...:A place for my thoughts:...

Le piccole cose che qualcuno non dovrebbe sapere mai... e forse nemmeno chi le scrive.


...:Me:...

Si avvisa che questo blog tratterà argomenti personali. Se volete scrivere fregnacce, siete pregati di farlo altrove. All'agenzia delle idiozie, spiacente, ma ho io l'esclusiva... Non sono ben accetti adoratori di me stessa, mendicanti di attenzioni gratuite e ingiustificata, neppure gente che vorrebbe mettermi la faccia in una friggitrice per patatine fritte o buttarmi in mare con delle scarpette di cemento. Siamo per le persone che ragionano e con un minimo di senso critico. Vi ringrazio per la cortese attenzione. Iris Catter


...:Amo:...

la musica; leggere; scrivere; i gatti; la pioggia e i temporali estivi; i paesi anglosassoni; una conversazione stimolante; straiarmi su un prato senza parlare e ascoltare i rumori intorno; un buon bicchiere di vino; i cappelli e orecchini bizzarri; una sigaretta dopo il caffè; cantare a squarciagola mentre guido; una cioccolata calda in un bar, quando fuori nevica; l'avere sempre ragione; i bagni di folla; passare le giornate a letto e vivere di notte; le persone originali e non convenzionali; scopare; rimanere a parlare fino al mattino e avere più dubbi che certezze; l'ironia delle cose; testare le mie ipotesi; un bacio prima di partire.


...:Odio:...

Falsità; l'ansia; la domenica; gli arrivisti; la cattiveria; l'invidia; la superbia; la fatica; la noia; le lamentele inutili; la stupidità; i pregiudizi; le persone che non riescono a vedere al di là del proprio naso; chi mi da per scontata; la mancanza di empatia con gli altri; chi non ammette i propri errori e i propri limiti; i ragazzini rozzi e volgari che urlano nei luoghi pubblici e piccoli; una lista bella lunga di persone; le cose dette con superficialità; i cani; le cose che non conducono a nulla, nemmeno ad un momento di felicità; le routine; non avere i miei spazi; lo scorrere del tempo.


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"E' terribile scoprire che le stelle che stai guardando, in realtà sono aerei!" Io. "Non è chi è perfetto, ma chi è imperfetto ad avere bisogno di amore" Oscar Wilde. "Anche l'amore è un lusso" Albert Camus. "Se qualcosa può andare storto, lo farà!" Legge di Murphy.


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  venerdì, 30 novembre 2007

La Signora Bianca

La signora era chiusa in un cappotto bianco, come una perla rinchiusa dentro la conchiglia. Un rossetto spalmato sulle labbra sottili, e ciglia finte per riempire ancora di più uno sguardo ammiccate. Camminava lungo la banchina della metropolitana, aspettando che l'autista arrivasse, poi stanca per i suoi tacchi a spillo, si sedette accanto ad un signore con la giacca sporca. Il cappello uccideva la vitalità di una chioma bionda fluente. Sembrava una Dea dai capelli di serpenti, boccoli artificiali che scendevano giù dal cappello bianco. La Dea non era più giovanissima, sotto quel cappello si nascondevano delle rughe che la rendevano ancora più terrena. Le unghie di porcellana infilzavano una borsa color sangue che avidamente trattenevano, come se fossero artigli di un'aquila che non aveva smesso di catturar prede.
La guardavo, era magnetica, mi aveva mesmerizzata. Elegante in quei vestiti da signora altolocata, e vederla prendere il serpente sotto terra accanto a quel signore così poco curato, faceva un po' effetto. Si accorse del mio sguardo indagatore, in modo arcigno mi mostrò il profilo sinistro, cercando una salvezza da quella situazione. Mi accorsi del probabile inbarazzo che la Signora Bianca portava con se. Guardai altrove, mentre ammazzavo il tempo aspettando una metropolitana che sarebbe arrivata dopo 10 minuti. Prese la borsetta e comiciò a cercare un diversivo alla noia, non trovandolo attaccò bottone con il signore dalla giacca sporca.
La voce della Signora Bianca era una carezza fredda sulle orecchie, il tono era caldo, pacato, ma si sentiva un certo distacco emotivo in tutto; era come se lei in quel momento non fosse sotto terra, ma ad un tavolino su un palco a presentarsi. Lo spettacolo era alquanto bizzarro: la signora sorrise con i suoi denti bianche e affilati che emergevano dal rosso delle sue labbra. Gli orecchini luminosi erano solo l'ennesimo lumino ad indicare ilsuo splendore.
Dopo qualche minuto arrivò il serpente sotterraneo per portarci a destinazione. La gente era stipata come buoi su un camion piena di carne da macello. Lei si alzo dalla panchina per avvicinarsi con le sue scarpe nere ed il suo cappello bianco, tanto da farla sembrare una donna di altri tempi. Surrurrò qualcosa poi tornò a sedersi, questa volta sola con la sua borsetta rosso sangue e la sua solitudine in quegli occhi di zaffiro.
Ho sempre amato la freddezza di un'eleganza, troppo lontana dalla mia. Adoro profondamente le contraddizioni... Soprattutto se sanno di seduzione e spettacolo gratuito.

Un'altra settimana è andata... evvai!

Afterhours - La Vedova Bianca
Non avrei dovuto metterlo?! Adoro questa canzone, adoro Manuel... Già. "Tu hai qualcosa dentro di te, che è sbagliato e ci rende simili..."

 

By IrisCatter
At: 18:16
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mercoledì, 28 novembre 2007

La Soluzione Del Problema #3

[E che palle...]

Ultimamente vivo nella angoscia che le cose che amo mi possano lasciare troppo presto, essere una specie di passerotto, che non ha ancora imparato a volare, e teme che "mamma" venga mangiata dal gatto prima che lui possa darle l'ultimo addio e ricavare gli ultimi utili insegnamenti.
Sogno sempre più spesso di tovarmi in un bagno bianco, asettico, di fare il bagno e di vedere l'acqua diventare sangue e allagare tutto. Rimanere bloccata in quella stanza - perchè le porte non si aprono e nemmeno il rubinetto si può chiudere-, e galleggiare fino a quando non tocco il soffitto, per poi perdere i sensi e morire. Mi ha sempre fatto schifo il sangue, è una di quelle cose che mi rimanda alla sensazione di dolore, associata con tagli e ferite.
Ora l'angoscia attule è quella che ci potrebbe provare nella stanza, però nel mondo reale.
Diciamo che se da un lato vorrei uscire dalla stanza e da un lato vorrei che il passerotto rimanesse solo. In fondo ci sono parecchie cose che in questi due giorni mi hanno fatta riflettere. Il senso di vuoto che sento è colmabile solo con qualcosa di divertente -ieri abbiamo provato un'esperimento andato magnificamente-, non ho mai cercato l'atarassia. Sono troppo sensibile a qualsiasi cosa per poter riuscire ad eliminare ogni minimo stimolo sensoriale e cognitivo.
Il punto è questo: se continuo così annego, oh si se annego.
Il problema più grosso di un tempo se nè andato per i cazzi suoi, auguro a quel problema di essere eliminato in fretta, ma fin quando non mi tocca o non lo vedo, non esiste (gli elefanti non esistono)...
Ora ciò che mi assilla è l'essere in stallo, senza sapere che cosa fare. Sempre pensato di non essere portata per le grandi decisioni, prendo in considerazione troppe variabili, e poi agisco di impulso e scelgo la prima cazzata, ho casa piena di scarpe con il tacco che non metterò mai. Avrei voluto da sempre che ci fosse qualcuno che decidesse per me, la capacità di intendere e volere non è il mio forte...
So cosa dovrei fare, e so che dovrei farlo io. So che non dovrei cadere il suolo ma sbattere le ali e volare, e anche che non devo spatasciarmi contro i vetri.
Ufficialmente ho bisogno di colmare il vuoto che mi sta mangiando... E' come una tigre tenuta a stecchetto, se liberata, succede di tutto... Questa volta vorrei evitare gesti dimostrativi, tanto non vengono capiti... E allora, a che serve sbattersi?

Alberto Savinio - La Nascita Di Venere

By IrisCatter
At: 09:14
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domenica, 25 novembre 2007

Om Mani Padme Hum

Bimba tibetanaMi sono riproposta di non scrivere di fatti che accadono al di fuori della mia inutile esistenza... Ma questa volta non potevo stare in silenzio, e quindi in paniera polemica mi sento di dover fare uscire un pensiero che mi ha inseguita per questo pomeriggio.
Già a marzo, sapevo che di Dalai Lama sarebbe venuto in Italia. A marzo mi trovavo in India e per un incontro fortuito, ho conosciuto -insieme ad alcuni compagni di sventura- un monaco tibetano, rimasto per 33 anni nelle carceri cinesi e il ragazzo che si occupa di loro nei viaggi dei questi. Provo un profondo rispetto per il popolo tibetano. Forse perchè nessuno li prende in considerazione per la mancanza di petrolio, forse perchè i cinesi li hanno invasi dopo la prima guerra mondiale utilizzando come pretesto un antico trattato, forse per la cultura e per la religione che non smette mai di ricorrere nella mia personale filosofia di vita, forse perchè tutti sanno e nessuno fa' nulla di concreto per loro... Per questi motivi adoro e provo un profondo rispetto per questo popolo.
Tornando al discorso principale, sono rimasta parecchio indignata dal governo italiano. A quanto pare il caro signor Romano Prodi (sono tremendamente di parte, ma cerco di essere piuttosto imparziale in questo momento) non ha alcuna intenzione di conoscere il capo del governo tibetano (che attualmente si trova in India, poichè gli è stato concesso lì asilo politico).
Al di là del fatto che Romano Prodi è un inutile testa di cazzo, -poichè non si rifiuta neanche ad un cane un incontro, figuriamoci ad un capo di un governo- ha deciso di non incontrare il Dalai Lama. Questo perchè abbiamo paura di perdere i ponti commerciali con la Cina. Oltre a questo al Lama è stato vietato di poter entrare in parlamento e forse di conoscere anche il nostro capo dello stato.
Ora, io avrei una domanda: Ci facciamo promotori di libertà, di uguaglianza e di giustizia; regaliamo protesi al seno ai parlamentari e lasciamo morire i nostri ragazzi presi come bersagli dai kamikaze per questi valori, e poi ci rifiutiamo di dare ospitalità ad un personaggio rappresentante di un popolo umiliato, assassinato e privato delle proprie ideologie?! Se questo è il mio governo, signori miei, io non mi sento per nulla rappresentata.
Mi stanno bene tutti i privilegi dei politici, ci sono dalla notte dei tempi e non sarà la mia vocina a dire "basta" (poichè sarebbe totalmente inutile); mi sta sul cazzo l'idea di tassare tutti i blog (anche perchè voglio vederti a tassare quelli della ragazzina di 14 anni che dice - Oggi ho visto Pierpi, che fiko! me lo spompinerei dei bagni della nostra scuola media! Non vedo l'ora di sposarlo!-), ma ci può stare come cosa; detesto profondamente tutte le promesse fatte dai politici e poi non mantenute, ma anche io da bambina volevo un pony che non è mai arrivato... Ma questa no.
Questa cosa mi suona come: Noi poveri italiani siamo solo delle marionette con una mano infilata nel culo da chi fa girare l'economia mondiale. Siamo le prostitute dei conquistatori gialli, e possiamo farci mettere nel culo il loro cazzo di gomma e negare con i lacrimoni agli occhi i nostri ideali e i nostri credo.
Io non sono una industriale, non so nemmeno quanto vale un dollaro; ma questa cosa, credetemi, non può che indignarmi perchè tocca qualcosa in cui credo fortemente.

Se Prodi vuole fare la puttana del governo cinese, faccia pure; ma a me personalmente fa' ancora più schifo di prima... Non ci fa sembrare dei fottuti fifoni, che non riescono ad imporre i propri pensieri ad un "padre-padrone"?! Si, maledettamente...

P.s. Ero l'unica di noi tre piccoli "indiani" che non aveva ancora scritto un post con 'sto titolo... sapevo che sarebbe successo. Vediamo di andare alla conferenza...

P.s.s. Questa bimba è uno dei motivi per la quale dovremmo imporci e per il bale dovremmo essere indignati...

By IrisCatter
At: 21:33
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sabato, 24 novembre 2007

Placebo Effect

A volte non te ne accorgi nemmeno, ma le care e piccole Parche -oltre a mandarti una serie di sfighe da far concorrenza a Fantozzi- decidono che nella tua vita deve accadere qualche piccola cosa positiva.
Molte di queste cose sono del tutto scollegate al testo, ma sono una piccola pillola di felicità, che ti fa stare di sicuro meglio per i prossimi due giorni.
Di solito succede così: l'avvenimento x accade; ciò comporta una serie -non meglio precisata- di eventi che servono tutti come piccolo reward per la tua labile autostima, che ormai latita sotto la suola delle tue convers bagnate. Un effetto farfalla in bene? Si, in un certo senso si.
A volte basta davvero un niente per renderti serena.

In questo penso anche che erano settimane che non mi divertivo così tanto. L'alcol aiuta, perchè l'alcol aiuta (è una tautologia, ma non mi interessa); e ovviamente il fatto di sapere che nonostante la tua cattiveria insita, c'è qualcuno che si avvicina per provarci, ti fa ancora piacere anche se farai capire che non sei interessata. Già, le donne lasciano segni di rossetto e cicatrici.
Ma in tutto questo mi sono sempre stupita del fatto che: o l'uomo è stupido, perchè non ha capito il più semplice meccanismo di condizionamento (campanello: bava= provarci: due di picche); o come il miglior Titano, spera di arrivare ad un cambiamento positivo della sua condizione, fallendo miseramente...
In tutto questo io guardo, annoto e rido...
Il tamarro medio è comunque un elemento da evitare come la peste.

Shandon - Placebo Effect
Ci voleva un tuffo nel mio passato da ragazzina alternativa che ascoltava brufolo-punk e ska. Ormai è più il tempo che passo in coda in macchina di quello che passo in giro, di conseguenza mi sono fatta una rivisitazione della musica che ascoltavo a 15 anni... "Paranoia insopportabili, dimmi che mi accetterai anche così...". LA cosa sconvolgente è che ricordo tutte le canzoni a memoria, questo vuol dire che circa il 95% della mia testa è occupata da cazzate.

By IrisCatter
At: 12:16
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giovedì, 22 novembre 2007

Svegliatemi quando novembre è finito.

Erich Heckel - Femme AllongaSono una persona estremamente curiosa di natura. Mi guardo in giro, scruto le facce delle persone che mi trovo accanto in metro o in treno, e cerco di indovinare un tot di cose sulla loro vita. Sfortunatamente per me, alcune di queste cominciano ad attaccar bottone e a non mollarmi fino alla mia fermata; altre invece come faccio io, si perdono tra i loro pensieri e tra i problemi quotidiani.
Oggi mi sono seduta per caso accanto ad una ragazza. Profilo grazioso, lineamenti ben disegnati, un naso lungo e ingobbito che comunque non stonava con la magrezza del volto. Mani bianche e affusolate, vestiti troppo grandi per una ragazza così magra.
<Scusi, posso sedermi?> le chiesi gentilmente, ho sempre il vizio di dare del lei a tutti, anche se la persona in questione ha la mia età. Credo che sia più per abitudine che per altro.
Lei, mi guardò come se venissi da un altro pianeta: <Si, certo>.
Notai in quel momento che l'occhio sinistro era stato deturpato. Sotto gli occhi nocciola c'era un rigonfiamento violaceo che le prendeva anche parte dello zigomo.
In una ragazza così fragile all'apparenza e dai modi di fare così agitati, c'era qualcosa che mi inquietava, terribilmente. Passai dieci minuti abbondanti a chiedermi se fosse il caso di parlarle, intortare uno dei soliti discorsi da ascensore. Ma chi ha voglia di parlare ad una sconosciuta, soprattutto con un fardello violaceo di fragilità e di ansia? Credo nessuno. Perciò decisi di rimanere nel mio autistico mondo fatto di letture noiose su un libro di psicologia di comunità.
Il suo telefono squillò. Lei lo teneva tra le mani, ma aspettò diversi secondi prima di rispondere.
Conobbi così la storia del suo ematoma. Conobbi la rabbia che pervadeva quella figura fragile e protetta da vesti calde e morbide. Conobbi anche le paura e le angosce. Ho la tendenza a pensare sempre la cosa peggiore e fondamentalmente a non farmi i cazzi miei...

Come disse oggi una saggia donna: <Dovremmo nascere con il libretto delle istruzioni, con la data di scadenza sul retro. Dovremmo nascere con la cpacità di scegliere e di decidere se prendere una vita e avere il potere di morire>
Forse mi sceglierei una vita da fottuta troia viziata alla Paris Hilton, o una vita in ritiro spirituale come una suora sacramentina... o forse manderei a fare in culo tutto e andrei in Florida con i ricchi vecchietti americani a finire lì il resto dei miei giorni. Il fatto è che spesso e volentieri scegliamo una strada, ma non le dinamiche che ci portano ad un tragitto. Non ci scegliamo le pozzanghere, le buche sull'asfalto nelle quali inciampiamo. Non ci scegliamo uno stato emotivo o chi possiamo incontrare... Non ci scegliamo le malattie di cui moriremo. Sarebbe più facile avere una data di scadenza stampata sul culo, almeno questo renderebbe tutte le cose molto, molto più facili.

Svegliatemi quando novembre è finito... Per il resto in questo periodo vendo incubi e baratto illusioni.

Erich Heckel - Femme Allonga

By IrisCatter
At: 18:14
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martedì, 20 novembre 2007

So che cosa non farò mai nella vita

Ricordiamoci una cosa fondamentale: non si smette mai di sentir cazzate su certe cose!
Non sarà la teoria di Ross o di Nichols a dirti come andranno le cose, non è detto che sia vero.
Viviamo tutta la vita nell'illusione di durare per sempre; mettiamo il piede sul freddo pavimento, sappiamo che anche 'sta notte ci è andata bene. Dopo di che cerchiamo la calda rassicurazione di una pantofola.
Viviamo tutta la vita nell'illusione di non morire mai, sminuendo la morte degli altri cedendo che a noi non capirà mai. Noi viviamo per sempre.
Ogni nostra cellula, non ci deluderà mai, vivrà per sempre. Quella cellula, nel momento in cui diventerà grande come un acino di uva americana, ci porterà alla rovina.
Non sarà il sorriso di una persona che non conosci o una bella chiacchierata in cui saprai che sei fottuto, a darti la vita. Non ci sono cazzi quando devi morire, sai che domani non respirerai più e sarai carne per vermi. Già, tutti gli stati emotivi sono stati messi in una bella tabellina quando comincia il conto alla rovescia. Per farci del male in tutto questo, ho scelto un libro per accompagnare i pazienti oncologici alla morte.
Se arriverò ad una certa età, so già di cosa morirò.
A volte basta uno spillo a riaprire la ferita; a volte il cerotto intriso di sangue solidificato, se viene tolto, lascia in mostra la carne viva. Non importa che sia passato un giorno o un anno 4 mesi e 9 giorni. Il ricordo sarà sempre lì. Già.
Non è vero un cazzo di quello che ti dicono. Non è vero che il tempo mitigherà le cose. Non è vero che passerà il dolore. Non è vero che poi parlando di quell'argomento, non sentirai nè caldo nè freddo. Ci sarà una parte di te che dovrà uscire da quella cazzo di aula piena di banalità e di idilliaci aiuti inesistenti. Ci sarà sempre una parte di te che vorrebbe uccidere con le proprie mani chi dice che a volte si può aiutare a morire, se si vuole davvero farlo fate passare l'eutanasia.
Perchè i ricordi di quando prima di morire ascoltava in ospedale la tua voce di bambina di 5 anni che cantava ad un vecchio registratore ti distrugge. Sapere che non c'era più fiato da usare in parole, ma la mente lucido fino alla fine lo portava ad amare e a prendersi cura di chi gli voleva bene fino alla fine, quando tu invece sei scappata nella cappella dell'ospedale quel giorno di luglio a bestemmiare e a maledire tutto questo con le lacrime agli occhi e l'impotenza nel corpo.
Non ci prendiamo per il culo, per cortesia. Non parlando di chi muore, e non oggi.

Se non lo avete capito, ho passato una giornata di merda oggi.
La vita è una merda in questi giorni... So che cosa non farò mai nella vita.

By IrisCatter
At: 21:19
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domenica, 18 novembre 2007

Emotional Sickness

[So che non è comprensibile per molti, ma questo è assolutamente voluto]

 

I don’t know if there is something wrong with me, but I understand that the face in the mirror isn’t mine.

I’m going to crack up thinking about our own ways. Did you see what we make in the past? But it’s so painless to pass by the rest. We are so fucking selfish, we gaze ourselves reflex in someone else eyes just to find us. It’s so great to see how long we mock mutually. I try to find my getaway, trying to escape from what I’m looking for.

There is a reason to believe that all the shit we have around it was crap by us. So don’t judge me as the worse person in the world because you know that I’m not. I’m the only friend that you have, the others are just silhouette on the wall. They can dance, they can laugh, they can keep on gabble, but you can bet on them.

So, what do you think now that you are on your own? You keep on living in the suggestion that people love you, but lock in you, in you fears, you know that’s not true.

An hug could not save me, could not save you. Now we are strangers in a dark-night avenue. We can give a look but then walk on.

Now we are alone, now you are fucking alone.

Shy spots on the wall are going to be deleted.

Shot me now while I pass by you. Nothing else matters… I’ll miss you so much after my death.

 

Fammi scivolare come se avessi del burro sotto le mie scarpe di tela nera in questa città. Le strade piene di storia signorile non sussurrano più molte parole alle mie orecchie, come se Leonardo le avesse zittite tutte quelle sillabe popolari. Se potessi mettere in dimensioni reali quel modellino di una macchina da guerra, lo farei. Qualche saluto e un abbraccio di chi ben mi conosce sa di freddo oggi. Ora gli eleganti cavalli non sono più usati, posso solo scivolare con le mie scarpe su questa brina e allontanarmi tra la folla. 1+1=2.

I just need a beer, danm!

 

 

 

Silverchair - Emotional Sickness

Non credo sia il video ufficiale di questa canzone, ma a me piace parecchio la canzone. Era una delle mie preferite qualche anno fa, quando il biondo frontman non aveva peli sulla faccia e il fisico di un ragazzino. Ora ha mani grandi e sicure come quelle di un uomo. Le cose cambiano, ma alcune rimangono invariate... Come la bellezza di una canzone.

 

By IrisCatter
At: 18:44
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sabato, 17 novembre 2007

Fredda Notte Stellata

van-gogh-vincent-notte-stellataLe notti fredde sono le migliori per vedere le stelle. L'unica cosa che vorresti fare, alle 2 di notte prima di tornare a casa mente cammini spedita in questa nebbia verso la macchina del tuo amico, è staccarti di botto il naso gelato mentre fissi la cupola gigante e il finestrino con venature di ghiaccio. Compleanno di Afrodite Dai Neri Capelli...
L'alcol si fa sentire eccome, la stecca del biliardo non riesce a colpire nemmeno la palla bianca, il che è un enorme problema... ma credo che ci sarebbe stato lo stesso anche senza la sangria considerando le mie doti. Penso stasera ad un tot di cose, penso che le persone te le devi conquistare e per fare questo ci vuole impegno e costanza, penso che molte persone ricevono cose che in realtà non si meritano (non lo dico per invidia, ma per il semplice fatto che i giochi di potere non sono l'unico mezzo per ottenere ciò che si desidera. Meglio: sono il mezzo più rapido, ma nel momento in cui si arriva alla consapevolezza di qualcosa, il gioco finisce.), perso a quel messaggio che mi è arrivato... Addomesticare (una volta una persona biondo grano speciale, ha tirato fuori dalla mia infanzia questo vocabolo.). E in tutto questo mi viene solo una domanda da fare alla persona del messaggio: Cosa si prova quando i tuoi migliori amici diventano i migliori amici dei tuoi nemici?
Non so cosa provi tu, causa mancanza del tuo sistema neurologico di funzionamento; ma so cosa provo io. Ti giuro che sto godendo.

Ora sono persa in un sogno di fata, mentre quel ragazzo gentile mi riporta a casa sulla sua macchina calda. Attraverso il viottolo di casa prima veloce, poi sempre  più lentamente. Dal mio giardino incantato si vedono benissimo le stelle, sembrano tanti occhi che ti scrutano. Mi fermo a fissarle mentre il mio respiro deventa visibile anche alle falene. Ci sono meno 4 gradi, e io sono poco coperta e guardo il cielo. L'ideale sarebbe mettersi fuori con 500 coperte e una cioccolata calda in mano a fissare il soffitto buio. Sarà ora di andare a dormire... Il letto con tanti cuscini è il mio habitat naturale, non il freddo e la bellezza sopra di me.


Penso che il vero potere, sia possedere le persone non soldi o oggetti. Muoiono, invecchiano, sono fragili, si corrompono con poco; tutti sono bravi a ottenere una persona fisicamente (ci vuole un po' di forza bruta se non c'è consenso), poche di queste puoi averle per sempre. Per avere una persona devi scavarti un piccolo tunnel nella sua amigdala, devi rinforzarla con stimoli positivi. A volte puoi averla anche facendole del male, il potere si misura anche in quantità di sofferenza che causi ad una persona. Ora sto camminando e penso ad altro. Già, ho un sorriso sul volto e gli occhi attenti mentre saltello al freddo sul viottolo di casa. Forse solo sparandomi alla nuca potrai riottenermi, visto che così non penserò più a "niente".

Vincent Van Gogh - Notte stellata

By IrisCatter
At: 10:40
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giovedì, 15 novembre 2007

Solo questione di punteggiatura

Pensandoci bene, la differenza tra martirio e suicidio, è solo la punteggiatura che si usa.
Nel Medioevo gli eretici erano considerati "eroi", in quanto morivano sulla forca o sul rogo solo ed esclusivamente per le loro idee o per uno stile di vita. La tortura veniva svolta solo per far confessare crimini che si presumeva avessero commesso, o per dissuadere costoro dalle loro idee. Ciò mi porta a pensare che codeste persone siano da innalzare fino all'Olimpo di eroi.
Io sarei stata messa dal caro Dante in una tomba accanto al signor Cavalcanti. Di sicuro sarei stata torturata, annegata e poi bruciata. Avrei dovuto confessare crimini che non in realtà  non avrei mai commesso (o forse si), per poi essere ammazzata brutalemente; tutto questo mentre monaci domenicani decidono punizioni -degne di un genio del male- per torturarmi (goccia, goccia, goccia).
Per chi invece poteva decidere, come i primi cristiani, la scelta andava tra il morire o vivere. Eroi? Dipende da chi ha scritto la storia, attualmente vengono definiti eroi.
Forse un tot di cose i romani se le sono inventate per fare spettacolo, altre per dare la cena ai leoni; ma solo se loro avessero detto: "Giove, salvami!". La loro vita sarebbe stata più lunga.
Ma io non sono nessuno per dire se una cosa è giusta o sbagliata.
Sono dell'idea che si debba flirtare con tante teorie senza sposarne mai una sul serio; ma per determinate cose mi farei torturare, per determinati valori si.
Il punto che la vita umana non è più l'ultima cosa che può essere tolta ad una persona, forse l'ultima cosa che si può togliere ad un uomo è la sua dignità, la sua personalità e ciò che rende quella persona un'identità e non un numero. Ciò che la rende differente da altre e di scegliersi il proprio destino senza costrizione.

Tutta questa pappardella per dire che in fondo ci sono modi e modi differenti per interpretare un singolo evento, diamo a volte per scontato che ci sia un unico modo di agire per dichiarare ciò in cui crediamo/ sentiamo/ viviamo. In fondo la vita e la morte sono strettamente correlate, ma tra queste due, ci sono una serie infinita di eventi in grado di mutare ciò che sei, l'idea che hai di te stesso e la tua percezione sugli eventi.
Mi sento molto come sbrodolino (cane di Pavlov), stimolo-reazione; condizionamento classico.

E ora un po' di trash anni '80, colonna sonora di questa mattina. Le persone sulle loro vetture mi guardavano malissimo mentre improvvisavo ballettini degni della miglio paninara con l'omino con l'impermeabile. Certe cose non hanno prezzo, vedi le figure di merda che si potrebbero facilmente evitare. Ero tentata dal mettere Sin with Sebastian, ma un minimo di decenza mi è rimasta.

Dead or Alive - You Spin Me Round (Like A Record)

 

By IrisCatter
At: 19:01
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martedì, 13 novembre 2007

Ma che bella...

In tutto questo? Se ieri dovevo chiedere al tizio del treno che ha fatto la strada con me (per mia sfortuna) di svegliarmi alla mia stazione d'arrivo (e ha pensato bene di attaccare bottone per tutto il viaggio); se ieri avevo la consapevolezza di equilibri spezzati, come cannucce quando le arrotoli e le fai scoppiare; se ieri ho pensato per 5 minuti aspettando la metro di buttarmi sotto; se ieri nel buio di queste strade non vedevo nemmeno la luce dei lampioni... Ma avevo nel cuore qualcosa da dire ad una persona speciale e sono felice di esserci riuscita. La sicurezza di far male uccide, ma anche l'impossibilità di dire che ci sono cose che capisci.
Ora posso dire una cosa: Ma che bella, ma che bella, ma che bella giornata!
Nulla di particolare, nulla di eccezionale. Uno smacco, forse due, forse tre; ma sono serena, ci sorrido sopra. In fondo sono un cane che con una forza esaurita e la lingua fuori dai denti, ti guarda con gli occhioni contenti e soddisfatti. Sonno e ancora sonno. Partire prima dell'alba quando il cielo da blu notte passa a viola profondo per poi trasformarsi in giorno. Vedere che mentre la gente sul treno dorme, tu vorresti solo saltellare in giro. Al mattino e dopo pranzo sono iperattiva e molesta, la mia idiozia non ha limite, per tutto il resto c'è bancomat Bizzarri personaggi da treno, bizzarri personaggi in una facoltà che non mi appartiene, tante tante informazioni interessanti, che forse si perderanno nel giro di poche ore; Ma Grazie a chi c'era, a chi c'è stato, a chi mi ha ospitata, a chi mi ha informata, a chi mi ha fatta sorride.... Forse è un'unica persona, forse una totalità di persone che ti fanno sorridere per un niente oggi.
Dulcisi in fundo: beccarsi il caro e vecchio compagno di sbronze in metropolitana sulla via del ritorno e dargli il consenso per un pestaggio nel caso in cui dovessi fare stronzate, non ha prezzo.

Bella la compagnia, bella la città, belle le cose dette, belle le coincidenze...
Bella, bella, bella giornata.

Mi sento fortunata per un tot di cose... Si, forse il signor Karma ha capito che non può piovere per sempre; la neve a volte è più bella.
Mi sonto fortunata ogni volta che ti abbraccio. Ma che bella ma che bella, ma che bella giornata.
E saltellando la cretina tornò a casa con le strade desente e cantando a voce alta.

Neuroni mirror Rulez!

Anche se tu sei giù per quella cosa, spero che tu possa trovare la serenità che meriti... Ti auguro di trovarla con tutto il cuore...

Claude Monet - La gare Saint Lazaire

By IrisCatter
At: 20:33
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domenica, 11 novembre 2007

1x1; 1+1

Discutevo con Afrodite Dai Neri Capelli. A volte le cose che ti possono fare piacere in realtà creano disagio. Detesto quando i ragazzi ci provano con me, soprattutto se diventano asfissianti. Andate da Afrodite, cazzo!

Afrodite è sola con i suoi pensieri che la portano a pensare a Ares, rude dio del suo cuore. È per questa sua forza, che ha assaltato e accampato il cuore di Afrodite Dai Neri Capelli.

Ma questa situazione sta uccidendo la bella fanciulla che in realtà sa quello che vuole, ma non sa come fare.

Avete mai pensato a questa cosa? Le relazioni umane si caratterizzano per essere o barattoli di pelati, o scatole contenenti lattine di birra. I pelati e le lattine sono tutte uguali: valgono 1 e sono interscambiabili. Teniamo presente di una cosa, i pelati sono tenuti insieme da legami che li rendono strettamente legati. Le lattine di birra no, bastano a loro stesse; sono come persone in metropolitana: nessuno si conosce, ma ognuna di basta all’altra.

I pelati no, hanno bisogno l’uno dell’altro per arrivare a qualcosa di più grande, non sono fini a se stessi. Sono amalgamati insieme da legami che prescindono le differenze individuali, ma vedono le somiglianze e questa cosa li tiene uniti. Non c’è per intenderci una latta che divide in contenuto, ma “l’essenza” è tenuta insieme: sovrasta e rende più simili di quanto siano in realtà. Uniti non riesci più a riconoscere quanti pelati sono serviti per fare il sugo.

Le lattine di birra hanno già un limite naturale: l’alluminio che divide in contenuto.

Pelati: 1x1=1 Lattina di birra: 1+1=2.

 

I: <Afrodite Dai Neri Capelli, tu cosa ti senti di più? Un pelato o una lattina di birra?

A: <Hey?>

Da lì capii che la ragazza non aveva capito una cioppa del mio discorso, quindi tolsi metafore e figure retoriche e andai al sodo.

I: <Nel senso, tu ora vedi la tua relazione con Ares, come se uno di voi due è parte integrante dell’altro, o come se foste due persone distanti e distaccate l’una dall’altra?>

A: <Due persone distinte, senza punti di unione>

I: <Ti ho fatto avere capire la natura della tua relazione… Ora vedi sul dà farsi…>

A: < Tu invece come ti senti?>

Io sorrido, la guardo negli occhi dopo questa settimana di merda e le dico ridendo: <Io sono una birra ammaccata rimasta nel frigor sola senza le altre sorelle lattine. Ho spazio per pensare, e mi ubriaco da sola.>

Lei sorride, ma vedo che non ha capito nulla della mia risposta…

 

La bellezza è sempre inversamente proporzionale all’intelligenza… tolti i dovuti casi eccezionali. Forse sono io che dico un gruppo di fregnacce senza senso il sabato sera…

 

Mi spiace per i casini che hai trovato oggi… L’Italia e gli italiani dovrebbero capire che non è una guerra e che il distruggere le cose non riporterà alla vita una persona, un ragazzo poco più grande di noi…

By IrisCatter
At: 22:04
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sabato, 10 novembre 2007

Le cose che non esistono, esistono.

[Gettate pure la spugna e picchiatemi violentemente]

 

Se una cosa non c’è, non esiste. Bene io non vedo elefanti in questa stanza, quindi di elefanti non ce ne sono. Empiristicamente potrei estendere questa estensione: non vedo elefanti per le strade, quindi non ci sono. Gli elefanti sono stati inventati da Annibale per attraversare le alpi, erano fatti di cartone e stagnola, indossavano dopo-sci, avevano sulla faccia un estintore e due tubi di acciaio. Dopo quella rappresentazione teatrale nessuno ha più voluto costruire elefanti. Gli elefanti non esistono in quanto invenzione degli uomini.

“Ma io a dire il vero li ho visti”

“Zitta, nessuno di ha detto di dire la tua”.

“Ma ci sono!”

“Schhiiii!”

 

Arrivati alla conclusione che gli elefanti non esistono, ora c’è un’ulteriore domanda: ma se io uso la parola elefante per definire una cosa che in realtà non esiste, già il fatto di pensarlo e di immaginarlo, non vuol dire che esiste?

Pensiamoci ancora: io non scoprirò mai la vera natura di una persona, potrei scoprire tutti gli arcani misteri dell’universo, ma non saprai mai com’è fatta una persona.

Se una cosa non c’è, non esiste. Molto comportamentista come cosa. Ma allora i sentimenti cosa sono? Di che colore me li dipingi su una tela. Sono una frana che bacia il rasoio per rendere le proprie labbra più rosse. Se non vedo il sangue scendere dalle labbra, vuol dire che non c’è. Se non vedi un cuore spezzato, non vuol che non ci sia. Smettila ora di giocare con quel bambolotto di silicone e sii uomo. Smettila di trattare gli oggetti come persone e persone come oggetti. Ma la realtà è davvero un surrogato dei nostri stati secondari. Sembrano molto più veri e reali, lacerano la pelle come un taglierino.

Anche se assomiglia ad una persona, quella non lo è. Non ha il calore, non ha ciò che rende umano un umano. Tu non vedi la differenza, ma c’è, fidati. Ma alla fine perché fidarsi di una persona legata con una camicia di forza che ti vomita addosso metafore e pensieri senza un filo logico apparente? Io se fossi in te, mi metterei del nastro adesivo sulla bocca per farmi stare zitta.

Le cose che non esistono, esistono.

Gli elefanti, anche se non li vedi, esistono.

 

Pablo Picasso - Famille d'acrobates avec singe

By IrisCatter
At: 00:33
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giovedì, 08 novembre 2007

Ice-Cream on November

Abbiamo scoperto l’acqua calda, domani arriveremo alla luna.

La vita è come una gelateria. Tu cliente entri, il punto che sai che vuoi un gelato, ma non sai i gusti. Quindi il tizio di dà un assaggio di tutti, affinché tu abbia un idea globale. Ma in realtà la cosa non è così: più conosci le cose, più sei portato all’indecisione (eureka!).

Ciò cosa comporta? Sei sazio e hai anche un po’ di mal di pancia, hai più confusione in testa di prima, cerchi un modo random per trovare una soluzione. Quindi con due euro e una ventina di cucchiaini di plastica cominci a fare “ambarabaciccìcoccò” per scegliere, poi ti fermi e pensi: “No dai, non posso scegliere davvero così!”. A questo punto cominci a fare una scrematura sulle cose che ti piacciono e quelle che ci stanno bene. Ma vuoi un accostamento buono sia a livello papillare che visivo. Quindi pensi a come coordinare i gusti in un monologo interiore.

“Ma il cioccolato starà bene con la viola e la rosa?

No dai! Il cioccolato fa schifo con quelli!

Si, ma io voglio il cioccolato! Uffi!

E allora prendilo!

Ma stanno male anche visivamente! Dai, è un aborto edilizio!

Allora metti la stracciatella…

No no, a me fa schifo la stracciatella.

Metti allora la banana…

Ma allora voglio anche i frutti di bosco… Ma la violetta era più figa.

Metti la violetta e la banana…

Ma sei fuori? Dai, poi lo mangi tu cazzo!

Effettivamente è un po’ una ciofeca… Boh, metti la panna per nascondere tutto.

Ma dai, è una porcata dopo! Aspetta che ci devo pensare bene…”

A questo punto o ti spacchi la testa per pensarci e alla fine decidi, o chiudi gli occhi e punti il dito su cose a caso, oppure ringrazi con il tuo mal di pancia ed esci dalla gelateria con lo sguardo esterrefatto del gelataio.

Altra soluzione da quattordicenne di periferia sfigato che vuole fare il simpatico: “tiramisù” la “banana” con il “bacio”. Ma questa ad una ragazza non si adatta, poi un poco di dignità mi è rimasta.

Io sono una pessima cliente… Se non c’è ciò che voglio vado in crisi.

 

La vita è una fottutissima gelateria, e io sono in balia dei gusti e del mal di pancia… Gelato a novembre non è il massimo…

Ora si va a prendere il biglietto dei Subbesonica… Almeno il cioccolato si prende! 7 dicembre 2007!

 

P.s. E’ una mia impressione o spesso ciò che le persone dicono, non corrisponde a ciò che le persone sono? O la gente sceglie di essere ciò che non è… A metafora Il giallo può essere banana, pera, melone, biscotto (plasmon) eccetera eccetera… Questo complica ulteriormente le cose.

By IrisCatter
At: 18:48
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martedì, 06 novembre 2007

Karma is killing me...

[Va tutto bene, viviamo nel migliore dei mondi possibili]

Il karma ha un modo bizzarro per prenderti alle spalle, puntarti una pistola alla tempia, abbassarti i pantaloni e sfondarti gli sfinteri anali. Il karma ti segue, ti studia e ti aggredisce non sapendo se nel portafoglio hai 5 euro o la busta con lo stipendio. Il karma poi ti fa provare sintomi anche i giorni successivi: il primo giono è vomito incondizionato, il secondo è mal di stomaco costante e non puoi farci nulla, il terzo dobbiamo ancora vederlo. Situazione già sperimentata in passato, ma il karma sarà sempre lì come un Troll sotto un ponte aspettando le sue vittime per mangiarle. Il karma positivo non esiste, mettiamocelo in testa; tutto ciò che fa ti torna indietro, ma questo vale solo per le cose negative e all'ennesima potenza.
Sono una fottuta psicosomatica. Piango poco quando una situazione non va', in compenso sto male come un cane fisicamente. Fatale fù il caffè.
Ora ho una domanda per il karma: scusa, ogni giorno mi capita di offrire il caffè alla macchinetta, oggi me ne hanno offerto uno... Perchè sono stata così male? E perchè ieri è successa la stessa cosa? Karma, c'è qualcosa che non va'...
Le date mi fottono sempre, e inevitabilmente alcune rimarranno indelebili nella memoria. Cerchio chiuso... Ora karma puoi uccidermi o andartene a fare in culo.

Ironizzavo questo weekend con una persona: se ti vuoi suicidare non rompere i coglioni a nessuno, prendi la tua pistola, un taglierino, un mix di farmaci, una mattonella, una spada giapponese, il tuo forno a migro-onde, i pesi della palestra, e ucciditi nella solitudine del tuo dolore.
Rispetto il suicidio come scelta, la rispetto terribilmente e non nego di aver pensato a come mi suiciderei io. Il suicidio e martirio sono maledettamente simili a volte, per questo li amo entrambi.
Ma ancora non capisco perchè la gente abbia questo pessimo vizio di buttarsi sotto i treni, la devono smettere. Non è bello essere ricordati come quelli che sono stati mandati a fare in culo da mille persone, oltre al fatto che queste avrebbero ucciso volentieri il suicida con le proprie manine da impiegati, studenti e chi più ne ha più ne metta.
Che il karma mi stia punendo anche per questo?! Hem... temo di si...
La settimana è incominciata veramente bene, e probabilmente finirà peggio... Già. 70 volte 7.

Colonna sonora della settimana:

Rise Against - Heaven Knows
Io amo questo video, e vorrei terribilmente prendere in ostaggio un paio di persone e ridurle a fare loro del male e a condurre su di loro esperimenti di condizionamento... Considerando che io sarei una candidata ideale per la Sindrome di Stoccolma, spero che il karma non abbia dotato solo me di questo "potere".

By IrisCatter
At: 17:49
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domenica, 04 novembre 2007

Ad un compagno di viaggio

In viaggioA volte quando non hai nulla da offrire, regali un abbraccio. Sembra sciocco se questo è utile come un foglio di carta per proteggersi dai proiettili, ma inevitabilmente fai quello che puoi. È per questo che in questi giorni ti ho abbracciato così tante volte.

Si stagliano come lingue di fuoco, come anime che escono dalle tombe questi alberi dai colori accesi e vivaci. Si crede, e credevo erroneamente che l’autunno fosse una stagione morta; non mi sono mai sbagliata tanto.

Vedere l’azzurro, il verde petrolio, il turchese in un posto che chiamo “casa”, con una persona alla quale voglio bene, non ha prezzo.

Ora sono su un treno, sono l’unica persona di razza causasica in questo vagone. Non ho paura, di cose terribili ne ho affrontate tante, e questa non lo è affatto. Il cielo nero illuminato dai fari lungo i binari no possono impedirmi di ricordare quei colori accesi in un giorno di sole che illumina lo scintillare del mare. I promontori in fiamme mentre il fumo grigio si alza, sono routine in queste zone. Entro nell’entroterra di un mondo così familiare ma che mi accorgo di non conoscere affatto, tra queste case antiche e solitarie su promontori che vedo da sempre ma che non mi sento di conoscere per niente. Forse perché siamo abituati a valutare più la meta del tragitto, forse perché tendiamo a valutare più l’utilità del foglio di carta del suo effettivo significato, forse perché tendiamo a valutare più l’orgasmo del rapporto tra due persone.

Ti apprezzo e ti stimo per mille e mille motivi. Sono sul treno con un noto personaggio controverso, che parla di arte e cultura; detesto le persone che si riempiono la bocca di inutili eruditismi senza in realtà sapere una cippa delle cose concrete. Ma questo personaggio bizzarro e controverso, che fa film porno-gay e che nella sua vita si è preso più botte di quelle che un bullo a scuola potrebbe dare in tutta la sua sfolgorante carriera, mi fa sorridere.

Sarò viva forse in questa dimensione ovattata creata da una birra in bottiglia a stomaco vuoto pagata 7 euro (la Madonna!!!), ma sono contenta di tutto. Sono contenta di mille cose, di ciò che sto vivendo; del fatto di sentire più altre lingue a me incomprensibili rispetto all’italiano, del fatto di aver passato 3 giorni stupendi in tua compagnia, del fatto di essermi scontrata con chi ne sa più di me e che ha sempre cercato di farmi crescere.

Il mondo non è nella mia dimensione ovattata, ma in altre mille esperienze che forse per pigrizia o per negligenza non si sperimentano. Grazie per riportarmi alla realtà, grazie di tutto ciò che mi hai mostrato e di cui mi hai resa partecipe.

Grazie per esserti fatto abbracciare. Un bacio.

By IrisCatter
At: 21:01
commenti (12) + + + schegge di vita