...:A place for my thoughts:...

Le piccole cose che qualcuno non dovrebbe sapere mai... e forse nemmeno chi le scrive.


...:Me:...

Si avvisa che questo blog tratterà argomenti personali. Se volete scrivere fregnacce, siete pregati di farlo altrove. All'agenzia delle idiozie, spiacente, ma ho io l'esclusiva... Non sono ben accetti adoratori di me stessa, mendicanti di attenzioni gratuite e ingiustificata, neppure gente che vorrebbe mettermi la faccia in una friggitrice per patatine fritte o buttarmi in mare con delle scarpette di cemento. Siamo per le persone che ragionano e con un minimo di senso critico. Vi ringrazio per la cortese attenzione. Iris Catter


...:Amo:...

la musica; leggere; scrivere; i gatti; la pioggia e i temporali estivi; i paesi anglosassoni; una conversazione stimolante; straiarmi su un prato senza parlare e ascoltare i rumori intorno; un buon bicchiere di vino; i cappelli e orecchini bizzarri; una sigaretta dopo il caffè; cantare a squarciagola mentre guido; una cioccolata calda in un bar, quando fuori nevica; l'avere sempre ragione; i bagni di folla; passare le giornate a letto e vivere di notte; le persone originali e non convenzionali; scopare; rimanere a parlare fino al mattino e avere più dubbi che certezze; l'ironia delle cose; testare le mie ipotesi; un bacio prima di partire.


...:Odio:...

Falsità; l'ansia; la domenica; gli arrivisti; la cattiveria; l'invidia; la superbia; la fatica; la noia; le lamentele inutili; la stupidità; i pregiudizi; le persone che non riescono a vedere al di là del proprio naso; chi mi da per scontata; la mancanza di empatia con gli altri; chi non ammette i propri errori e i propri limiti; i ragazzini rozzi e volgari che urlano nei luoghi pubblici e piccoli; una lista bella lunga di persone; le cose dette con superficialità; i cani; le cose che non conducono a nulla, nemmeno ad un momento di felicità; le routine; non avere i miei spazi; lo scorrere del tempo.


...:Ipse Dixit:...

"E' terribile scoprire che le stelle che stai guardando, in realtà sono aerei!" Io. "Non è chi è perfetto, ma chi è imperfetto ad avere bisogno di amore" Oscar Wilde. "Anche l'amore è un lusso" Albert Camus. "Se qualcosa può andare storto, lo farà!" Legge di Murphy.


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  lunedì, 29 settembre 2008

Arti & Mestieri Party

Arti & Mestieri: probably the best party in town!

Sai che tra poco sarà alba, che tra poco forse andrai via con le tue ali fluttuando su tangenziali. Ma la serata è andata, tra le maledizioni e le risate, tra conoscenze e tizi che ci provavano in una maniera oscena. Tutto quello che rimane è una testa piena di ricordi, e una gastrite dovuta all'alcol il giorno dopo. Si, il giorno dopo ciondolerai per casa appena ti sveglierai (circa all'una) e poi cercherai un senso a qualcosa che forse un senso non deve avere.
Divertimento. Puro e semplice divertimento fine a se stesso, come ingredienti di un negrodi che devono essere ben amalgamati. Le foto testimonieranno il tuo grado di ubriachezza molesta e di iperattività data dall'euforia. Fare la barista è normale, è stato così naturale per me ieri. In fondo mi devo allenare per settimana prossima. Forse le cose non accadono mai per caso. Ma va bene così. Ognuno ha la sua bibbia in una tasca dei suoi pantaloni o in una tasca della memoria, che sia "Storie di ordinaria follia"  o il libro dei salmi, poco importa. Dipende dal background che hai, dipende da cosa sei fatto e di cosa si nutre il tuo spirito. Il mio, si nutre di rum scuro e succo di pera, il mio si nutre della gente con cui sono a contatto. Conoscere gente nuova è il mio modo preferito per conoscere me stessa. Sapere come sono fatta, andando in giro e parlare con il maggior numero di persone possibili. Questo è il segreto.
Bella serata, bella atmosfera, bella gente (fino ad un certo punto), bella la musica, bella l'organizzazione alcolica, bello il posto: insomma... è stata molto apprezzata da me, spero che anche i miei cocktails lo siano stati.
Si voleva ringraziare il padrone di casa per la fantastica serata e per lo sbattimento. Dal chiamare il buttafuori, al mettere a posto il porcile che 200 perone possono fare. Dal recuperare gli attrezzi della giocoliera, al fare la spesa di puro alcol. Grazie mille!
Unica pecca: il fatto che tu non te la sia goduta come hanno fatto i tuoi ospiti, cose che avresti dovuto fare. 
Dimenticavo: Grazie ai baristi, al dj, ai cuochi, ai dottori, al buttafuori, a chi si è occupato dell'ingresso (anche se poi è degenerata) e grazie a chi si è fatto lo sbattimento di pulire.


La giornalista d'assalto - come promesso - ha scritto l'articolo con la sua macchina. Prossimamente lo scriverò con la mia vecchia olivetti, e te lo farò recapitare da un piccione viaggiatore.

P.s. Standing ovation per i tizi vestiti da CSI, per il biondo in particolar modo!

By IrisCatter
At: 11:05
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venerdì, 26 settembre 2008

L'era del fancazzismo

Tutto è finito ieri, da oggi si riprende a vivere. Sono in vacanza. Si apre così l'era del fancazzismo. Con il professore che mi odia e le sue assistenti che si complimentano con me. Con lui che non capisce o fa finta di non capire i miei ragionamenti per aver ragione. Ma ciò non è importante. Carta canta, ho fatto il migior esame della mia vita, e anche se il voto non rispecchiava affatto lo sbattimento, non mi importa. Ho vinto contro uno stronzo. Ma una birra ed un sushi possono tirare su il morale e far passare l'incazzatura.
Ora si apre l'ozioità e l'usire. Si riaprono i giorni fatti di uscite pomeridiane, di passeggiate rilassanti, di persone che non vedo da secoli. Si, ora voglio solo questo. Domani sera festa in machera, non so ancora da cosa vestirmi, ma l'improvvisazione non è mai stata un grosso problema. Le cose ora sembrano tutte sotto un altra luce. Credo che sia proprio cambiata la consistenza del liquido che passa nella spina dorsale dei miei pensieri. Ina sorta di mesmerirsmo che mi invade il corpo di cose che vorrei fare e vedere. Galvanizzata da il non avere scopi/obiettivi/problemi.
Peccato che debba durare poco più di una settimana. Peccato che questa era del fancazzismo non possa durare ancora mesi e mesi. Credo che la noia potrebbe sopraggiungere e distruggere questa voglia di fare, che altrimenti verrebbe data per scontata e si seguirebbe solo un inutile nastro senza niente sopra. Un libro con le pagine bianche. Un camminare sempre sullo stess gradino. Il ciò potrebbe essere inquietante, m d'altra parte anche il vuoto lo è. Quindi tanto vale accontentarsi di una pausa e poi ritornare subito sul campo a lottare.
Per tutte le cose che sono state dette e tutti gli errori commessi, solo scusa. Non potrei, non voglio... Sei la cosa più special e più intima che ho...

Comunicazione di servizio: Sto pensando di cancellare tutti i commenti degli (del) utenti (e) anonimi (o) e che non si firmano (firma). 1) avete così paura di me? 2) Nemmeno i mocchiosi fanno cazzate del genere.
Per tanto così andate a suonare i campanelli delle case e poi scappate, vi conviene. Chi non ha testa, ha gambe. Almeno mi auguro che abbiate buon fiato e un briciolo di buon senso.

Franz Ferdinand - The fallen

 

By IrisCatter
At: 09:50
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lunedì, 22 settembre 2008

Color Blind for the Light

[Ho portato alcune modificazioni, così mi piace di più]

Assente... presente. In questi giorni mi sembra di aver vissuto troppo, in questi giorni mi sembra di non aver vissuto affatto. Quando hai l'acqua alla gola, il tuo io ha una percezione completamente stravolta del tempo, tanto da perdenre il senso, tanto da riportarti in uno stato di soffocamento per poi risorgere dall'apnea. Ancora un esame, poi questa sessione sarà conclusa. Oggi non mi posso affatto lamentare.
In metropolitana ho il vizio di scrutare tutti, come se tutte le persone lì presenti possano essere simpatici e semplici oggetti di osservazione. la metropolitana alla fine può essere tranquillamente considerata come un setting di laboratorio. Un teatro per attori inconsapevoli per la mia fantasia.

"Scusa, di che colore e' la mia voce?"
I film possono dare idee sbagliate, i film creano aspettative che in realtà non possono esserci. Prendi "almost blue". Alcuni non vedenti riescono a capire la differenza tra giorno e notte, altri no. Dipende se la retina è integra o lesionata. Dipende da un sacco di cose. Io non riesco a immaginarmi che colore possa avere la mia voce. Mi risulta difficile immaginare un volto dalla voce, ho aspettative troppo alte. Spesso vengono spente dagli organi di percezione.
Chissà com'è vedere le persone attraverso solo il profumo e il tocco. Chissà quale senso di smarrimento ti accompagna mentre vaghi per queste strade con il tuo cane. Tu non puoi vederli gli occhi malinconici del tuo cane, quegli occhi a te cari che usi come tuoi. Forse lui da cucciolo sognava di correre per i prati inseguendo bastoni lanciati da un bambino, non di muoversi in questa giungla piena di rumori spaventosi. Chissà come ti senti a sentire la gente in metropolitana, troppa confusione, come se fossero tutte allucinazioni. Mille voci dialoganti tutte insieme, tutte nella mente, tutte li' ad afferrarti e a strappare la sanità che c'è in te. Il tuo cane malinconico ti aiute a salire quei gradini, a portarti via dal rumore e dalle voci. Chissà quante cose ti sei perso, e quanti giorni hai maledetto nella tua vita per questo.
Non So. Ho paura quando penso a queste cose. Ho paura che nella stessa situazione, potrei impazzire. Spegni la luce, spegni anche me.
Non c'è il voto dell'esame oggi. Fa' piacere avere riconoscimenti, ma non cosi' tanto. Sai che vali, e sai che vali tanto. Un altro voto ad ingrassare il libretto.
Mi fa' incazzare il fatto di non poter avere l'oggetto dei miei desideri qui. Come una bimba capricciosa, se non verrai da me a Milano, posserà distruggerti nella sua mente. Amputerà una parte di se, ma sarebbe per salvarsi.
Tu sei la luce dei miei occhi, ma sai anche acciecare chi ti guarda troppo intensamente. C'è ambiguita' di fondo tra me e te, troppa ambiguità. E non per volere mio...
Comunque nel mio corpo batte un piccolo cuoricino di masochista. Il mio momento di frustrazione e di autostima da paramecio, me lo sono voluta regalare. Sai già, ma non vuoi sapere... o meglio speri che... Ma chi vive sperando, sappiamo come finisce.
La soluzione del problema c'è... Ma non so se ho voglia di... Non so se ho le palle di...
Il colore non lo dico. I just want to be a color blind right now. Tell me what color I am... You are the light of my eyes, but I'm blind.

[Buon autunno a tutti]

Giuseppe Arcimboldo - Autunno

By IrisCatter
At: 18:14
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mercoledì, 17 settembre 2008

Dalla banchina alla metro.

[Galleggio in uno stato protomentale...]

Sto appesa a questa giornatadi sole, come un uccello che sta appeso al blu cielo. Sbattendo le ali e cercando di resistere alla forza di gravità. Non sto delirando, anche se potrei benissimo farlo. Ma questo è tutta un'altra faccenda. Il cielo azzurro uccide come un fendente la mia voglia di perdermi in paranoie particolari, lasciando spazio solo alle cose da fare nel futuro immediato.
Lungo la banchina, studenti e lavoratori, continuano la loro frenetica lotta contro un treno in ritardo; in un intensa sensazione di impotenza e di mancanza di informazioni. Incontro diverse persone che conosco: tutti hanno un esame da fare o un posto di lavoro che li aspetta. Oggi fondamentalmente non ho un cazzo da fare, se non studiare; vado su per vedere un po' che ne sarà di me e del mio futuro. Al posto di essermi svegliata con calma alle 9 e ciondolare in giro per casa senza uno scopo fino all'ora di pranzo, mi ritrovo qui a prendere un treno.
Uno ieri si è suicidato. Ormai questa sta diventando la linea dei suicidi, un po' come il golden gate che è il ponte prediletto per chi la vuole far finita. I discorsi si susseguono e le informazioni dilagano come se fosse un'epidemia; si ironizza, ci si incazza, qualcuno si chiede perchè la gente non possa suicidarsi in casa. Fondamentalmente mi danno fastidio certi commenti; sono una persona cinica, ma un senso di umanità per chi soffre mi rimane... da qualche parte.
Poi finalmente il treno arriva, si sale. La calca spinge le persone all'interno dell'involucro di metallo, in uno dei pori dell'enorme serpente di metallo. Mi siedo in un posto magicamente libero. I ragazzi ripassano, io studio, le zabette chiacchierano del più e del meno poi di pettegolezzi sulla persona X e sull signor Y. Non sono più abituata alla routine dei pendolari, a quel senso di chiassoso sconforto e al bisogno spasmodico di essere uno attaccati all'altro. Soprattutto mi chiedo come faccia la gente ad essere così pimpante alle 8 del mattino... Sono arrivata ad una conclusione: anfetamine e caffeina direttamente in vena.
Arrivati a Milano la calca si muove come una massa informe verso la metro. Puoi rimanere immobile e farti trascinare semplicemente dalla corrente di spintoni e spallate, senza sprecare una caloria. Non credo di essere pronta a ricominciare tutto in tram tram quotidiano, allontanarsi da quella "bucolica" situazione della piccola città per venire inglobati nel grande mondo della metropoli.
Cammino per le stazioni della metro e si possono notare solo persone di fretta, facce tirate, occhiaie, e ogni tanto qualche occhiata d'odio nei confronti di chi ti spintona o ti taglia la strada a piedi. Tra poco anch'io tornerò a quello stato di perenne irritabilità e perenne ansia da orologio. Non so, ma inevitabilmente la vacanza fa' stare meglio... Che io soffra di burnout?!
Il meeting di voci nella mia testa continua a dire di si, la mia irritabilità dei confronti di ciò che mi deve aspettare dopo questo lunedì anche. Ma intanto cammino tranquilla per Cadorna e aspetto di prendere la metro per l'università. Godiamoci questo senso di leggerezza che mi fa' vedere l'oggetto esterno, la realtà come qualcosa di buono e non come la solita discarica di buoni propositi finiti a marcire.

By IrisCatter
At: 13:06
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domenica, 14 settembre 2008

T.D.C. in fase terminale

Il tempo ha deciso per noi. Niente festa in vigna, causa diluvio universale sopra le nostre teste. Un pub è stata la meta per un sabato sera, senza nessuna pretesa. Io e un mio amico aspettiamo con una birra in mano l'altro: lo scemo che deve arrivare - e arriverà con un ritardo di mezz'ora- . Il fatto di andare via per un anno, il bisogno di avere una donna, il fatto di sapere con certezza che ci sono delle persone che provano per lui affetto/comprensione; lo mette nella condizione di fare cazzate su cazzate, di comportarsi come un egoista senza dover rendere conto a nessuno.
In sostanza è una testa di cazzo, in fase terminale.
Dopo il suo arrivo, si è protratta una discussione nata venerdì sera.
<Io non capisco perchè una bella figa, come quella di ieri sera, deve stare con un marcione come quello! E' ingiusto. Dovrebbe stare con uno come me! Quello è una merda!>
L'occhio fissa il target con un po' di misericordia. Mentalmento lo insulto, dopo averlo insultato ieri sera; Il ragazzo di cui parla è un mio amico, meglio conoscente. Frequentando biblioteche, discoteche e centri sociali, ho una rosa di conoscenze piuttosto variegata. Lui è un ragazzo piacevole e molto in gamba.
<Guarda che per stare con una persona, ti basi su altre cose, non solo l'aspetto fisico. Ma anche il modo di fare conta, o ciò che hai da offrire ad una persona.>
<Cosa ha da offrire uno smarcio ad una tipa?>
Interviene l'altro mio amico: <Non so, magari lei puo' essere rimasta affascinata da un modo di fare. Dal porsi da intellettuale, dal carisma, dall'essere suscettibile a certi tipi di cose come la cultura e l'intelligenza. Il fascino dell'intellettualoide.>
Io riprendo il suo discorso: <Poi da donna posso dirti che tutto sommato è un bel ragazzo, è spigliato se è in confidenza ed è una persona cn cui ci parli volentieri di politica, letteratura e anche di cazzate!>
<Ma vaffanculo! Io non mi sento inferiore a quello lì, e questi sono i cazzo di luoghi comuni banali!>
Io mi mordo la lingua, aspetto qualche secondo poi le parole escono da sole: <Non ho detto che lui è migliore di te (anche se l'ho pensato...), però lui stasera si scopa quella lì e tu no. Avendo un modo di porti differente rispetto a lui; probabilmente avvantaggia lui in certe cose e te in altre. Poi scusa, ci sono molte persone che ti fanno pensare: "Che cosa ci fanno insieme queste insieme?!". Evidentemente perchè si è superata una certa visione di pensiero, e si procede non per estetica quanto per personalità o altre caratteristiche che ti fanno piacere la persona rendendola speciale per te e basta.>
<Sono stronzate, perchè io non mi farei mai una tipa che non mi piace anche esteticamente>
<Si, ma l'estetica è soggettiva...>
<No, col cazzo che è così>
Guardo il mio amico, quello che concordava con me e rispondo sapendo di essere una carogna: <Ok, ma tu la pensi così. Non loro. Cosa ne sai che loro non abbiano trovato qualcosa di bello o piacevole anche a livello fisico nell'altra persona?! Poi se una persona ti prende di pancia, non puoi farci nulla! Ti ricordi la ragazza con cui stavi al liceo?! Era bruttina, parecchio bruttina; però aveva qualcosa che ti attraeva>
Il ragazzo che fissavo annuiva compiaciuto della mia trovata disarmante. L'altro fece una smorfia, digrignò i denti ed esplose: <Ma vaffanculo! Secondo me comunque è una stronzata! Se una tipa è un cesso è un cesso, se un tipo è un cesso è un cesso; di conseguenza non può stare con un figo o con una figa>
Io rispondo: <Quindi tu sei un cesso? Prima avevi detto il contrario... Ma al di là delle battute: l'hai scritta tu questa legge?! Il famoso codice ##########?! E poi uno vede in una persona ciò che un'altra non vede. Ma ben vengano queste differenze. Vorresti fare una specie di selezione naturale con gli esseri umani?!>
Io sorrido, lui sbraita con i suoi modi da saccente arrogante imprecando.
Il testimone del dibattito ride, e da ragione a me.
Ad una certa ora andiamo a casa, piove ancora. L'amico che dava ragione a me, mi mette il braccio intorno alle spalle e mi ripara con l'ombrello, poi sussurra: <Che enorme testa di cazzo che è il ******! Ogni anno il numero delle aspettative che ho nei suoi confronti, si abbassa in maniera vertiginosa.>

Le persone tendono a fare sempre gli stessi errori, l'ho sempre detto. Contesti diversi, persone diverse, ma errori uguali. Lo scontro puo' frantumare la personalità debole, che agisce per aggressività immotivata e arroccandosi su posizioni obsolete.
Il vero problema non è non imparare dagli errori (o orriri in questo caso), ma non volerlo fare.

Gianpedrino - Leda con il figlio

By IrisCatter
At: 11:30
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venerdì, 12 settembre 2008

Colpo di spugna

Non sono paranoica, ma...
Breve parentesi per sapere ciò che accade nell mia vita, schiacciare -> Qui

Per il resto tutto bene, Solo qualche pensiero sul mondo...L'anniversario di un evento importante, è sempre qualcosa che comporta un forte impatto emotivo. Inevitabilmente ci sono eventi che cambiano le generazioni: il primo uomo sulla luna, l'omicidio di Kennedy, le torri gemelle e il pentagono...
Tutto ciò ti porta inevitabilmente con la memoria a quel giorno, in cui Mentana commentava il secondo schianto sulla torre con un edizione speciale pomeridiana. Quel giorno sono uscita con un mio amico, non rendendo realmente conto di ciò che era successo. Su quelle torri c'ero salita un paio di volte, quegli aerei di linea erano stati per tante volte il mezzo che abbiamo usato per spostarci all'interno del paese.
Il tutto sembrava come vedere un film apocalittico.
Stavo guardando il telegiornale in questi giorni: tra il presunto buco nero in laboratorio e le elezioni in america, non si parla più degli uragani che hanno colpito il centro america in questi giorni; come se tutto fosse sparito portandosi dietro mille e mille vittime che non hanno più importanza. Le elezioni politiche hanno preso ormai il filone di una soap opera, il che è abbastanza imbarazzante per una nazione che è considerata la più democratica e la più potente.
Il punto della questione è molto facile, semplice e conciso: mi sta benissimo parlare di attentati e di ciò che è successo quando dovevo ancora incominciare il terzo anno di liceo, mi sta bene sentir parlare di falsi buonismi per aumentare gli ascolti, ma ci rendiamo conto di tutte le persone che sono morte in queste settimane e che sono state spazzate via dalla mente con una spugna?!
E' questo quello che mi stona di più in tutta questa faccenda, il fatto che tendiamo a ricordarci alcune cose e le altre le bypassiamo completamente.
Tutto ciò riporta inevitabilmente al valore che diamo alla vita umana e alla morte...

[Cambiando discorso]
Emenda, prevenzione e retribuzione: obiettivi da perseguire in questi giorni...
Possibile che ora anche i professori decidano di non presentarsi agli appelli degli esami?! C'è qualcosa che non mi torna affatto

By IrisCatter
At: 10:47
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mercoledì, 10 settembre 2008

Time

[No sense]

Il vero problema dell'uomo a mio modesto avviso, è quello di essere di materia.
L'orologio continua a ticchettare, ho poco tempo, e ogni secondo che passa non può fare altro che salire uno stato d'ansia sempre maggiore. Il tempo in realtà non esite, è solo un'invenzione dell'uomo, il quale utilizza strumenti per misurarlo -illuso. Come se si potesse davvero imprigionare un genio in una lampada-. Gli stumenti mi irritano. La metodologia mi sembra così obsoleta e superata a volte.
Questo cielo azzurro, sembra tagliente come la lama di un rasoio quando non puoi godere di lui. Sembra una beffa del destino che sorride con i suoi occhi superficilali. Si respira ancora aria d'estate a causa di questo cielo e del suo sole. Icaro si brucerebbe le ali lo stesso, anche se camminasse sul cemento.
Quell'inutile calderone di informazioni utili soltanto al fine di un voto, mi stanno massacrando. Non ho voglia, voglio solo i colori dell'autunno. Inevitabilmente il tempo che noi cerchiamo così pragmaticamente di contenere in un oggetto metallico, passa. Inevitabilmente il tempo scandisce la materia con il suo ritmo, con il suo moto. Il tempo fa scorrere la terra intorno alla sua orbita, come se fosse una biglia dentro un percorso. Il tempo prende la terra tra l'indice e il pollice e la storta un po' appiattendola ai vertici. Ecco perchè la terra si muove intorno all'asse.
L'uomo in tutto ciò crede che gli orologi digitali siano una grande invenzione. L'uomo cede di poter comandare il tempo. La materia è materia, condannata a nascere, crescere, morire e concimare. Le azioni scupolose che possiamo fare, non sono altro che una ridondanza di una ripetizione continua, che si perde nella banalità di una routine. L'adattamento rimane comunque
la tensione tra forze che portano poi ad un equilibrio stazionario e precario. Si deve aspettare solo che lo sbattere di una farfalla faccia pendere l'ago da una delle parti tra i vari contendenti, e si avrà la soluzione totale.
Tutto ciò assume un carattere ridicolo e grottesco, come uno che ha la totale necessità di sentire di aver ragione. La ragione si da ai matti e agli ubriachi. La materia c'è, è un dato di fatto.
A meno che una persona non sia anestetizzata, se le taglio una gamba, o se la colpisco, sente che è fatta di materia. La realtà c'è, è lì. Chiara come questa giornata di sole che dovrò sprecare a studiare.
Forse il tempo non è altro che uno scandire la materia, soggiogando i nostri fantastici orologi digitali. Tanto che ci sono molecole che muoiono prima, altre che invecchiano più lentamente.
Oggi potrebbe anche essere una giornata di maggio, solo che i nostri stumenti sbagliano. Ci siamo affidati così ciecamente al loro giudizio da perdere di vista il nostro. Forse oggi... Forse domani.
L'unica cosa certa è che tra tutte queste convenzioni, io domani dovrò andare lì e parlare - per definizioni- ad un tizio delle comunità, della prevenzione, e di tutte quelle teorie sull'uomo e sul cambiamento nel suo sistema che personalmente trovo inutili e anche piuttosto intuitive.
Tutto cominciò con il Big Bang!

Annibale Carracci - The Judgement of Hercules

By IrisCatter
At: 10:25
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lunedì, 08 settembre 2008

La Volpe e l'Uva

Sappiamo tutti che l'uva troppo alta spinge la volpe a dire: "bhua! Sei acerba e non ti voglio"; questo per il semplice fatto che la volpe vorrebbe l'uva, ma non può averla - causa locazione della seconda-. 
Il vero problema di tutto ciò, è quando la volpe ha già dell'uva. Buona, profumata, fresca, con gli acini rotondi e invitanti, di quelli che esplodono duri e sodi sotto i denti che ricordano scogli sui quali si infrange il succo dolce quasi di miele.
Poi c'è quella voglia, quella golosità insita, che ti spinge ad andare a cercare altri vigneti, altri tipi di uva. Un Faust che trova la necessità di sfidare la legge degli uomini e quella di Dio, il bisogno di sapere che cosa c'è al di là. Una curiosità immensa che ti tiene sveglio la notte e che ti spinge a comportatri in maniera poco onorevole, ma una parte di te sa che lo deve fare.
E' quello il vero casino: quando vorresti una nuova tipologia di uva, ma sai che potrebbe dare dei problemi. Prima di tutto perchè tu in quella vigna non ci puoi entrare; in secondo luogo perchè in fondo forse una volpe non dovrebbe mangiare l'uva, ma altro. Alla volpe non converrebbe andare a cercarsi un pollaio o a rovistare nei rifiuti? Anche perche' essendo la volpe cosi' incostante nei suoi capricci, che senso avrebbe strappare tutto un grappolo, quando vuole solo qualche acino da assaggiare? Ma forse la volpe non si rende conto di questo, forse la gola e l'istinto costringono la volpe a farlo o a volerlo fare. In fondo il grappolo è visto come un tutt'uno e più della semplice somma degli acini. In fondo gli acini staccati dai ramatti non sono così invitanti come tutta quella cascata di palline colorate d'oro o di ebano.
Meglio, la volpe non mi si deve nemmeno avvicinare ad un vigneto che non è il suo, perchè se ne ha già uno fantastico, dovrebbe accontentarsi di quello... Ma la voglia c'e' e rimane, lo sfizio da togliersi come una spina nella zampa anche; poi dei proprietari del vigneto non le ne fotte proprio un cazzo, anche se so che hanno curato le piante molto meglio di quanto potrebbe mai fare la volpe. Ve la vedete una volpe a potare vigne, a strappare minuziosamente le erbacce, a bagnare le piante e a proteggerle dalla grandine? Io no, affatto. La volpe questi problemi non se li fa nemmeno, e da un lato chi può biasimarla?! E' una volpe.
Credo che la soluzione più corretta per la volpe, si quella di farsi amputare una zampetta. Una zampetta per evitare di procacciarsi l'uva da altre parti. Un memento che potrebbe da un lato anche giovarle. In fondo la volte potrebbe aspettare che qualcuno della vigna faccia del vino con l'uva che tanto desidera, così potrebbe assaggiarla senza nuocere a nessuno. Ma sostanza solida e liquida sono due cose ben diverse... Non vedo soluzione al quesito di fondo.
Se ci fosse qualche lettore che non ha capito molto, non si preoccupi, e' tutto normale.
[Nessuna volpe è stata maltrattata per scrivere questo post!]

William Etty - Candaules King of Lydia Shews his Wife to Gyges

By IrisCatter
At: 09:44
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sabato, 06 settembre 2008

Bonarda e Monte Negro

Premetto che sono una che i guai se li va a cercare; e che anche quando non vuole, ci si trova dentro comunque.
Se non ti vuoi trovare in certe situazioni, non ti ci trovi. Vero, verissimo, a meno che tu non sia un testimone o una vittima inconsapevole di un bizzarro scherzo del destino. Ma alla fine, dormire tre ore e passare il resto della mattinata a pensare sul da farsi, è una cosa abbastanza normale se non sai come tutelare una persona. Già, perchè gli esseri umani sono animali; non hanno la scusa dell'estro, hanno la scusa dell'alcol. Non importa tanto se il tizio che ti vorresti fare è l'ex di una tua amica, o il primo sconosciuto che passa per strada; l'importante è essere al centro dell'attenzione di qualcuno perchè di amici seri non ne hai, e hai soltanto bisogno di avere e sentire il calore.
Dio, come sono stufa di questo tipo di umanità...
E' divertente il mattino dopo ricevere telefonate minatorie, di gente che ti vuole spaccare la faccia, che ti vuole ammazzare. Neanche ci fosse coinvolta la mafia, neanche avessi compiuto un peccato mortale. Gli amici si difendono e si mettono in guardia.
Forse quando qualcuno mi minaccia di morte dovrei smetterla di scoppiare a ridere e dire: "Sei solo una persona piccola e patetica, una patetica stronza e vigliacca. Sei una fallita, tu comunque pensa ciò che vuoi di me e di pure tutte le stronzate che ti saltano in mente sul mio conto; ma quella che alla fine ha perso, sei tu, tanto che altrimenti non saresti così incazzata."
Best friends mean friends forever... Sulla lunga distnza le vedi le persone che valgono, non nell'immediato. Come reagireste voi a persone che si dichiarano amici dei vostri amici, e poi cercando di fotterli o di fottere i loro ex partner?
Ho passato la serata con i miei amici, abbiamo bevuto una bottiglia di bonarda a testa. Come al solito ero l'unica donna, coccolata e strapazzata. Uno di loro, è collassato e si è addormentato su un prato con il mio maglione sulle spalle per tenerlo un minimo al caldo. Ho fatto il viaggio per tornare a casa sul sedile posteriore di una macchina con una bottiglia di Monte Negro tra le gambe, che ogni tanto veniva aperta e il liquido diminuiva. Al di là del nano da giardino vomitante, la serata è stata piacevole. Perchè una persona avrebbe bisogno di perdere una cosa importante come lo stare bene con gente che adora, solo per farsi una scopata senza senso o per un senso di vuoto così violentemente incolmabile?! Sempre pensato che il mondo fosse pieno di cagne...

The Killers - Read My Mind
Il video non è male, la canzone rende parecchio... in tutto ciò, trovo inquietante il pupazzo verde. I pupazzi hanno tutti qualcosa di malvagio, credo che vogliano conquistare il mondo coalizzandosi con i furby...

 

By IrisCatter
At: 10:25
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giovedì, 04 settembre 2008

Limbo Tempo #1

Erano tutti raccolti in un enorme stanzone color cemento - tutti seduti su tavoli di rovere antico -, intenti a maneggiare macchine da scrivere del 63. Si muovevano con la stessa grazia con cui si muovono le scimmie quando sentono che il loro cibo è a rischio a causa dei predatori. Toccavano i tasti, come se fossero i loro peggiori nemici. Un esercito di non morti, ma in realtà morti.
Uno di loro all'improvviso si alzò e disse:
<Cristo! Ho finito! Finalmente.>
Gli altri alzarono gli occhi e digrignarono i denti, per l'invidia e per la rabbia, come se loro dovessero continuare quel compito per l'eterno tempo.
L'uomo, sulla cinquantina con i capelli radi, si avvicinò al portone alto tre metri e disse:
<Apri bastardo demone figlio di una cagna in calore! Ho finito con il mio compito, ho scritto tutti i peccati che ho commesso; ora ho il diritto di passare da questa porta e andare in quel cazzo di purgatorio che merito!>.
Dall'altra parte non ci fu' risposta, solo un eco che rimbombava; un eco inquietante come quello che senti in una stanza buia ed enorme che non conosci affatto.
<Apri ti ho detto, o la sfondo a calci e morsi questa porta!> disse l'uomo portando al pugno il foglio di carta che aveva minuziosamente scritto.
Il portone si aprì ed apparve una graziosa bambina dai capelli biondi, che si muovevano come fiamme, e dal vestito color pesca.
<Hai davvero finito?> Disse la bambina <Fammi vedere, per cortesia>.
La bambina prese in mano il foglio accartocciato dell'uomo, il quale color del viso divenne grigio topo. Poi la bambina disse:
<Sono quattrocento anni che faccio questo lavoro, e nessuno mai si è presentato a me con tanta arroganza e tanta inettitudine. Il tuo foglio è sporco, le lettere a causa dell'inchiostro - che non è stato riempito e curato per bene - non sono molto leggibili. Ti conviene rifare il tuo compito da capo>.
L'uomo si sentì scuotere, come se i suoi organi interni fossero fatti di vetro e messi in un frullatore.
<Che cazzo stai dicendo maledetto demone!? Io ho scritto tutti i miei peccati su questo foglio, li ho scritti minuziosamente, e ora tu non vorresti farmi passare a quello che mi aspetta?!>
La bambina sorrise, di un sorriso malefico ed inquietante:
<Tu hai scritto solo una minima parte di ciò che hai fatto nella tua orribile ed inutile vita; e poi al di là del contenuto mancante, nessuno ti ha mai detto che anche la forma con cui presenti te stesso è importante?!>
<Me ne fotto della forma, fottuta troia! Fammi andare a ciò che mi aspetta! Sono stufo di rimanere in questo limbo. Voglio andare al purgatorio, è quello che mi spetta!>
La bambina mostrò tutti i denti, affilati come le zanne di una tigre:
<Non so nemmeno perchè tu sia finito nel limbo, solo le persone che tutto sommato hanno qualche merito per la loro temperanza di carattere e le loro azioni giuste possono stare qui. Credo che nelle alte sfere abbiamo commesso un terribile sbaglio. Tu non ti meriti affatto nè di stare qui, nè di stare in parti al di sopra di questo posto. Quello che ti aspetta non è il purgatorio, ma è questo>. La bambina alzò la testa e una creatura orribile, assomigliante ad un cane rabbioso e senza pelo uscì dalla sua bocca.
Il cane si avventò sull'uomo e gli staccò prima la testa, per poi rivorare il resto. Lasciò di lui solo delle macchie di sangue sul pavimento color cemento.
Gli altri nella stanza guardarono la scena con la coda dell'occhio. Il cane rabbioso tornò poi dentro la bocca della bambina la quale disse, quando il mostro dentro di lei fu' completamente dentro:
<Che questo sia di monito per tutti coloro che sfidano la mia pazienza>.
La bambina indietreggiò di qualche passo, ed il portone si chiuse per volere di una magica intuizione.
Vermi ed insetti ripulirono succhiando il sangue dal pavimento.
Tutto finì così. Nessuna lacrima, nessun sospiro. Il rumore delle macchine da scrive, divenne più violento. Mille orologi impazziti che battevano sul tempo dei loro peccati.

[Se ve lo state chiedendo: no, non prendo droghe, non prendo psicofarmaci, e non ho un disturbo schizzofrenico.]

[Non so se ci sarà un seguito di questa cosa... Mi aggrada parecchio, ma le idee interessanti forse dovrebbero essere tenute per altro... Tutto ciò è semplice masturbazione]

Carlos Schwabe - The Death of the Grave Digger

By IrisCatter
At: 08:59
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martedì, 02 settembre 2008

A te...

Avete presente la scena finale di "Elephant Man", quando lui si addormenta, dopo essere riuscito a cogliere la pace dei sensi, per morire?
Se da un lato gli occhi interni vedono un'altra persona rimanere lì del parcheggio, per sostare ancora qualche giorno; gli occhi esterni guardano la strada e si perdono quando l'autostrada finisce. La mia strada verso casa è turbolenta, schiaccio il pedale. La macchina arriva a toccare i 150 chilometri orari, non sono per l'alta velocità. Gli occhi vanno, seguono, in una situazione ovattata, in cui la sensibilità è resa meno sensibile. Saranno le endorfine, saranno i ricordi, saranno le sigarette che si sprecano mentre guido. L'altra me avrebbe voluto rimanere in quella casa, in quei luoghi così vicini a me di nascita, ma così lontani per modo di vivere. Avrei voluto rimanere in quella casa, con quella persona che reputo speciale. Ai miei occhi sono speciali certe cose, che ad altri non fanno alcun effetto: questo da un lato mi fa porre delle domande, perchè una cosa tanto speciale e bella e semplicemente splendida, non può essere capita da altri? Che sia solo io a vedere ciò? E se la cosa/persona tanto splendida per me, dovesse poi diventare meravigliosa anche ad occhi di altri, potrei davvero impazzire per la gelosia o per l paura?
Ma in fondo va' così: ci sono cose che non possono appartenerti mai davvero. Un delfino non potrà mai volare, un delfino deve nuotare nell'acqua, riconoscersi allo specchio e fare sesso per divertimento. Non può vivere come un uccello, come una civetta. Ma è stato bello, è stato bello davvero.
Probabilmente ora mi addormenterei come la più umana tra gli esseri umani, dormirei e lascerei che la morte possa sopraggiungere. Perchè è la serenità di un momento che ti rende davvero felice, perchè alla fine tutto il resto non conta se sai che in fondo tutte le cose che dovevi fare le hai fatte. Non ho più desideri, non ho più capricci e non ho mai avuto rimpianti. Sei solo tu, sono solo io.
Avrei voluto essere svegliata ancora da te oggi, ma ero nel mio letto, nella mia camera, nella mia casa, nella mia città, nella mia regione. Smarrimento.
Il mio sosia forse è ancora con te, ho cercato di vederlo nello specchietto retrovisore mentre andavo verso casa, ma non c'era. Tutti i pensieri che si sono dissolti nel momento in cui ti ho visto, tu che hai fatto tremare la mia forza e la mia autostima. Tu che sei la mia più grande paura e il mio più grande tesoro. Tu che hai sempre saputo leggere nella mia mente, e capire il mio corpo. A te, a te soltanto, voglio lasciare la parte migliore di me, o quella che io reputo tale.
Anche se non so nulla su ciò che sarà, so soltanto che se dovessi addormentarmi ora, lo farei con il sorriso sulle labbra, sapendo di aver avuto una persona meravigliosa con me. Alla mia tentazione nella quale sono rimasta impantanata.

Gustave Moreau- Hesiod and the Muse

By IrisCatter
At: 13:43
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