...:A place for my thoughts:...

Le piccole cose che qualcuno non dovrebbe sapere mai... e forse nemmeno chi le scrive.


...:Me:...

Si avvisa che questo blog tratterà argomenti personali. Se volete scrivere fregnacce, siete pregati di farlo altrove. All'agenzia delle idiozie, spiacente, ma ho io l'esclusiva... Non sono ben accetti adoratori di me stessa, mendicanti di attenzioni gratuite e ingiustificata, neppure gente che vorrebbe mettermi la faccia in una friggitrice per patatine fritte o buttarmi in mare con delle scarpette di cemento. Siamo per le persone che ragionano e con un minimo di senso critico. Vi ringrazio per la cortese attenzione. Iris Catter


...:Amo:...

la musica; leggere; scrivere; i gatti; la pioggia e i temporali estivi; i paesi anglosassoni; una conversazione stimolante; straiarmi su un prato senza parlare e ascoltare i rumori intorno; un buon bicchiere di vino; i cappelli e orecchini bizzarri; una sigaretta dopo il caffè; cantare a squarciagola mentre guido; una cioccolata calda in un bar, quando fuori nevica; l'avere sempre ragione; i bagni di folla; passare le giornate a letto e vivere di notte; le persone originali e non convenzionali; scopare; rimanere a parlare fino al mattino e avere più dubbi che certezze; l'ironia delle cose; testare le mie ipotesi; un bacio prima di partire.


...:Odio:...

Falsità; l'ansia; la domenica; gli arrivisti; la cattiveria; l'invidia; la superbia; la fatica; la noia; le lamentele inutili; la stupidità; i pregiudizi; le persone che non riescono a vedere al di là del proprio naso; chi mi da per scontata; la mancanza di empatia con gli altri; chi non ammette i propri errori e i propri limiti; i ragazzini rozzi e volgari che urlano nei luoghi pubblici e piccoli; una lista bella lunga di persone; le cose dette con superficialità; i cani; le cose che non conducono a nulla, nemmeno ad un momento di felicità; le routine; non avere i miei spazi; lo scorrere del tempo.


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"E' terribile scoprire che le stelle che stai guardando, in realtà sono aerei!" Io. "Non è chi è perfetto, ma chi è imperfetto ad avere bisogno di amore" Oscar Wilde. "Anche l'amore è un lusso" Albert Camus. "Se qualcosa può andare storto, lo farà!" Legge di Murphy.


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  giovedì, 28 febbraio 2008

Soggetto-Oggetto

Scott Altmann - Crawlers

La realtà contiene già insita dentro di se la spinta all’azione. Pensateci un attimo: dentro di se c’è la sua realizzazione completa. È oggetto e soggetto delle proprie inferenze su ciò che accade. La natura è l’assoluta ricostuttività dell’assoluto, l’adempimento di ciò che è infinito. Infatti anche ciò che non è reale può essere considerato reale da un certo punto di vista. Se nella mia realtà una cosa è possibile, anche se è solo nel mondo delle mie idee, questa può trovare la sua esplicazione, e quindi può attivarsi. L’infinito diventa finito, e il finito diventa infinito. In una piccola realtà questo può trovare la sua più completa realizzazione. È la tipica mano che si disegna da sola ( anche nel fantastico mondo delle idee). È la mente che pensa a se stessa. Tutto ciò non è un poco tautologico?

Cavolo! È ovvio che il serpente uroboru si divori da solo, il circolo vizioso è insito nella natura stessa delle cose. Una sorta di perversa predestinazione; una specie di destino infame che ha sua piena realizzazione in Dio che si spancia dalle risate, e i piccoli esseri umani che pensano ad una accomodazione delle situazioni circostanti.

Fin’ora non ho detto niente che non si sapesse già, ma forse bisognerebbe ammettere a se stessi le cose: tenere chiusi gli occhi e dire che in realtà la realtà non ha insita in sé la potenzialità, non è esattamente la cosa più furba del mondo da fare.

Considerando che poi noi siamo reali e quindi (tecnicamente) propensi all’azione, tendenzialmente la nostra realizzazione massima è quella di trovare la nostra strada. Ma provatelo a dire a chi ha bisogno di vedersi riflesso negli occhi degli altri, quelli che senza il riflesso vacuo nell’iride dello spettatore che può ammirare il soggetto-oggetto non è nulla.

A questo punto che senso ha la realtà (e di conseguenza l’azione… e poi per il resto arrivateci), se non puoi vederla? L’applicazione empirica dell’infinità dell’assoluto verrebbe meno se non hai un modo per vederla, se non puoi conoscere te stesso. Tu sei soggetto-oggetto in potenza che verrebbe meno, c’è bisogno di conoscere quella determinata realtà.

 

In più, quando scopri che senza realtà sei nulla… Le cose peggiorano, già. Perché inevitabilmente i riflessi speculari di quel mondo si esplicano nel vetro di una finestra.

Vedi il bambino ammalato che guarda gli altri bambini giocare in giardino mentre lui non può. Vedi anche donna che non può avere figli che guarda le madri con i loro pargoli. Vedi anche dinosauri che camminano tra di noi. Vedi anche chi non può vedere perché è troppo preso dal suo modo ottuso di vedere le cose. Vedi anche carcerato che si trova in galera per sbaglio. Vada anche essere mollati il giorno di una ricorrenza speciale.

 

[Ha tutto un senso nella mia testa, davvero. – fase distimia-. I know, but...]

 

Scott Altmann - Crawlers

By IrisCatter
At: 00:02
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martedì, 26 febbraio 2008

Tired but Glad.

Siediti tranquilla, hai bisogno di prendere tempo. Alcune cose girano bene. La dialettica risolve tutto, anche solo tre giorni scarsi di studio. Sono bravissima a sorridere e a parlare spiegando le poche e frammentate idee in testa. Ora sul treno guardi quel gatto che cammina tra i rottami, ha una strana macchia bianca sul suo musetto grigio. Se chiudo gli occhi, posso sentire l’odore dei colori, se chiudo gli occhi le note prendono forma nell’incantesimi di forme che si liquefanno  nella stanchezza. Cose che incredibilmente si perdono per i sensi che dopo la loro massima attivazione, si riposano.

Gli istanti si sciolgono uno dentro l’altro, come se le bolle di cera danzassero tra di loro lasciando che si possano mischiare come amanti che si uniscono.

Il cielo plumbeo accompagna il treno che scivola nei binari. Stamattina la foschia faceva sembrare che tutto scivolasse tra il latte. È come essere in una boccia dei pesci bianca e vedere che effetto fa’ boccheggiare nel latte. Il pesce rosso con la pancia bianca del ristorante cinese dove ho preso da mangiare sabato sera.

Da soddisfazioni parlare con un pesce rosso mentre aspetti le verdure fritte e bambolo e funghi. I pesciolini non parlano, a differenza di altre persone a cui dovrebbe essere tolta la capacità di parola. Al massimo spalanca la bocca… mi ricorda i neonati che fanno “ga ga”.

Si, oggi è no sense.

Cià, andrò a fare qualcosa di utile… Tipo vedere i cavalieri dello zodiaco.

 

Sigur Ros – Hoppipolla

Perché questo video è sinceramente e semplicemente meraviglioso!

 

By IrisCatter
At: 13:47
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domenica, 24 febbraio 2008

"Best Friends" means Friends Forever

[Sentimentalismi vari ed eventuali]

C’è una cosa che mi fa sorridere ancora, sono gli amici. Quelli stupidi, infantili, che magari non hanno interessi aulici, che magari ti mandano a fare in culo quando dici cazzate. Onesti come un bicchiere di vino. Quelli che magari conosci da tutto il liceo e che non hai ancora imparato a sopportarne i difetti, quelli che forse non sanno mai come prenderai le cose. Il nocciolo della questione è questo: ci sono gli amici nelle situazioni difficili, in quelle in cui dici a te stessa “non ce la posso fare, vorrei che non succedesse” loro si comportano nella maniera più onesta e migliore possibile. Ti fanno ridere inventandosi nuove torture per chi ti fa del male, ti tengono le mani tra le loro quando le tue sono ghiacciate e poi ti scaldano il cuore con un abbraccio, escludono ciò che di corrotto c’è per mantenere la purezza del tuo animo fragile, ti consolano con il gelato alla torta di mele e poi ti danno una mano a mettere a posto casa, ti baciano sulla fronte e ti dicono che sei speciale.

Non ho ancora capito il perché del mio essere speciale, del mio dover puntare alle cose migliori perché le merito. Non sono arrabbiata con ciò che succede; sono triste, vuota, ma non riesco ad essere arrabbiata. Forse perché spero che la ruota possa girare, perché mi aspetto che le cose possano capitare da sole, perché da un lato so che se ti trovi di fronte ad un grizzly è meglio stare fermo che scappare, perché se dovessi parlare sarebbe solo fiato sprecato. Non capisco perché gli amici - quelli dell’università che sanno tutto e quelli del liceo- si ostinano a credere che io sia una persona così brava, meritevole di tutto; quella che sorride sempre, che è sempre allegra, cinica e forte, ma che è da tutelare, da coccolare e da difendere a spada tratta.

Ma gli amici non sono solo quelli che ti sostengono quando stai per cadere, sono anche quelli che ti mettono all’angolo e ti dicono: “Sei cambiata, e in peggio. Ti rivoglio come prima”. Sono cambiata in quest’ultimo anno, tanto da pensare che prima ero una persona estremamente piccola, edonista e infantile. Sono cresciuta, mi accusano di essere cambiata. Ma inevitabilmente le cose si evolvono e prendono una traiettoria che non calcolavi nemmeno. Non è facile tenere sotto controllo tutte le variabili del caso, il sistema nervoso centrale e il sistema parasimpatico dopo un po’ crollano. Ma inevitabilmente puoi sempre proteggere la tua fragilità avvonta dalle braccia di un amico.

È una merda la situazione, ma è bello il contesto. Le cose da un certo punto di vista si annullano a vicenda.

 

Mary Cassatt – Bambina su una poltrona blu

 

By IrisCatter
At: 02:05
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venerdì, 22 febbraio 2008

It's hard to get by just upon a smile...

Non è che avrei molto da dire oggi... O meglio: avrei, ma i vasi di Pandora sono fatti per essere sigillati nel migliore possibile dei modi: tanto tanto silicone, e poi nasconderlo nelle profondità dell'oceano.
Ma nel momento in cui c'è stato la sentenza e il boia ha già fatto il suo compito; conta poco, conta molto poco una prova o un testimone a sua discolpa. Il tizio tanto è già schiattato.
Forse è sempre stata tutta colpa mia, forse è stata tutta l'ipocrisia che ci accompagna nella fissità dei nostri ruoli, forse è la necessità di trovarci in quelle poche certezze. Il sapere che mutano ci spiazza e sgretolerebbe via parte del nostro mondo. Successivamente potremmo sempre prendere calce e cazzula e ricostruire tutto cercando di murare vivi che dice cose che noi non possiamo/ vogliamo/ siamo pronti per sentirle. Che senso avrebbe quindi spiegare?
Le cose e le persone non cambiano, non si evolvono; sono personaggi fissi sulle loro certezze, che fanno fatica a mettere in discussione tutto il loro processo diagnostico e le loro procedure molto checklist, per arrivare poi ad una analisi dei risultati fuffa.
Lobotomizzatemi. Perchè le cose so che potrebbero andare molto peggio... Anche perchè se sommate a quanto possano mancare le persone, la situazione degenera. P.D.

"You know I've seen a lot of what the world can do
And it's breakin' my heart in two
Because I never wanna see you a sad girl
Don't be a bad girl
But if you wanna leave, take good care
I hope you make a lot of nice friends out there
But just remember there's a lot of bad and beware

Oh, baby, baby, it's a wild world
It's hard to get by just upon a smile
Oh, baby, baby, it's a wild world
I'll always remember you like a child, girl "

Cat Stevens - Wild World

By IrisCatter
At: 09:08
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mercoledì, 20 febbraio 2008

Not The Sun

Lascio cadere la testa indietro, il pendolo gira sopra a queste pagine bianche cercando una risposta che tautologicamente non c’è. Il pendolo è legato ad una fune, non riesce ad andare al di là del guinzaglio che gli ho messo e la sua aspirazione si ferma lì. È un suo limite, un suo enorme limite. È come quelle persone che non riescono a vedere al di là del proprio naso, come se fosse davvero importante ciò che sta al di qua della siepe. Ciò che sta dentro è più importante di ciò che si trova all’esterno.

Il pendolo gira avendo un orbita più o meno circolare, la terra gira con un’orbita a forma di ellissi. Il centro per uno è il sole, uno dei due fuochi dell’altro è la stella si Apollo. Ma la cosa più divertente delle relazioni umane è questa: se in un emisfero è primavera, perché l’inclinazione dell’asse terreste fa’ così; nell’emisfero opposto sarà autunno. Le stagioni astronomiche non coincidono con quelle meteorologiche, ma sicuramente la prima incide sulla seconda. Così le relazioni umane. Sembra una coincidenza, una strana coincidenza, ma succede spesso e continuamente. Sono rare le situazioni di parità totale. Sembra ironico tutto questo.

Comunque temo di aver sempre avuto ragione su determinate cose, le persone semplici sono fatte come pendoli. Sembrano retti da una sola cosa, e i cerchi concentrici sembrano tutti identici. Una persona più matura, ha un sistema come quello solare. Il sole ha un posto importante, ma uno dei due. Le situazioni non sono così scontate, visto che bisogna tenere in conto l’allontanamento dal fuoco, l’inclinazione dell’asse terreste, e perché no, il riferimento rispetto agli altri pianeti, agli altri sistemi, il suo ruolo nella via lattea…

Forse a nostro modo siamo tutti dei pendoli, e non ci rendiamo conto delle cose; ma io non voglio avere sole, non ne ho più bisogno. Quando capirai che Copernico in fondo aveva ragione e tu sei sempre stato ancorato a piccole cose insignificanti che però si trovavano al tuo interno? Quando passerai a dire che anche Keplero aveva ragione, lì capirai cos’è davvero il sole.

 

 Giuseppe Arcimboldo – La Primavera

By IrisCatter
At: 08:56
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lunedì, 18 febbraio 2008

Entropia

[Quando arrivi al nesquik, vuol dire che stai regredendo]

 

Siamo degli atomi, siamo dei cazzo di atomi che danzano in giro senza una traiettoria ben precisa. Siamo vittime di una entropia cosmica che non sa bene che diavolo dobbiamo fare della nostra vita. Non si hanno risposte. Non si hanno soluzioni. Non si hanno certezza. Non si hanno speranze. Abbiamo solo questo: delle stupide, stupidissime cose alle quali teniamo tanto tanto. Siano queste il nostro lavoro, i nostri esami, i nostri amici, i nostri sentimenti.

Siamo solo degli stupidi, stupidissimi atomi egoisti. Non siamo che questo.

Noi ed il nostro orgoglio, noi e il nostro desiderio di sopravvivenza, noi e il nostro futuro. Dovrei, potrei essere felice per cose atomiche che succedono nell’entropia ma non mi danno questo senso di gioia. Non mi riempiono. Sono come farfalle che escono da una scatola per esplodere in un volo che investe chi apre la scatola. Dovrei essere felice per una cosa che succede e che già insitamente sapevo? Era questione di tempo, nient’altro. Sai che la bomba collegata ad un timer prima o poi esplode. Si che lo sai. Di che cosa ti stupisci? Di nulla. Era solo questione di tempo. Forse c'è la speranza di un futuro più o meno prossimo, ma non sono mai riuscita a guardare al di là del mio naso, mentre i desideri mi portavano al di là dell'umana concezione.

Puoi continuare a sorridere per la gioia che gioia non ti da? Dovresti, ma non riesci. Dovresti e fingi. Dovresti punto. Quando arrivi alla consapevolezza delle cose, capisci che forse era meglio non avere un cervello per pensare e sperare che quell’entropia possa trasformarsi presto in qualcosa di ordinato e di controllabile.

 

Lucky Boys Confusion – Fred Astaire

La memoria ogni tanto tira fuori chicche interessanti dal repertorio che avevamo in vecchi ciddì o vecchie registrazioni,  di quando eravamo tutti "punk" e incazzosi... yo! Saranno passati secoli?

By IrisCatter
At: 08:51
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sabato, 16 febbraio 2008

Costellazione Di Pensieri

Mark Rothko - Red Abstract

Credo di esserci arrivata. Annego in un liquido amniotico cercando di respirare musica che non conosco. La morbida veste di seta verde impreziosisce un corpo senza valore, gli occhi si fanno più pesanti. Gioco alla roulette russa con me stessa. So dove voglio arrivare, so che cosa voglio, o meglio, cosa dovrei fare in giorni come questi. Quell’irrefrenabile senso di vuoto, quella densa e melmosa sensazione di niente, di noia, mi sta attanagliando ancora come se fosse una trappola per topi.

Forse dopo troppo tempo ho capito davvero che cosa ho bisogno, che cosa sento e che cosa desidera forse una parte di me. Non sono mai stata una creatura costante; i cavalli se non sono ben addestrati non corrono nella corsia di loro competenza. Sono la dea dell’incostanza, sono la persona che ha troppe idee, troppi ragionamenti, ma che si perde per l’impulsività di un amore fatuo, della solita crociata verso l’impossibile, verso le imprese senza fine. Io amo le idee, io mi innamoro di un atteggiamento. Un atteggiamento è uno stato mentale, una volta che la realtà empirica è visibile e tangibile, perdo interesse. È come smontare da bambini il telefono di casa, e non essere poi in grado di rimontarlo; lo abbandoni al suo destino, hai perso interesse nei fili elettrici, nei tasti e in quelle cose bizzarre che possono esserci al loro interno. L’essere umano è un meccanismo molto facile da gestire, ma il punto è questo: una volta che capisci che cosa può esserci alla fine, lo lasci lì e fai in modo che qualcun altro possa arrivare a mettere a posto i pezzi finali del puzzle. Ma perché in fondo sai già come finisce, conosci già l’immagine, questo annoia. Non è più divertente.

Questa notte ho elaborato una cosa fondamentale, che io solo, e soltanto io so.

Effettivamente il caos che ho in testa si ripercuote anche nel mio quotidiano. Ho sempre preferito le personalità forti a quelle deboli: c’è più gusto a discutere con una persona forte, sai che non sei ad un livello sopra di lui; non devi essere per forza cortese con una persona con una forte personalità, sai che non riesci a ferirla facilmente. Ma una personalità forte, non è solo questa: è anche chi ha il potere di smussare gli angoli e stravolgere il tuo mondo scuotendolo dalle fondamenta, magari senza molte parole, magari con tanti gesti, magari con una sola cosa fastidiosa, magari con una sberla, magari con una lacrima, magari con un bacio, magari con un abbraccio. Ho capito questa cosa, e ho capito molto di più questa sera guardando quelle persone inutili che ballano e che litigano ubriache tra loro.

Ci sono arrivata, si. Non era una stronzata quella cosa, e ora ne sono certa. Se il lampo di luce arriva con il freddo, inevitabilmente scalda più di un sole estivo sempre presente. Ora è notte fonda, ma so che quella cosa c’è, ma so che quella cosa resiste assopita tra i pensieri quotidiani, tra le solite routine, tra le solite noie e il senso di vuoto. Non so come e se ci arriverò mai, ma so cosa voglio. So che non è un telefono, e io non sono più una bambina. Anche se è difficile da credere.

 

[Una costellazione di pensieri si scaglia contro il cielo freddo e questa mezza luna gialla. Soffio, sperando di spegnerli]

 

Mark Rothko – Red abstract

By IrisCatter
At: 10:33
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giovedì, 14 febbraio 2008

Immagini dalla Pianura.

L’incantevole opale sanguina di arancione mentre torno a casa. Oggi è stata una buona giornata, oggi è stata una di quelle giornate che passano e intanto ti senti sollevata di ora in ora. C’è un uomo sulla collina di terra che guarda con il suo cane lo scorrere veloce di quell’elemento di disturbo, mentre il paesaggio di una squallida periferia suburbana si tinge di toni caldi e grigi. Rottami, lavori in corso, graffiti che graffiano il cemento armato e il vetro dei vagoni, palazzoni anni ’50 con i panni stesi, tutti a mordere un assaggio di primavera.

Tutti si aspettano qualcosa da me, tutti sanno che posso dare di più. Prendere 30 in un esame studiato in 2 giorni non è male. Ma lei, lei con la sua vocina petulante si aspettava di più. Lei, la sua vocina petulante, i suoi piccoli denti storti in bocca, e la sua collana che da crisi epilettiche (la madre perla riflette troppa luce). Io saltello dalla gioia in un concentrato di adrenalina e isteria, mista a qualcosa che si avvicina ad endorfine; il tutto si sta piano piano riportando ad uno stato di omeotasi.

La signora di fronte a me legge Harry Potter, ogni due per tre commenta a voce alta. Ho sempre odiato Harry Potter. Le immagini scorrono veloci dal finestrino, alcune sono assolutamente insignificanti, altre mi ricordano in quale posto squallido vivo. Gli alberi sono ancora spogli, il terreno e il cemento non aiutano a renderle più appetibili ai miei occhi.

Poi arriva quella, quell’immagine che potrebbe ispirare pittori e artisti, quella che potrebbe cambiare il senso di una giornata, quella che ti fa capire che in fondo c’è qualcosa di fantastico nel possesso dei sensi.

Vedi un ombrello rotto nero, riverso sul terreno bagnato. In quel campo bruno e spoglio, con le pozze d’acqua profonde tanto da bagnatici le ginocchia, l’ombrello esala i suoi ultimi respiri. Sembra un soldato ferito a morte in battaglia e abbandonato lì dai suoi compagni.

Amo le immagini malinconiche, quelle in cui perderti in viaggi mentali sperando di non sentire più la signora con il libro di Harry Potter, e lasciarti inondare dalla idea di un flash di qualche secondo... Oltre ad avere una bizzarra curiosità e interesse per gli ombrelli... al quale non so ancora dare risposta.

 

“Dormi sepolto in un campo di grano,

Non è la rosa non è il tulipano,

Che ti fan veglia nell’ombra dei fossi,

Ma sono mille papaveri rossi”

 

Fabrizio De Andrè – La guerra di Piero.

 

P.s. Credo che stasera giusto perché non sogno più da qualche notte i mostri di “Io sono leggenda”, credo che andrò a vedere “30 giorni di buio”, tratto dal fumetto “30 giorni di notte”. Credo che mi porterà dietro tanti antistress e una boccetta di valium e (se il valium non basta) rohypnol… (we all need Benzodiazepine)…

 

Pierre Auguste Renoir - Gli ombrelli

By IrisCatter
At: 17:55
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martedì, 12 febbraio 2008

Youth's Terminal ill

Quando sei giovane, hai mille

 cose a cui pensare,

mille appetiti da saziare, in quanto la tua curiosità in potenza si deve espletare in un modo, in un modo che stuzzica sia la parte bassa del tuo corpo che quella più alta.

Una volta diventato uomo, o donna, questa cosa non c’è più. Già, ci dovrebbe essere auto-direzionalità, ci dovrebbe essere coscienza delle cose, un senso alle azioni che vengono commesse. Al delitto segue il castigo, alla gentilezza segue il ringraziamento, al pensiero dovrebbe seguire l’azione. Dovrebbe esserci consequenzialità nelle decisioni e nelle decisioni. Mi guardo intorno oggi e vedo uomini maturi che vogliono solo giocare a fare i cowboy, inseguendo e uccidendo piccoli pellerossa per gratificare il loro ego con azioni masturbatorie come queste.

Dovremmo essere grandi e maturi, o meglio ci processiamo tali. Forse sono vecchia io che a 22 anni cerco un senso ultimo alle cose, cerco di capire il mio posto nel mondo. Forse davvero non ho capito nulla di come gira il mondo; ma quando vedo questi malati terminali di gioventù che spiano i miei gesti e cercano le trasparenze nelle mie vesti, mi viene da chiedermi se hanno davvero gli anni che dimostrano. Ora penso a tutte le cose che un malato terminale dovrebbe avere: non ha più la forza, le possibilità, la bellezza, le risorse, i sogni, gli anni di ricominciare. Non ci sono più queste cose, ma i desideri di giocare a fare i coglioni con le ragazze ci sono ancora. Vorrei sapere perché se le radici sono secche, perché vorrebbero avere ancora avere ancora i rami forti e rigogliosi contro qualsiasi logica? Perché una persona che ha a casa una bambina di qualche anno più piccola si permette di farmi la radiografia?

Forse sono io che sono troppo bacchettona, ma a 22 anni credo che dovrei avere un mio posto nel mondo, a maggior ragione dovrebbe averlo uno di 40?

Non sono un pezzo di carne per farti divertire se la tua vita fa schifo… Perdente...

 

Roy Lichtenstein - Meat

By IrisCatter
At: 13:29
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domenica, 10 febbraio 2008

Scene di ordinaria follia...

La scena è la seguente: io e due miei fidati amici ci spostavamo da un bar per recarci a casa dopo un aperitivo. Uno di loro è in macchina e offre un passaggio a me e all’altro poiché vivendo vicini, spesso ci citofoniamo e andiamo a piedi in centro.

Ci stavamo avvicinando alla macchina, quando un uomo sui sessanta si butta in mezzo alla strada, mente due ragazze stavano passando con la loro macchina. Lui comincia a picchiare sulla carrozzeria e sul vetro fino bollare la macchina, facendosi sanguinare le mani. Le due ragazze rimasero immobili, terrorizzate a causa dell’aggressore. Tremavano, una di loro cercò il cellulare e cominciò a parlare al telefono.
Uno dei miei due amici gli disse con voce vigorosa e avvicinandosi: <C’è qualche problema?>.
L’aggressore delle due ragazze, si dimenticò di loro e andò verso il mio amico. Balbettava, e alla fine brontolo: <Volevo solo conoscere le signore>.

Si avvicinò sempre di più al mio amico, tanto che temevo che potesse colpirlo. Quindi ci avvicinammo anche io e l’altro; in caso di aggressione, potevamo intervenire più tempestivamente.

Il mio amico in maniera scanzonata gli disse: <Non bisogna far così per conoscere una donna! Bisogna essere gentili.>.

<Ma io sono stato gentile>. Le due ragazze intanto si erano dileguate velocemente, parcheggiando la macchina lontano e mimando a me che avevano chiamato i carabinieri. Le mani dell’uomo sanguinavano e le gocce gli macchiavano la sua giacca di pelle marrone.

Il mio amico sorrise e rispose: <No, guardi, lei facendo così le ha spaventate. Piuttosto dovrebbe portare loro dei fiori, essere carino, gentile, portarle a  cena.>.

Il vecchio cambiò espressione e si allontanò di un passo da lui. Poi riprese fiato e con molta fatica disse: <Io non sono bravo con le donne, io sono bravo nei miei lavori.>. Uscì dalla sua bocca una tanfa l’alcol in grado di stendere un elefante credo.

L’altro mio amico intervenne e chiese: <Ma lei che lavoro fa’?>.

<Sono disoccupato>.

Il primo amico disse allora: <Bene, ora si trova un lavoro, poi si trova una donna. Ha bisogno di equilibrio. Poi lo dice anche la canzone: “Chi non lavora, non fa l’amore”. Quindi ora si trova un lavoro, e poi l’amore arriverà!>.

Lui ci guardò tutti e tre, come se volesse farci una radiografia. <Voi che lavoro fate?>,

<Noi studiamo> rispose puntualmente il mio secondo amico.

<Non sarebbe meglio se voi lavoraste?>.

<Noi studiamo per imparare una professione>.

<Voi siete fortunati, io no…>

Il vecchio rimase in silenzio per alcuni secondi, poi riferendosi a me disse: <Tu sei una donna, perché non esci con me a bere un caffè ora?>.

<Guardi, devo andare a casa, non ho proprio tempo. Magari la prossima volta, va bene.>

<Io so che non ci sarà una prossima volta.>. Dicendo questo mi si avvicinò, io indietreggiai di un paio di passi mentre i miei amici studiavano ogni suo movimento.

In quel momento arrivarono i carabinieri. Erano in due, e conoscevano già quell’uomo. Lo chiamarono per nome e poi uno disse: <Sei ubriaco. Quando sei sbronzo, non puoi andare in giro a rompere i coglioni alla gente perbene.>

Lui abbassò lo sguardo per terra ai rimproveri. Il carabiniere continuò a minacciarlo di portarlo in procura e di sbatterlo in cella anche solo per una notte. Il vecchio non riusciva a guardarlo in faccia. L’altro carabiniere vedendomi più indietro rispetto ai miei amici, mi chiese che cosa fosse successo, e risposi.

<Non è cattivo, ha solo bisogno di essere accolto da qualcuno>.

Il carabiniere mi disse che erano già 5 giorni che andava in giro a molestare ragazze.

I due carabinieri ci dissero di andare, che ci avrebbero pensato loro; quindi noi partimmo.

 

Io ho avuto tutto e vorrei avere di più; c’è chi non ha un cazzo, e si strugge per un indennizzo che la vita non vuole dargli. Sono la più classica delle ragazzine viziate.

Ma chi si cura di queste persone che sono per molti solo vuoti a rendere?

Che la mancanza di amore renda così socialmente inaccettabili agli occhi di tutti?

By IrisCatter
At: 09:17
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sabato, 09 febbraio 2008

Ambivalenze croniche

Ho sempre pensato che se avessi visto il Bian Coniglio con la sua nuova ragazza microcefala uscire con noi, avrei tentato di uccidere lei nel peggiore dei modi possibili, e lui dopo ripetute torture e sevizie, sarebbe stato legato mani e piedi alla mia macchina e trascinato per chilometri.

Ciò non solo non è successo (anche perché altrimenti a quest’ora sarei almeno in carcere), ma l’unica caso che sono riuscita a pensare è stata questa: “non ti invidio proprio per nulla”. Poi non ho provato nulla, proprio niente, e questa è la cosa più strana in assoluto. Né rabbia, odio, rancore, tristezza, gelosia, voglia di picchiare, vuoto esistenziale. No. L’unica cosa che ho provato è stato un po’ di disgusto.

Lei è autenticamente lenta, manipolabile e ingenua; ma non è quel sano naif che mi fa sorridere, è quell’ignoranza ostentata che mi fa avere sempre meno fede nel genere umano. Seduti al tavolo lui parla con me per diversa parte della serata, mentre lei gli tiene la manina per non sentirsi persa. Cerca di inserirsi nel discorso, ma non riesce. Ho un po’ di pena.

Ora molte cose mi sono più chiare: ora che una ragione me la sono fatta, posso ricordarmi solo che le persone non cambiano, e io effettivamente ti costringevo a rimetterti in discussione senza pompare il tuo ego per cose che non sei. Mi è venuta in mente la pubblicità “Vincere subito, vincere facile”

 

Ieri è stata una di quelle serate strane, dove per locali e parli con chiunque, anche se nella testa hai solo un pensiero. E se da un lato stai cercando di rialzarti, fare finta che tu non ti sia sbucciata le ginocchia e sorridere; dall’altro l’unica cosa che puoi fare è perderti dentro te stessa nuotando tra long island, e cercare di controllare gli impulsi nel fare qualcosa di inutile alla qual cosa non sai comunque resistere.
Ho una forza di volontà pari a quella di un paramecio con la demenza senile e avrei bisogno di un cambiamento tanto quanto un condannato a morte avrebbe bisogno la grazia.

Se da un lato sono silente, dall’altro continuo a sentire la tua mancanza, qualcosa che sembra poter uccidermi da un momento all’altro. Voglio l'interruttore emotivo, sarebbe più facile, voglio un ipnotico per non pensare. L’amore crea dipendenza, tu anche.

 

Heade: Catellya Orchid with Hummingbirds

 

By IrisCatter
At: 10:05
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giovedì, 07 febbraio 2008

Notte Insonne

L'orologio continua a ticchettare nell'ora più funesta della notte. Dormo su un divano di una casa non mia, con le pareti troppo bianche per essere accoglienti per il sonno. Alle tre del mattino arriva il ragazzo che abita con L'omino con l'impermeabile, mi sveglia, parliamo un po' poi va a dormire. Adoro quel ragazzo, ma l'orario è proibitivo per entrambi, e rimanere alzati a parlare è contro la normale routine quotidiana. L'orologio continua a scandire i secondi, come se quei secondi fossero una sentenza di morte che rimbomba per la stanza. Io non riesco a prendere sonno.
Quando dormo ho assolutamente bisogno di due cose: 1) il silenzio più assoluto 2)il buio più nero.
Il non avere queste cosa mi fa stare sveglia. La notte di Milano trascorre per diventare poi mattina. Il mio stomaco si sta ribellando al cibo greco di stasera. Ho sonno, parecchio. La tele si accende da sola. Mi avevano avvisata di questa cosa, sembra che ci siano dei fantasmi in questo appartamento nella parte vecchia di una città troppo nuova.
Chiudo gli occhi, forse è la volta buona. Le allucinazioni ipnagogiche stanno facendo il loro effetto. Di solito cado all'interno di una spirale verde e nera, per poi ritrovarmi su un materasso, in quel preciso momento mi addormento. Mentre la mia immagine di me stava per adagiarsi sul letto immaginario, arriva uno dei mostri di "Io sono leggenda".
Quando ero piccola ero solita rintanarmi sotto le coperte dei miei quando vedevo "X-files" o quei film in seconda serata di "notte horror". Da allora sono passati un po' di anni, ma gli incubi dovuti a più fattori ci sono ancora. Lo so benissimo che i mostri non esistono, ma venitemelo a dire dopo averne visto uno quando siete più vulnerabili!

Mi serviva staccare, mi serviva davvero. Se la male di nozioni appiccicate con lo sputo sulla mia fronte rimangono abbastanza a lungo da farmi dimenticare o a non farmi pensare a molte cose, mi riterrò fortunata. Per ora so soltanto che appena ne avrò la possibilità, vedrò seriamente di sparire...

Arctic Monkeys - Fake Tales Of San Francisco
Ho in testa questa canzone ormai da due giorni, sto cercando di farla uscire in un modo qualsiasi... Ma se dovesse continuare, non mi dispiacerebbe affatto.

By IrisCatter
At: 10:28
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martedì, 05 febbraio 2008

Gunmetal Day...

Ho sempre immaginato quell’uomo dipingere su questi freddi muri bianchi. Lui in realtà non dipinge affatto, anzi, mi sembra troppo frustrato per lasciarsi andare qualche volta a divertenti giochi di colore. Lui nel suo completo marrone, con i suoi mocassini rovinati e la sua cravatta bordeaux.  Lui e i suoi cinquant’anni portati male, lui e il suo lavoro noioso che io vedo come magico. Ci sono elementi che ti tengono vivi che ti fanno venire voglia di curiosare, di spulciare tra gli scaffali e di scoprire mondi nuovi.

C’è qualcosa di sublime in quel posto poco illuminati tra i piani più alti, dove le scale ricoperte di un tappeto color porpora diventano più limpide. Nessuno arriva mai in cima a quelle scale. Solo io e solo quel signore dal completo marrone. Lui lavora stanco, ma con dedizione.

Lo vedo girare tra le enciclopedie di storia dell’arte, tra i libri di pittura. Si blocca sempre sui pittori romantici, si ferma ad osservare i dipinti del Mantegna sulla carta stampata. Lui mi osserva come se fossi l’unica a sapere que segreto che porta dentro di se, come se fossi complice di un crimine di desiderio che la sua vita non gli ha permesso di realizzare. Non ci siamo mai parlati io e quell’uomo, solo un saluto di circostanza e niente più. I suoi baffi neri mi riportano ad un’austerità che non sento mia.

I sogni che hai da bambino, da grande non si realizzano mai. I sogni che uno ha, si scontrano inevitabilmente con le capacità e con le richieste. Volano solo note di insoddisfazione quando diventi grande, la vita non di retribuisce come tu vorresti o come forse meriteresti. Le cose diventano incomprensibili quando i colori si trasformano in non-colori, quando le cose non assumono l’aspetto delle formi che hai sempre voluto.

Oggi non è giornata. No, oggi non è giornata per nessuno.

È bizzarro il modo in cui le cose che non vanno, quando il tuo cuore patisce; tutte le cose intorno a te diventano grige.

N.B. Bisogno di un mondo multicolor oggi, visto che il cielo non aiuta a concentrarmi oggi, nemmeno svegliarsi alle 5 causa incubo…

 

 

[Cazzo, ricordiamoci che le emozioni sono solo segnali elettrochimici, sono solo sinapsi neuronali che stanno boicottando tutto il sistema nervoso centrale… Solo segnali elettrochimici, solo segnali elettrochimici, solo segnali elettrochimici, solo segnali elettrochimici, solo il mio sistema limbico che mi sta boicottando.]

 

Caravaggio – Giuditta e Oloferne

By IrisCatter
At: 07:14
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domenica, 03 febbraio 2008

Singing "Ironic"

In tutto questo sono serena; molte tempeste si sono placate, molte discussioni si sono risolte, molte parole sono state dette. Ho il potere di ferire chi mi vuole più bene, perchè se accarezzi un riccio sotto la pancia con una mano fredda, questo si ribellerà pungendoti.
Lo faccio sempre, lo faccio con molti. Nel momento in cui mostro gli aculei va tutto bene. Quando abbasso le difese e ti permetto di addomesticarmi, le cose cambiano proporzionalmente al bene che voglio a quella persona. I grattini verranno visti come molto più piacevoli, le ferite molto più dolorose e inevitabilmente reagisci peggio.
Per questo sono terribile una volta conosciutami meglio.
Sono serena, parecchie cose che non andavano le ho sistemate, su altre ci sto lavorando ancora; Ti voglio bene, e te ne vorrò sempre, grazie per essere venuto in questi giorni, e scusa di tutto. Anche se siamo dipendenti l'uno all'altra, ho capito che le cose cambiano ed evolvono...

Mi auguro solo di essere in grado a sopportarlo.

Ascolto Ironic di Alanis Morissette, mi ritrovo nelle sue parole. E' come se lei stesse parlando per me, come se quella canzone fosse stata scritta per momenti come questo. Mi accendo un altra sigaretta mentre alzo il volume del pc. Va bene così, I just need to make up my mind.

"Well life has a funny way of sneaking up on you
When you think everything's okay and everything's going right
And life has a funny way of helping you out when
You think everything's gone wrong and everything blows up in your face

A traffic jam when you're already late
A no-smoking sign on your cigarette break
It's like ten thousand spoons when all you need is a knife
It's meeting the man of my dreams
And then meeting his beautiful wife

And isn't it ironic, don't you think
A little too ironic, and yeah I really do think"

Solo una cosa: Grazie di tutto.

Sanford Robinson Gifford - Kaaterskill Falls

By IrisCatter
At: 14:49
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venerdì, 01 febbraio 2008

[70x7] - Perchè Le Pugnalate Ci Piacciono

“Ridere non è affatto un brutto modo per iniziare una amicizia, ed è senz’altro il migliore per troncarla”.

Oscar Wilde.

 

Forse la fiducia di base è ciò che frega noi piccoli essere naif e un po’ stupidi. La pugnalata alle spalle, arriva; la cosa divertente è che sei solo tu a notarla. Ok che la percezione del dolore è differente: studi hanno dimostrato che coloro che venivano feriti in guerra avevano una percezione del dolore più bassa e meno richiesta di morfina, rispetto ai civili che avevano ferite più lievi.

Ma quando una persona ti aspetti che sia dalla tua parte, ti aspetti che sia così per sempre e non per un tempo variabile di giorni…

Per tanto così, forse è meglio un nemico spudoratamente chiamato tale rispetto a chi si professa come amico.

Io avrò torto marcio per un miliardo e mezzo di motive, ma sui modi no. C’è sempre una cosa che ho amato: la cortesia. Se la situazione è la seguente, che almeno mi vengano dette le cose.

Se le ragazzine di 15 parlano via messaggio, chi è che non ha la maturità di dire le cose davvero? Spero che il prossimo sorso ti vada di traverso...

I just wanna kill you like  a fest brined can do…“Best friends” means friends forever…

 

Brand New - Seventy Times 7

 

By IrisCatter
At: 12:39
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