...:A place for my thoughts:...

Le piccole cose che qualcuno non dovrebbe sapere mai... e forse nemmeno chi le scrive.


...:Me:...

Si avvisa che questo blog tratterà argomenti personali. Se volete scrivere fregnacce, siete pregati di farlo altrove. All'agenzia delle idiozie, spiacente, ma ho io l'esclusiva... Non sono ben accetti adoratori di me stessa, mendicanti di attenzioni gratuite e ingiustificata, neppure gente che vorrebbe mettermi la faccia in una friggitrice per patatine fritte o buttarmi in mare con delle scarpette di cemento. Siamo per le persone che ragionano e con un minimo di senso critico. Vi ringrazio per la cortese attenzione. Iris Catter


...:Amo:...

la musica; leggere; scrivere; i gatti; la pioggia e i temporali estivi; i paesi anglosassoni; una conversazione stimolante; straiarmi su un prato senza parlare e ascoltare i rumori intorno; un buon bicchiere di vino; i cappelli e orecchini bizzarri; una sigaretta dopo il caffè; cantare a squarciagola mentre guido; una cioccolata calda in un bar, quando fuori nevica; l'avere sempre ragione; i bagni di folla; passare le giornate a letto e vivere di notte; le persone originali e non convenzionali; scopare; rimanere a parlare fino al mattino e avere più dubbi che certezze; l'ironia delle cose; testare le mie ipotesi; un bacio prima di partire.


...:Odio:...

Falsità; l'ansia; la domenica; gli arrivisti; la cattiveria; l'invidia; la superbia; la fatica; la noia; le lamentele inutili; la stupidità; i pregiudizi; le persone che non riescono a vedere al di là del proprio naso; chi mi da per scontata; la mancanza di empatia con gli altri; chi non ammette i propri errori e i propri limiti; i ragazzini rozzi e volgari che urlano nei luoghi pubblici e piccoli; una lista bella lunga di persone; le cose dette con superficialità; i cani; le cose che non conducono a nulla, nemmeno ad un momento di felicità; le routine; non avere i miei spazi; lo scorrere del tempo.


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"E' terribile scoprire che le stelle che stai guardando, in realtà sono aerei!" Io. "Non è chi è perfetto, ma chi è imperfetto ad avere bisogno di amore" Oscar Wilde. "Anche l'amore è un lusso" Albert Camus. "Se qualcosa può andare storto, lo farà!" Legge di Murphy.


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  venerdì, 29 agosto 2008

L'abito non fa il monaco... ma aiuta...

Avevo scritto un post prima, ma questo pc ha deciso di cancellarlo. Non avendo comprato ancora quello nuovo, non scrivo le cose su una pagina e poi faccio copia e incolla, ma scrivo di getto. E quando mi si cancella la pagina, mi girano parecchio le palle...
Mi tengo impegnata, tra fenomenologia e ipotesi, tra allucinazioni più o meno indotte consapevolmente e tra la lucidità più nitida. Mi tengo impegnata. Oggi ho il primo colloquio di lavoro di tutta la mia vita. Summit di uomini e donne per trasformarmi in una fighetta. Si, è l'abito che fa il monaco; e il non essere presa per un lavoro che anche una scimmia saprebbe fare, mi darebbe parecchio fastidio. Per il resto tutto a posto.
Mi fa sorridere come il nostro corpo oggetto abbia costantemente bisogno di passare la revisione di qualcuno, abbia il costante bisogno di essere adeguato a qualcosa, alle mode, ai tempi ai capricci di qualcuno. E' oggetto, e come tale non avrebbe diritti alcuni, ma è pur sempre un mezzo che ci fa vivere il mondo. I tedeschi hanno infatti due termini per descrivere il corpo oggetto e il corpo vissuto. Due parti che si completano a vicenda che interagiscono per formare una identità.
Mi piacerebbe un sacco andare a lavorare in pigiama, mi piacerebbe parecchio andare a lavorare con i vestiti del liceo, quelli del mio periodo "punk" - o meglio quando si ascoltavano i clash, gli offspring e i nirvana-. Ma si cresce, e non si può più. O meglio se vuoi il lavoro, ti devi adeguare. Il corpo diventa oggetto. Il tuo movimento, il tuo saperti vendere come "buon oggetto" è importante per il tuo corpo vissuto - farti esperienza-. Ma a questo punto, l'unica cosa che mi chiedo è la seguente: che questa si possa chiamare prostituzione?
In fondo il "come ti vogliono al lavoro" è la proverbiale ciliegina sulla torta di quella vuotezza e di quella assoluta fragilità dei mondi notturni. Quelli in cui le conoscenze sono superficiali, in cui i racconti sono sempre sulle stesse cose, e in cui l'obbiettivo è apparire per essere più appetibile per il maschio y o la femmina x, in cui la risposta tipica ad una affermazione è: "Minkia, figata! Bella lì, ci sto!" (Ebbene si, con la "k"). Bah, tutto ciò mi lascia perplessa. Ora sono solo curiosa di vedere se una che cammina solo con all stars o infradito, è capace di trasformarsi in una fighetta sui tacchi, minigonna e stivaletti bianchi (che non ho, ma non ha importanza). L'abito non fa il monaco, ma ci si può sempre vendere bene. Anche se sono più bassa del metro e 70 e fondamentalmente non mi importa molto della moda.
E' tutto il giorno che rido grazie ai rapporti di buon vicinato che intercorrono tra i diversi condomini. Qualcuno ha scritto sul garage di una vecchia pazza che si diverte a impestate tutti con la puzza di cipolle e l'odore di minestrone: "Puzzi". Adoro le bambinate fatte dagli adulti! Bhuhahaha!

Francisco de Zurbaran - St Hugo of Grenoble in the Carthusian Refectory

By IrisCatter
At: 12:58
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mercoledì, 27 agosto 2008

Jaspersiando...

La Coscienza che si può avere dell'oggetto è dettata dallo stato di vigilanza. Come è facilmente capibile, quando dormo, non posso avere la percezione della realtà circostante (a meno che non sia un gatto); quando sono ubriaca anche, molte cose ti sembrano diverse e alterate, difficilmente si potranno cogliere tutte le infinite differenze che esistono se il mio stato mentale è lento.
A questo punto dobbiamo ricordare che alla fin della fiera, noi siamo i padroni anche di un mondo affettivo tutto nostro, il quale va ad intaccare il mondo esterno facendocelo leggere con una chiave di lettura differente. Esempio banale: gli stati affettivi vanno dalla gioia al dolore, dispiacere; se siamo fecili, vediamo i colori più brillanti o meglio una chiave di lettura diversa per la realtà rispetto a quando siamo disperati.
La mia domanda signori mie è questa: è possibile che gli stati d'animo possano modificare addirittura gli stati di coscienza?
Parto dal presupposto che per far funzionare una macchina deve funzionare il motore, la pompa di iniezione, i pistoni e tutte quelle altre cose che non so ma che sono dentro ad una macchina. Tutte queste cose hanno il loro peso, portano il loro contributo volenti o nolenti; e se si inceppa una di queste, tutte le altre componenti sono fottute.
Quindi dal mio punto di vista lo stato affettivo può portare ad una modificazione della reale conoscenza della realtà oggettiva - e fin qui tutti d'accordo-, ma può anche alterare uno stato di coscienza. Il soggettivo avrebbe un potere talmente forte da andare ad intaccare anche l'oggettivo partendo dal soggettivo. Una goccia di cianuro che riesce ad avvelenare un elefante, Davide e Golia.
Perchè nel momento in cui non riesci a dormire per l'euforia o per la tristezza, questo va ad impattare inevitabilmente sulla realtà; perchè inevitabilemente anche lo stato affettivo in cui vivi, modificherà le scelte che prenderai riguardo al da farsi anche nel più banale dei giorni. Non voglio raccontare cose mie oggi, ma a volte rido vedendo che la conoscenza stessa viene alterata dallo stato affettivo. Si, perchè c'è un feedback incredibile. Perchè in fondo noi abbiamo un filtro selettivo per le informazioni, e la coscienza di una memoria passata e pregressa possono modificarla in qualcosa... Ma come dice anche mia nonna "Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire". In fondo tu credi ciò che vuoi credere, nonostante tutto... Quando ciò finirà perchè ti sei risvegliato da uno stato di coscienza alterata, capirai davvero le cose, nel bene  nel male.
Si, studiare Jaspers, Husserl, e Brentano, è nocivo per me in questo momento.

Tanzio da Varallo - Davide e Golia

By IrisCatter
At: 12:35
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lunedì, 25 agosto 2008

I think I'm paranoid

[Sto andando in paranoia più totale]
La musica nella macchina è assordante. Giro alle 5 del mattino di un tranquillo lunedì dopo una serata passata per locali e a parlare di quelle cose che ti prendono lo stomaco. Sarebbe ora di tornare a casa, si, sarebbe ora di tornare a casa. Due sere che torno a casa a quest'ora, non è possibile. Il mio super-io credo che sia in una piscina, con un mojito in mano e una puttana sotto braccio. Passano i primi furgoni che riforniscono i supermercati, il cielo si schiarisce ogni secondo che passa, le lenti a contatto bruciano come sigarette spente sui bulbi oculari. La sesta canzone del cd è "Everyday i love you less and less" dei Kaiser Chiefs, quando il cantante non era così chiatto e aveva un non so che che mi piaceva. La settima è "You talk" dei Babyshambles, un ubriaco che canta, lo farebbe meglio. Ma adoro questa canzone, il testo. E va bene così.
In questo calderone di pensieri e problemi - che sembrano non finire mai- ho deciso, ho preso la mia decisione. L'aria passa fresca, in giro ci sono poche macchine, una è la mia. Ho parlato con molte persone in questo periodo, alcune le conosco da una vita. Si lamentavano delle loro relazioni passate di come non abbiano ricevuto nulla a livello emotivo, di come dopo qualche mese tutto sia scomparso con la stessa velocità con cui si schioccano le dita.
Poi vedi ciò che succede, e capisci che forse molte persone hanno incontrato le persone sbagliate, nel momento sbagliato. Vedo che effetto può fare l'amore viscerale, quello che ti contorce le budella e che ti toglie il respiro. Si ha la stessa sensazione che può fare una lavanda gastrica, la stessa di essere un pupazzo nelle mani di un burattinaio. "Danza marionetta, danza". Basta, "evitare" è la parola del mese, dell'anno, forse addirittura di questo XXI secolo.
Sono adata in paranoia totale per un messaggio (Big brother ti sta guardado), sono scomparsa tra le bollicine di una birra alla quel ne sono seguite poi altre 3. La T super rossa mi stronca le gambe, è l'effetto che mi fa'.
Ho deciso che per fare qualche soldo, vedrò la vita dei locali dall'altra parte, dalla parte di chi ci lavora. Almeno avrò una scusa, almeno avrò un piano b, almeno... cazzo. Quand'è che l'amore diventa ossessione? E se c'è un limite, qualcuno mi può dire come è possibile stabilire un cut-off?
Ma lo sappiamo tutti che non si scappa da certe cose, non si scappa da se stessi, di conseguenza non si scappa dalla sensazione che ti ribalta lo stomaco. Nemmeno se non chiami, nemmeno se non rispondi, nemmeno se lasci chilometri di distanza e scappi all'estero. Questo è il vero problema... Non esiste la vera soluzione del problema, questo è il problema.
Se la presa della corrente comincia a parlare, rinchiudetemi per cortesia.

Kaiser Chiefs - Everyday I love you less and less.
Perchè la canzone è carina, il video è davvero bello e il cantante a me piaceva un sacco. Il fatto che ho ballato sabato sera e venerdì sera richiedendo al dj questa canzone, non conta molto... o che è stata circa l'anno due anni fa' la mia suoneria è del tutto irrilevante.

 

By IrisCatter
At: 12:29
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sabato, 23 agosto 2008

From a bee in the glass...

Presente come si sente un'ape rinchiusa in una bottiglia di sidro con l'apice bloccato da un bicchiere di vetro rovesciato? Lei continua a sbattere freneticamente le ali, poi si adagia nel liquido alcolico rimasto, dopo di che non si da per vinta e continua a sbattere la testa contro il verde vetro. Si incazza, e poi rimane abbandonata in una pozzanghera, delusa aspettando di finire l'ossigeno di una situazione angosciante e soffocante. Credete che l'ape possa essere divertita da tutto ciò?
In cinese ci sono diversi modi per rappresentare il blu o l'azzurro, non esiste solo la parola azzurro o blu; c'è una parola che ad esempio vuol dire: "Quella sfumatura di colore che ha il cielo quando si riflette nell'acqua del tal lago". Gli eschimesi hanno più di duecento parole per definire la neve. Noi abbiamo solo l'assordante ronzio delle nostre ali all'interno di una bottiglia di vetro da ascoltare.
Sono ubriaca, il jack e coca non aiuta di certo a migliorare la  situazione. Parlo con un ragazzo toscano che oggi tornerà a Firenze. Si parla di tutto, si parla di cose interessanti e non dei soliti discorsi triti e ritriti. Mi piace, mi piace parecchio. Passa un tizio che ho conosciuto stasera: <Ciao bella! Buona notte>, io saluto e auguro altrettanto.
Sono le 3 di notte. Il locale spegne la musica e la gente comincia a dirigersi verso l'uscita. La gente si struscia per i locali come se fossero gatte in calore. Si, sono tornata in Italia.  Lui ride, io rido.
<Quando vai in Trentino a studiare, fammelo sapere che ti raggiungo con gli sci!>
<ok, volentieri> risponde lui ridendo e rispondendo ai miei occhi sgranati per l'euforia.
Da ubriaca divento molesta, da ubriaca divento più realista di uno specchio. Solo che alcune cose si dilatano, altre si restringono. La cognizione del tempo è un concetto inconsistente in momenti come questi. La logica come la intendiamo noi non esiste, è artefatta. Non ci sono "o" inclusive o "e". C'è solo questa sensazione di smarrimento e felicità cronica ed effimera. Chissà perchè, ma ci sono persone con le quali saresti in grado di passare tutta la notte sveglia a chiacchierare; persone che sanno - anche se non le conosci-  farti entrare in una dimensione morbida ed avvolgente; persone con le quali ridi tutta sera,  ma senza  un motivo specifico. Alle 4 i suoi amici lo reclamano, saluto la ragazza che l'ha in macchina (una delle mie migliori amiche) e vado a casa anch'io. Inevitabilmente faccio confronti, e dico tra me e me: ma come cazzo è possibile che mi sia fossilizzata così? Ma soprattutto: per quale vanagloriosa speranza?
Ieri avevo preso la decisione... Credo che sia il caso che  l'ape cerchi un diversivo per evadere dalla prigione di cristallo. A ciò ero già arrivata nei giorni scorsi, la motivazione e il diversivo mancavano.
Oltre alle ali stanche, ora abbiamo anche una incazzatura non indifferente. Ciò aiuta.
Pronta, cattiva e ben assortita.

Gaspard Dughet - Ideal Landscharft

By IrisCatter
At: 13:51
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giovedì, 21 agosto 2008

From Copenhagen...

Tak fot alt.
Non ho più molte energie oggi. Tra poco crollerò sul mio comodo letto, dopo una settimana passata a dormire in un sottotetto di una casetta di legno del Ikea, su un materasso di gomma piuma. Stanca ogni sera, felice ogni sera. Stanca ma contenta, frastornata ma felice come una bambina con un nuovo giocattolo sotto mano. Sarà che una birra la sera sotto il gelido vento fuori da una bettola ha un gusto migliore, o il guardare le casette colorate lungo il più turistico dei moli ha un suo perchè. L'eclissi di luna ha un fascino diverso se vista da un altro cielo, come la città prima che la giostra ti faccia precipitare giù con una accellerazione maggiore di 9,8 m/s (Non andare a Tivoli con lo stomaco pieno, se non volete vedere il vostro pasto fuoriuscire poco dopo). Perchè le teste bionde di adulti e bambini mettono sempre allegria; perchè vedere gente che corre nei cimiteri - o bersi una birra in quel loco- ha qualcosa di controverso e spesso la mia mentalità si ferma ad un: "perchè?", vedendola come una mancanza di rispetto. Ma nel mondo c'è una tale eterogeneità di culture, di modi di vivere e di pensare, che tutto si fonde in un fantastico calderone che inebria con i suoi fumi. C'è anche più democrazia, più rispetto e civiltà di quanto si possa stranamente pensare.
Il cartello riporta la scritta: "Benvenuti nell'Unione Europea", mentre le gambe fanno male e il freddo entra nelle ossa. Ma sai che palle stare tutta l'estate a prendere il sole su una spiaggia? Meglio partire, meglio riempirsi gli occhi di quel fantastico mondo che c'è nelle fredde terre, meglio una buona birra e discorsi interessanti, meglio il farsi menate su paure più o meno fondate, visto che il mio problema è quello di pensare troppo e di essere troppo sospettosa riguardo a tutto (la soluzione del problema is back - rimanete connessi-). Sono la classica persona con cui la gente attacca bottone praticamente dopo un nanosecondo, ho questo potere. Sarà per la faccia, sarà per i capelli, sarà per il bizzarro modo di parlare e di vestirmi. In realtà all'estero mi confondo abbastanza bene, tanto bene da rendere difficile da darmi una nazionalità precisa.
In tutto ciò: aboliamo la maggior parte degli italiani all'estero a favore di più biondaggine danese!
Perchè l'italiano all'estero urla, parla a sproposito e soprattutto fa vanto di tutta la sua ignoranza. Ciò comporta: una timida indifferenza che poi scade nel più completo, sincero e viscerale disgusto.

Grazie di tutto, a chi ha reso possibile una gran bella parentesi di una settimana.

By IrisCatter
At: 23:47
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mercoledì, 13 agosto 2008

Sagra degli indici puntati e dei rimproveri gratuiti

Sono partita per le vacanze. Senza preavviso, senza dire nulla, in punta di piedi smettendo semplicemente di scrivere fregnacce. Fino a qualche ora fa ero tranquilla, serena, rilassata, felice direi.
Amo il mio mare, amo guardare i water piccions che planano ridendo, cercando correnti mentre all'orizzonte si scatena un temporale. Amo guardare le stelle in un posto magico dove cammini a piedi nudi con una birra in mano. Il  mare è fatto
 di amici, alcol e focaccia. Il mare è fatto per questo. Ho visto una stella cadente ieri sera, ed ho espresso un desiderio (inutilmente).
Ci sono quelle piccole cose in grado di portarti dal precedente stato di grazia senza problemi, ad un mondo di irrequietezze emotive grandi come un mare calmo. (eccheccazzo).
Mi sono sinceramente stancata di frasi che fanno passare me per scema, e invadente; di tira e molla in cui in tutto questo valgo solo  uno zero. Basta, non ci sto più. Sto facendo il conto alla rovescia non vedendo l'ora di partire di nuovo tra due giorni. Conto le ore.
['Fanculo]
Signori e signore; se il vostro cane è stitico: non preoccupatevi, è colpa mia. Se c'è un alligatore nella tazza del cesso: è sempre colpa mia. Se la pioggia vi ha bagnato i panni che avevate dimenticato stesi fuori: non vi preoccupate, ora sapete che la colpa è mia. Se il vostro vicino di casa ha innaffiato le vostre piante con il sale: è indubbiamente colpa mia. Se un moccioso di cinque anni vi guarda in cagnesco e continua a ripetere come un mantra "sangue, sangue sangue, sangue, sangue": la colpa (ovviamente) è mia. Se il vostro pistolino è piccolo: colpa mia. Se la vostra ragazza vi ha tradito: come dire... è colpa mia. Se vostra nonna in cariola si spacca una gamba cadendo dalla sedia a rotelle: è colpa mia. Se state passando un estate di merda: è sempre colpa mia.
Venghino signori, venghino: si apre ufficialmente la sagra degli indici puntati e dei rimproveri gratuiti. Il vostro capro espiatorio di fiducia vi aspetta con il sorriso a 32 denti e i pantaloni abbassati. Affrettatevi per trovare posto.
A questo punto: sarò scema, impicciona e invadente.. però P.D. sono davvero davvero stufa.
So long and thank you for no fish...
Mi sento come se per fare un sorpasso il tizio dalla quinta abbiama messo la prima e non la quarta. Io in tutto ciò sono la macchina, non il tizio improbabile e sbadato...

By IrisCatter
At: 16:55
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sabato, 02 agosto 2008

Inutile Coriandolo

La canzone che meglio rappresenta il mio stato d'anomi di oggi è : "Coriandoli a natale".
Chi scrisse questa canzone, lo fece in memoria di un amico  morto, pensando all'ironia, all'inutilità di certe cose, di certi gesti, di certe situazioni. Come al solito, tutto può essere applicabile ad altro contesto. L'arte ha questo problema, è come una pellicola di plastica che aderisce bene a determinate superfici.
Mi sono sempre considerata una ragazza arlecchino,  forse un po' più malinconica e sicuramente un po' meno opportunista dei suoi traffici. Ma tant'è che a volte il sentirsi utili per qualcuno che sentiamo essere inutile, non da gratificazione, anzi. Ti fa sentire più inutile, impossibilitata anche nel poter mentire. Che senso ha mentire ad altri quando tu hai chiara e lampante la situazione.
Sono le cose che  non toccano il cuore, ma che toccano altri organi a farti capire davvero cosa hai bisogno e dove sei arrivata. la mano che prende la mia, non tocca le corde emotive più profonde; ma sicuramente mi fa capire a che punto non può arrivare chi tiene la tua mano. E' la solita questione del sentirsi inutili e anche un po' in colpa, essere nell'infausta situazione di dover dire "mi dispiace". Perchè le infatuazioni a senso unico fanno male e mettono a disagio, soprattutto se chi le subisce ed ha un'autostima di un paramecio ed è stato troppe volte dall'altra parte.
Non sono gli occhi o le mani a colpire una ragazza arlecchino. E' la chimica, sono solo atomi di carbonio. Sapere di essere nocivi per qualcuno, chiunque esso sia, fa male. Fa male non saper restituire ciò che una persona da. Fa male sapere che quando te ne andrai lascerai un vuoto inutile nella persona. Un inutile coriandolo di Natale che devasta lo stomaco ed il  cuore in una notte di temporale.

Antoine Watteau - Commedianti Italiani

By IrisCatter
At: 16:41
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