Le piccole cose che qualcuno non dovrebbe sapere mai... e forse nemmeno chi le scrive.
Si avvisa che questo blog tratterà argomenti personali. Se volete scrivere fregnacce, siete pregati di farlo altrove. All'agenzia delle idiozie, spiacente, ma ho io l'esclusiva... Non sono ben accetti adoratori di me stessa, mendicanti di attenzioni gratuite e ingiustificata, neppure gente che vorrebbe mettermi la faccia in una friggitrice per patatine fritte o buttarmi in mare con delle scarpette di cemento. Siamo per le persone che ragionano e con un minimo di senso critico. Vi ringrazio per la cortese attenzione. Iris Catter
la musica; leggere; scrivere; i gatti; la pioggia e i temporali estivi; i paesi anglosassoni; una conversazione stimolante; straiarmi su un prato senza parlare e ascoltare i rumori intorno; un buon bicchiere di vino; i cappelli e orecchini bizzarri; una sigaretta dopo il caffè; cantare a squarciagola mentre guido; una cioccolata calda in un bar, quando fuori nevica; l'avere sempre ragione; i bagni di folla; passare le giornate a letto e vivere di notte; le persone originali e non convenzionali; scopare; rimanere a parlare fino al mattino e avere più dubbi che certezze; l'ironia delle cose; testare le mie ipotesi; un bacio prima di partire.
Falsità; l'ansia; la domenica; gli arrivisti; la cattiveria; l'invidia; la superbia; la fatica; la noia; le lamentele inutili; la stupidità; i pregiudizi; le persone che non riescono a vedere al di là del proprio naso; chi mi da per scontata; la mancanza di empatia con gli altri; chi non ammette i propri errori e i propri limiti; i ragazzini rozzi e volgari che urlano nei luoghi pubblici e piccoli; una lista bella lunga di persone; le cose dette con superficialità; i cani; le cose che non conducono a nulla, nemmeno ad un momento di felicità; le routine; non avere i miei spazi; lo scorrere del tempo.
"E' terribile scoprire che le stelle che stai guardando, in realtà sono aerei!" Io. "Non è chi è perfetto, ma chi è imperfetto ad avere bisogno di amore" Oscar Wilde. "Anche l'amore è un lusso" Albert Camus. "Se qualcosa può andare storto, lo farà!" Legge di Murphy.
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mercoledì, 29 ottobre 2008
"Oggi non mi voglio critico, neanche necessariamente lucido... No complicazioni zero o poca teoria. Non più discorsi oziosi o gente in posa, ma solo voci amiche, caldi sguardi e voglia di disconnettermi, confondermi". Subsonica - mammifero
Continua a piovere. Ho le scarpe completamente intrise di acqua. Non è una buona idea indossare solo converse, anche con la pioggia, anche se il giono prima eri uno zoombie con una quarantina di zerinol in corpo, e ora seduta in un bar di Como con due mojito con la Vodka.
Prendi due e paghi uno. Io non lo spavo. La mia parte ragionevole dice di non berli entrambi, la mia gola dice il contrario. "Pensa ai bambini che muoiono di sete". Al che la mano afferra entrambe le cannucce nei rispettivi bicchieri e comincio a bere.
Bella serata, bella atmosfera. Magia di Como sotto l'acqua, ripararsi sotto il porticiolo e vedere la vera magia di una pioggia che non bagna. Conoscere gente nuova e salirgli in macchina dopo due ore e cantare canzoni a squarciagola nel cuore della notte ballando sotto la pioggia in piazza Vittoria. Ridere, ridere, ridere.
Non sono affatto introversa, non lo sono mai stata. Non ho mai capito bene il motivo, ma di solito piaccio parecchio alle persone... Nonostante la voce nasale e un alteramento della coscienza rapido.
Oggi è andata bene, oggi è andata davvero bene. Sono contenta e soddisfatta, sorriso a trentadue denti e voglia di fare. Niente pallini di carta e da novembre si comincia a lavorare sulla tesi seriamente. Luglio è vicino, e voglio uscire con il massimo.
Si, effettivamente hanno ragione nel dire che sono in perenne fase maniacale. Forse quando ho la coscienza alterata dall'influenza o dall'alcol, riesco a dire molti dei pensieri che vengono pensati. Riesco a realizzare molti dei progetti che avevo immaginato.
Avevo bisogno di staccare da tutto e da tutti, di andare e disperdermi in un mondo nuovo e conoscere muri e persone di altre parti. Per le idee e le bestemmie che ho sentito ieri, per i giochi di magia e i sorrisi sinceri mischiati a quelli finti immortalati in una macchina fotografica. Per la Menta, quella sciocca ninfa che era amante di Ade e che è finita nel mio drink pagato la metà. Perchè certe cose così ordinarie, sono magiche. Grazie.
Gustave Caillebotte - La Place de l'Europe temps de pluie
By IrisCatter
At: 15:42
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pensieri, schegge di vita
domenica, 26 ottobre 2008
Il sole stamattina era come una palla argentea che galleggia in un cielo purgatoriale.
Oh tu sole, che ieri spavaldo nella tua arrogante veste color oro ti aggiravi per l'azzurro cielo; oggi sei soltanto uno sbiadito ricordo nudo ed in cerca di attenzioni in questo mattino intriso di nebbia e appeso a questo cielo grigio. Oggi ti posso sfidare e guardare direttamente senza aver paura di farmi del male.
Dicono che volare è semplice: basta buttarsi dall'alto ed evitare di schiantarsi al suolo. Io ho provato a farlo, e l'unica cosa che ho sono sbucciature su ginocchia e gomiti e polsi rotti. Essere innamorata di te, è come buttarsi dal quarto piano tutte le volte e sperare di spiccare il volo credendo di essere un uccello.
Il cielo di oggi sembra essersi dimenticato di questi fantastici giorni. Il cielo di oggi sembra non aver pietà di me. Milano mi rende emotiva, Milano mi uccide ogni volta che mi fermo con te. So che non è colpa di Milano, ma che è colpa mia. Mia e mia soltanto. Colpa della mia impulsività e della mia incostanza nei sentimenti. Perchp il sorriso radioso si è trasformato in una smorfia, perchè ci sono cose che sai che accadranno e l'angoscia di sapere a che cosa devi andare incontro ti fa soffocare e le lascrime cominciano a scorrere a fiumi. Non piango mai, soprattutto non piango mai di fronte a qualcuno. Non vivrò il nostro distacco come un abbandono, come un "non ti voglio più", anche se la mia emotività non può fare a meno di pensarla così. So che ci rivedremo presto, non si sa quando, ma quando sarà.
Sono incostante nelle emozioni, incostante come l'amore di una ragazzina sciocca, incostante come le borse di questo periodo, incostante come l'emozioni di un borderline (anche se quelle sono cicliche).
Siamo in un periodo di recessioni sentimentali forse, ma inevitabilmente mi guardo i polsi e non vedo che fasciature. Non riesco a schivare il suolo... Non riesco a non dar peso alle tue parole, non riesco a non dare importanza al dormire con te. Posso provare attrazione fisica per mille persone, ma solo con te vorrei dormire. E questa cosa non sai quanto mi distrugga...
A volte ho la sensazione di essere dentro ad un uovo, con il guscio fragile e pronto a spaccarsi immediatamente anche solo con uno sguardo. Tu sai che per quante persone ci proveranno con me, io ne riderò e basta; tu sai che se una persona ci provasse con te, credo che la gelosia mi ucciderebbe distruggendo il guscio. Sarebbe come spingere un uovo, farlo rotolare dino alla fine del tavolo e poi farlo volare. Hai mai visto un uovo volare? Mi sento come Icaro, dal guscio più sottile.
Charles Paul Landon - Dedalo e Icaro
By IrisCatter
At: 16:54
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tso , schegge di vita, me vs me, ermetismi fuori luogo
giovedì, 23 ottobre 2008
Sei accattivante. Sei fottutamente accattivante. La voce sussurra dolcemente parole suadenti all’orecchio, poi ti ritrai e strofini il pizzetto. Io ho ancora la sigaretta in mano, mordicchio il labbro.
C’è una cosa che penetra nelle ossa, più forte del freddo, ti fa tremare come una scossa. Ti prende, ti possiede, ti violenta quella forza, lasciandoti completamente affamato nonostante tu abbia mangiato. È quello, è quella forza che ti lega, che ti sostiene, che ti penetra. È qualcosa che va contro la razionalità. Puoi piangere, riderne, farti arrabbiare o lasciarti desideroso. Non ci sono vie di mezzo. Non ci possono essere vie di mezzo. Non c’è apatia, anche se da un lato la vorresti invocare.
La ragione non può capirlo, la ragione si estranea. Lei – quella frigida zitella della ragione- lei non capisce, lei si discosta, lei può soltanto guardati e giudicarti, lei può solo guardarti ed insultarti. Perché questo? Perché tu fai questo?
Che forse un amore che trascende tutto sia sbagliato? Che forse si debba dire e mentire a se stessi, auspicandosi un amore più razionale? Si è sempre passato troppo tempo a dire che cosa è giusto e che cosa è sbagliato, forse perché non si è mai stati marionette delle passioni e delle situazioni. Forse perché da un lato si pensa che l’amore si sviluppi solo con la voglia di costruire qualcosa, appoggiando mattone su mattone la mediocrità di una vita che da sicurezze. Ma come dite che si possa definire quella cosa che ti porta a rinnegare te stesso, a darti una forza che non credevi di avere, una brama che si spinge alle cose più basse, che ti porta a distruggerti e a distruggere? Che questo non sia amore? O forse è più amore di tutto l’amore che c’è?
Se non riesci a capire una cosa, ne hai paura… questo come me lo definisci?
Ludovico Einaudi – Le Onde
By IrisCatter
At: 17:47
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pensieri, tso , ermetismi fuori luogo
martedì, 21 ottobre 2008
Sotto il cartello della metropolitana “Is Liber”, ascoltando l’ironia di De Andrè in “Il Testamento”, mi accorsi di aver toppato alla grande su una cosa. Ci sono cose che non hanno una spiegazione immediata… Stai a rifletterci parecchio, a ride tra te e te per qualcosa, poi alla fine hai l’illuminazione. Tagliente come un coltello, affilata come la verità. Tale da farti sentire minuscola per l’errore e la motivazione che ha portato a ciò. Sono una borderline, ma un minimo di capacità di mentalizzazione mi sta venendo fuori.![]()
Onestamente molte cose che sono scritte qui, stanno perdendo parecchio la loro vitalità e la loro assoluta spontaneità, tanto da portarmi a pensare mesi addietro di chiudere tutto. Solo per un motivo mio personale. Troppe persone che mi conoscono e che mi leggono, troppe persone che poi non sono in grado di farsi i cazzi propri. In fondo esiste una cosa chiamata patto narrativo, di cui già parlai ( prego guardare Qui).
L’associazione di psichiatria (e chi psichiatri) della Russia, venivano guardati dal resto del mondo con molta soggezione e con disprezzo. Ciò comportò una estromissione dai congressi, dalle riviste scientifiche, di tutto ciò che proveniva da quel paese. Il motivo era che la psichiatria era soggiogata e asservita alle decisioni e alle scelte politiche del paese. Aka: se hai qualcosa da dire e dissenti da noi, ti reputiamo matto e sarai internato per il resto dei tuoi giorni. Il problema in Russia non ancora risolto definitivamente. Ma questo non vuole essere un trattato sulla storia della psichiatria in Russia.
Cosa voglio dire con ciò? Che spesso per disattenzione, ingenuità, sbruffonaggine, idiozia, e per tutelare terzi, diciamo cose che in realtà non sono vere. Si mente per paura di un giudizio o paura di ferire.
Non sono una che si formalizza tanto sui giudizi altrui, di solito lo faccio per la seconda motivazione.
Non è una giustificazione, ma può essere una attenuante.
Se può rendere meno triste, infelice, preso in giro, indignato qualcuno, riconosco il mio errore sciocco fatto tutto sommato con intenzioni differenti da quelle che in realtà hanno suscitato e che credevano di non suscitare.
Posso scusarmi, e mi scuso onestamente di averti ferito.
Wyndham Lewis - Blast
By IrisCatter
At: 19:04
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comunicazioni di servizio, schegge di vita, me vs me, ermetismi fuori luogo
domenica, 19 ottobre 2008
[Inventato, non sapevo che scrivere oggi...]
Il corpo è riverso sul marciapiede tra i resti delle bottiglie frantumate e qualche mozzicone di sigaretta. Una costellazione di sangue e di birra compone sul suolo un disegno quasi sensato: sembra una macchina di rorschach. Gli occhi sbarrati fissano i vetri rotti, mentre il sangue continua ad uscire dalla testa. Una fontana di carne.
Il corpo è in una periferia di città, lontana, troppo lontana dalle luci e dai mormorii. Nessuno ha sentito lo sparo, nessuno ha visto il corpo cadere, nessuno ha visto i ladri sfilargli il portafoglio per simulare una rapina quando rapina non doveva essere. Il corpo dietro alle macchine che schermano il cadavere dagli occhi della strada, sarà scoperto in mattinata. Per ora tutto si è spento, come una candela quando un alito di vento la accadezza. Tutto tace in una quieta notte, in cui le stelle non sono visibili a causa della diffusa illuminazione del lampione sopra il corpo. Un occhio di bue sul protagonista mentre esegue l’ultimo atto. Tutto si spegnerà al mattino, e il nostro eroe verrà scoperto. Gli occhi neri riflettono i vetri verdi mentre da lontano si sente qualche latrato di cane. La pelle scura è irrigata dal sangue che a poco a poco si solidifica sulla fronte e sui vestiti.
Uno sbaglio che si doveva pagare, uno sbaglio che è stato pagato caro. Una morte per ripristinare un equilibrio precario e nascondendo i rimandi a qualcosa di diverso. E’ così che funziona.
Francisco de Goya – Il 3 maggio 1808
By IrisCatter
At: 15:54
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pensieri, comunicazioni di servizio, acide riflessioni, ermetismi fuori luogo
venerdì, 17 ottobre 2008
Dicono che venerdì 17 porti sfortuna... Confermo.
Risvegliari a casa con il coinquilino che si sveglia alle 6 del mattino, quando tu sei andata a nanna alle 2.30 con due long island e mezzo bloody mary (probabilmente il peggior drink di tutti i tempi); rimanere in stazione per 4 ore ad aspettare che i treni ripartano tra gli addetti delle ferrovie dello stato che non sanno l'italiano e uomini che ti squadrano e ti spogliano con gli occhi; vedere il tuo ex moroso che prima cerca di studiarti camminando con circospezione, poi attacca bottone come se ti avesse vista l'altro ieri - nota bene: gli è stato tolto il saluto da parecchio tempo, per una serie di motivi che non starò qui a sviscerare-; parlare con lui due ore e mezza ed essere riaccompagnata da lui a casa (contro la mia volontà ma con un intelligente giochino mentale); andare a fare l'aperitivo con i miei amici e scoprire che l'essere mitologico (essere con il corpo di donna e il cervello di una gallina) è ancora tra di noi e che sarò costretta a vederla domenica.
La giornata non è ancora finita, questa cosa mi inquieta...
Ieri sera ero mi aggiravo per le strade di Milano con una gonna rosa di pelo e degli occhiali rosa a forma di cuore. Non sto arrotondando la paghetta dei miei, ma sono stata scambiata per una prosituta e ho ricevuto anche proposte non troppo velate. Era una festa sui peccati capitali... Io dovevo essere la gola.
Ho bisogno di tranquillità, ho bisogno di non avere costanti richieste o presse. La gente non lo capisce, non lo ha mai capito. Mi piace stare tranquilla. Se ho bisogno qualcosa, lo richiedo. Non tornerò mai insieme ad un pezzo di merda, nemmeno sotto tortura; non ho bisogno di sentire continue richiese anche se sono un dio; non ho bisogno cose inutili, di cose superficiali. Devo darmi alla macchia seriamente. Certe cose sono più dannose di un pugno sui denti, certe cose è più facile non farle che farle. In fondo ci nascondiamo dietro un dito, abbiamo troppa paura di esporci... Ma personalmente, a volte è meglio uscire da quello stato mentale e farsi avanti... Dio, avrei bisogno seriamente del dono della diplomazia e parlare tranquillamente di certe cose con certe persone... Possibile che chi deve comprendere possa comprendere? Io e il Doc - che abbiamo la capacità di creare e crearci problemi -stiamo pensando di lanciare una moneta per decidere sul da farsi in un futuro più o meno prossimo.
Johann Heinirich Fussli - Incubo
By IrisCatter
At: 20:35
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schegge di vita, acide riflessioni, me vs me, sleri motivati
martedì, 14 ottobre 2008
Amo i cliché. I cliché sono una parodia del buon gusto, amo il rash. Amo il trash terribilmente. Sto pensando di riportare in auge lo stile anni '80. Terribilmente. I cliché sono una di quelle poche cose che mi fanno stare davvero bene quando li vedi, perchè sai che è come un trucco su una donna bruttina ma con litri di fondotinta sulla pelle. Oltre che a rendere i libri di Adams Douglas una sorta di biblia. Se quei tizi di Scientology ti fermano tranquillamente quando passi per via Torino, non vedo perchè non puoi farti un paio di ghignate mentali quando leggi qualcosa di Douglas. Ma visto che la setta sopracitata (oltre volermi fare tipo il lavaggio del cervello con simpatici filmati), è stata "inventata" utilizzando un romanzo di fantascienza; non vedo perchè non usare almeno la "Guida galattica per autostoppisti". Comunque ormai mi sto divertendo a discutere con evangelici, i seguaci di scientology... Soprattutto questi visto che vogliono estirpare cose che considerano il "male" sulle e delle quali io vivo. Odio i dogmi, soprattutto perchè quando le persone si trovano di fronte ad un fatto incontrovertibile, dicono: "non è vero". Il che è assurdo. La negazione è una forma di regressione.
Ma al di là di ciò, stavo pensando una cosa interessante.
Quando stai in alto hai la visione di tutto. Terribilmente ogni cosa ti appare per quella che è: che essa sia inutile, piccola, meschina o superflua. Hai una visione a 360 gradi su tutto, senza macchie nere nel sistema visivo. E' come quando fai un passo indietro rispetto ad una situazione in cui sei immerso fino alla gola. Respiri tornando su dall'apnea, e rispondi come un mantra: "Bene, ora devo fare qualcosa. Devo essere più lucida.".
Supponiamo che chi ha la possibilità di stare in alto abbia una visuale migliore di tutto (oltre alla possibilità di sputare nella testa di chi vuole), in questo senso... non vi piacerebbe essere uccelli o essere almeno sulla cima di un palazzo?
Non è l'altezza umana che fa' la differenza, ma il posto in cui ti trovi. Io potrei anche saltellare sul posto, ma non è detto che la mia possibilità di conoscenza possa definirsi totale e appresa nella sua essenza. A questo punto: se ciò fosse possibile anche con il futuro?
Se io mi trovassi in alto e guardassi solo al futuro? E se io fossi in una cantina e non potrei fare a meno di rosolarmi nel mio passato? Oppure se stessi camminando tranquillamente per strada, senza un piano come sempre, badando solo a non pestare escrementi e evitando di inciampare nelle persone?
Forse ciò è semplicemente dato dallo stato mentale in cui si è. Dalla fase tra noia, depressione e mania che si sta attraversando. Forse è il cambiare punto di vista che ci salva, forse è l'ironia che da la spinta all'azione. Dovremmo rompere la quarta dimensione per vedere cosa c'è dentro. Il buco nero ricreato non potrebbe dare aiuto al riguardo di questo?
Si, è la stanchezza che fa' strani scherzi... Oh, mondo... come stai cambiando - meglio, peggiorando-.
The Cribs - Our Bovine Public
By IrisCatter
At: 22:12
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pensieri, comunicazioni di servizio, tso
domenica, 12 ottobre 2008
Ammesso – ma non concesso – che ci sia qualcosa di matematicamente sbagliato ed insignificante in tutto ciò, ma l’unica cosa che mi viene da pensare è questa: “ma a me, in soldoni, che cazzo me ne frega?”.
Onestamente signori miei, il passato è passato. Volta la pagina e scrivi ancora. Non avrebbe senso rileggere sempre la stessa riga, non avrebbe senso scrivere la stessa parola. Mi ricorda tanto le punizioni delle elementari, quando tu – piccola peste che non eri altro- dovevi scrivere per un intero foglio protocollo a quadretti (ogni riga e ogni spazio): non si deve fare la tal cosa…
Ha senso? No, alcuno. No affatto. Ora, respiriamo con calma e poniamo una metafora per rivedere il succo del discorso.
Come disse un personaggio eclettico e saggio: “il passato è il tempo della colpa, per questo i depressi rimuginano sempre su quello e vedono il futuro dissolversi.”
Se vediamo delle parole estrapolate da un contesto, ci fa’ anche ridere la cosa (a me si e tanto). Vedi le battute a doppio senso che possono essere fatte con i vari pronomi attaccate alla fine di un verbo. Soprattutto, la memoria non è esattamente una fotografia; ma la vita (mal)vissuta una volta che entra nella testa, viene rielaborata dai circuiti sinaptici. Cosa voglio dire con ciò? Che nemmeno il testimone più attento potrà mai dire esattamente che cosa ha visto e le dinamiche intervenienti. Causa rielaborazione emotiva.
Dove voglio arrivare? Con calma ci arrivo. Quindi ci ricordiamo una cosa a grandi linee dopo parecchio tempo e la nostra memoria fa il resto. Dopo 3 anni, ci ricordiamo nitidamente le cose? No.
Mi appello alla clemenza della corte vostro signore: nella data x, il mio assistito ha compiuto l’azione y. Ma il test non è affidabile, nemmeno per il tempo che è passato. Le accertazioni per uno stupro avvengono nell’immediato, non dopo. Anche perché… che senso avrebbe dopo? Ma ciò non ha importanza alcuna.
Anche perché dopo parecchio tempo, le cose si modificano (volenti o nolenti). Quindi se uno ha avuto una vita sessuale prima di una attuale partner è tradimento retroattivo? No e mi fa’ parecchio ridere questa cosa…
Ora, mi sta bene essere accusata. Ci ritroviamo sempre alla fiera degli indici puntati… ormai ci sono anche avvezza e non ci faccio più caso. Ma passatemi a) le attenuanti del caso b) il fatto che comunque di tempo ne è passato e certe cose perdono anche la loro importanza o il significato viene modificato c) che certe cose vengono anche usate come pour parler, per rompere il ghiaccio con termini o toni differenti da quelli usati nella realtà.
Valutiamo anche una cosa: se una persona passa con il rosso, ha commesso un crimine, giusto?
E fin qui non ci sono dissensi… ma se la persona ha avuto un attacco cardiaco mentre era in macchina, e di conseguenza non è riuscito a frenare il mezzo a causa di uno stato di salute alterato dall’evento? La rivedete nella ottica causale.
Anche la giurisprudenza attuale usa termini diversi: volontario, colposo, doloso… ecc…
Onestamente voi potete anche accusarmi di essere o di fare cose immorali, ma almeno vedere ciò che sta a monte sarebbe da valutare e non da giudicare così con leggerezza. Sono contenta di tutto ciò che ho fatto, e lo rifarei una, dieci, cento volte. Non mi fotte affatto il giudizio dato con superficialità, mi fa solo capire quando le persone abbiano bisogno di aggrapparsi a stronzate per ritenersi offese/buone/vittime... ecchepalle.
Valutare ciò che c’è, e nient'altro. Che è meglio...
By IrisCatter
At: 12:38
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comunicazioni di servizio, schegge di vita, sleri motivati, ermetismi fuori luogo
venerdì, 10 ottobre 2008
[Volontariamente scritto in inglese]
I’m quite near to my self destruction. Don’t say anything, because you are not in my head.
An other sleepless night. I try to destroy everything on the basement, but it doesn’t work. I tried to destroy my self on the basement, but it was useless. The cold is killing me. Now my body is bleeding and I can’t stop that stream. It’s just tedium, it’s just nothing. That’s the strange feel that I have inside my chest.
I feel like a bulimic girl. I try to obtain all that is possible to have, but then I spew out all. And every time, it’s the same. You can only stay and watch my agony, like a chopped animal near to die. I feel alone. I feel so fucked alone. I can’t stand you, I can’t damn stand you. You, oh, you break in my life, and you shake my own world. Now you live inside my mind, inside my chest, inside me. You toy with me, I understand you. You make my drunk of yourself.
The room looks smaller then I thought. It’s gloom and dank, it’s breaking my bones. I feel like a little and frail stick, like the first dying soldier in a silly war. Take me in you hands with care. You are my actually drug and I’m a fucked addict. You can make me hurt shutting you eyes. I’m here for you to be used, I’m here for you. Put yours eyes down and watch me. I’m choking for the scream that I’m used to scream for have any of your attention. Now I fell lost in my self and in my place. In my gloom and dank place. I can’t stand it. Maybe I’m no more trusting in you, I was so afraid for you. I hate you, but I need you. I hate you, but I love you. My soul is dying like suffocate by the feels. Is it possible? I swear it’s possible. I can’t sleep at night, ‘cause during night every nightmare comes to awake me. Every night my nightmare comes and keeps me company.
I’m here to be overkill by you… I don’t trust in anything. Just this… I love you, I need you; and you don’t know.
Don’t try to guess, don’t be concerned. I’ll survive, like usual… I guess it’s a farewell… I’m tying to hate you.
Borisov Musatov - Requiem
By IrisCatter
At: 09:15
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tso , me vs me, sleri motivati, ermetismi fuori luogo
mercoledì, 08 ottobre 2008
Oh, Amore. Tu vestita di leggero cotone mentre corri in ottobre in un sole orimaverile. Tu con i tuoi capelli biondi al vento, tu con la tua risata fragorosa ed assordante. Perchè tu sei l'amore di cui si può ridere, tu sei l'amore di cui si può impazzire. Tu, io ti guardo. Sembra che i tuoi anni non possano scalfire la tua bellezza, dimostri quindici anni ancora.
Cammino per via Torino, mi fermano quelli di una setta. Lunedì sera ho discusso con un evangelista. Tu giovane fanciulla cammini con leggerezza, come se in realtà la fatica del tempo non ci fosse. Tu, splendente in quegli occhi azzurri così profondi da annegarci dentro. Tu che vivevi nei miei ricordi, e che vivi da assente nel mio presente.
Tu che mi entri dentro e fai in modo che le altre persone mi vadano in maniera diversa. Tu che mi entri dentro e mi violenti con le tue risate fragorose. Tu che entri negli altri, ma che non tocchi me.
Non mi sposerò mai, non ho alcuna intenzione di farlo. Sono troppo innamorata di "amore". Lei, quella fanciulla che cammina accanto a me. Troppo matura e troppo infantile insieme. Quella che ti fa ridere di tutto, e che ti fa vedere le cose in un'ottica distorta.
Tu piccolo astro nascente nella luce del giorno, nel crepuscolo e nella notte più buia. Tu giovane fanciulla che danzi tra le colonne di San Lorenzo, tu che bevi birra e fai ridere anche me. Tu che mi rendi più bella e che mi rendi più fragile. Tu o Amore fai questo.
Ma Amore, tu non sei solo questa fanciulla. Sei anche la donna matura e il calore del fuocolare, sei l'anziana che veglierà sulle mie notti di freddo. Sei la risata prima della caduta da un burrone. Sei questo.
Amore, si... Puoi essere visto in tutte le tue sfaccettature. Dalla bambina nella culla, alla vecchia che ti tiene la mano quando esali l'ultimo respiro. Dal sangue nelle vene di uno sconosciuto, al battito nel petto della persona con cui dormi.
Tu fanciulla, entri del corpo delle persone e le possiedi... Se non vedi la profondità di quegli occhi impazzisci, le altre persone sono solo la superficie delle tue parole e delle tue risate dopo una serata divertente. Cose che lasciano il tempo che trovano.
Mi manca averti qui ora... Vorrei abbracciarti forte ora.
Non sono gay, ma non ho nulla contro l'amore saffico... Mi piaceva vedere un "sentimento" impersonificato così.
Sandro Botticelli - Nascita di Venere
By IrisCatter
At: 14:25
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pensieri, tso , ermetismi fuori luogo
domenica, 05 ottobre 2008
La stanza ha alle pareti foto di persone che non ho mai visto in bianco e nero. Alcune sono ingiallite dal tempo, altre rovinate dalla muffa. La stanza è cilindrica e sembra pulsare, le foto sembrano formare delle scritte sul muro. Guardo la scritta, e la scritta mi guarda con migliaia di occhi.
Ad un certo punto, porto la mano all’altezza del volto. Le persone intrappolate nelle fotografie fanno lo stesso. Sono io che muovo loro, o sono loro che muovono me? Non riesco a capirlo. Porto gli occhi in alto, loro fanno lo stesso.![]()
La stanza non ha soffitto. Il cielo è limpido di azzurro con spruzzate di nuvole color panna. Una nuvola si infila dentro la stanza, rasentando le pareti bianche con appese le foto che nasconde. La nuvola prende forma di ciambella. Prima si allarga lungo il perimetro della stanza per poi stringersi verso di me, cingendomi per i fianchi, aderendo perfettamente alla forma del mio corpo.
D’improvviso la stanza comincia a girare su se stessa, la nuvola mi alza di qualche centimetro facendomi fluttuare senza farmi trasportare dalla forza di Coriolis. Le fotografie si staccano dalle pareti e le persone intrappolate cominciano a gridare spaventare, battono i pugni contro la superficie senza avere la possibilità di uscire da lì. Le fotografie volano in aria come se fossero sorrette da una tromba d’aria, una tempesta di bianco e nero implode dentro la stanza sotto il cielo azzurro. Quando tutte le fotografie entrano a far parte di questa danza lasciando la parete cilindrica, la stanza smette di girare. Le fotografie precipitano a terra. Alcune delle persone intrappolate riescono ad uscire dalla fotografia, infatti la loro pellicola si è crepata durante il volo. La nuvola si appiattisce, sempre tenendomi per i fianchi ed estendendosi fino a formate una patina rigida che si allarga verso il muro. Sono in trappola. I personaggi delle foto lillipuziani si arrampicano lungo le stringhe delle scarpe, lungo i pantaloni e poi più su fino al seno. Si trasformano in serpi bianche e nere, rigate come un pesce scalare. Tutto è finito. Alcuni di loro gridano: Noi siamo serpi allattati al tuo seno, noi siamo tuoi figli.
Alcuni di loro arrivano fino al volto risalendo il collo. La sensazione è orribile, un conato di vomito va a sporcare la patina bianca di nuvola. I serpenti entrano nella mia bocca.
Siamo noi a comandare te, non il contrario. I miei occhi da nocciola diventano gialli. Medusa è tornata. I miei riccioli rossi diventano serpenti.
Quando la metamorfosi si è completata, la nuvola si vaporizza. L’onda viva dotata di propria coscienza evapora ridendo. Le persone intrappolate nelle fotografie diventano pietra. Tutto finì così, niente urla niente pianti dagli occhi gialli con un taglio nero.
Arnold Bocklin - Medusa
By IrisCatter
At: 17:46
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tso , ermetismi fuori luogo
sabato, 04 ottobre 2008
Giovedì non ero in me. In realtà il mio cervello si è assentato per un giorno intero, lasciando che il mio alterego malvagio avesse la meglio su tutto. In realtà non sapevo nemmeno perchè in mio cervello se ne fosse andato via. In tutto questo sentivo la canzone "where is my mind" dei Placebo e "showbiz" suonare ripetutatamente nella mia testa. Rabbia, solitudine, delusione, distrezzo e compassione. Tutte per me, sentite da me.
Hai delle cose in sospeso, hai degli obblighi. Si è vero. Fregarsene non porta a nulla. Non importano i ragazzi che in zona colonne all'una di notte ti fermano per conoscerti (mentre tu, le uniche cose che vorresti sono: toglierti le lenti a contatto e il tuo letto); non conta la quantità mostruosa di alcol che hai addosso; non conta che tutti - TUTTI- rivogliono la tizia che si divertiva e che non si faceva molte menate. Quella parte di me ogni tanto viene fuori. Magari non fa disastri, diventa solo molesta e basta. Giovedì il demone dentro me è uscito.
Dottor Jekyll e Mr Hyde in me. Anche se non sono una ossessiva compulsiva e una con un disturbo di personalità narcisistico. Sono più sottotono per quanto riguarda i disturbi di personalità. Solo un paio e abbastanza affini. Una po' come il diavolo e l'acqua santa. Il positivismo mi considerebbe malata, corrotta. Io onestamente no. Pensieri divergenti.
Il giono dopo ti svegli, sembra che la tua testa sia stata appena utivizzata come pianta chiodi. Capisci quante cose hai fatto la sera precedente, alcune delle quali dici "ma perchè?!" e mandi un messaggio di scuse. Vorresti cercare un paio di spigoli appuntiti per spaccarti il lobo frontale e per essere un vegetale. Ti dimentichi un paio di cose che hai fatto, tipo il perchè del tuo avere una bruciatura sul medio, o per quale motivo hai lividi su braccia e gambe. Non sabe non risponde. Io non c'ero. O meglio c'ero ma la mia coscienza e il mio corpo erano in due compartimenti stagni.
Quando bevo divento molesta. Quando bevo divento un'altra persona.
Ho deciso che farò un mese senza toccare alcol, non voglio sentirne nemmeno l'odore.
Al di là di questo devo prendere una decisione alla svelta. Si aspetta un deus ex makina e la sua venuta su noi mortali. Non sono brava a prendere decisioni, anche ieri lo dicevo oltre a tirare le menate ai miei amici. Loro sostengono che la soluzione è lampante. "Non puoi continuare così, ti autodistruggi! Non sei fatta per queste cose, stai solo male". Già perchè a 23 anni tutti si aspettano che tu debba comportarti da ventitrenne, e non immolarsi a cause che non portano a nulla. I miei piccoli mulini a vento.
In realtà sono sposata con il mare...
Lanciamo una moneta e aspettiamo barrette di gianduia. Intanto si cerca di essere sotto tono e non fuori di testa. Se mi rilasso collasso.
Giovanni Segantini - Ave Maria bei der Uberfahrt
By IrisCatter
At: 11:39
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tso , schegge di vita, me vs me
mercoledì, 01 ottobre 2008
Giorno di lauree ieri. Nessuna discussione sull'elaborato, nessuna slide in powerpoint, nessuna domanda, nessun applauso dopo il discorso. Solo un sacco di gente vestita a festa raccolta in uno stanzone. Ieri si laureavano un po' di persone che conoscevo alla laurea triennale: hanno deciso di unire quelli di psicologia a quelli di scienze della comunicazione.
Tra strafalcioni grammaticali, tra battute non capite dal pubblico (e probabilmente nemmeno dalla persona che le faceva), tra cadute di stile di chi prendeva il microfono e tra vari errori di dislessia, i ragazzi sono andati a prendere il loro premio ascoltando i voti che venivano proclamati ad alta voce.
Una cerimonia di un ora, al che mi sono chiesta perchè fare un'ora e mezza all'andata e un'altra ora e mezzo al ritorno per questa cagata... Almeno il marocchino era buono. Poi per amicizia, per rispetto si fa'.
Finiti i ragazzi di scienze della comunicazione, una di loro si alzò, prese il microfono e disse: <Vorrei ricordare il nostro compagno che doveva essere qui con noi, ma che per tragiche conseguenze non è qui e non ha potuto laurearsi con noi. Per noi non era un compagno di classe, ma un amico>.
Il professore lì presente di scienza della comunicazione si commosse e gli scese una lacrima. Loro erano davvero pochi in classe, i professori sanno associare ad ogni faccia un nome, le caratteristiche di quella persona. Non sono numeri, non sono semplicemente persone per caso dentro una aula.
Anche noi siamo pochi in classe, i professori sanno chi siamo. Soprattutto sanno chi sono io, visto che mi diverto ad intervenire e a dire le mie opinioni o i miei scetticismi.
Mentre la ragazza parlava, mi venne la pelle d'oca.
E' sempre strano pensare che un ragazzo di 22 anni possa morire, fa' strano pensare che potesse essere nella cerchia delle tue conoscenze, nella cerchia dei tuoi amici, e forse che tu potevi essere al suo posto.
Una malattia, un incidente, una cazzata di una sera, l'evento imprevedibile... Tutte cose che possono succedere, ma che sono sempre così lontane dalla nostra mente. La mente ha bisogno di difendersi dall'evento terrifico. C'è bisogno di vivere nel modo più leggero e spensierato possibile.
Qualcuno direbbe che l'anima dell'esistenza è il divertimento.
Quella vecchia paura torna con insistenza... Le cose succedono, le cose accadono, le cose ti investono...
Dente GabrieleRossetti - Proserpina
By IrisCatter
At: 11:39
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pensieri, schegge di vita, acide riflessioni, me vs me
