forza di inerzia. Anche se hai tutto ti mancherà sempre qualcosa, che nessuno se non un essere idealizzato può riempire. Ma non siamo in una favola, io non sono una principessa e non mi aspetto nessun principe azzurro. I princi azzurri sono giocattoli nelle mani di una bambina viziata la cui unica preoccupazione è non finire nelle fauci del mostro.
Mi muovo nella città delle cose spente. Il sole illumina questi palazzi crudeli di cemento e le persone ti guardano con sguardo truce e schivo. Tutto è alla sua normalità. Il vuoto anche. Il mostro nell'armadio sta riposando.
Yves Tanguy - Indefinite Divisibility
By IrisCatter
At: 13:06
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tso , me vs me, ermetismi fuori luogo
lunedì, 12 gennaio 2009
“Ma senza che gli altri non ne sappiano niente
dirmi senza un programma dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito
farai l'amore per amore
o per avercelo garantito,
andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori
o resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai,
continuerai a farti scegliere
o finalmente sceglierai”
Fabrizio de Andrè – Verranno a chiederti del nostro amore.
La mia camera da letto si trova in un posto lontano nella galassia, più lontano dell’universo conosciuto e più lontano di quello immaginabile. Incontrami nella zona più remota, quella dove sai benissimo che nessuno arriverà. Sono dotata di intelligenza artificiale: sento sensazioni non emozioni ora come ora, l’amigdala non c’è stata data in dotazione. Abbiamo cancellato tutto ciò che tu puoi chiamare emotività.![]()
Ti ho succhiato l’anima con una cannuccia mentre giacevi nel mio letto. Tu non lo sai, ma tutti abbiamo bisogno di sentire un po’ di calore, lo stesso calore di un’esplosione nucleare, la stessa sensazione che si può avere quando si rincorre un trip lontano milioni di anni mentre la tua sigaretta brucia. Sento gli occhi di qualcuno sbirciare dal buco della serratura, un voyeurismo tipico di chi non è abituato a vedere le stelle pulsare. Mentre la luce si spegne per poi riaccendersi di morbide tinte viola e rosse guardami in un frammento di specchio mentre mi trucco per uscire di casa con i vestiti che non sono solita mettere. Il rossetto disegna una linea di confini tra due mondi che si sono uniti ma che ora sono tornati ad essere separati.
Forse abbiamo giocato con luci ed ombre di un qualcosa che non ci apparteneva. Penso a questo guardando le stelline che ho appeso al soffitto. E ora che il buio è tornato a vestire i nostri sogni mentre noi giaciamo nudi riscaldandoci solo con desideri, penso che forse dovrei illuminare la stanza ed uscire. Andarmene via come una brava puttana dopo il lavoro. Ma tu ti addormenti qui anche stanotte, io ho solo bisogno di uscire stasera, di fare più casino di quanto possa fare una risata nel vuoto, più casino di un grido nel vuoto. Ho bisogno di evadere mentre tu ti fai dondolare dalla ninnananna che le mie mani suonano sulla tua pelle.
Forse ho bisogno di qualcosa che mi illumini la strada per tornare a casa. Ma se io sono già a casa allora c’è qualcosa di sbagliato nel mio viaggio durato migliaia di miglia.
La mia camera da letto si trova in un posto lontano nella galassia, più lontano dell’universo conosciuto e più lontano di quello immaginabile. Sto seguendo i miei passi si muovono sul marmo bianco proseguendo in direzione di ciò che oggi chiamo Motel Supernova.
Eduard Manet - Olympia
By IrisCatter
At: 20:33
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schegge di vita, acide riflessioni, me vs me, ermetismi fuori luogo
sabato, 10 gennaio 2009
Silenzio, vuoto, panico. Sono un buco nero. Puoi buttare tranquillamente dentro di me amore, le chiavi della macchina, stima, rispetto e lealtà e fiducia, e forse non lo restituisco. Lo divoro e basta, ma non con una voracità bulimica, lo assorbo senza curarmene più di tanto. Ho questo senso che mi divora da ieri, anche se da un lato ero felice, dall'altro mi sentivo come se ci fosse qualcosa di intrinsecamente sbagliato. Forse perchè non so nemmeno io ciò che voglio, anche se di una cosa ne ho la certezza assoluta: ho un problema di comunicazione grande come una supernova.
So che esploderò, so che esploderò con una esplosione nucleare e travolgerò ciò che si trova nelle circostanze. E' come guardare il mondo con degli spilli negli occhi. Questo è quanto.
Tutto ciò mi divide in due, il tao dentro me e il caos fuori di me, costantemente. Vedere e sentire nella felicità quella punta di disperazione diventa ancora più disarmante. E' per questo che sono un buco nero, non credere.
Forse faccio così per garantirmi qualcosa, per qvere delle certezze per le quali in fondo non trovo particolar interesse. Ma proseguo a dormire su questo letto mentre i ricordi e i momenti attuali si susseguono, uno dietro l'altro, uno dopo l'altro. La mente prosegue a recitare un mantra, io invece penso ad abitudini che ho perso e a quelle che devo riprendere. E tra un abbraccio e un bacio, gli occhi mi si chiudono e vorrei non riaprirli più. Mi dispiace. Vorrei dissolvermi. Ecco ciò che sono diventata ora, oggi. E' per questo che mi sento appesa ad una condanna di "non sapere".
Subsonica - Abitudine.
By IrisCatter
At: 12:47
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tso , schegge di vita, me vs me, ermetismi fuori luogo
giovedì, 08 gennaio 2009
By IrisCatter
At: 18:34
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tso , schegge di vita, ermetismi fuori luogo
martedì, 06 gennaio 2009
L'erba cattiva non muore mai, ed io per ora sono ancora qui. Quindi non sono morta, anche se il mio mal di testa sta facendo di tutto per farmi intraprendere la strada del suicidio.
Dopo sconvolgenti e imbarazzanti rivelazioni che hanno scosso la mia vita e il naturale corso delle cose, posso dire solo una cosa: Impariamo a fottercene. Perchè nel bene o nel male è praticamente impossibile accontentare tutti, e in tutto ciò il giudice più severo sei tu. Sei sempre stata il giudice più severo. GIudice, boia, testimoni e tizio sfigato che deve essere processato. In fondo ho un Super-Io stronzo che continua a ripetere al mio Io: <Sei una cacca>.
Tra il quesito delle vacanze: <Ma sono io deficiente o sono gli altri stronzi?!> e una grappa, sono passati questi giorni. In totale mi sono stancata per bene, rilassata ed esaurito tutte le mie energie. Tutto sommato le vacanze mi stressano di più rispetto ai periodi lavorativi. Anche divertirsi, sciare, falciare inglesi sulle piste, e ridere è faticoso. Non è una di quelle cose che tutti possono fare od improvvisare. Ci vogliono diversi anni di allenamento. Ma comunque... Sono tornata.
Che l'anno nuovo abbia inizio, che la mia vita abbia un nuovo inizio, che le cose obsolete vengano eliminate davvero dalla faccia della terra insieme ai falsi buonismi che il natale ha portato e che si protraggono con una superficiale morale cattolica (non sentita ma bigotta).
In tutto ciò, direi che sono a pezzi e mi recherò a nanna, e domani sarà abbastanza faticosa come giornata. Per la cronaca, nessuno mi ha fatto gli auguri per oggi.
Aspettando quel che sarà domani... Vediamo se ho toccato il fondo o posso ancora raschiare la terra.
Teatro degli orrori - Scende la notte.
Mi sono recentemente infatuata di questo gruppo, di questa canzone principalemnte, A volte mi sembra che parli di me... Si, anche il mio delirio di persecuzione sta peggiorando insieme ai miei deliri alcolici di onnipotenza. Non c'è il video, ma la musica è entusiasmante. Buon ascolto.
By IrisCatter
At: 21:22
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comunicazioni di servizio, schegge di vita, acide riflessioni
venerdì, 02 gennaio 2009
Per chi non lo sapesse, mi sento come uno dei viandanti catturati da Procuste e poi messo sul suo letto a giacere. A volte ho le gambe troppo lunghe, nella maggior parte dei casi troppo corte, in totale non sono mai della misura giusta. Sono nata sbagliata, ho sbagliato troppe cose. Ho i sensi di colpa che mi divorano e mi rendo conto di aver costretto altre persone a fare cose che non avrebbero mai fatto.
Ho sbagliato tante cose, non ho avuto il coraggio di farne altre. Se ho spaccato il tuo cuore e ora sembra che faccia finta di nulla, sappi che non è vero. Ho sbagliato diverse cose, ora me ne rendo conto. Se non avessi fatto la tal cosa, se non avessi detto la tal cosa, forse avrebbe avuto molta meno risonanza. È come urlare dalla cima di una montagna e causare una valanga… e dire che non è stata colpa mia. In realtà mi rendo conto che sia colpa mia, e questa colpa mi divora… Per una persona che ho amato, e per una persona che mi ama ma che guardo con circospezione.
Speriamo che quest’anno porti a tutti un po’ di serenità.
By IrisCatter
At: 13:51
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comunicazioni di servizio, schegge di vita, acide riflessioni, ermetismi fuori luogo
