...:A place for my thoughts:...

Le piccole cose che qualcuno non dovrebbe sapere mai... e forse nemmeno chi le scrive.


...:Me:...

Si avvisa che questo blog tratterà argomenti personali. Se volete scrivere fregnacce, siete pregati di farlo altrove. All'agenzia delle idiozie, spiacente, ma ho io l'esclusiva... Non sono ben accetti adoratori di me stessa, mendicanti di attenzioni gratuite e ingiustificata, neppure gente che vorrebbe mettermi la faccia in una friggitrice per patatine fritte o buttarmi in mare con delle scarpette di cemento. Siamo per le persone che ragionano e con un minimo di senso critico. Vi ringrazio per la cortese attenzione. Iris Catter


...:Amo:...

la musica; leggere; scrivere; i gatti; la pioggia e i temporali estivi; i paesi anglosassoni; una conversazione stimolante; straiarmi su un prato senza parlare e ascoltare i rumori intorno; un buon bicchiere di vino; i cappelli e orecchini bizzarri; una sigaretta dopo il caffè; cantare a squarciagola mentre guido; una cioccolata calda in un bar, quando fuori nevica; l'avere sempre ragione; i bagni di folla; passare le giornate a letto e vivere di notte; le persone originali e non convenzionali; scopare; rimanere a parlare fino al mattino e avere più dubbi che certezze; l'ironia delle cose; testare le mie ipotesi; un bacio prima di partire.


...:Odio:...

Falsità; l'ansia; la domenica; gli arrivisti; la cattiveria; l'invidia; la superbia; la fatica; la noia; le lamentele inutili; la stupidità; i pregiudizi; le persone che non riescono a vedere al di là del proprio naso; chi mi da per scontata; la mancanza di empatia con gli altri; chi non ammette i propri errori e i propri limiti; i ragazzini rozzi e volgari che urlano nei luoghi pubblici e piccoli; una lista bella lunga di persone; le cose dette con superficialità; i cani; le cose che non conducono a nulla, nemmeno ad un momento di felicità; le routine; non avere i miei spazi; lo scorrere del tempo.


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"E' terribile scoprire che le stelle che stai guardando, in realtà sono aerei!" Io. "Non è chi è perfetto, ma chi è imperfetto ad avere bisogno di amore" Oscar Wilde. "Anche l'amore è un lusso" Albert Camus. "Se qualcosa può andare storto, lo farà!" Legge di Murphy.


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  mercoledì, 30 gennaio 2008

Empty Bag

Il sole grigio rincorre il buio in questa camera rosa caramella. I cuscini avvolgono il mio sonno e la follia di una notte passata a festeggiare mi ha portato via quello che mi rimane della voglia di essere una persona matura.

Voglio vedere il mare, voglio vedere i miei amati monti; nessuno lo sa, ma i paesaggi mentono. Tu non saprai mai la sincerità di un oceano, tu non conoscerai mai la naturale tinta di una roccia che si nasconde timida sotto la neve.

Tra qualche giorno sarò sola, di nuovo. Con la mia immaturità e i miei vizi da nutrire come viziati e pasciuti mocciosi. Ho scommesso un euro che sarei riuscita a far perdere la verginità alla mia follia totalizzante, sarei riuscita a farla esplodere nella maniera più teatrale che si possa pensare. Ho scommesso ieri con il Compagno Di Sbronze, mentre Il Signore Dalla Sindrome Divertente faceva da testimone. Un altro apriva lo spumante con la sciabola per brindare su questo patto, poi arriva la birra ad anestetizzare il vuoto. Sono un angelo irregolare, sono un angelo corrotto, sul tetto di una cascina con una birra in mano canti “Branca Day”, sono un angelo di rame che oscilla dalla catastrofe all’abisso mentre un amico di sempre suona e tu canti. Distruggerò la verginità paternale delle cose banali per arrivare ad uno stato di coscienza maggiore. Ho uno stato transitorio di coscienza alterata, si trova nella mia tasca e nel fondo della bottiglia. Rido perché sono un angelo irregolare che forse ferma su queste mattonelle danzo volando basso, sono un Icaro disilluso e maturo, sono l’immagine della pellicola che sfrigola nel gabbiotto durante la proiezione del film. Sono anche l’amante che aspetta ore nella stanza di un albergo, aspettando l’arrivo di chi è in ritardo da sempre e forse anche nei sentimenti.

Essendo io un angelo atipico, affogo in questa birra sul tetto del mondo impiccandomi di ebbrezza e di chitarra. Fammi solo volare ora.

You have this felling inside your stomach, like an empty bag that you have to overwhelm somehow.

In questo limbo di uno stato di coscienza che non sento mio, provo a colmare questo vuoto in un modo qualsiasi. Mi butto a capofitto su quella cosa che luccica, come le stelle e sembra la soluzione ad ogni mio problema; ma il vuoto si colma appena. Un buco nero che divora qualsiasi cosa, un verme solitario che nuota tra gli acidi gastrici che attacca il mio stomaco, un amore non corrisposto. Butti in quel vuoto qualsiasi cosa che ti capita sotto tiro, ma sai che ci finirai anche tu.

Il sole grigio rincorre il buio in questa camera rosa caramella. I cuscini avvolgono il mio sonno e la follia di una notte passata a festeggiare mi ha portato via quello che mi rimane della voglia di essere una persona matura.

Anche oggi dovrò fingere di essere la persona che non sono, anche oggi dovrò fingere che quel vuoto dentro me non ci sia. Il vuoto si è colmato appena, si vuoterà come fa il diaframma quando espiri.

 

William Turner – La Valorosa Téméraire

By IrisCatter
At: 19:28
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lunedì, 28 gennaio 2008

Corso Cavour 22

[Quando le cose si muovono in un modo che non avevi calcolato, e capisci che qualcuno là in alto ti odia profondamente...]

 

Il silenzio è stato collezionato in questi giorni tra noia, di iper-attività e male delle solite cose, raccogli le idee e le metti sopra una mensola in maniera ordinata sopra il letto. Mi sono dimenticata di ricordarmi i miei vecchi difetti che mi rendono la persona peggiore del mondo, e a volte tornano a reclamare ciò che sei. Respiro il profumo che hai, o mia piccola città fatta di piccole persone che non sanno di un cazzo.

Passerei la notte a sentir parlare certe persone, ma ora che è giorno mi avvolgo nella mia sciarpa e mi stringo di più in un cappotto color fragola. Io cammino verso la meta con la borsa piena di libri e di teorie che devo ancora studiare. Mi riduco sempre all’ultimo momento per riempirmi la testa di cose utili, lasciando che le cazzate invadano il poco spazio del mio limitato hard disk. La nebbia è sparita già da molto tempo, ma per me è più fitta di una trama di bugie, le gocce di acqua non mi permettono di scoprire la verità fino a quando non ci sbatti il naso contro.

<Ciao!> senti quella voce che irrompe nel rumore del giorno.

<Ciao, non ti ho nemmeno visto… Ero soprappensiero.> rispondo io.

Sono goffa, lo sono sempre stata; la borsa cade e il contenuto si rovescia rovinosamente inondando le mattonelle di granito.

<Merda! Oggi non ne imbrocco una…>

La voce si chiana per aiutarti a raccogliere la tua vita che è spalmata per terra.

<Sai Iris, ti ho vista mentre venivi qui questa mattina a studiare. Io ero nell’altra sala a studiare… Non mi hai nemmeno salutato…>.

<Beh, tu non hai salutato me. Quindi siamo pari…>

<Strano comunque che tu sei sempre piena di persone accanto, anche quando vieni qui a studiare. Anche al liceo quando ci incrociavamo qui sotto eri sempre qui a cazzeggiare con qualcuno, e poi ti portavo in piazza sulla canna della bicicletta… Mi manca il liceo.>

<Già, beh, basta mantenerli i rapporti; poi è fisiologico il fatto che le persone si perdano… Devo andare, sono in ritardo e ho un sacco di cose da fare oggi. Ciao>.

Vero in parte, ma avevo bisogno di una scappatoia. A volte non hai voglia di pensare alle vecchie cose, nemmeno quando i ricordi vengono a violentarti. Nemmeno quando dovresti odiare una persona e invece provi compassione per questa.

La Gatta Nera Di China si strofina contro la tua testa, cercando di farti cambiare i pensieri; ma non ci riesce, e non ci riuscirà mai. Sarai sempre portata a perdonare chi vuoi bene, anche se è la persona più abietta del mondo, anche se non merita l’aria che respira, anche se merita di finire sotto le ruote della tua macchina. Ma non riesci, e la Gatta Nera Di China non riesce a capire questa cosa. Sono anni che prova a capirlo, ma non ci arriverà mai; le poche cose positive verranno sempre a bussare alla tua porta come una piccola fiammiferai a chiedere un poco di compassione.

<Si, si. Dai, ci vediamo nel fine settimana, visto che sono uscito con gli altri sabato e tu non c’eri.> dice la voce.

<Ho fatto altro, mi sono stufata di fare sempre le stesse cose con la stessa gente. Si, ok comunque.>

Ti ho visto solo, molto solo.

Forse quando non vedi una persona a cui tenevi da tanto tempo, ti viene spontaneo parlare. Forse quando non parli con una persona specifica da troppo tempo, ti viene normale inondarla di parole e di ricordi che vi vedono come protagonisti, forse come modo per dire: ci sei ancora in me. Ma tu non ci sei più in me… se non in altro modo. Come per le malattie: la finestra temporale si è chiusa.

Scivolo e sparisco nella nebbia dentro me, con questo sole che reclama primavera fuori da me. Salgo per queste scale rosso velluto per sparire in un posto che ci ha visti crescere.

L’i-pod suona mentre studio: “Ubriaco canta amore” della Bandabardò, seguito a ruota da “Showbiz” dei Muse. Mi vogliono vedere morta oggi, vero? 'Fanculo!

 

Muse – Showbiz

Magnifico pezzo, deliziosamente cantato un sacco di volte a squarciagola di notte mentre i primi che avevano preso la patente ci portavano in giro. Gridando la nostra rabbia, la nostra assoluta dipendenza e impotenza per questo. (Sono decisamente più bravi live che sul ciddì)

 

 

By IrisCatter
At: 23:38
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domenica, 27 gennaio 2008

Cannuccia e bicchiere

Mi sono sempre piaciuti i piccoli gesti, quelle cose impercettibili che non riesci nemmeno ad identificare, quelle cose banali che tanto si danno per scontate. In questo momento vorrei una specie di idea pervasiva tascabile, che possa scalzare quella precedente. Mi fermo a vedere tutti quei gesti impercettibili. Una cannuccia che si appoggia dolcemente al bicchiere di plastica di un long island, chissà cosa potrebbe dire una cannuccia ad un bicchiere… Mi sono sempre chiesta quali potessero essere i pensieri degli oggetti, perchè anche loro hanno un’anima. Non amo dare le cose per scontate.

Cosa potrebbe esserci dietro ad un sorriso? Gioia, rabbia, tristezza, leggerezza, severità, menzogna, ironia, sarcasmo. Cosa ci potrebbe essere dietro quelle cose che non riusciamo a capire, siamo troppo egocentrici per saperlo. Sono anni che ci provo a capirlo, ed altrettanti anni che fallisco miseramente, come se ogni mio tentativo fosse uno squallido modo che il mondo ha per dirmi: “Tesoro, lascia stare, non sei tagliata”. Le idee e i pensieri in una serata come mille altre, originale come nessuna delle precedenti, si fanno più vicini alla mia testa. Questo tavolo di legno cosa potrebbe dire, cosa avrebbe da dire oltre alle scritte che qualcuno ha inciso con una chiave? Non so.

Io sono una pallina di gomma che rimbalza. I miei stati d’animo sono questi. Vado in alto come una parola, come fumo, come respiro; per poi tornare sempre per terra e sfracellarmi al suolo.

I pensieri si interrompono bruscamente quando mi richiamano alla realtà: <tutto bene? Sei pensierosa?>

Io: <Si, si, tutto a posto. Stavo solo pensando ad una cosa.>

La realtà ha un suono particolare, c’è un po’ di hip-hop seguita da musica elettronica. Saluto il ragazzo dark conosciuto ieri per caso (visto che è inciampato rovinosamente su un tavolino in un locale e ridendo lo hai aiutato ad alzarsi). Poi torno ai miei viaggi mentali e penso a quello che ci siamo detti io e te.

Se le tue parole da un lato mi hanno fatto male, dall’altro mi hanno fatto capire quanto possa essere fortunata. Se da un lato sono triste, dall’altra parte non posso che essere sollevata. Se da un lato avrei voluto, dall’altro penso che è meglio così. Non riesco ad essere coerente, non ce la faccio, è il limite più grande che ho. Se la cannuccia potesse parlare al bicchiere di plastica che la sorregge, direbbe: <Scusa>.

Il bicchiere deve sopportare se stesso, perché la cannuccia si dovrebbe appoggiare come un parassita? Come si permette? La cannuccia non riesce a stare in piedi, imparerà a stare in equilibrio tra le molecole di long island, ma per ora non è così.

Per ora, posso solo dire: scusa.

 

Edgar Degas – L’Assenzio

By IrisCatter
At: 09:34
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venerdì, 25 gennaio 2008

Pretending that I'm fine...

Allora... La situazione è la seguente: per una strana coincidenza dettata da assemblamenti di forze cosmiche, sono a casa da sola per un weekend. Le lezioni sono finite e gli esami sono alle porte. Si respira aria di libertà mista a tensione con tanto di molecole di ansia anticipatoria. Ma il pensare a questo è l'ultimo dei miei problemi (come sempre).
In un fine settimana di totale libertà, puoi darti a: nintendo wii con qualche amico, sostanze stupefacenti legali e non, tanto sano "far niente", fare cose che non si possono dire causa paura di non averne più per via delle invidie di chi abita al piano di sopra...

Il problema è che una in particolare di queste cose non è possibile fare. Conseguenza casa mia diventerà il piccolo ostello della gioventù, con tanto di gentaglia in giro per casa con lattine di birra e bottiglie di vino; mentre cosa che vorrei è stare bene con una persona che per pare mentali non potrà essere tra noi...
Però io sono sempre più convinta che le forze cosmiche si divertino alle mie spalle.
La polena non ha più una nave...
Si, le forze cosmiche se la stanno ridendo di gusto alle mie spalle...
Io intanto continuo a fingere di stare bene...

[Ma... 'fanculo!]

By IrisCatter
At: 18:02
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mercoledì, 23 gennaio 2008

Imprevisti Notturni

Fire works!Gli dico che mi manca, lui dice che esagero. Gli dico di non fraintendere, lui capisce cosa intendo. Perché lui non è l’uomo che si muove nei miei sogni, ma solo una persona importante che ha la mia testa.

In questo delitto monocromatico di azzurro che precipita sull’asfalto boccheggiando e chiedendo pietà, posso solo dirti quando è strano ricordarti. Affogano poveri diavoli in questa lussuria di alcol, mentre meretrici continuano a fornicare con falli di gomma le piccole menti vergini di uomini troppo ingenui ed arroganti per capire i loro sbagli. Le nostre parole si mischiano alle teorie di Nietzsche, uccidimi ora. Attimo dopo attimo, l’utopia di un tempo atmosferico mi sta strappando il cuore; vomito l’anima e lo stomaco si attorciglia come farebbe il serpente della bibbia, arrogante nel suo eden convincente nel far una donna peccare. Eva è il nome che risuona in un silenzio di notte, io e te ci divertiamo a massacrare un Dio inesistente. L’utopia dei nostri sogni ci uccide attimo dopo attimo, è omicidio premeditato mentre un altro conato mi violenta il corpo. Che io sia l’anticristo? Non ho risposte a questa domanda. Noi due, ubriachi diavoli di vita, balbettiamo note senza senso mendicando la potenza degli astri e delle lontane stelle. La notte comincia ad insultare il giorno, non hanno ancora imparato a capire l’una la bellezza dell’altro e vice versa; ininfluente brezza di terra ci riporta a capire meglio chi siamo noi, inondando lo spirito fecondandolo con ovuli di pazzia. Ghigliottinami con una sciabola, colpiscimi in modo da far saltare il collo, fai uscire senza filtro il mio contenuto mentre io continuerò a ridere cercando l’orgasmo del mondo. Tu sai che cos’è l’orgasmo del mondo, vero?

Ti guardo. Ho sete di oblio e fame di conoscenza. C’è un uomo nei miei sogni, che tu non conosci ma che io vorrei fare anche tuo. Mi mancano quelle serate in cui eravamo solo noi due, a parlare di tutto a parlare di nulla mentre il giorno sputava addosso alla notte colori infuocati. Ora voglio un orgia di sensazioni e di pensieri, da lasciare boccheggiare come pesci senza acqua. Sfiniscimi e poi finiscimi, omicidio premeditato perché non sopporto più la mediocrità delle cose comuni che puzzano di immondizia corrotta dallo spreco delle nostre possibilità.

In un amore fatto a compasso, capisco che siamo uniti per la testa e non per il corpo. Il sesso è una virtù che mi lega al mio uomo dei sogni, ricordandomi la libertà che sentivo nell’essere legata a qualcuno e avere il suo corpo sul mio.

Forse è soltanto nel mio inconscio in cui sono viva davvero, in cui sono libera davvero, in cui sono sincera davvero.

Mi manca essere tua, mi manca sentirti mio, uomo dei sogni…

By IrisCatter
At: 20:11
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lunedì, 21 gennaio 2008

Metacomunicazione Da Battaglia

La mia voglia di fare qualcosa di sensato latita ormai da giorni. Mi fa male lo stomaco, tanto che i crampi mi stanno massacrando. Non esistono espressioni neutre, non esiste la normalità. Così come esiste l’impossibilità di non comunicare. Anche un silenzio è portatore e veicolo di un messaggio. Inevitabilmente.

Stavo riflettendo su un concetto che molte persone non condividono: la miglior difesa, non è l’attacco; la miglior difesa è un non attacco, seguito da una difesa robusta e senza falde.

Lo scontro è fisiologico, ci deve essere naturalmente considerando che questo è un metro di crescita. Non ci sono alternative: se io ho una idea e un altro ne ha un’altra, inevitabilmente si arriva ad uno scontro. Posso passare tutta la notte e i secoli in avvenire su questa cosa, senza giungere ad una soluzione finale giusta e coerente per tutti. Posso arrivare ad un compromesso, il quale può essere visto da qualcuno come una sconfitta; da altri come una vittoria da mostrare in sottotono (un po’ come si farebbe con una cosa illegale tenuta sotto l’impermeabile, per essere mostrata ad un buon acquirente).

Sfortunatamente l’orgoglio ci rende goffi come farebbero un paio si pinne, ai piedi di una persona che si muove all’ora di punta nella metropolitana di Milano. La cocciutaggine della situazione non si può evitare di conseguenza o ci si rende ridicoli, o ci si incazza, o entrambe le cose.

Nel momento in cui il nostro pendolare con le pinne si sente come una tigre in gabbia, comincia a fare fuoco e fiamme e attacca.

L’attaccare per una diversità di idee, è solo un modo un po’ più rumoroso per dire: sono frustrato e non riesco a trovare una soluzione alternativa. Per quanto mi riguarda il sottotitolo di una azione come questa è il seguente: ho perso, ma non voglio dartela vinta. Di conseguenza si arriva alle mani, di conseguenza sporchiamo la nostra pelle del sangue di qualcun altro che probabilmente aveva una vita come noi. Tutto questo è il tripudio del fallimento della parola, della diplomazia, della libertà.

Lo scontro è necessario, la guerra e la battaglia non lo sono. Se queste vengono adottate significa che c’è stato un fallimento nel sistema, in quanto questo sistema non riesce ad approcciarsi ad altri sistemi esterni. Dal mio punto di vista non ci sono guerre giuste, sono sbagliate tutte in principio; che poi vogliamo dire come i bambini che litigano: “ha cominciato lui!”, è un altro maturo discorso che si può fare.

Se mi attaccano, mi difendo per il più banale istinto di sopravvivenza; ma se sono io la prima ad attaccare, c’è un profondo fallimento nella parte umana di me. La comunicazione si esprime in due tipi fondamentali: una è quella simmetrica, l’altra è complementare. Per quanto ne so io, la guerra fredda non ha mai portato a nulla… e la guerra vera e propria ha portato solo perdite umane e materiali. Chi comincia una guerra, passa automaticamente dalla parte del torto. Questo è quanto.

 

Sergei Chepik - Flamenco

By IrisCatter
At: 13:42
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sabato, 19 gennaio 2008

The Voice In My Head

[Malato. Stop]

 

La fata confetto balla sui cocci delle bottiglie, perse nelle pozzanghere come pepite d’oro in un fiumiciattolo tra le montagne del Wyoming.Il ragazzo di fronte a me continua a farmi ridere. Mi stan rovinando tanto che mi fa male lo stomaco e le lacrime stanno scendedo. È una via di mezzo tra un moschettiere e una bestia di satana. Ma tra tante parole inutili in una serata passata con amici prima al cinema - a farmi terrorizzare da scene di mangiatori di uomini che si bruciano con il sole - e poi in un locale con la mia coca-cola; posso dire che c’è un pensiero fisso in testa, come una voce nell’anticamera dell’anima che sussurra distraendomi dalla frivolezza delle cose. Soffio nel bicchiere attraverso una cannuccia, penso che 21 grammi di aria possono essere sufficienti a far scoppiare le bollicine della coca-cola. 21 grammi di niente. (Ridere fa male a volte)

 

La vocina parla e parla e dice: “In fondo va bene così. Stop. Vorrei solo dire che ci sono certe situazioni in cui ti senti inutile. Stop. Non è importante che tu sappia il nome di gente inutile. Stop. L’importante è essere se stessi. Stop. Nel bene. Stop. Nel male. Stop. In fondo tutto può fermarsi. Stop. Puoi perderti in un drink. Stop. Puoi fumare tutte le sigarette che non hai fumato da quando “hai smesso”. Stop. Ma a volte l’importante non è fare. Stop. A volte l’importante è essere. Stop. L’accettabilità nell’inaccettabilità. Stop. L’inaccettabilità è il recare danni a terzi. Stop. L’inaccettabilità è far ricadere propri errori su altri. Stop. Proprio vizi. Stop. Proprie inadeguatezze. Stop. Perché se cadi ti sbucci le ginocchia. Stop. Perché se cadi a volte non ti fai nulla. Stop. Perché se cadi a volte ti fracassi i polsi per salvarti il naso. Stop. Perché a volte non sai da che parte vuoi andare. Stop. Perché a volte l’essere non basta. Stop. Perché a volte vuoi i super poteri. Stop. Perché a volte le cose non si capiscono. Stop. Perché ti amo. Stop. Perché a volte basta un attimo per capire tutto. Stop. Perché a volte anche se passi anni ad ascoltare la stessa lezione non entra in testa. Stop. Perché in fondo sei testarda. Stop. Perché sei troppo fragile. Stop. Ti spezzi come nulla. Stop. Perché alla fine la spina dorsale non basta. Stop. Un pelo sullo stomaco non ti protegge dal freddo. Stop. Perché pinocchio è nato da una sega. Stop. Perché Gesù è nato da un carpentiere. Stop. Che Gesù sia pinocchio. Stop. Il crocifisso sanguina. Stop. Non puoi annegare in doccia. Stop. L’acqua non è abbastanza. Stop. Ci provi ad essere migliore. Stop. Ma c’è la variabile che sfugge. Stop. Perché farei tutto se posso. Stop. Ma non ho i super poteri. Stop. Vorrei essere migliore. Stop. Giuro che lo vorrei. Stop. Giuro che vorrei essere migliore. Stop. Ma mi sbaglio sempre. Stop. Le sibille non ci azzeccano. Stop. Dovrei vedere il mio futuro come pendolare. Stop. Ti amo. Stop. Si. Stop. Cazzo. Stop. Ti amo. Stop.”

 

La vocina sa tutto; la vocina sa decisamente troppe cose per gusti come i miei (alla coca-cola e cicca alla fragola che ha perso sapore per il lungo ruminare.)

 

Giacomo Balla - Seraluci

By IrisCatter
At: 09:16
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mercoledì, 16 gennaio 2008

Vergogna Italiana?!

[Fortemente sconsigliato ad un pubblico cristiano]

Non scrivo di solito riguardo alla politica, ma mi sembra giusto farlo in questo momento.

Tralasciando il fatto che sono fortemente anticlericale (dopo 11 anni dalle suore domenicane, era il minimo), sono fortemente schifata dalla politica italiana e soprattutto dalla presa di posizione di QUESTO governo nei confronti della vicenda Università La Sapienza Di Roma vs Papa.

Lo stato dovrebbe essere laico? Si. L’istruzione? Idem. Bene, perché ora c’è così tanta indignazione se alcuni protestano contro la venuta del Papa all’apertura dell’anno accademico?

Il Papa non è laico, mi va benissimo il fatto che sia un essere umano e come tale abbia il diritto di partecipare a eventi pubblici; ma la richiesta di far venire lui e non altri “portavoce” di altre religioni mi suona un poco come una bella leccata di culo. Se tanto mi da tanto avrei invitato un rabbino, Bin Laden, Il Dalai Lama.

Ecco, a proposito di costui: il nostro amatissimo (ironicamente parlando) capo del consiglio (Sig Romano Prodi – Mortadella) si è rifiutato di incontrare il capo dello stato (non che massimo esponente del buddismo) il signor Dalai Lama. La scusa era la seguente: abbiamo paura delle ripercussioni economiche che ci potrebbero essere causa Cina. Questa cosa mi suona come: sono un vile, il paese sta andando in malora, evitiamo di fare danni. Ma tanto l’Italia all’estero a mio avviso ha fatto la figura dell’incivile caga-sotto.

Ora, se prendiamo questa cosa come esempio io potrei benissimo dire: <Non voglio il Papa ad un avvenimento laico perché ho paura delle ripercussioni terroristiche che ci potrebbero essere>. La scusa non regge, ma potrebbe andare bene a rigor di logica.

Si dice che questo è un paese democratico, giusto? Bene. Diamo la possibilità di organizzare scioperi, la libertà di parola, di stampa, di bestemmia in luogo pubblico. Perché ora i docenti universitari e gli studenti, non possono organizzare per i fatti loro una manifestazione contro l’arrivo del Papa nella loro università? Siamo liberali per una volta. Ma la chiesa dice no. Questo è un Papa-Re, che vuole mettere becco in politica; che anche se su invito ha rifiutato avvallando scuse riguardo alla sicurezza. (Ma non prendiamoci per il culo, per cortesia!). Diciamo che nessuno voleva che il QUESTO pontefice venisse messo in soggezione da chi non vuole una religione di facili dogmatismi degna di animi umili e fragili.

Se si fosse trattato di Giovanni Paolo II, sarebbero state un altro paio di maniche; ma per il semplice motivo che era una persona umanamente più liberale, più aperta.

Se il cristiano medio si trova rappresentato da questa persona; beh, signori miei, non avete fatto n grande acquisto, davvero. Io se fossi in voi cambierei religione.

Mi va benissimo comunque che una carica religiosa vada ad un congresso, ad un università, ad un concerto punk, o il una casa chiusa; ma sono della teoria che come il Papa potrebbe andare, anche chiunque altro religioso che prega un altro Dio avrebbe questo diritto!

 

Che poi i telegiornali, i giornali, i politici, mi vengano a dire che l’Italia ha fatto una figura di merda con il mondo mi sembra ridicolo. Signori miei, la figura di merda, l’abbiamo fatta tempo fa’, considerando che il “Bel Paese” ormai è diventato un paese da terzo mondo!

È per questo che mi vergogno di essere italiana.

Risolvete i problemi economici che affiggono il paese, la sanità che va a farsi fottere, la spazzatura di Napoli, il problema delle risse agli stadi, gli scioperi a tappeto per qualsiasi cosa.

È lì signori miei che avete fatto una figura di merda e non solo all’estero, ma anche con quei coglioni che vi hanno messo lì a mandarci al mattatoio.

 

P.s. Un Furby governerebbe con più saggezza.

By IrisCatter
At: 14:32
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martedì, 15 gennaio 2008

Escape is not the Answer...

[Sto disegnando sul cartone della pizza]

 

Ti hanno detto che cosa è giusto fare, ti hanno insegnato il modo migliore per arrivare ad una soluzione nel più breve tempo possibile, e or anche ci sei arrivata come tutti gli altri alla fine tutto ha perso significato. Sono un calderone di disturbi internalizzanti ed esternalizzanti: su di me sono partite un numero inverecondo di scommesse. La scommessa più buffa è quella fatta con qualcuno che dice che diventerò famosa per un fatto di cronaca.

Ci sono decisamente troppe cose che mi infastidiscono: non c’è una logica spiegazione, c’è solo questo. Ognuno ha le sue piccole frustrazioni, ma sinceramente andando avanti con il tempo entra in gioco il terribile meccanismo: l’abituazione. Cominci a diventare insensibile alle stimolazioni cutanee, visive e uditive. Quando ciò arriva, capisco di stare perdendo parte del mio cervello. Quando mi abituo a qualcosa capisco di stare perdendo una parte di me. Come il Nulla che divora tutto e non lascia niente dietro il suo passaggio. Se lo stimolo inizialmente ti irritava, la risposta che dopo puoi adottare è solo questa: il fottersene.

Tanto la situazione è quella: se scappi sei fregato perché il tuo fastidio si vede, e nessuno può salvarti – anzi, potrebbe diventare un’arma da usare contro di te-; se ti ribelli romperesti dei precari equilibri che sembrano reggere per caso, sono dei foglietti attaccati con lo sputo. Aspettiamo quindi che la fisiologia faccia il suo corso naturale e che il processo di apprendimento sia il più rapido e indolore possibile.

È come il verme della tequila o come uno sciroppo per la tosse: chiudi gli occhi, apri la bocca e manda giù. Il condizionamento farà il suo corso, spero anche una giustizia divina…

C’è un’altra terribile possibilità: il fatto che al posto di svilupparsi un abitazione, possa entrare in gioco una sensibilizzazione. Da alpysia a ranocchia: questo sarebbe autenticamente terribile.

In quel caso, vi prego di fracassarmi la testa con un oggetto molto grosso e molto pesante; o io o lo stimolo… Si, sui fatti di cronaca ci finirò un giorno o l’altro: ma tanto posso giocare la carta fantasmatica, l’infermità mentale, o l’autodifesa. Le scorciatoie legali sono il bene in alcuni casi…

 

P.s. Sto facendo andare i miei gatti in over-dose di pai-d’oro.

By IrisCatter
At: 21:46
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lunedì, 14 gennaio 2008

Una Giornata Perfetta

Ci sono giorni che sfumano come le luci all’interno di una giornata nuvolosa, e non ti accorgi nemmeno di quanto sono svanite velocemente. Ci sono giorni che passano tra il verde di posti che non consci ad altalenare tra strade strette che mettono in guardia te stessa e la tua incapacità di guida, e che lasciano il segno nel fango e lo sporco sulla macchina. Ci sono quei giorni particolari, in cui non ti manca nulla, ma non sai dirlo in un momento. Ci sono giorni in cui ridi per ogni cosa che suona anche ridicola, in cui sei tu stessa che dici cose sbagliate nel momento sbagliato, e l’unica cosa che vorresti è sparire per una decina di anni, in modo che tutti si possano dimenticare di ciò che hai detto.

Ci sono giorni che passano in fretta, giorni che non vorresti che finissero mai. Una volta che la nebbia scende e si oppone alla lucidità di momenti ormai divenuti ricordi, sorridi e pensi questo: “ho avuto una giornata perfetta”.

È difficile trovare giornate perfette, e di sicuro non te ne accorgi mentre le vivi. No, sai che brutto dire mentre stai vivendo una giornata perfetta: “Hey, sto vivendo una giornata perfetta!”. È come dire chi è l’assassino in un film giallo. Poi le giornate perfette sono tali perché sono rare.

Le giornate perfette non andrebbero rovinate con affermazioni scontate, e poi andrebbero tenute d’acconto.

Ho avuto una giornata perfetta, anche se ho sbagliato molte cose. Ho avuto una giornata perfetta, e mi ci voleva. Ho avuto una giornata perfetta, e mi sento fortunata. Ho avuto una giornata, e l’ho capito ora che sorrido mentre scrivo queste cose sulla tastiera del mio pc.

So che non c’è nulla che mi può fare male in questi giorni, davvero nulla. Ciò che poteva succedere è passato senza lasciare danni, tutto va bene. Se ti emozioni ancora per le piccole cose, sai di essere vivo…

 

Lou Reed – Perfect Day

Questa è la canzone con cui verrò seppellita, sperando di sprofondare dentro il pavimento e di scomparire con un sorriso soddisfatto tra le labbra.

By IrisCatter
At: 18:47
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sabato, 12 gennaio 2008

Come un taglio sulla mano

Lasciami respirare l’aria di una sigaretta che intacca l’etere. Ho smesso di fumare, il giorno che smetterò di respirare sarà sempre tardi per salvarsi da un vizio. In una notte di pioggia le cose si fermano, nulla si è mai fermato davvero ma è come se tutto fosse traslato di un tempo x in un luogo y. Le coordinate spazio temporali narrano di una eleganza persa in cappelli di altre epoche, in cui le donne sostavano con le labbra sporche di avorio di oggetti troppo sfarzosi.

Se la prima cosa che ti colpisce sono gli occhi, questi ti possono anche uccidere. In una notte in cui la pioggia continua a scendere, quello sguardo squarcia l’orizzonte nero petrolio come un taglio sulla mano che cerca di afferrare un tesoro. Se la prima cosa che ti colpisce sono gli occhi, la seconda è la pioggia che continua a ticchettare sulla testa il tempo che lentamente passa sopra questi secoli che sanno di post-modernismo scialbo abbandonato a se stesso. Rimpiangi ancora gli anni dei cappelli d’epoca e delle volpi morte sulle spalle minute di teste dall’eleganza cotonata? Credo proprio di si.

Sarà perché lei ha capelli corti neri, una camicia e una cravatta nera, l’aria da androgena e il naso greco-romano; bellissima nella sua stranezza.

Se le gerarchie fondate sui ruoli sono quelle più difficili da abbattere, forse il mio ruolo è sempre stato quello della sovversiva. Se mi vedi ballare sotto la pioggia battente di un normale venerdì sera non ti preoccupare, sono sobria e voglio solo cercare un modo alternativo per uccidermi. Il locale è colmo di gente, alcuni sono ubriachi, altri sono su di giri; io mi perdo nei miei pensieri mentre la pioggia continua a cadere, canto una canzone dei Police e intanto guardo quella ragazza.

La prima cosa sono gli occhi, poi c’è la pioggia, in seguito giunge quella sensazione di spossatezza che sopraggiunge alle quattro del mattino quando il mondo fuori si sta spegnendo, il mio organismo ha necessità di sonno, di trovare un giaciglio.

La strada è surreale illuminata da lampioni, il mondo visto da un vetro fradicio sembra un quadro di Monet. Forse è la stanchezza, forse è una serata strana nata sotto stelle artificiali, ma perchè il mio finestrino continua a sudare? Quando arriverò a casa, glielo chiederò...

 

Gustav Klimt – L’albero della vita

By IrisCatter
At: 12:31
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giovedì, 10 gennaio 2008

100

[Non dare da mangiare ai gargoyle del Duomo - 100 post]

 

Non mento mai. Non sono in grado di mentire. Quando sto per dire una piccola bugia, sorrido. Sono una bambina in questo. Forse per questo spero sempre che faccia più male quando dico cattiverie, perché non uso eufemismi. Quando dico che vorrei vedere che una persona morisse, lo dico sinceramente; quando dico ad una persona che non riesco a fare a meno di lei, ciò è tristemente vero.

Sono acqua, sono fuoco e sono aria insieme, tenute insieme da proteine aglomerate per un esperimento del caso. Ho un mondo di fantasia che non sempre condivido, ho una passione che a volte travolge le cose tanto da fare male, ho l’incostanza del vento.

Se ti faccio arrabbiare non è colpa mia, sono così. Questo è l’unico modo che conosco, questo è l’unico modo in cui so agire. È come chiedere al sole di fermarsi e di spiegarti il perché del suo moto: lui non saprebbe dirtelo, perché per lui è naturale.

Ci sono persone che per vivere hanno bisogno del costante conforto degli altri, ho capito di non farne parte. Ho capito che in fondo non ho bisogno di star male per sentirmi viva, cosa che può accadere se tocco una morbida cosa; ho capito che non ho bisogno di dire “anch’io” per sentirmi come gli altri, che anzi mi infastidisce il fatto che qualcuno posso sentire ciò che sento io, che possa sentire come sento io; ho capito che mi piace in freddo dello smog sulla pelle, perché mi concilia i pensieri e mi rende capace di respirare più a fondo. Ho capito che in fondo mi piace la compagnia sincera di un buon interlocutore e di un buon bicchiere di the freddo, ma che mi piace godermi anche la solitudine dello stare in un posto affollato; che mi piace origliare gli stupidi discorsi delle persone in treno e sapere che anche le cinquantenni hanno pensieri frivoli. Forse la serietà delle cose è propria dell’adolescenza e del periodo che c’è dopo che si estende per altri 10 anni in cui non sai ancora nulla e ti muovi nella precarietà delle cose.

Dopo questa introduzione posso parlarti sinceramente: hai sbagliato davvero tante cose, e anche se siamo incompatibili a livelli di idee, posso dirti che io ho ragione e tu hai torto. Perché a volte è giusto scendere a patti con le proprie incomprensioni e fragilità e capire quale fantastico spettacolo ti stai perdendo a continuare a vivere la vita come fai tu.

[Dovevo scriverlo…]

 

Francesco Hayez - Odalisca

 

By IrisCatter
At: 13:58
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martedì, 08 gennaio 2008

Ain't no Party...

nathan spoor - confort in the Unknown

Immergimi nel sole gelido, mentre il buio intorno alla luce aumenta la sua intensità.

Fa freddo, e le tonsille sembrano voler esplodere a breve. Tum, tum, tum. Aumenta un volume frenetico di una corsa che non vuole finire. Compagno Di Sbronze è sincero, in vino veritas, e non può essere altrimenti.

Ma va bene così, rido a crepapelle. Che vuoi farci? A volte le cose scomode bruciano più di una febbre alta che provoca deliri.

Tutto ciò è grottesco, è come la bella foto della ragazzina malata di aids in Africa accolta in una comunità, vestita di una maglia con la seguente scritta in inglese: “se credi che io sia una troia, dovresti conoscere mia madre”.

Meglio uno schiaffo sincero dritto in faccia per ritornare sulla carreggiata, di tante parole buoniste che non sanno di nulla. Il sapere che forse, del caso ipotetico in cui, della certezza di una cosa che però non è reale, non mi aiutano di certo. Lui lo sa. Io continuo a ridere.

Sapere con certezza di dover fingere, almeno adesso ha un senso. Che senso avrebbe altrimenti se io fossi quel simpatico animaletto domestico che vede alcune cose ma non capisce. Meglio avere una visione olistica delle cose, almeno sai con chi hai ad aver a che fare. Non mi sono mai piaciuti quelli che sapevano troppe cose senza mostrarsi, li ho sempre allontanati oppure li ho fatti aprire. Bisogna sapere con chi si ha ad aver a che fare. Non mi spaventano le persone scaltre, mi spaventano di più quelle stupide: non sai cosa potrebbero fare, né perché. Sono imprevedibili, tanto da poter scommettere che potrebbero annegare nell’acqua della tazza del cesso; tanto da poter scoprire il tuo punto debole senza accorgersene e buttarci su un pezzo di carbone che caldo e bruciarti l’anima.

Forse ti vuole tenere buona, forse buona non ci puoi più stare. Ma il pensiero attuale è questo: che si fottano tutti, cazzo! Per quello che mi interessa ora auguro solo la meningite a chi se lo merita.

Ho un piccolo pensiero che mi rende felice, una cosa positiva che ha bisogno di trovare il suo spazio.

Tum, tum, tum.

 

Nathan Spoor – Confort In The Unknown

By IrisCatter
At: 19:43
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domenica, 06 gennaio 2008

I'll be Bright

[La febbre non mi ha uccisa, conseguenza sto diventando immortale]
Ho trovato questa cosa nel blog di alcuni miei amici, e ovviamente non potevo resistere e ho dovuto fare il test. Questo è il responso:

You are The Star

Hope, expectation, Bright promises.

The Star is one of the great cards of faith, dreams realised

The Star is a card that looks to the future. It does not predict any immediate or powerful change, but it does predict hope and healing. This card suggests clarity of vision, spiritual insight. And, most importantly, that unexpected help will be coming, with water to quench your thirst, with a guiding light to the future. They might say you're a dreamer, but you're not the only one.

What Tarot Card are You?
Take the Test to Find Out.

Domana: c'ho i poteri? Se è così, perchè non mi hanno ancora scritturata per un circo?
Ho scoperto comunque che la chiave per capire un uomo è il suo pensiero, che il linguaggio è solo una corruzione fine a se stessa di una una verità fragile che sfortunatamente è nascosta da sembianze "amiche". Le idee si cambiano mostrando altri modi possibili per agire, se non ci si muove dalla posizione precedente ciò è dato dall'ottusità. e che fare allora? Beh, o li sopporti o li ammazzi. Io sono per la seconda.

Sto guardando un film su una tracagnotta giornalista. E' imbarazzante come certe cose succedano davvero anche nella vita reale. Bah, sarà il caso di andare a letto.

P.s. Si è capito che non avevo voglia di scrivere nulla di intelligente?!

By IrisCatter
At: 22:03
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venerdì, 04 gennaio 2008

Propositi per il nuovo anno

L’analisi delle situazione richiede un forte ingegno e una capacità attentiva pari a quella di un ottimo giocatore di carte. Non è vero però che tutti gli uomini ingegnosi siano anche capaci di adottare capacità analitiche. Ora: date le incredibili e numerose sfumature dell’animo umano, oltre all’infinita quantità di situazione con le quali ci si potrebbe trovare a contatto; c’è solo da accumulare un numero abbastanza ampio di informazioni e di osservazioni per formulare teorie e illazioni in grado da poter permettere al soggetto di progredire in una direzione. Fin quando ci troviamo ad aver a che fare con la mela che cade dall’albero, niente di nuovo: è solo la forza di gravità. Nel momento in cui le nostre informazioni sono controverse e contraddittorie sulla realtà che dobbiamo conoscere, le cose si complicano. Da briscola si passa a giocare a poker. Di conseguenza o si fa il salto nel vuoto o ti arrocchi in situazioni angosciose dettate da dogmatismi che lasciano poco spazio all’ingegno.

Quindi il punto della situazione è questo: o i neuroni che abbiamo in dotazione li facciamo funzionare, oppure possiamo essere tante belle scimmie che ciondolano su un albero aspettando la banana come ricompensa della nostra carineria.

La nostra cara scimmiotta potrebbe anche avere buone facoltà mentali, un buon ingegno e una buona capacità attentava; ma questo non basta. Per avere capacità di analisi, serve buona testa; ma avere buone capacità mentali, è condizione necessaria ma non sufficiente.

Come si fanno ad analizzare le facoltà mentali? Bella domanda. C’è gente che da anni si spacca la testa a cercare modi differenti per farlo, cercando di bypassare le differenze culturali e linguistiche del caso. Ma il problema ora non è questo.

Per far diventare la nostra scimmia anche ingegnosa, si procede nel seguente modo: si vede che cosa occorre sapere da una situazione di vita ordinaria. L’analisi richiede prove ed errori, verifiche, ma principalmente sapere che cosa si vuol cercare; avere una base da cui partire è fondamentale a mio avviso. In certi casi si deve aprire la strada all’immaginazione. Rimanere incollati alla realtà, ma vedere anche come si possono verificare i diversi mondi possibili. Il che è molto diverso dalla fantasia a mio avviso; questa infatti richiede un forte distacco dalla realtà concreta con cui ci troviamo a lavorare. Quindi si dovrebbe raccogliere dati e incollare i pezzi del puzzle mancanti cercando di eliminare scremando ciò che di buono abbiamo, calpestando le cose inutili o che comunque non hanno più rilevanza al fine del nostro processo diagnostico o analitico.

Quindi bando a facili illusioni e lasciamoci alle spalle la marea di disillusioni che inquina solo un cuore troppo saturo di marcio. Tre indizi fanno una prova: puntiamo la luce sull’imputato e l’accusa può tranquillamente fare la sua arringa finale per incarcerare il colpevole.

Questo è il mio proposito per quest’anno.

 

[Riassumendo: Mi sono sinceramente rotta i coglioni di un bel po’ di cose…Quest’anno non ci sono Cristi che tengano…]

 

P.s. Sono tornata…

By IrisCatter
At: 17:30
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