Le piccole cose che qualcuno non dovrebbe sapere mai... e forse nemmeno chi le scrive.
Si avvisa che questo blog tratterà argomenti personali. Se volete scrivere fregnacce, siete pregati di farlo altrove. All'agenzia delle idiozie, spiacente, ma ho io l'esclusiva... Non sono ben accetti adoratori di me stessa, mendicanti di attenzioni gratuite e ingiustificata, neppure gente che vorrebbe mettermi la faccia in una friggitrice per patatine fritte o buttarmi in mare con delle scarpette di cemento. Siamo per le persone che ragionano e con un minimo di senso critico. Vi ringrazio per la cortese attenzione. Iris Catter
la musica; leggere; scrivere; i gatti; la pioggia e i temporali estivi; i paesi anglosassoni; una conversazione stimolante; straiarmi su un prato senza parlare e ascoltare i rumori intorno; un buon bicchiere di vino; i cappelli e orecchini bizzarri; una sigaretta dopo il caffè; cantare a squarciagola mentre guido; una cioccolata calda in un bar, quando fuori nevica; l'avere sempre ragione; i bagni di folla; passare le giornate a letto e vivere di notte; le persone originali e non convenzionali; scopare; rimanere a parlare fino al mattino e avere più dubbi che certezze; l'ironia delle cose; testare le mie ipotesi; un bacio prima di partire.
Falsità; l'ansia; la domenica; gli arrivisti; la cattiveria; l'invidia; la superbia; la fatica; la noia; le lamentele inutili; la stupidità; i pregiudizi; le persone che non riescono a vedere al di là del proprio naso; chi mi da per scontata; la mancanza di empatia con gli altri; chi non ammette i propri errori e i propri limiti; i ragazzini rozzi e volgari che urlano nei luoghi pubblici e piccoli; una lista bella lunga di persone; le cose dette con superficialità; i cani; le cose che non conducono a nulla, nemmeno ad un momento di felicità; le routine; non avere i miei spazi; lo scorrere del tempo.
"E' terribile scoprire che le stelle che stai guardando, in realtà sono aerei!" Io. "Non è chi è perfetto, ma chi è imperfetto ad avere bisogno di amore" Oscar Wilde. "Anche l'amore è un lusso" Albert Camus. "Se qualcosa può andare storto, lo farà!" Legge di Murphy.
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domenica, 23 dicembre 2007
La bla-bla-corporation chiude i battenti per andarsene in qualche posto familiare che sa di freddo ma che ci piace assai. Oggi si parte per posti più bianchi. Finalmente è arrivato ciò che chiamo inverno.
Il Grinch mi aspetta su quei prati bianchi aspettando la fredda atmosfera calorosa e calorica di nome Natale…The quite things that i love.
Cosa c'è di meglio di una grolla, una sciata, una pista ghiacciata su cui pattinare e tanta natura intorno?! Sono un animale invernale...
Ora, io avrei una richiesta per Babbo Natale... Considerando che per la maggior parte delle persone a cui voglio bene, la vita sta andando all'inferno; vorrei chiedere al ciccione barbuto con la casacca rossa di portare un po' di serenità per tutti noi, perchè continuare a nuovare in questo mare di merda non piace a nessuno... Conseguenza: richiesta scritta al ciccione di portare un po' di pace, di serenità e di gioia per il prossimo anno.
Il 2007 è stato un anno denso di cose. Dal mio punto di vista non mi lamento di nulla, ma in fin dei conti le mie coltellate alla schiena me le sono prese, i colpi bassi sono arrivati e mi hanno spappolato ossa e milza. La maggior parte delle cose di quest'anno le cestinerei, altre no perchè mi hanno dato tanto e ringrazio chi mi ha dato queste opportunità.
[Grazie.]
Comunque Babbo Natale, vorrei le teste mozzate di un paio di persone che odio per adornare l'albero. Se per motivi etici ti rifiuti, posso sempre chiedere al Grinch... Ma in questo caso voglio anche la tua di testa lurido bastardo. A Natale, non è vero che siamo tutti più buoni, anzi... Le mie bamboline non funzionano più molto, sarà meglio fare il lavoro sporco di persona quindi.
Comunque io tra un'ora parto... Buon Natale (anche se mi sembra ridicola come frase), e speriamo che il 2008 sia migliore e porti un po' di serenità. Ad altri (quelli che non si meritano nemmeno l'ossigeno che respirano) auguriamo una frattura multipla al femore, una costola rotta in seguito ad un pestaggio e uno stupro... Anche di spappolarsi il cervello contro il parabrezza o di schiattare di diarrea fulminante.
Oh-oh-oh! Merry Christmas!
Salutate tutti il Grinch.
By IrisCatter
At: 11:55
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comunicazioni di servizio, tso
sabato, 22 dicembre 2007
Uno dei miei scrittori contemporanei preferiti è Milan Kundera. Questa primavera ho letto “amori ridicoli”. Mi sono spesso trovata nei suoi personaggi, nei suoi racconti, per un motivo o per l’altro. Ero l’infermiera bruttina ubriaca che ha tentato un suicidio (dovete leggere il libro per capire davvero come sono andate le cose); ero la ragazza che si lascia intrappolare dalle parole rampanti di un giovane che si finge portatore di sani principi; ero la ragazza che si sottoponeva a giochi sadici per piacere al proprio partner. L’amore di per se forse rende ridicoli.
L’amore – quello puro, quello con
C’è un amico di sempre, un amico del weekend o anche un amico che ti osserva ma non ti dice nulla (tre persone diverse, tutte la stessa sera, uguale diagnosi): Ti sei svenduta. Per anni hai sempre cercato di accontentare chi ti voleva, hai mandato giù merda come solo un coprofago saprebbe fare. Questo amico mentre ti stropiccia i riccioli sa quanto sei forte, sa che in uno sguardo ci sono più di un paio di occhi e la semplice registrazione di informazioni. L’importante è non far capire quanto in realtà sai: strategia di sopravvivenza da adottare con i menomati mentali con disturbo narcisistico di personalità. Guardo un numero di relazioni, guardo attuali storie con cui mi sono trovata ad aver a che fare: se da un lato almeno in piano affettivo e amoroso ho imparato a non svendermi, dall’altro posso solo pensare questo: “quanta pena mi fai mentre fai il doppio gioco con la troia di stasera”. Il tuo amico continua a passare le dita tra i miei capelli. Sa che sei cresciuta e non sei più la piccola creatura ingenua che voleva cambiare il mondo a costo della sua serenità. Ora so che la serenità non esiste, tanto vale non svendersi ai leoni camuffati da agnelli e restituire pan per focaccia.
Lei si avvicina a me e chiede al mio amico: “ho saputo che mi devi dire una cosa. Cos’è?”. Il tono è da gatto strangolato.
Io la guardo e rispondo: “si, ho scoperto che sei una lurida troia”. Prendo il mio cocktail e cammino lasciando tutti di stucco.
Ci sono due cose che odio: 1)le bugie dette per manipolare le persone per ottenere qualcosa (in questo caso un po’ di sesso presunto facile ricercato dal tuo ex ragazzo che ti tampina tutta sera) 2) Odio profondamente le persone che si credono simpatiche perché ignoranti. Risultano solo stupide.
Ricordiamoci che i finti ignoranti risultano simpatici. Se sei stupida tanto da non sapere che di meningite si muore, che l’HIV si trasmette con i liquidi organici (e che io ti auguro di avere), il fatto che tu sia laureata in ingegneria, mi fa capire quanto la scuola italiana sia in decadimento.
Vai a parlare con le piante che è meglio…
…Curiosa di sapere quanto questo Amore Ridicolo – Connubio tra stronzaggine e voglia di svuotarsi le palle e stupidità travolgente con un bizzarro senso di “Non so che cosa diavolo sto facendo, ma l’importante è non mettere un filtro alle mie cazzate”- possa durare. Intanto auguro ad entrambi di morire. Buona natale, stronzi!
Nine Inch Nails - Hurt
Perchè ieri avrei dovuto lobotomizzarmi. No brain, no pain...
By IrisCatter
At: 10:42
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schegge di vita, acide riflessioni, me vs me, sleri motivati
venerdì, 21 dicembre 2007
[Se le racconto le cose la gente non ci crede... Pierino ha addomesticato il lupo e ora gli fa sbranare le persone...]
Mi hanno regalato una zucca gigante, non entra nemmeno dalla porta di casa. Era in un enorme pacco rosso che qualcuno ha portato sue per 2 rampe di scale. Nessuno si azzardi a chiedere di assaggiarla. Non è un regalo in ritardo di tutti i santi (tra l'altro)...
Il progetto è quella di trasformarla presto in una carrozza. Oggi ho disegnato un progetto per farla diventare un go-cart. Sto pensando poi di portarti a fare un giro...
[Ah, già... Vuoi essere la mia nave?]

By IrisCatter
At: 17:55
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comunicazioni di servizio, tso , schegge di vita
mercoledì, 19 dicembre 2007
Memorie di una Polena Dalla finestra rimbomba uno squarcio di luce che acceca le orecchie. I bambini hanno una finestra temporale per imparare i fonemi di una lingua, se quella finestra si chiude senza che il bambino abbia sentito voce umana, rimarrà muto. Dirà una serie di fonemi senza senso in nessuna lingua. Una torre di Babele senza senso. Per tutto c’è una finestra temporale, chiusa quella tutto sommato non si capisce nulla del resto, nel mio caso te ne batti altamente e prosegui per la tua strada. Una cosa che avevo scritto tempo fa’, ora sono tranquilla, serena e posso vedere certe cose con la tenerezza di una carezza di soffice seta. “Vado giù. Come siluro. Come bombe che vengono scagliate dal cielo che si frantumano nell’oceano di fantasie elettriche mentre cerchiamo una stella marina che ci guidi. Ma in tutto questo io voglio essere la tua polena, che solcherà il mare senza spaventarti, indirizzando la tua luce che luminosa come quella di un faro squarcerà il buio di questa notte fatta di nebbia che ci porta ad eclissare i nostri mondi che si incontrano in un abbraccio come farebbe il cielo e il mare. Nel ricordo di questa scogliera rocciosa, ai piedi di un faro dove nella tenebra ti ho baciato, ti abbraccio come farebbe il mare con il cielo: loro sono divisi da un sole che tramonta, noi dai nostri abiti. Io voglio essere la tua polena, se tu dovessi affondare, io affonderò con te. Lascerò che le parti che ci compongono si salvino con le scialuppe. Affonderò, sarò fedele alla mia causa: abbraccerò la morte, affonderò in questo inferno acquatico fatto di subconscio e di inquietudini. Se i mulinelli mi tireranno giù, sorriderò ad ogni spirale nella speranza di non finire negli abissi e di rivedere la luce del tuo faro. Illuminami e rendimi forte come il sole, mentre il giorno si frantuma su questi orizzonti che ti ho fatto scoprire. Voglio essere la tua polena e abbracciare con tutta la mia tenacia ogni cosa che posso vedere nei miei viaggi. Sono fatta di legno. Ti può sembrare duro, ma con il tempo si lacera, si rovina e si crepa. Si la mia protezione e non lasciare che le tarme mi possano uccidere. Ho paura di frantumarmi, ho paura che le mie schegge ti possano ferire, ho paura di tante cose… Ma non ho paura di distruggermi se lo faccio per te. Questo è tutto ciò che una polena può dirti… Ti voglio bene, anche se affondo. Ma non venire giù con me, per favore.” [E se ti commuovi, mi incazzo io.] Comunque il Sig Liga è sempre il Liga… Concerto magnifico, scenografia della madonna, organizzazione eccellente. Da una strana impressione vedere 10000 persone che muovono le mani a tempo e che ballano. “Di canzone in canzone Di casello in stazione abbiam fatto giornata Che era tutta da fare La muna ci ha presi E ci ha messi a dormire O cerchiare la bocca per stupirci o funare come se gli angeli fossero lì a dire di si è tutto possibile” Ligabue - Buonanotte All’Italia
By IrisCatter
At: 10:29
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pensieri, schegge di vita, ermetismi fuori luogo
domenica, 16 dicembre 2007
[Delirante, potreste anche farvi male…Se non ci capite molto, non preoccupatevi, è tutto normale]
Lei lecca l’urlo cieco che esce dalla bocca di qualcun altro. Vola sulle ali di una gazza ladra cercando di restituire tutto ciò che ha preso in prestito: voleva essere come Robin Hood, voleva avere il coraggio del figlio di Guglielmo Tell. Restituisce tutto, mentre il cuore tamburella nel petto, mentre lo stomaco implode dietro quel ventre bianco, mentre questa pioggia di lingue di fuoco continua a bruciare la mia testa.
La clessidra è stata ribaltata ora si ricomincia a contare i granelli di sabbia mentre la porpora di labbra lecca un sottile collo insensibile ad un eros artificiale. Le puttane non sono qui per lei, di questo ne è certa mentre una di queste si sistema il rossetto guardandosi in una lunga e sottile lama di spada con la quale infilzerà l’amante di stanotte.
Questo è il preludio ad caos. Lei non sa quello che vuole e chiede alla gazza di alzare il suo volo per scappare dagli occhi di roccia mentre meduse esplodono come bombe a mano di fronte hai suoi occhi. Sono anestetizzata, mettimi pure in una vasca con ghiaccio e recupera gli organi buoni. Accendimi l’ultima sigaretta e lascia la mia bocca fumante come se un revolver avesse appena fatto esplodere il colpo. Lascia che il placebo liberi i topi che rosicchiano la clessidra, mentre la gazza atterra schiantandosi contro il suolo.
“Tutto andrà bene”, ti dicono. “Tutto andrà bene” proprio per un cazzo! Le meduse sopra la tua testa non lasciano l’aria che palpeggio. Più respiro questa, più mi fa soffocare. Dovrei sperare di morire al più presto?
Dove sono tutti? C’è qualcuno a casa? Busso alla porta del disordine mentale, lo specchio si ribalta portando con se una luce bianca. Prendi la motosega e ghigliottinami, fai volare le piume e poi fai continuare tutto il resto. Ho cellule epiteliali solo per sentire ancora sensazioni dolorifiche, allora prendi ciò di cui hai bisogno e completa l’opera. La mia complice gazza ha già preso il volo per San Francisco, vuole giocare sul molo con le foche e andare in quel fantastico negozio della Virgin nella piazzetta dei tram. Se non hai le palle, portami ad impiccarmi come farebbero queste nuvole di piombo per un mito di terra cotta sul quale scatarrerei sopra.
Non sei mai stato bravo a scacchi, il tuo re rischia la morte grazie al mio alfiere ed al mio cavallo.
Spogliati di spocchia e vestiti di vergogna ora.
Never is a promise.
[Promemoria: smetterla di mangiare cucina cinese]
By IrisCatter
At: 10:48
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tso , ermetismi fuori luogo
sabato, 15 dicembre 2007
La senti quella sensazione. Quella sensazione che ti uccide, di caldo e freddo insieme. I quadratini colorati arrivano di fronte ai tuoi occhi, la coclea impazzisce e hai la costante sensazione di essere in equilibrio instabile, che cadrai a momenti. Vorresti solo una sedia ed un posto caldo, invece sei fuori in un locale all’aperto. La tua mente e il tuo corpo stanno giocando contro di te; fa più male quando il nemico è interno, perché non sai bene come combatterlo. Ti senti come in una realtà diversa e speri che i quadratini se ne vadano via in fretta. Credo che sia labirintite, ma non ne sono sicura.
Il bicchiere cade frantumandosi con il resto del tuo cocktail, vorresti vomitare, ma non hai praticamente nulla nello stomaco. Le mani sudano, la faccia diventa bianca e le goccioline di sudore diventano ghiacciate con il freddo Dicembre. Un angelo mi sorregge e poi mi prende in braccio per portarmi alla macchina. Fluttuo sulla nebbia di persone, perdo i sensi. Si, sono svenuta. Mi riprendo in macchina, sto bene, ma quella sensazione di spossatezza c’è sempre. Mi sento un contenitore rotto, fragile, dentro ad una comoda macchina che lascia fuori chi curiosamente vorrebbe sapere davvero che è successo.
Parlo lentamente, recuperando le forze; lui mi prende la mano ormai tiepida e asciutta e la bacia.
“Che è successo?!” chiede lui con voce triste e preoccupata.
“Nulla, davvero. Mi spiace che tu ti sei preoccupato” gli rispondo.
“Vuoi che ti porti a casa?”
“Preferirei, non vorrei averne altri”
“Se ti porto a prendere un po’ di cioccolata?”
“No davvero. Voglio andare a casa”
MI addormento mentre il Ticino è ancora sveglio e si muove blandamente nel suo letto mentre aspetta che la notte si movimenti. Ora voglio solo un po’ di tepore gentile, mi dispiace aver mobilitato tutto questo, già. L’angelo lo fa sorridendo, lo so. È troppo apprensivo per i miei gusti, ma va bene.
“Dovevi beccarti anche con gli altri?”
“SI.”
Rileggo il messaggio di inizio serata: “Il mondo finirà. E fa BUM”. Direi che l’oracolo ci ha preso stavolta.
Forse è davvero quando mi rilasso che collasso...
Queen - Under Pressure
Ci sta tutto sommato sta canzone...
By IrisCatter
At: 11:25
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giovedì, 13 dicembre 2007
C'è una poesia che è stata selezionata in un concorso online.
Mi ricorda molto Ungaretti. Mi piace, è molto autunnale, elegante nella sua semplicità.
Nel frusciar di foglie
"Chi sa come sarebbe
s'ogni uomo fosse albero;
ci racconteremmo le scienze del mondo
scuotendo le fronde
nel frusciar di foglie."
Poetapunk.
A me p piaciuta parecchio, soprattutto per l'idea di scrivere la poesia su una foglia, cosa che è stata realizzata. Il link per votarlo:
http://www.odilialiuzzi.com/votazioni_unbattitodali/fillsurvey.php?sid=12

Non verranno richiesti soldi, ne tanto meno ne verranno dati.
By IrisCatter
At: 15:13
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comunicazioni di servizio
mercoledì, 12 dicembre 2007
Trema la candela in questo cascinale di mattoni a vista. La nebbia è fitta, e le luci dei lampioni sono pallidi fari nella notte. La cera calda scotta le mie dita bianche e incerte, un disegno appena abbozzato che si infrange su un tavolo di legno lercio.
Compagno di Sbronze dice: <Ma sei una bambina? Quanti anni hai? Non ti vergogni a giocare ancora con la cera?!>
Io: <Tagliami un arto e conta i cerchi… Ti va bene se ne trovi 5>. Sorrido e mi perdo nel gioco perverso con il fuoco e con la sua cera.
La luce sembra soffocare in questa stanza piena di fumo, c’è meno visibilità qua dentro che nella glaciale notte. Poi arrivano le sue dita che eclissano la candela e la uccidono con una morte improvvisa e poco dolorosa.
Lui è un pischello con la faccia da tardone e i denti da castoro, le scarpe di Prada e la cintura di Gucci. Ride da idiota, credo che finirà presto sulla mia lista nera. Non si può rovinare il gioco ad una bimba di 5 anni che si diletta a bruciacchiarsi le dita. Compagno di sbronze con la sigaretta tra le labbra accende nuovamente la candela, riscaldando la mia letizia ludica.
Freddo il pischello con lo sguardo, ho troppi pochi neuroni per incenerirlo, ma ha capito cosa penso. Credo che mi procurerò presto una sua foto da mettere sul bersaglio al poligono, per essere più motivata quando sparo insieme all’omino con l’impermeabile giallo… Già.
È già l’una e mezza. Il teatro è finito da due ore e io non ho voglia di guidare in quella nebbia impietosa.
Cambio stato d’animo e umore più volte al giorno, più volte all’ora. Basta una parola o un gesto sbagliato per farmi saltare come nitroglicerina, per farmi tornare negli inferi, o per attivare la parte più materna di me. Non è normale, no. Dovrei trovare un mio limite, fissare dei paletti con le dovute avvertenze: “Non oltrepassare il limite”.
Atarassia. Vorrei farmi cullare come in un mare calmo, vorrei essere una culla che dondola, vorrei essere in un letto di cuscini orientali, vorrei essere la luce di quella candela. Lei danza attorno alla bottiglia che sorregge la candela che ormai racconta la sua morte. Il suo cuore blu nasconde un aureola di giallo bollente.
Le persone sono tutte candele, eleganti danzano per illuminare la stanza ad altri, sono di colori diversi andando dal cuore alla loro punta. Non sanno perché loro sono lì, ma scaldano lo stesso. Poi arriva il pischello idiota di turno che non sapendo cosa fare della sua esistenza, decide di spegnerti fino a quando non arriva una persona calda che ti riaccende.
È andata così, si.
Compagno di Sbronze: <Non hai tanto da sorridere con questa nebbia, visto che devi portare a casa anche me>
Io: <Tu non ti preoccupare capo, ci penso io a te>
Diavoli sono collassati su un divano impolverato e lercio, ubriachi e rilassati. Io finisco il secondo thè al limone, saluto la candela e chi non può reagire agli stimoli, prendo il mio bagaglio umano e torno a casa.
Lui: <A che pensi?>
Lei: <Vorrei che qualcuno soffiasse su di me per spegnermi… Basta un piccolo alito di vento…>
Lui: <He?>
Lei: <No, niente. Solo stanchezza.>
A poco a poco ci sto riuscendo però. Le mie dita si bruciano, ma ci sto riuscendo.
Jackson Pollock - Blue Poles
By IrisCatter
At: 10:05
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pensieri, schegge di vita, ermetismi fuori luogo
domenica, 09 dicembre 2007
Hai mai avuto la sensazione di essere al di là di un vetro unidirezionale, e di vedere una scena che provoca rabbia, dolore, e tristezza? Beh, io si.
Non sono la classica persona che se ne sta ferma e immobile a guardare la scena. Prendo le cose e le scaravento contro quel vetro, con tutta la forza dettata dalla rabbia che ho, fino ad infrangere in mille pezzi la vetrata. Prima con una crepa piccola piccola ed impercettibile, poi allargarla fino a far crollare tutto ciò che mi è possibile. Il punto che una volta distrutto il vetro ti accorgi di aver sbagliato atteggiamento. Le scuse non valgono più, soprattutto se la tua reazione è stata dettata da una frase estrapolata da un contesto che non conosci.
Sono un idiota... Ciò è tutto quello che sono in grado di pensare oggi.
Da questo ne derivano alcune interessanti nozioni da tatuarmi presto sulla pelle:
1) La curiosità uccise il gatto, ma anche con gli uomini e le donne non scherza
2) Smetterla di avere un acting così marcato, cominciare a collegare il cervello quando si agisce
3) Evitare di fare cose che forse feriscono più te stessa che altri, partendo con l'immaginazione verso posti che provocano solo malessere e incomprensioni tra te e chi tieni
4) Violare la privacy di qualcuno non è cosa buona e giusta, soprattutto con la tua capacità di trattenere le emozioni.
Sto diventando una cazzo di border? Probabilmente si.
Forse nella stanza con i pop-corn a guardare la scena con attraverso lo specchio unidirezionale non ci dovevo nemmeno finire. Sono una fottuta curiosa idiota, spinta dalla paura di e dalla paura per cosa.
Soprattutto dopo quando sei tu a prendere i frammenti del vetro per costruire una barriera tagliente e fondamentalmente inutile, tu accorgi di quanto sei cogliona e di quanto anche l'azione più buona del mondo può spingerti a fare del male ad altri e a te stessa.
Sono una delusione costante e su tutta la linea...
Se lo specchio mostrasse cose che davvero sono, capirei; così no.
Mi sento come quelle vecchie madri che si ostinano ad entrare invasivamente nella vita dei figli...
Necessito di lobotomia.
Peter Alexandroff - Magic Mirror
By IrisCatter
At: 20:01
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tso , me vs me, ermetismi fuori luogo
sabato, 08 dicembre 2007
Io sono quella che sono, non posso cambiare. Sono quella ragazza goffa vestita con un maglione nero e una collana colorata di lana cotta; come quella stessa ragazza arlecchino che nella sobrietà di una città che sta cominciando a conoscere, si ubriaca di bollicine gialle scure, oro liquido da 9 gradi.
Sono quella ragazza che si mette a parlare di niente con chiunque ai concerti o nei locali. Sono quella ragazza forte che spesso ha le gambe che le tremano per la paura, sono l'insicurezza nascosta dietro ad un dito, sono il costante terrore di sbagliare. Ho paura di molte cose, ma vedendomi non lo diresti mai.
In ogni donna c'è una soglia di insicurezza, in alcune la paura di non essere accettate, in altre giudicate, in altre ancora di non avere ciò che vogliono. Questo può essere dettato dal corpo (e mi chiedo ancora perchè ci sono ragazze che a 20 anni si fanno la liposuzione, al posto di spaccarsi il culo in palesta se vogliono dimagrire), dalle esperienze traumatiche nella vita precedente, da fantasie che manipolano la realtà. La maggior parte delle donne te lo dimostrano a parole o evitando le situazioni. Io no.
Io faccio le cose, dico le cose, prendo le situzioni di petto visto che la diplomazia non è il mio forte e poi arriva l'insicurezza che ti fa congelare pezzi del tuo stato d'animo facendoli cadere come stallatiti.
Una volta che passi la soglia dell'insicurezza base, passi solo il livello 1; successivamente devi lottare con quello 2, che consiste in una macchinosa rielaborazione degli stati d'animo latenti e quelli fenomenici; passo 3, fai finta che questo non sia mai successo.
Io ho l'enorme difetto di comportarmi da ragazza arlecchino, senza mai far trapelare emozioni più profonde con chi non mi conosce bene; anche questa è una forma di insicurezza lo so, male adattiva e soprattutto non veritiera di ciò che sono.
Non sono più la bambina che si nasconde sotto le coperte e dice: "sono invisibile", sperando davvero di non esserci più, di non essere vista da nessuno. Quando ci sono certi stati d'animo non puoi negare la loro esistenza, ma se sei sempre stata l'immagine emblematica di uno stereotipo è difficile far uscire quel momento di sincerità che a volte chiede a gran voce la sua libertà.
Questa è la mia croce, ho una forte energia, sono espansiva, ma dentro di me c'è sempre questo tornado emozionale che nessuno capisce (e non biasimo nemmeno). Già ma a volte è facile dire che sono quella che vedi, il Dna nasconde un numero sterminato di informazioni che tu non saprai mai.
Giovedì alle 3.30 di notte ho letto le tue parole, ero ubriaca, e leggendo certe cose non ho potuto fare a meno di piangere. Avrei voluto chiamarti e stare al telefono con te tutto il resto della notte. Inevitabilmente ti spio ancora...
"Hai la tua sovranità
sui pensieri,
sai che basta questo,
che il resto è lusso.
Hai pochi anni e già visto tutto,
masticato un dolore per tutto,
forse ieri chissà domani chissà,
che il flusso ti porta via tutto.
e l'unica ambizione che hai è stare in piedi
con un suono in testa che buca i pensieri"
Subsonica - Ratto
Reso conto del concerto dei subsonica di ieri: Bello il concerto, la scenografia meravigliosa, il gioco di luci fantastico, considerando che hanno fatto poche canzoni dell'album nuovo è andata anche bene. Del primo ciddì (secondo me il più bello) hanno fatto solo "preso blu" e di microchip emozionale non hanno fatto "strade". In totale 18 euro più prevendita ben spesi :)
Andrew Gonzalez - In The Wake Of The Underground Sun
By IrisCatter
At: 10:58
commenti (5) + + +
pensieri, comunicazioni di servizio, me vs me
giovedì, 06 dicembre 2007
Siamo quelli che siamo, in un alba rosa shock mentre il treno corre in fretta e di fronte a me si trova una persona che continua a parlare di niente. Ma va bene così, non mi sono mai scandalizzata per fregnacce senza senso, non mi scandalizzo più di nulla. Sorrido nel vedere cose che in realtà non fanno ridere affatto. Dovrei uscire dal mio solipsismo fatto di unicorni, fatine, caramelle alla fragola che annegano nello yogurt alla pesca. Sto bene, ma non è la parola adatta... Diciamo che sto meglio. Ho avuto momenti migliori, ma almeno c'è il sole oggi che tiepidamente mi ubriaca con la sua luce fioca e languida.
Non vedo l'ora che sia il calore freddo delle vacanze che ormai comincia a respirarsi nell'aria.
Ascolto la mia musicaccia persa tra le luci di una grande città non mia, tra le decorazioni natalizie che potrebbero causarmi una crisi epilettica. Mi guardo intorno persa tra questi palazzi residenziali mentre cerco di arrivare in stazione. Nessuno lo sa, ma la mia capacità di orientamento è pari a quella di un ragazzo appena reso cieco che si muove in un bosco. Cammino, prima o poi arriverò a qualcosa. Cammino, prima o poi si arriverà a destinazione. E' la speranza di un futuro migliore che ti fa continuare, lasciando dietro la tua strada chi ti ha fatto sorridere, e che il più delle volte ti ha fatto sognare. Mi perdo in questo viaggio fatto di creature mitologiche che si muovono al mio fianco in questo oceano fatto di cemento, mentre il verde dell'erba è sporcato dai rifiuti. Questa è la mia strada verso casa.
Mi sono persa, ma va bene così. A volte bisogna perdersi per trovarsi, a volte bisogna sentirsi vuoti per essere pieni di qualcosa, a volte basta un pensiero per portarti all'azione.
Ho bisogno di vedere se le mie gambe sono in grado di reggersi da sole, ho bisogno di provare la sensazione dettata dalla fatica,ho capito che ho bisogno di molte cose ma non le ho ben presenti.
Essere arrivate di fronte a questo arco è già un passo avanti. So dove sono, so dove sto andando ora.
Non essere triste se ho scelto di percorrere sola questa strada. La metropolitana non è il mio habitat naturale; poi mi sento più sola e vulnerabile tra tante persone, rispetto al saltellare tra questi mostri che rimangono nelle loro isole. La strada percorsa insieme non verrà dimenticata, ma a volte abbiamo bisogno di alzare gli occhi a queste stelle e cercare la nostra direzione tra tutte le costellazioni artificiali di questi giorni.
Non essere triste per me, sto trovando la mia strada verso casa.
Stasera meeting di menti per parlare del nostro destino e dell'inutile fabbrica di disoccupati, ho bisogno di staccare la spina e di un drink molto forte. Domani sera Subsonica. Prossimamente la Kamchatka: se non avrò i carroarmatini viola, farò fuoco e fiamme, sappiatelo!
Dovrò andare ad ordinare il libro stasera...
Renè Char - Pneuma
By IrisCatter
At: 16:01
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pensieri, schegge di vita, ermetismi fuori luogo
martedì, 04 dicembre 2007
Penso ad una canzone che oggi è stata tutto il tempo con me, come l'ombra di un mostro spaventoso che esiste solo nella mia testa.
" "if you die" you said "so do i" you said...
But it ends the day you see how it is
There is no always forever... just this...
There is no if...
The Cure - There is no if...
A volte alcune cose cambiano; sei in strada all'alba guardando i colori del cielo resi più vivi grazie allo smog su questi paesaggi post-industriale, e poi si torna a casa evaporando nel buio di una notte che non è ancora cominciata. Evaporare come una lacrima, persa nei pensieri che si rincorrono sulla faccia di un clown con il trucco che sbava. Questo è annullarsi...
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Cambiando argomento, vorrei riportare una cosa riguardante l'uscita di un libro "Inadatti al volo", e spero che qualcuno la legga e decida di conseguenza di fare la cosa giusta (per la cronaca, scrivo anch'io qui) :
Di conseguenza la voglia di volare, fosse anche solo con la fantasia, ha il pregio della dignità, la dignità di essere raccontata.
Giovanni Di Muoio ha chiamato a partecipare a questo progetto alcune delle penne più interessanti della rete dei Blog.
Inadatti al volo è il frutto di questa violenta pulsione a scrivere.
Un libro da consumare preferibilmente dopo i pasti leggendo attentamente le avvertenze e le modalità d'uso.
Una parte del ricavato della vendita del libro andrà a finanziare le attività di ricerca della Fondazione "Antonio Valentino" attiva da anni sullo studio delle Cardiomiopatie Familiari Aritmogene. "
By IrisCatter
At: 18:21
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comunicazioni di servizio
domenica, 02 dicembre 2007
"So is that what you call tact?.jpg)
You're as subtle as brick in the small of back".
Siamo tutti teatranti, volenti o no. Tutti dobbiamo interpretare la figura di nostra competenza, il punto è che quando ti ribelli a questa cosa, si spezzano gli equilibri. Meglio: tu puoi essere tante cose, ma in contesti diversi. Conoscendo poi quanto sono permalosa, questo è un enorme problema se applicato sd un tot di persone.
Ricordo da bambina quella suora che mi legava i riccioli con gli elastici di gomma, che mi metteva una cosa acida sulle unghie per non farmele mangiare (con scarso risultato), e il solito cappello da asino per chi non sapeva le cose (mio incubo e mia motivazione)... Oltre ad altre punizioni corporali e psicologiche. Credo che il mio immenso sadismo sia nato da quel periodo della vita. Ora vedo la suora che dopo dieci anni è tornata qui in questa città. Non si ricorda più i nomi, ma le facce si. Piange nel vedermi, non era la reazione che mi sarei aspettata da chi ha trattato con severità bambini delle elementari. La colonna bianca dal velo nero - alta e austera anche nell animo-, ora è poco più bassa di me e più acciaccata. Cambiano le cose: l'anti-eroe, comincia a mettere tenerezza; è questa la cosa che squote di più.
E ora tu, che hai cambiato completamente modo di comportarti... Da amico confidente, a altezzoso sconosciuto. Credo di essere molto brava a dire cose pessime alle persone. Sono di una cattiveria e di una prontezza ineguagliabile, ma mai ho detto cose come quelle pensandole seriamente. La palla che lanci con cattiveria e forza contro il muro, ti torna indietro con una forza minore, ma ancora potente.
Se ieri ho detto che attendevo la tua morte con ansia, che sei solo un egoista schifoso, che sei un idiota che a 25 anni non ha ancora imparato a comportarsi con gli amici, è solo per dare una svegliata a chi reputo meritevole di ciò. Sono Pessima, sono orribile, ma inevitabilemente più vai in alto, più la caduta sarà dolorosa; più la ferita è profonda, più fa male. Che tu abbia tolto o meno la maschera che avevi, mi sta bene; ma dimmi chi era la persona che ho conosciuto in questi anni, perchè non è più rintracciabile in ciò che sei ora... Ecco perchè ti piglierei a calci nel culo ora e ti infilerei le dita negli occhi. Hai spezzato degli equilibri che potevano evitati di essere rotti, si chiama "quieto vivere", e questo non comporta l'ingoiare ciò che disturba olte a un rapporto tanto elastico quanto duraturo... Ma questa è altra faccenda.
"So let's end this call and end this conversation
And is that what you call a getaway?
Tell me what you got away with
Cause you left the frays from the ties you severed
when you say "best friends" means friends forever"
Brand New - Seventy Time 7
Silvestro Lega - La Lezione
By IrisCatter
At: 11:01
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schegge di vita, sleri motivati
