Le piccole cose che qualcuno non dovrebbe sapere mai... e forse nemmeno chi le scrive.
Si avvisa che questo blog tratterà argomenti personali. Se volete scrivere fregnacce, siete pregati di farlo altrove. All'agenzia delle idiozie, spiacente, ma ho io l'esclusiva... Non sono ben accetti adoratori di me stessa, mendicanti di attenzioni gratuite e ingiustificata, neppure gente che vorrebbe mettermi la faccia in una friggitrice per patatine fritte o buttarmi in mare con delle scarpette di cemento. Siamo per le persone che ragionano e con un minimo di senso critico. Vi ringrazio per la cortese attenzione. Iris Catter
la musica; leggere; scrivere; i gatti; la pioggia e i temporali estivi; i paesi anglosassoni; una conversazione stimolante; straiarmi su un prato senza parlare e ascoltare i rumori intorno; un buon bicchiere di vino; i cappelli e orecchini bizzarri; una sigaretta dopo il caffè; cantare a squarciagola mentre guido; una cioccolata calda in un bar, quando fuori nevica; l'avere sempre ragione; i bagni di folla; passare le giornate a letto e vivere di notte; le persone originali e non convenzionali; scopare; rimanere a parlare fino al mattino e avere più dubbi che certezze; l'ironia delle cose; testare le mie ipotesi; un bacio prima di partire.
Falsità; l'ansia; la domenica; gli arrivisti; la cattiveria; l'invidia; la superbia; la fatica; la noia; le lamentele inutili; la stupidità; i pregiudizi; le persone che non riescono a vedere al di là del proprio naso; chi mi da per scontata; la mancanza di empatia con gli altri; chi non ammette i propri errori e i propri limiti; i ragazzini rozzi e volgari che urlano nei luoghi pubblici e piccoli; una lista bella lunga di persone; le cose dette con superficialità; i cani; le cose che non conducono a nulla, nemmeno ad un momento di felicità; le routine; non avere i miei spazi; lo scorrere del tempo.
"E' terribile scoprire che le stelle che stai guardando, in realtà sono aerei!" Io. "Non è chi è perfetto, ma chi è imperfetto ad avere bisogno di amore" Oscar Wilde. "Anche l'amore è un lusso" Albert Camus. "Se qualcosa può andare storto, lo farà!" Legge di Murphy.
Ambigiutà
Bunny licious
Bunny Suicide!
Clinica dei pupazzi
Cultura Celtica
Dead Psychologists Society
Happy Tree Friends
Hieronymus Bosch
il bene!
Mark Ryden
Musica!
Progetto_Pompadour
Ray Ceasar
Van Gogh
*loading* persone che hanno perso tempo da queste parti.
oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
acide riflessioni
comunicazioni di servizio
ermetismi fuori luogo
me vs me
pensieri
schegge di vita
sleri motivati
tso
IrisCatter in Procrastinazione
utente anonimo in Procrastinazione
IrisCatter in Procrastinazione
utente anonimo in Procrastinazione
sangervasio in Tempesta ed entropia
LunaNeraFoKeTTa in Tempesta ed entropia
tempoedax in Tempesta ed entropia
Pusolottola in Tempesta ed entropia
TonyM in Tempesta ed entropia
Menestrello75 in Tempesta ed entropia
The Cure; Placebo; Brand New; Funeral For A Friend; Tacking Back Sunday; Feeder; Einaudi; Finch; Fiona Apple; Wombats; We Are Scientists; Alanis Morissette; Armor For Sleep; Death Cab for Cutie; The Doors; De Andrè; Garbage; Idlewind; Incubus; Kaiser Chiefs; Nine Inch Nails; Maximo Park; Modena City Ramblers; Banda Bardò; Rise Against; Marcy Playground; Muse; Panic! At The Disco; Relient K; Silverchair; Subsonica; Teatro degli Orrori; Afterhours; The Starting Line; The Used; The Strokes; Sigur Ros; Thrice; Tre Allegri Ragazzi Morti; Vinicio Capossela
Arancia Meccanica; Fight Club; Il Mago Di Oz; La Mia Vita A Garden State;L'Arte Del Sogno; L'Attimo Fuggente; The Libertine; American Psycho; Schindler's List; Eternal Sunshine Of The Spotless Mind; Lolita; Full Metal Jacket; Shining; Edward Mani Di Forbice; Alice Nel Paese Delle Meraviglie; Otello; Romeo+Juliette; Il Mercante Di Venezia; Paura E Delirio A Las Vegas; Trainspotting; Million Dollar Baby; Dieci Cose Che Odio Di Te; La Leggenda Del Pianista Sull'Oceano; Il Favoloso Mondo Di Amélie; The Blues Brothers; Ed Wood; La 25a Ora; Come Te Nessuno Mai; Blow; Buon Compleanno Mrs Grape; Il Giardino Delle Vergini Suicide; Le Fate Ignoranti; Romanzo Criminale; Saturno Contro; Zodiac; Traffic; Donnie Darko; Memento; The Elephant Man; Io sono Leggenda; Santa Maradona; Juno... Altri...
Layout&Template by Arkvallish
Image: Ray Caesar
Host by Splinder
lunedì, 30 giugno 2008
In fondo ho sempre avuto ragione, su tutto. Non mi va di sparare sulla croce rossa, anche se ne avrei tutto il diritto. Fondamentalmente le cose nella stragrande maggioranza dei casi si fanno per educazione, per fare favori a terzi.
I’m not so polite to be kind with people how didn’t hold my interest. Capisco che per qualcuno non ci possano essere scappatoie, ma andiamo… Almeno il buon gusto di non sputtanare codesti appena alzano i tacchi. Aspettare almeno quando si dirigono alla macchina o al mezzo di locomozione.
L’ho sempre detto. La fase “Hai ragione”, è stata pronunciata parecchie volte. Non avendo la sindrome di Asperger era intuibile che una persona normale capisse davvero la situazione. Non ho la sfera di cristallo, ma certe cose le capisco al volo, per gli altri ci vuole un po’ di più ma ci arrivano anche loro passo passo.
Non è quante volte fai in modo di essere coinvolto in un gruppo che fa la differenza, ma come lo fai. Per questo basta vedere certe dinamiche e già capisci tutto, vai a fare un giro per poi tornare e vedere cosa succede, e ovviamente rido nel sentire certe cose. Più semplicemente la collocazione dei posti con un desiderabile falda che disgiunge due emisferi.
Le persone vere, quelle con le quali hai rapporti saldi, duraturi e salutari, si mettono a litigare nel momento in cui fai qualcosa di sbagliato o vedono un cambiamento che tu non noti. È inutile che diciamo tanto: “Tu sei mio amico”, e poi non si fa il coraggio o il buon gusto di dirgli ciò che si pensa davvero di lui, della sua situazione e di tutto ciò che ha attorno. Il vero amico ti dice che stai sbagliando e come, e perché. Ti dice che cosa è successo, perché si è creata una certa cosa, e ti tiene in macchina per ore a parlare di questo. oppure solleva la discussione all’interno del gruppo e te lo dice chiaro e tondo, in modo da avere più risonanza. E anche se farà male e farà incazzare in quel momento, dopo capirai. È successo più volte, e succederà sempre con chi ti vuole bene davvero.
Sorrido nel vedere le persone che si distruggono con le proprie mani, che si fanno sfruttare per vedere le partite di calcio per poi non avere in cambio nemmeno il rispetto. Questa è la più grande soddisfazione che una ex possa avere: vedere che la persona che ci ha trattato male, si rovini con le proprie mani perdendo i suoi amici o avendo rapporti basati sulla finzione. È più onesto dire: le cose sono cambiate… Ma sarebbe meno divertente.
[Best friend means friends forever. Could you say now that you have a real friend? I don’t think so.]
Chiudiamo questo patetico cerchio con il pensierino del giorno: ne ammazza di più l’educazione della parola.
Ovviamente non posso che sorridere nel vedere certe cose… Non ci vuole un intelligenza machiavellica per prendersi gioco di chi ha sempre fatto giochi machiavellici.
Franz Kline - Painting Number 2
By IrisCatter
At: 09:56
commenti (10) + + +
schegge di vita, acide riflessioni, sleri motivati
sabato, 28 giugno 2008
Bisogna Dimostrare Saggiamente (i) Meriti.
[Ho sempre trovato il caro Donne un poeta affascinante…]
Ho provato per la terza volta a guardare “L’albero degli zoccoli”. Dopo mezz’ora di parlata bergamasca di cui capivo meno della metà e lentezza soporifera del neorealismo, ho spento e ho guardato “Secretary”. No, non sono ancora pronta per certe cose… Non sono così intellettuale come si può credere.
È alquanto facile definire i meccanismi di comportamento – coscienti o automatici- come rientranti in modelli funzionali con un loro inizio, una loro traiettoria e un loro fine. Ma spesso si perde la ricchezza della particolarità personale.
Puoi avere paura di certe cose, (Chi non ha paura di nulla?). Spesso si è spaventati anche di se stessi, in quanto ci sono cose che fanno paura confessarle proprio a se stessi. Il tutto da un lato, quando ciò viene a galla, rilascia lo stesso stupore che provò il primo uomo che trovò il fuoco. Misticismo misto a smarrimento.
Difficile, quasi impossibile, che certe cose vengano a galla da sole, come se fossero dei cadaveri portati a riva dopo un naufragio. Il tutto risuona consono a se stesso, quasi normale. Quasi a diventarne parte fondante di te stesso. Lo squalo che dalla preistoria vive nelle profondità marine. Non è un gioco, non è uno scherzo, sai che è reale, e solo certe cose in certe situazioni possono esserlo davvero. Quando lo squalo ti morde, vedi che ti manca un pezzo.
Qualcuno non arriverà mai a capire i meccanismo che sottendono certe condotte così normali per alcuni, non è una perversione fine a se stessa, diventa quasi un modus vivendi. Ossigeno in una camera a gas ed endorfine.
Bisogna
Dimostrare
Saggiamente (i)
Meriti
di una cosa per poterla vendere a chi non è interessato alla merce. Forse mancherà il respiro al punto tale da sentirti morite, ma il segreto di tutto è la manipolazione. Il saper giocare le carte vincenti e avere il fegato di rischiare. Tutto il resto è noia. Tutto il resto non esiste sul serio. Il resto è equilibrio sull’inutilità.
Forse non saprai mai che cosa spinge le persone ad utilizzare certi comportamenti piuttosto di altri. Se sei troppo stanco, troppo ignorante o semplicemente non interessato, passa avanti. Non tutti i comportamenti hanno lo stesso significato, significati diversi in culture diverse. Non tutti i giochi hanno le stesse regole, alcune sono implicite, altre non lo sono affatto. Tutti abbiamo attitudini differenti che fanno da marker al nostro essere, in questo caso essere mammiferi, specificando esseri umani.
“Ma di soltanto una parola ed io sarò salvato”.
Every believer indeed is a masochist.
Paul Gustave Doré - Andromeda
By IrisCatter
At: 08:34
commenti (5) + + +
tso , ermetismi fuori luogo
giovedì, 26 giugno 2008
[Ancora sulla metacomunicazione e sulle relazioni]![]()
Si ritiene erroneamente che tutto ciò che raccontiamo sia importante e/o che possa essere di qualche interesse per le persone che ci ascoltano. In realtà non è così. Non per cattiveria, ma sentire le stesse cose tre o quattro volte, ha un effetto deterrente per la relazione in sé. Non ho molta pazienza, e mi annoio facilmente, queste cose nei confronti di chi ha una logorrea verbale non aiuta per niente soprattutto se è reiterata per due anni.
I soggetti, le situazioni, le storie e le problematiche sono inevitabilmente le stesse. Nel momento in cui una persona da un consiglio o meglio da un modo utile per sganciarsi dalla situazione A per passare alla situazione B; la dinamica del cambiamento viene rigettata in toto, portando inevitabilmente il sistema ad una perversa situazione di omeostasi. L’omeostasi porta al nichilismo emotivo del soggetto in questione, portando ad effetto domino anche gli altri attori a questo stato emotivo.
Se dal nostro punto di vista deontologico, avresti voglia di dire: <Hey tu! Che cazzo stai facendo?! Datti una svegliata e reagisci! Se non hai idee o mezzi ti do io l’inizio, il resto viene da sé.>
Il discorso è questo: il tuo personal trainer in palestra, non può fare gli esercizi per te. Conseguenza, se hai tu un problema nelle dinamiche amorose, deve venire da te la molla. Posso stare anche ore ad ascoltarti, ma se non scatta la molla – e usi il racconto solo per dire: la vita è ingiusta con me, la situazione fa’ schifo, non c’è un modo per cambiare- , ad un certo punto le persone si annoiano anche di essere dei sacchi emotivi per le solite cose.
Sono convinta che il racconto di per se sia terapeutico per la persona, inconsciamente anche noi raccontiamo le cose per mentalizzarle e per dare un senso logico agli avvenimenti, ma nel momento in cui capiamo la situazione siamo anche in grado di adottare strategie adeguate per reagire.
In fondo l’uomo comune ha un grande, enorme problema: il non volere cambiare. Ci costruiamo un equilibrio fittizio sulle cose che non vanno nella speranza che queste si possano mettere a posto con il tempo. In realtà si cristallizzano e diventa difficile dare un carattere di fluidità nel momento in cui queste si rendono necessarie.
Quindi -> Si sta male, e ci va bene così.
Che palle… La cosa divertente di tutto questo è che chi non ha nulla di interessante, lo racconta come se questa cosa potesse modificare l’andamento degli astri e del mondo intero. Chi ha cose più interessanti da raccontare, se le tiene per sé, non volendo che il suo tesoro vada disperso per il mondo a favore di persone che non hanno la capacità di capirlo.
Ho imparato a tenermi la maggior parte delle cose per me, apprezzo chi si confessa ma con parsimonia. Ai miei occhi, è molto più significativo una chiacchierata costruttiva che una cascata di parole inutile fatte per riempire di veleno un bacino artificiale… Per questo mentre parla bevo il mio spriz sperando che sia abbastanza alcolico, da non prestare molte attenzioni alle cose dette e ridette.
Questo è ciò che ho da dire. L’omeostasi e la presunzione uccidono l’uomo
Honoré Daumier – Les Joueurs d’échecs
By IrisCatter
At: 10:40
commenti (14) + + +
comunicazioni di servizio, acide riflessioni, sleri motivati
martedì, 24 giugno 2008
Ritorno dalle stelle, mentre il sole batte forte e grida con forza imponendo l’estate. Ho voglia di mare, ho voglia di partire, ho voglia di avere sulla pelle il sale. Gli esami sono incominciati bene, ma la voglia di studiare latita. Tutti noi facciamo le cose come brave formichine cercando di mettere da parte più rifornimento possibile in attesa dell’inverno. Alcune cose sembrano così asettiche e così prive di significato reale. Ci battiamo per grandi ideali che a volte ci appartengono solo in parte, tendiamo a concimare campi sterili della nostra mente, per cercarci una posizione sociale in questa giungla di persone.
L’idea di partire il weekend prossimo è sfumata. Gli aerei costano troppo, e fare gli zingari in giro per il mondo è un lusso che non tutti si possono permettere. A Los Angeles non ci sono metropolitane, questo per evitare che i senza tetto vadano in tutte le zone della città, c’è una ghettizzazione. Il pericolo di terremoti è solo una scusa apparente. Ci sono chilometri e chilometri di distanza che dividono i vari quartieri della città. Los Angeles mi ha sempre fatto schifo come città, proprio per questo motivo. Ci sono autobus che non consiglio per niente, il noleggio di una macchina per spostarsi è decisamente la soluzione migliore.
L’impossibilità di muoversi è sempre stato un grande problema, sentirsi una tigre in gabbia anche. Adesso passeranno ancora un paio di esami, poi si prenderà una decisone chiara e inequivocabile. L’idealizzare le cose è un modo per averle sempre con se. Ingannevole è il cuore più di ogni altra cosa; perché il cuore può darti l’esigenza di fare le cose, il problema è quando non hai i mezzi fisici per realizzare ciò che il tuo desiderio richiede… Sob…
Guido la mia macchina ascoltando “Crazy” di Alanis Morissette. I capelli si muovono al vento come i tentacoli di una medusa tra le correnti dell’oceano. Ho bisogno di mare, ho bisogno di estate. Ma monotonia mi uccide. Cambio cd, la colonna sonora è indispensabile quando guidi. Ho bisogno di toccare l'odore dell'estate.
Infadels – Love Like Semtex
Non so, questa canzone mi fa venire voglia di estate, di feste sulla spiaggia. Poi ultimamente ho scoperto che la musica elettronica ha un non so che di molto interessante. Il cantante assomiglia per di più ad un mio professore. Sarebbe interessante scoprire che il suo altrego sia in realtà il frontman si un gruppo rock elettronico.
Doctor Jekyll e mr Hyde.
By IrisCatter
At: 09:57
commenti (5) + + +
pensieri, schegge di vita, me vs me
domenica, 22 giugno 2008
La memoria si offusca di immagini, che nemmeno la sapiente macchina fotografica riesce a delineare più in modo chiaro. A volte ci sembra di essere i personaggi di uno dei romanzi di Baricco: troppo romantici, troppo irreali, troppo legati ad ideali di amore trascinati da una speranza malinconica che ci trascina tra i flutti delle maree della memoria e della dimenticanza.
Passi sopra il corpo la mano e scopri il nome. Non ci sono tatuaggi, ma ci sono cose scritte sul corpo. Non le vedi ad occhio umano, non sono un libro da leggere. Le scopri e conosci la persona che le porta. Se non sai la scrittura braille, è difficile che tu sappia riconoscere certi segni. Non si è mai un libro aperto, e non interessa esserlo per chi non è importante. L’essere criptici a volte è già una maledizione di per sé, l’essere assolutamente illogici anche. Ma nella nostra illogicità abbiamo un moto ondoso, che culla i nostri atti e i viandanti sul bagnasciuga.
Sapevo che sarebbe arrivato questo momento, ma non pensavo ora e non pensavo che sarebbe giunto con tutte le cose che ho da fare. In fondo il cambiamento non fa altro che farci vedere che facciamo la stessa tipologia di cose, ma in ambiti diversi. Ci muoviamo a cicli, ci muoviamo a cerchio. Siamo ruote di una bici, sappiamo già che il tal punto colpirà ancora l’asfalto o un’altra superficie, ma andrà sempre a terrà. Così i nostri comportamenti: ambiti diversi, ma uguale potere e uguale dinamica.
Potrei finire in una voragine gialla e verde, ad aspettare per ore e per anni. Le promesse di amore sempiterno sono fatte per dissolversi nell’aria. Amiamo con passione nell’istante di una parola, per poi tornare ognuno nella propria veste di normalità, dove il romanticismo è solo un ricordo sbiadito e lontano in una camera mnemonica che registra ciò che è avvenuto. Il concetto di eternità, è un concetto irreale.
Le foto sono solo immagini statiche per ricordarci un momento. Una bici che passa in mezzo alla piazza, un ragazzo che cammina, uno che parla con la sua ragazza, uno che sta fermo e fissa altrove perso nei suoi pensieri. Gli ultimi scatti di una naturalità protetta. Quasi naive...
Alcuni si tatuano il nome di una persona sul collo per identificare per sempre quel momento. Alcuni hanno quel nome sotto pelle come un microchip. Non lo leggi con uno sguardo distratto, ma lo leggi se ci presti bene attenzione. Ognuno ha un suo nome sotto pelle, alcune persone ne hanno un paio. Alcuni nomi sono nascosti bene, altri meno; in ogni caso, quelli che restano davvero, sono quelli che vanno più a fondo e colpiscono anche i capillari o altri tessuti più nucleari. Anche quando le emozioni e i sentimenti si raffreddano, le scritte rimangono. Per questo le persone cambiano... A causa dei nomi che portano scritti sulla pelle...
Egon Schiele – Embrace
By IrisCatter
At: 08:11
commenti (9) + + +
pensieri, me vs me, ermetismi fuori luogo
venerdì, 20 giugno 2008
[Harakiri prima di lunedì?]
Lo so che presto entrerò in una agenzia di viaggi, girerò il mappamondo, chiuderò gli occhi, fermerò la palla che gira con un dito e dirò al tizio un biglietto aereo per quel posto spiaccicato dall’indice. Spero solo che non sia pieno oceano o un posto degli stati continentali degli USA – già visti troppe volte-.
Sarà perché il tempo sta finalmente imponendo l’estate, sarà perché ho bisogno di serotonina e ho voglia di procurarmela in una maniera legale e in dosi moderate, sarà perché i corsi sono finiti e gli esami incominciano lunedì, sarà perché adoro dormire in posti diversi in città diverse, sarà perchè in fondo ho fatto più casini che altro in questo periodo e non ho studiato molto, ma ho bisogno di sparire da qui. Il guardare al futuro è ciò che ci dà la forza di andare avanti, ma noi piccoli ammassi di proteine e di acqua ambulanti – che consideriamo gli orologi digitali una grande invenzione-, ci guardiamo sempre indietro. Siamo fatti di ricordi. Si, come ho detto precedentemente siamo fatti di proteine, conseguenza anche i ricordi lo sono.
Quando penso al genere umano, vedo un tot di cose: ad esempio che certe malattie sono curabili, ma non guaribili. Ok, deformazione professionale, il problema è tutto mio. Ma pensare di poter utilizzare farmaci quali antidepressivi, antipsicotici, contro il cancro, è inutile. Togli la sintomatologia ma non fai nulla. Conseguenza, fare dei farmaci di questo tipo con tanto di cellule staminali? Ad esempio, curare alcune malattie neuro degenerative con questo tipo di cellule sarebbe possibile; oppure curare la paraplegia e la tetraplegia. Il punto è che certe cose spaventano, sono considerate fantascienza, e qualcosa di poco etico. Bizzarro parlare di etica comunque nel 2008 se fino agli anni ’80 iniettavano l’Aids ad alcuni pazienti con sindrome di Down (in Usa) -per vederne il decorso di questa malattia in questi soggetti e per studiarlo-, o le attuali olimpiadi a Pechino. Questo è antietico, non studiare e trarre beneficio dalle cellule staminali.
Mi rifaccio eticamente a Singer, in quanto raccoglie molto bene il mio pensiero di tipo liberale.
Una dose minima ma reiterata nel tempo di principi che vanno a focalizzarsi su tessuti particolari del nostro corpo, potrebbe migliorare la qualità della vita oltre che la sua durata. Perché rinunciare a togliere sofferenza e dolore -oltre che l’umiliazione- di vedersi morire senza capire da che parte si è girati, pisciandosi addosso, in un letto di ospedale con l’Alzheimer?
Comunque il problema qua è serio: ok, voglia di studiare, saltami addosso… ora! Winnicott aspetta…
John Singer Sargent – Carnation, Lily, Lily, Rose
By IrisCatter
At: 08:51
commenti (6) + + +
comunicazioni di servizio, tso , schegge di vita, acide riflessioni
mercoledì, 18 giugno 2008
Upon Universe and anything else...
[Non so se il mondo è pronto a questo...]
Il vero ed unico problema è questo: l’infinito non esiste, il “per sempre” non esiste. O meglio, quest’ultimo esiste, ma non è possibile pensarlo per noi comuni mortali.
L’universo è in espansione, ma l’universo non è infinito. Chi ha creato l’universo è uno che soffriva di attacchi di panico: quindi prende un sacchetto di carta e comincia a respirare e a inspirare dentro questo. L’universo è quel sacchetto. Finito, limitato, che può espandersi fino a creare delle piccole smagliature, per poi tornare lentamente ad essere vuoto e compatto. Poi esplode di nuovo. Ritmicamente, con lo stesso andamento di una sinusoide. Lento lento l’universo si espande e poi si riavvicina. Esplosione, implosione. Una dopo l’altra.
In tutto ciò, è un concetto molto romantico dire che l’infinito esiste, ma l’affermazione non è consistente in quando c’è corruzione della frase già dalla base. Non c’è corrispondenza tra ciò che viene detto e la realtà che sottende l’affermazione.
È possibile che ci siano più universi, simili al nostro, al di là di quella parte ultima di universo. In fondo, nello stesso posto in cui c’è un ristorante che ha vista sul limite ultimo. Una specie di punto di non ritorno. Se si sorpassasse quel limite ultimo, ci potrebbe essere la possibilità di arrivare in un universo affine al nostro? Una specie di acquario adiacente ad un altro in un negozio di pesci? E se i buchi neri fossero una specie di link tra i vari universi? Un passaggio segreto per una stanza nascosta?
Non so, non rispondo.
Il vero problema è il “per sempre”, l’eterno. Noi non esisteremo mai in eterno, e non sapremo mai che cosa succederà (visto che comunque il sole o noi stessi ci distruggeremo). La nostra mente non è adatta a portare dentro di sé il concetto di “eterno”, è come chiedere ad un gatto di smetterla di raschiare la sabbia della lettiera. C’è un enorme problema a concepire qualcosa che va al di là dell’umana rappresentazione.
Quindi per l’infinito, che poi non è infinito, la soluzione c’è. Per l’eterno no.
Poi voi vi immaginate l’universo che si muove come una fisarmonica? Si muove in maniera continua nei suoi rumori così l'universo, un suonatore in eterno. Un asmatico in eterno.
Stavo parlando con una persona che diceva che l’uomo ha le capacità e le potenzialità per capire il limite ultimo e scoprire i vari mondi paralleli, in quanto dotato delle capacità cognitive e della tecnologia. Il mio punto di vista era radicalmente diverso. Volete dirmi che la gente che guarda Maria De Filippi, è anche in grado di arrivarci anche solo a pensarlo che al di là di una barriera spazio temporale finita, ci possa essere altro?
Ma fatemi il favore… Questi sono i gatti che raschiano la sabbia della lettiera rispetto alle persone normodotate, non venitemi a dire che certe cose possono essere condivise e rese popolari- o peggio- che queste possano scoprire il vero motivo della vita, dell’universo e di tutto il resto.
Aspetto di essere colonizzata da forme di vita superiori.Organizzerò per l'occasione un rinfresco in piscina.
De Es Schwertberger – Starfather
By IrisCatter
At: 08:29
commenti (8) + + +
comunicazioni di servizio, tso , acide riflessioni
lunedì, 16 giugno 2008
Quando voglio qualcosa da qualcuno, uso sempre la solita tecnica collaudata: comincio a chiedere insistentemente e con tono petulante, come se fossi un bambino di fronte ad una vetrina di giocatoli. Solitamente funziona. Ottengo ciò che voglio. Lo sfinimento psicologico e sensoriale, è un arma da non sottovalutare. Poi le persone sono sempre contente di fare le cose, una volta tirate dentro.
Bello, bello tutto. Dalle ricostruzioni storiche alle musiche, dai vari personaggi presenti che simulavano feste e matrimoni al idromele. Appoggio in pieno la ricostruzione storica celtica di questo weekend.
In special modo ringrazio il poeta che narrò gesta di celti – accompagnato da bestemmie, e dal suo sorriso sincero- dando prova di cultura e cordialità. Grazie.
Ho esorcizzato e placato il vuoto dei giorni precedenti. Ci sono cose, e soprattutto persone, che sono balsamo; anche se la loro assenza può distruggere. Non so che succederà nei prossimi tempi. Non ho voglia di puntare su rosso o nero, con la mia fortuna la pallina andrebbe sullo 0. Ma comunque sono serena, leggera, tranquilla.
Sono in un dolcissimo limbo ovattato. Mi mancherai, ma avrò sempre un legame speciale con te. Grazie di tutto, mi sento fortunata ad averti.
Cambiando discorso... È arrivata in redazione una notizia sconvolgente: un testimone oculare avrebbe visto cadere una fetta di pane con su del formaggio da spalmare. Il pane sarebbe caduto dalla parte non spalmata. Gli esperti ora si chiedono se uno dei più famosi corollari della legge di Murphy, dovrà essere rivisto alla luce dei questo avvenimento.
Comunque c’è stato un importante comunicato da parte dell’onu, il quale esortava alla calma ed ad evitare scene di isteria collettiva. Riporto le parole: “Non è un miracolo, anche lo sciogliersi del sangue di San Gennaro è stato scoperto non essere tale. Rimanete tranquilli, i nostri esperti stanno cercando di capire la dinamica dell’episodio. Abbiamo anche esperti in parapsicologia pronti a disconfermare l’accaduto.”
Nel caso ci fosse una sommossa è stato preparato un'esercito di Palmipedoni per placare il tutto.
New Radicals – Someday We’ll Know
Perché questa canzone è semplicemente bellissima. Come una sorpresa sotto casa, come un arrivederci forse eterno ma di una tenerezza totale. Grazie.
By IrisCatter
At: 08:57
commenti (3) + + +
comunicazioni di servizio, schegge di vita
sabato, 14 giugno 2008
Siamo anime appese ad astri che si muovono freneticamente nell’universo.
Continuo a mangiare quantità enormi di cibo, e a non mettere su un etto. Questo è un problema della logica.
Ad un certo punto mi lasciai trascinare dal “carpe diem” di Orazio, cercando di vivere alla giornata. Ci vuole più coraggio a mettere in discussione tutto, che stare fermi in una situazione di equilibrio sofferente. Perché il villano uccide con le parole, perché in fondo viviamo in un universo di segni riconducibili a simboli, perché le parole sono solo simboli e segni che rimandano ad un significato più grande. Perché l’impossibilità di comunicare è sempre presente, perché anche sfiorare un discorso, tergiversare o il silenzio sono forme di comunicazione. Perché in fondo va tutto bene se hai solo una voce interna che parla, diventa un problema quando hai nella testa un meeting di voci, dotate di personalità, che ti dicono cosa succede e come la pensano su determinati argomenti. Sembra che ognuna di loro stia parlando ad una rete neurale diversa, che poi si uniscono formando un qualcosa di più compatto: corde che formano una rete.
Today is the day. Despite our efforts, we are still here to earn some attentions mutually.
Intanto penso: è tutto nella mia testa, è tutto nella mia testa. In maniera sconvolgente posso dire che non mi importa più molto di tutto il resto. Non mi interessa, non mi frega proprio niente. È il solito discorso: se una cosa non mi interessa, tendo a non saperla; e nel momento in cui la so, tendo a dimenticare.
Forse oggi o domani sarà l’ultimo giorno in cui le reti neurali faranno autogestione, l’anarchia non è una delle forme di governo migliori. La cosa bizzarra è che certe malattie le puoi curare, ma non le puoi guarire. Una sorta di malato terminale di una determinata patologia.
Forse anche gli stati d’animo possono essere truccati per nascondere la loro vera natura. Forse. Fatto sta che oggi è il giorno. Tutto è già stato detto, ma inevitabilmente una sorta di improvvisazione emotiva c’è. Cercheremo prossimamente modi per distruggere selettivamente l’ippocampo.
Redi Nedelchev – Nomer 25
By IrisCatter
At: 10:11
commenti (3) + + +
tso , me vs me, ermetismi fuori luogo
giovedì, 12 giugno 2008
Sono ubriaca. Piove. Ho camminato per venti minuti sotto la pioggia battente. Avevo bisogno di pensare. Avevo bisogno di due americani e di una birra per strada. Le cose accadono per un motivo. Il “per sempre” in realtà non è vero. Dico cose che alla fine si modificano nel tempo. Mi sento vuota. Mi sento in colpa. Mi odio. Mi detesto. Mi prenderei a pugni in faccia se non odiassi così tanto il dolore fisico. Sono una cogliona. Sono la più grande cogliona del pianeta. Firmo promesse scritte sull’acqua che scorre in un fiume. Ti ho scritto oggi sul petto facendo i ghirigori ciò che dovevo dirti. Tu pensavi che fossero semplici grattini. Non qualcosa di più. Sono strana. Sono strana da quando ti sono venuta a prendere ieri in stazione centrale. Ho firmato una promessa che in realtà non ero sicura di mantenere. Mi sento una merda. Piango. Scusa. È tutta colpa mia. Non riesco ad essere costante nelle cose. Non riesco a mentire. Non riesco ad avere una visione unitaria ed integrata di una persona. Ho camminato per venti minuti sotto la pioggia battente e l’unica cosa che posso dire con certezza è che spero di ammalarmi. Spero che guardando fisso il cielo mentre cammino la pioggia possa penetrare in me purificandomi. Spero che i miei anticorpi vadano a puttane. Spero che la vicina di casa tanto carina mi faccia cadere dalla tromba delle scale. Mi starebbe bene. Mi starebbe bene davvero. Ho fatto e disfatto tutto da sola. Non ho preso in considerazione nulla. Solo ciò che a me andava bene in un dato momento. Sono una cogliona. Ti ho preso in giro. Forse ho preso in giro anche me. E non volevo. Mai avrei voluto. Le cose cambiano. Le cose si modificano per loro spontanea natura. Niente è per sempre. Un giorno morirò. Io non esisterò in eterno. Mi sento una autentica merda incoerente. Non mi sono nemmeno truccata oggi. Sto meglio senza trucco che truccata. Io non mi metto il mascara solo quando sono in lutto. Oggi il cielo lancia proiettili che sembrano sassi dal cavalcavia. Lapidami. Se un fulmine c’è, può fulminarmi. Non odiarmi. Scusami e basta. Sei stato un amante part-time e un amico per tutto il tempo. Mi spiace.
Le cose accadono per un motivo. Mi piacerebbe sapere qual’è. Non trovo il senso. Davvero. Non riesco.
Ho adorato ciò che mi hai scritto e che mi hai regalato oggi dopo che ti ho salutato. So che non ti fotterà un cazzo, mi spiace per tutto e non riesco a darmi pace per niente.
By IrisCatter
At: 20:14
commenti (4) + + +
tso , schegge di vita, me vs me
martedì, 10 giugno 2008
Si dice che un ambiente buono e accogliente all’infanzia, aiuti il bambino a sviluppare una buona autostima e a sperimentare una immagine al limite dell’onnipotenza di se stesso. successivamente con la separazione dalla figura di riferimento, si ha la capacità di sperimentare il lutto e di capire i propri limiti tramite un giusto riconoscimento della realtà e di se stessi. La mamma e l’ambiente devono essere sufficientemente buoni ad accogliere il pargolo rispecchiando ed accettando ciò che il bambino ha da donare.
Siamo sicuri che tutto sia dettato dall’infanzia e dalle esperienza precoce?
Dal mio punto di vista no. Potrei sviscerare ad esempio i vari disturbi psichiatrici (vedi il disturbi post traumatico da stress – tipico di chi ha visto in faccia la morte o un pericolo imminente per se o per gli altri-), oppure i vari fattori genetici (e non vorrei scomodare le varie sindromi genetiche come la trisomia del 21 o gravi parti del dna mancanti). Comunque i vari autori che portano come i traumi precoci possano rovinare l’esistenza di un individuo, non è adatta dal mio punto di vista. Come è possibile vedere se una madre riesce a capire davvero i bisogni del figlio? O si spolvera una mia vecchia idea: dare un patentino per vedere se la persona è idonea a fare da genitore, oppure prendiamo questa cosa come un’atto di fede (cosa a mio avviso abbastanza degradante). In ogni caso ciò che penso è questo: come si può prendere per vera qualcosa che non è verificabile con misurazioni adeguate? Non voglio fare esperimenti su bambini, o creare dei mostri nel vero senso della parola (non voglio rendere i bambini incapaci di vocalizzare, a causa dell’assenza di contatto umano nel periodo finestra per il linguaggio; o peggio causare loro un grave ritardo mentale, a causa della privazione sensoriale), ma la mancanza di misurazioni obiettive, è un enorme problema.
A questo punto: questa è scienza?
[Sto sopravvivendo da sola e utilizzando arco e frecce per procacciarmi cibo – questo è un trauma-]
Vincent Van Gogh – Caffè Terrance at night
By IrisCatter
At: 13:44
commenti (1) + + +
pensieri, comunicazioni di servizio, acide riflessioni
domenica, 08 giugno 2008
Molte persone parlano a sproposito. Ma inevitabilmente la prima regola fondamentale della comunicazione dice che: è impossibile non comunicare. Sarò accusata di arroganza, ma a molte persone dovrebbe essere vietato di parlare. Sarò accusata di arroganza, ma personalmente credo di essere una discreta comunicatrice. Ma non è questo il punto; ciò che ho appena detto, era solo per vantarmi un po’ gratuitamente…
Stavo pensando al potere della comunicazione: prendiamo ad esempio la “Sirenetta”.
Non Ariel del cartone animato, ma la vera favola. Lei donò la voce in cambio di un paio di gambe.
Poteva comunicare con il linguaggio non verbale, ma non fu capace di dire al suo caro principe che era stata lei a salvarlo. Quando il suo cuore si spezzo, divenne spuma del mare.
La capacità di comunicare è indispensabile, e non si esaurisce con una conoscenza superficiale di regole grammaticali e di qualche centinaio di termini. È qualcosa di più profondo.
Parlavo con una persona, mi ha detto che nel momento in cui i tuoi pensieri cominceranno ad avere il suono ed ad usare le parole di una determinata lingua, allora conoscerai bene quella lingua.
La possibilità di comunicare è per sopravvivenza, la capacità di comunicare è potere. Giulio Cesare soleva parlare per caricare i suoi uomini prima di una battaglia, il prete lo fa in chiesa per rendere i fedeli più assertivi, una madre lo fa per tanti altri motivi. Comunicare vuol dire sopravvivere. Provate ad essere deportati dal giorno alla notte in un villaggio di aborigeni in Australia, se non vi mangiano nel giro di 24 ore siete fortunati, ma comunque voglio vedervi sopravvivere a lungo.
Il giorno in cui riuscirò ad avere un flusso di pensieri continuo ed ininterrotto in una lingua, quella lingua sarà tua. Io non comunico con tutti, visto che la maggior parte delle persone le sopporto a fatica. Anche il silenzio è comunicazione, e a volte anche in questo sono bravina. Ma la maggior parte della gente non sa che anche il silenzio è un arte e va rispettata, ma sfortunatamente abbiamo sempre e costantemente bisogno di riempirci la bocca, perché le cose sublimi non vengono comprese da chi ha poco intelletto. Il silenzio è come una caduta da una scarpata, come lanciarsi da uno scoglio. Hai paura del vuoto?
Stavo pensando a questo ieri mattina alle 5.30 quando sono tornata a casa dopo un tour per vari locali, e ieri notte mentre tornavo a casa dopo aver visto scene di umanità abbastanza disarmanti e grottesche.
Edwood – Bright
By IrisCatter
At: 11:39
commenti (2) + + +
pensieri, comunicazioni di servizio, schegge di vita, acide riflessioni
venerdì, 06 giugno 2008
Stampo bugie sulla carta. La stilografica scivola tra le righe, è batte sul mio adorato callo sull’anulare. Penna, carta e pagine.
<Che stai facendo?>
<Niente>. La penna scivola sul foglio come una foglia d’autunno scivola nell’aria. La penna è un arma molto pericolosa, tanto come una corda di violino attorno ad un collo sottile. Entrambi possono creare cose fantastiche ed entrambi possono uccidere.
Lei mi disse che suo nipote andò in Iraq per combattere una guerra, tornò sano e salvo nella sua piccola cittadina americana. Ha la mia età. Si è sposato perché ha messo incinta la sua ragazza. Ora la sua vita sta andando a puttane. Si è scavato un pezzo di fossa prima di partire per la guerra, ha terminato il suo lavoro dopo il matrimonio – ingoiando pensieri, aspirazioni, e desideri-. Una volta che fai una cosa, l’hai fatta per sempre. Una volta che hai fatto cadere un bicchiere di cristallo, questo si sfracella al suolo in mille pezzettini diversi.
Forse perché abbiamo camminato miglia e miglia sulla sabbia, nel fango e sul cemento rovente; ognuno ha la propria storia, ma qualcuna ha una storia più interessante. Perché forse le cicatrici più grandi rendono la persona più vissuta, come un paio di vecchie scarpe lacerate. Le mie all stars lacerate sono fantastiche, ma inutilizzabili. Tendiamo a mantenerci costanti, come se fossimo dentro una capsula persa nello spazio e nel tempo; ma le cose che bruciano prima, sono quelle che fanno una fiamma più bella. Forse abbiamo bisogno di tenere tutto costantemente sotto controllo, uccidendoci non fuori, ma dentro.
Preferisco una cicatrice, sulla gamba, sullo stomaco, sul petto o sulla faccia, piuttosto che avere una emorragia interna. Che la vita possa andare di merda anche a chi ha cicatrici esterne, è un altro conto. Ma comunque meglio un graffio superficiale, di una infezione che uccide. L’ironia sono entrambe le cose.
Ma nonostante il mio pc che sembra morto (e lo è - i funerali domani alle 11-), in questa serata in cui tra poco mi eclisserò per andare a sentire un po’ di buona musica, tutto va bene. Qualche cosa c’è e capita. Prenditi cura di tutto, so che ce la farai; stringi i denti e un lavoro lo troverai. Magari uno buono, ma non quello che desideravi da piccolo. Perché anche se la vita a volte è ingiusta e ha un modo bizzarro per sorprenderti, infondo anche dopo una settimana di pioggia c’è una timida stellata che si fa largo tra le nuvole. E se il bugiardo dicesse: "Io mento"? Questo sarebbe un grosso problema.
Alfred Sisley – Regate a Molesey
By IrisCatter
At: 20:21
commenti (8) + + +
schegge di vita, acide riflessioni, me vs me, ermetismi fuori luogo
martedì, 03 giugno 2008
La civetta sull’albero ulula alla luna come lupo. Lei si specchia con la sua maschera di specchio in una corrente d’aria. Non riesce a vedersi riflessa, perché la maschera nasconde la vera faccia nascondendo tutta la persona. con ripetitività la luci appese all’albero di accendono e si spengono ad intermittenza. Soffio sulle luci, ma non si accendono per sempre. Sopra quelle luci appese c’è lo scheletro di un ombrello. L’ombrello è nudo e fragile, sorride. Se l’ombrello protegge, lo scheletro di un ombrello è solo una impalcatura fine a se stessa sorretta dalle luci. Avrebbe bisogno di una degna sepoltura.
La civetta ulula “non far vedere i tuoi pensieri”. Toglie la maschera di specchio e fa vedere la sua vera faccia, più bianca della porcellana. L’espressione è sempre la stessa immobile, quasi di statua. Inquietante vederla mentre siede su trono fatto di nuvole mentre tutto intorno tace ed è notte.
Lei mi porge la maschera sorridendo con gli occhi, poi su toglie la sua faccia di porcellana mostrando vermi e scarafaggi. Guardo attraverso la maschera e vedo una persona che mi assomiglia ma non sono io. Sto per gettarla per terra, ma prima di schiantarsi al suolo la civetta arriva e la cattura. La appoggia su un ramo morto sopra lo scheletro di ombrello che sogghigna al furto. Si trova nella terra del sogno, al confine tra desiderio ricordo, bypassando la realtà. Le luci riflettono il sorriso dello scheletro di ombrello che si irradia nella tenebra più fitta e crudele.
La civetta di specchia con le altre cose. Vanità, il peccato perfetto. Solo una vittima e del tutto inconsapevole, tanto difficile da vedere ma in grado di rovinare le cose come goccia nella roccia. La civetta si specchia, nello specchiarsi ride, ride talmente forte da far cadere il proprio becco in quale nello schianto si frantuma in mille pezzi di cristallo.
La terra trema, quello che rimane della civetta vola via. Prende il volo anche lo scheletro di ombrello incastrandosi con il manico nelle luci appese agli alberi e portandole su in alto. Le luci inevitabilmente smuovono i rami e le fronde, una musica surreale di arpa si smuove dalle foglie che cadono. Per ogni foglia che cade, una carezza sul viso e sul corpo; per ogni carezza un dito che sfiora le labbra, mettendoci sopra rossetto; dita che sfiorano occhi mettendoci sopra ombretto, che toccano guance per il fard. Ogni cosa risplende di corruzione in una notte in cui nemmeno la civetta fa più il suo verso.
Le foglie cadenti si accartocciano per terra come mani che si chiudono, per poi dissolversi in cenere. Ogni cosa successivamente si accartoccia e muore non essendoci più foglie sugli alberi. La vanità corrompe l’animo, non posso resistere alla curiosità di vedermi riflessa nella maschera di specchio ora come ora. Mi arrampico sull’albero e sfioro la maschera. La tocco con un dito lasciandola in bilico sul ramo morto. Occhi al cielo rivolti alla maschera di specchio che ora riflette la persona che sono. La vanità distruggerà anche me. Mi sporgo ancora di più verso un sole riflesso, ma il peso del corpo sull’albero la fa cadere. Fa capriole nell’aria per poi spaccarsi. Rimarrò perduta e incastrata dentro quello specchio, che ha catturato un immagine che non ama ma che possiede.
Georges Seurat - Il Circo
By IrisCatter
At: 17:01
commenti (7) + + +
tso , me vs me, ermetismi fuori luogo
