...:A place for my thoughts:...

Le piccole cose che qualcuno non dovrebbe sapere mai... e forse nemmeno chi le scrive.


...:Me:...

Si avvisa che questo blog tratterà argomenti personali. Se volete scrivere fregnacce, siete pregati di farlo altrove. All'agenzia delle idiozie, spiacente, ma ho io l'esclusiva... Non sono ben accetti adoratori di me stessa, mendicanti di attenzioni gratuite e ingiustificata, neppure gente che vorrebbe mettermi la faccia in una friggitrice per patatine fritte o buttarmi in mare con delle scarpette di cemento. Siamo per le persone che ragionano e con un minimo di senso critico. Vi ringrazio per la cortese attenzione. Iris Catter


...:Amo:...

la musica; leggere; scrivere; i gatti; la pioggia e i temporali estivi; i paesi anglosassoni; una conversazione stimolante; straiarmi su un prato senza parlare e ascoltare i rumori intorno; un buon bicchiere di vino; i cappelli e orecchini bizzarri; una sigaretta dopo il caffè; cantare a squarciagola mentre guido; una cioccolata calda in un bar, quando fuori nevica; l'avere sempre ragione; i bagni di folla; passare le giornate a letto e vivere di notte; le persone originali e non convenzionali; scopare; rimanere a parlare fino al mattino e avere più dubbi che certezze; l'ironia delle cose; testare le mie ipotesi; un bacio prima di partire.


...:Odio:...

Falsità; l'ansia; la domenica; gli arrivisti; la cattiveria; l'invidia; la superbia; la fatica; la noia; le lamentele inutili; la stupidità; i pregiudizi; le persone che non riescono a vedere al di là del proprio naso; chi mi da per scontata; la mancanza di empatia con gli altri; chi non ammette i propri errori e i propri limiti; i ragazzini rozzi e volgari che urlano nei luoghi pubblici e piccoli; una lista bella lunga di persone; le cose dette con superficialità; i cani; le cose che non conducono a nulla, nemmeno ad un momento di felicità; le routine; non avere i miei spazi; lo scorrere del tempo.


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"E' terribile scoprire che le stelle che stai guardando, in realtà sono aerei!" Io. "Non è chi è perfetto, ma chi è imperfetto ad avere bisogno di amore" Oscar Wilde. "Anche l'amore è un lusso" Albert Camus. "Se qualcosa può andare storto, lo farà!" Legge di Murphy.


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  martedì, 30 ottobre 2007

Like An Autumn Leaf

L'odore che precede la pioggia inonda i neuroni olfattivi scatenando reazioni a catena. Adoro quest'aria fresca che rimbalza tra i pori della pelle nuda. Uno starnuto di un passante e la musica a manetta nell'i-pod sono la colonna sonora di oggi...
Il cielo grigio non promette nulla di buono per noi mortali. Cammino su questo viottolo di cemento ed una pioggia di foglie gialle cade su di me. Mi piacciono i colori autunnali; talmente vivaci che contrastano con questo cielo senza speranze... Gli spazzini raccolgono meticolosamente ogni singola macchia di colore per buttarle poi in sacchetti neri. Altre persone non si accorgono del meraviglioso spettacolo di colori. Alzo il naso all'insù per vedere meglio. Diluviano foglie.
Dopo qualche ora comincia a piovere, le poche speranze colorate stanno marcendo sul viottolo a causa delle gocce che senza pietà spaccano la perfezione delle loro nervature. Mi sono sempre piaciute le foglie, ricordano delle mani aperte. Loro cadano come i soldati, loro nuotano mentre l'acqua piovana defluisce nei tombini e vengono trasportate dalla corrente come zattere alla deriva... Questo è il destino di una mano sfortunata: essere rovinata e marcire.

Intanto sento quello che una noiosa vocina dicequalcosa che fa male ascoltare; non ci accorgiamo mai delle cose belle che tendiamo a minimizzarle focalizzandoci sulle cazzate che non vanno. L'ho capito domenica sera, vedendo quei corpi boteriani contenti e sorridenti nelle loro goffe pose... Ci siamo sempre preoccupati delle cazzate senza aver mai avuto a che fare con le cose serie, pensando che queste non potessero mai toccarci. Ti accorgi di quanto certe cose siano stupide vedendo qualcuno che diresti che sta male ed in realtà è felice più di quanto a noi è dato essere. Ma in fondo, questo vuoto dovuto a "non-so-cosa", è davvero così terribile?
No, non facciamo altro che lamentarci quando in realtà abbiamo tutto e forse più di ciò che davvero meritiamo.
Sento la storia di questo paziente sieropositivo che vive con il suo compagno di vita -una storia come tante, una storia unica- e intanto nella mia testa parte "I will follow you into the dark" dei Death Cab For Cutie.
Intanto in casa con i vestiti che gocciolano, osservo di nascosto una foglia che ho salvato da un destino infausto e penso a chi sopravvive sorridendo come questa foglia morta.

By IrisCatter
At: 18:11
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domenica, 28 ottobre 2007

Aspirine Di Vita

M.C. Escher - bond of unionLa pastiglia si scioglie nell’acqua liberando un arcobaleno liofilizzato e sintetico, le bollicine esplodono e si frantumano a contatto con l’aria. Aspirina per colazione, eppure non sto così male, ma il mal di testa mi sta uccidendo.

Ci credono ragazzini, forse perché l’adolescenza si è protratta, forse perché in fondo abbiamo troppi chilometri sotto le nostre scarpe e molta confusione in testa, forse perché non sappiamo ancora direzionarci. Una pura forza bruta senza possibilità di riuscire a trovare un canale per farla defluire... Ci perdiamo in questo bicchiere di acqua, facciamo lo slalom nelle nostre frustrazioni e nelle nostre piccole fobie quotidiane che ci risucchiano come mulinelli e non sai se vedrai mai la luce della superficie dove queste scoppiano.

Mescoliamo queste inconcludenti sere fatte di inutili illusioni persi nelle nostre inquietudini. Vediamo il tramonto che si frantuma sui nostri orizzonti chimici fatti di smog, per poi rimanere sbiaditi in queste albe meccaniche fatte di nicotina e di gin che ci annega i pensieri fatti di pantaloni larghi e di felpe sgualcite.

Ho imparato ad assumermi le mie responsabilità, ma non ho ancora capito come si faccia a tenere sotto controllo le nostre ansie che prendono forma dal nostro piede che picchietta sul cemento, o in discorsi che sono fatti di: "non so che succederà...".

Non ho una sfera di cristallo, mi manca. Non so dirti come saremo domani, o fra 10 anni. Non so che cosa succederà, forse potrebbe finire tutto come una bolla che scoppia... O forse portemmo rimanere imprigionati in questa bolla fino alla fine dei nostri giorni, racchiusi da sogni e da inquietudini... Tutto è in movimento, ma quale movimento?

Siamo bombe scagliate in mare, che feriscono qualcosa ma che non lo sapranno mai, visto che muoiono prima di accorgersi gli cosa hanno urtato... Siamo questo.

 

 

Sono cambiate diverse cose, io stessa sono cambiata. Le microscopiche differenze influenzano le altre, ora voglio vedere che effetto ti faranno le mie piccole scosse di assestamento per vedere l'effetto che avrò su di te... Sono passati 3 anni e mezzo, ma certe cose si sentono ancora come una ferita che non si è ancora rimarginata nonostante tutto... Scusa.  

 

“Occorre una certa duttilità di spirito per comprendere nel suo modo più proprio la realtà informe e saperla distinguere dalle chimere, che tuttavia si impongono vivacemente e con una certa parvenza di realtà.”J. W. Goethe

 

 

M.C. Escher - Bond Of Union

By IrisCatter
At: 10:34
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venerdì, 26 ottobre 2007

Privazione da Sonno

Sono morta. Dormire 2 ore scarse non mi fa bene, e nemmeno i tre caffè di oggi sono bastati a rendermi di umore migliore, meno lamentosa, e vitale. Il sonno mi rende irritabile, il traffico pure.
Per un tragitto che sarebbe durato mezz'ora, sbagliando strada, puoi metterci tranquillamente un'ora e venti. Guidare alle 4 del mattino per strade che non conosci sotto la pioggia battente non è il massimo. E' come trovarsi esattamente nel posto sbagliato al momento sbagliato, considerando che i compagni di sventura o si sono addormentati, o continuano a incitarti affiche tu possa continuare a correre con la tua macchina verso il niente. Forse avrei fatto meglio a fermarmi a dormire in macchina stanotte, senza nermeno tornare a casa a riposarmi per due misere orette.
Ultimamente vado in macchina con l'uomo con l'impermeabile giallo, il quale si sveglia all'alba. Oggi dopo una doccia di 3 minuti cronometrati, senza trucco mi sono fiondata sulla sua macchina nella quale Morfeo mi coccolava tra le note di canzoni rock anni '70. Presi e smarriti nel traffico milanese ho pensato questa cosa: per ammazzare il tempo mentre eravamo bloccati in tangenziale, avrei voluto aprire la portiera di una persona qualunque e tirargli un pugno in faccia... Per poi tornarmene tranquillamente nella macchina nera e farmi inghiottire dai sedili di pelle rossa, ascoltando i Police.
In fondo è maledettamente vero che il traffico mette di pessimo umore, l'ho testato sulla mia pelle. L'altra idea era quella di cantare "Everybody Hurts" dei Rem, camminando allegramente sopra i tetti delle macchine e saltellando tra le pozzanghere in tangenziale. Il sonno fa' brutti scherzi... e mi rende terribilmente irritabile...

Aspetto che questo insensata e violenta scossa di violenza immaginaria mi abbandoni, per essere quella scazzata e menefreghista. Intanto penso a ieri sera, mentre distesa sul letto cerco di riprendere sonno, lasciando cadere le mie difese e le mie armi cognitive. Credo che a volte si abbia più di quanto in realtà si possa meritare, credo che a volte ci sia una sorta di giustizia divina che ti rimanda indietro con gli interessi tutte le cose positive che hai fatto... Come credo anche che sputare nel piatto in cui non hai voluto mangiare ed ora sei costretta a roderti il fegato sia la cosa peggiore; soprattutto se la solitudine che divora la persona e il presunto "tradimento" che questa può sentire, viene scagliato contro le persone sbagliate... Ricordiamoci sempre che si ottiene ciò che si dà... Ed è sciocco chiamare la gente in modo offeso perchè ha privilegi ai quali hai voluto rinunciare... L'uomo è un essere tanto arrogante, quanto ignorante... Ma credo che mi terrò questa massima per me...

Bella la serata, bello il posto, per chi c'è stato, per chi ha permesso tutto ciò, per chi oggi si è svegliato alle 6.40 per andare a scuola, per chi si è incazzato perchè non c'era, e per chi mi si è addormentato in macchina lasciandomi in balia di me stessa... Thanks guys!

[Auguri anche ad una persona speciale, che vedrò presto, anche se presto non sarà mai abbastanza presto riferito a chi merita come questa.]

 R.E.M. - Everybody Hurts (non avrei dovuto metterla la colonna sonora dei miei viaggi mentali mattutini?!)

By IrisCatter
At: 17:20
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mercoledì, 24 ottobre 2007

Dèjà vu

[Scritto post-lite con una persona vitale un po' di tempo fa']

Le speranze sono le cose che muoiono prima. Giovani, loro ci abbandonano a volte appena nate come farebbe un bambino nato con una grave malformazione genetica.

Scusa, ma io sto solo respirando aria; sono la causa di tutti i tuoi problemi, sono la pioggia fredda che ti fa ammalare, sono il pianto di un bambino non tuo che ti fa passare la notte in bianco, sono una frattura in un incidente in cui tu non hai colpa. Ti auguro di trovare tutto quello che desideri da una vita che non ti da soddisfazioni e che ti fa' schifo, mentre io posso solo sperare di sparire come l’odore dello zucchero filato tra le bancarelle di una festa di paese. Posso solo dirti che vorrei allontanarmi e sparire per un po’. Quando una persona non la vedi per un po’, ti accorgi che ti manca, è come se morisse, e poi quando torna le discussioni non esistono più. È così difficile avere qualcuno da amare, è così difficile cercare di non essere egoisti, è così difficile cercare di far funzionare tutto come una persona vuole.

Posso solo alzare la testa e dire: “voglio credere che ‘sta volta non sia così”.

Ma le cose sono così controverse, mentre morbide le vedi svanire dietro l’ennesima porta che si chiude e tu di fronte a quella porta che cerchi di buttare giù con tutta la tua forza e la tua rabbia. Onestamente vorrei rilassarmi, ma in fondo non è possibile. Potrei sempre puntarmi una pistola in testa e dirti: “giuro che voglio credere che ‘sta volta non sia così”, poi far partire il colpo e cadere a terra. Ma in fondo la lingua è l’unico muscolo del mio corpo che ha il potere di agire, e di ferire più profondamente di quanto saprebbe fare un mio pugno, considerando che il ping pong è l’unico sport in cui sono violenta..

Io continuo a crede, a cadere, continuo a capire che per ogni cosa positiva se ne contrappone una negativa, che per ogni sbaglio si paga e anche tanto.

Che questa sia la regola universale, la pazza soluzione di quando una persona perde il controllo? La risposta per sapere se siamo vivi?

 

È l’ennesima volta che si ripete questa scena, in ogni suo minimo e insignificante dettaglio modificando le scene ma mantenendo invariato il canovaccio... ‘fanculo!

Dimmi ti prego che hai legno e chiodi per crocifiggermi.

By IrisCatter
At: 09:51
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lunedì, 22 ottobre 2007

Confidenze al cemento

jean mirò - risveglio al mattinoDopo questa domenica, posso affermare di avere un brillante futuro come muratrice, nel fantastico mondo dell'edilizia abusiva. Ora so anche fare il cemento armato, e potrei regalare tante scarpette fatte con questo materiale a tante tante persone.
Questa mattina alle 7 il cielo era di un colore strano, viola. Bellissime erano le case scure che impedivano al viola -che cangiava in una motitudine di svumature diverse ad ogni secondo- di espandere il suo potere; incantevole anche la brina nei campidi frumento ormai vuoti del loro tesoro. Lo spettacolo delle piccole cose si mostrava su un palcoscenico mutevole, mentre il treno mangiava i binari da percorrere.
Ho chiesto al cemento sotto ai miei piedi di mantenere una promessa, non credo che mi ascoltera, ma ho provato lo stesso. Che tu grigio cemento possa farmi capire ad ogni passo che ho fatto cosa davver devo fare, perchè certe situazioni stordiscono quanto un rumore forte, quanto una scossa elettrica.
Ho idee bizzarre in questo periodo, una marea; sono in fase maniacale, ho le solite idee che a volte tornano per seminare il panico. Le idee volano in aria, come se fossero colombe liberate durante un matrimonio borghese. Ma il punto è che non ho tempo di imprigionarle in quelcosa di chiaro e definito.
E' come essere un bambino dislessico su un libro: vede le parole, le riconosce come tali, ma non riesce ad afferrarle, non riesce a farle sue. Il tutto forse è qualcosa di migliore di una semplice azione meccanica e forzata, ma io penso quando respiro? Cioè, penso a quanti respiri devo fare ogni minuto, o ai muscoli e la forza che devo impiegare per ogni mio passo? No. Meccanismi adattivi. Bene, io ormai quelli li sto perdendo di vista, a favore di qualcosa che non funziona e che fa funzionare male tutto.
Per rimanere in ambito dell'edilizia (che a me piace tanto, e spaccare i muri mi diverte), se tolgo anche un solo mattone ad una casa, qualcosa cambia... Magari la casa non viene giù, ma ci sono gli spifferi, entrano gli animaletti, rendi più fragile la struttura... Se modifichi anche solo una parte di qualcosa, una modificazione strutturale c'è e ci sarà sempre. Ho idee bizzarre in questo periodo, e la cosa peggiore è che alcune non le posso nemmeno esprimere. Mi perdo nei miei caotici viaggi mentali senza un semaforo a dare indicazioni, tra gli ingorghi e momenti di frastuono c'è quella immagine mentale che svelta come una bicicletta, si districa dalle macchine ingombranti e ti fissi sul suo viaggio lasciandoti trasportare sul portapacchi o sedendoti sulla barra tra il manubrio e il sellino.
Quindi cemento, mentre ascolto "Closer" dei Nine Inch Nails, tienti cara la confidenza che ti ho fatto; perchè in fondo non è esattamente così scontata come sembra in realtà.

Ufficialmente sto impazzendo... Un dado a sei facce per decidere non mi basta più.

Jean Mirò - Risveglio Al Mattino

By IrisCatter
At: 17:32
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sabato, 20 ottobre 2007

Can I Swap?

Anche nella cosa più bella del mondo, c'è qualcosa di corrotto già insito in essa. Non è l'idea taostica (si, anche), ma è la mia idea sulle relazioni umane. Anche un sentimento che sembra essere escluso dall'egoismo, in realtà non lo è. "Do ut des". Se do una cosa mi aspetto la medesima, o come minimo mi aspetto che mi vengano date spiegazioni se ciò non avviene. Sono molto più fredda di quanto si può pensare, sono molto più cinica di quanto realmente si crede. Lo scambio e il baratto sono le forme più utili per ottenere ciò che si vuole; sia che io voglia chiarire una determinata cosa, sia che sopravvivere.
Una saggia persona disse: "Il mondo gira solo per ignoranza", forse c'è qualcos'altro, ma in linea di massima è così.
C'è un clochard che vive nel parcheggio del condominio di un'amica. E' parcheggiato lì con un furgone scassato che non funziona, ma che lo protegge la notte, da circa un anno. Lui non chiede l'elemosina, lui fa delle cose, e raccatta quello che trova in giro. A volte parte a piedi perchè il furgone non funziona, e si dirige in luoghi di montagna per settimane e settimane, a raccogliere mirtilli o castagne da dare in giro in cambio di soldi o in cambio di altro (tipo pane, latte, biscotti). Lui sopravvive così. Quel signore sui 55 anni, con la barba lunga, che odia profondamente il rumore del motore della macchina, che ogni tanto batte sulla portiera per dirmi di spegnerlo quando aspetto o parlo in macchina, sta basando la sua esistenza sul piccolo scambio e sul baratto. Tutto sommato si può non dare un valore economico alle cose, ma quantificare un male o un sentimento non è una cosa facile ed eticamente corretta. Un altro esempio possono essere le ragazzine che vendono il proprio corpo in cambio di crak.
Quindi ritengo che si debba usare il metodo del baratto anche nelle relazioni interpersonali: se ti do una cosa, mi aspetto lo stesso atteggiamento o uno molto simile e di conseguenza a questo legato.
Nella situazione del Clochard, probabilmente anche voi fareste lo stesso: dareste in giro ciò che avete raccolto con fatica e con pazienza dormendo nei boschi all'aria aperta, con la possibilità che succederesse qualcosa, senza una ricompensa adeguata o almeno onesta "economicamente" allo sbattimento che avete fatto? A meno che vuoi non siate stupidi o masochisti, direi di no.
Allora perchè farlo in altri ambiti?! Non so, ma il punto è che adottando questa "teoria" (se così si può chiamare), le cose hanno un senso organico, e le cose che non andavano sono state messe al muro e chiarite. Questo perchè in fondo bisogna a volte ridimensionare il prezzo e il valore delle cose in gioco, e se capisci che una cosa vale di più o di meno rispetto a quanto credevi, è giusto comportarsi di conseguenza. Mmmm... Credo di si. Tanto ho una bambolina woodoo...

P.s. potrei sempre pagare la benzina con delle puff-bacche.

Gustave Courbet - Gli Spaccapietre

By IrisCatter
At: 10:59
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giovedì, 18 ottobre 2007

La fine non è la fine

Bene: siamo arrivati ad un dubbio amletico oggi. Stavo mangiando un gelato dopo le patatine fritte (pranzo di oggi... Il mio stile di vita potrebbe ammazzare davvero diverse persone...); dopo essermi crucciata per circa trenta secondi per non aver avuto i gusti che volevo (cioccolato aromatizzato all'arancia, banana e menta; mix che anche il più affamato dei bambini africani si rifiuterebbe di mangiare), sono arrivata ad una conclusione. La fine non è la fine.
Cosa vuoi dire? Aspetta... Possiamo anche credere che le cose prendano la loro strada, possiamo credere che certe esperienze migliorano o possono essere protettive per una gamma tendente ad infinito di eventi che sarebbero potenzialmente nocivi. Possiamo anche affermare il contrario, cioè che un evento "x" sia "motore" per potenziali reazioni a catena negative. Ma voglio essere ottimista...
Non sono le galassie a decidere del nostro futuro, ma anche il più becero dei genetisti ti direbbe che quelle cazzo di quattro basi azotate chiuse dentro ad una cellula, rinviano a qualcosa di molto più grande unito all'ambiente esterno, che ti fa essere la persona che sei.
Quindi oggi dopo un'attenta riflessione mentre la nocciola mi inondava le guance, e i frutti di bosco attaccavano i denti di una persona che era con me, pensavo: si, c'è una parsona che conosco da 3 anni, che ha sempre avuto ragione... Le persone non cambiano, e se cambiano è solo temporaneo.
Anzi, ci sono persone che dopo timidi passi verso la strada del "saper condurre un'esistenza buona per me e per gli altri", in realtà se inciampano in un sasso o nei propri piedi, non ci pensano due volte a tornare indietro. Non è una critica, io lo faccio da una vita, eppure sono una persona terribile ma con una fortissima identità personale e credo fermamente in un tot di cose che faccio e su cui punto. Ma non punterei mai su di me per una serie di altre situazioni.
La fine è la fine? No. Anche se qualcosa può sembrare aver terminato il suo ciclo di vita, in realtà si muove dentro una piccola molecola. Che sia esso cadareve o letame, il concetto non cambia. Di conseguenza le persone. Se una persona sembra essere cambiata, in realtà non è così; se cade un governo si fa di tutto per riportare al potere quello precedente (ops...). Ciò accade macchiavellicamente anche per le persone.
L'assunto di base è stato rispettato di nuovo, e tu avevi ragione. Non pensare male, piccola Cassandra ci avevi azzeccato molto tempo fa'. Un giorno ti spiegherò.

Il titolo è un pezzo dei LaQ, non mi piacciono, ma era un piccolo tributo (a te e alla donna amica del filosofo).

By IrisCatter
At: 20:35
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martedì, 16 ottobre 2007

Psicopatico

il vampiro - MunchParto dal presupposto di non sapere ciò di cui parlo, non so perchè, mi riesce bene... Psicopatico è un serial-killers (uno su tutti Manson); psicopatico è colui che sadicamente cerca di mettere il giogo su altre persone, per un puro piacere perverso; lo psicopatico sviluppa piacere (di solito sessuale) nel distruggere le persone; lo psicopatico sviluppa forme di sessualità che vanno anche sulla pedofilia; psicopatico è colui che viaggia all'interno di un sistema di costrutti, in cui il fine è quello di trarre piacere per se stesso e basta; lo psicopatico è un predatore che si nutre di altri; psicopatico è un'etichetta che può essere data a molti dittatori del secolo scorso; psicopatico è un uomo che manipola tanto bene le persone, da sembrare indifeso anche nel momento in cui ti stupra e ti sevizia; psicopatico non ha un quoziente intellettivo molto elevato (la maggior parte delle volte è nella norma, altre volte è al di sotto di questa), ma che è talmente astuto da fregare mille persone in una botta sola; lo psicopatico ha una marcata personalità narcisista; psicopatico è una persona che se vede scene di violenza, non ha attivazioni nell'amigdala; psicopatico è colui che adotta un comportamento criminale a causa della sua smania di sopraffazione che lo porta nell'illegalità; psicopatico è una persona che non ha nè empatia nè sentimenti; lo psicopatico è principalmente una figura maschile; lo psicopatico aggredisce anche fisicamente per uccidere le sue vittime; le donne psicopatiche, invece, ti avvelenano per la tua eredità o ti costringono plagiandoti a fare cose aberranti; gli psicopatici sono recidivi al 90% dei loro crimini entro un mese; gli psicopatici sono curabili (se si riesce) solo il un contesto carcerario, psicopatico è una persona per la quale non esiste cura.

Ora, mi guardo intorno, faccio 2+2 (uguale a 5), penso... Perchè molte delle persone che conosco o che vedo in giro, le metterei in un carcere di massima sicurezza e burrerei via la chiave? O anche: perchè vorrei saltellare sulla testa di determinate persone il modo da frecassare loro la scatola cranica? Perchè vorrei dare la sedia elettrica ad un tot di persone che conosco? La risposta la lascio a chi verrà.

Intanto penso ho comprato due bamboline woodoo. Una l'ho tenuta io, l'altra la gatta nera di china l'ha presa e ci giocherella in macchina spaventando i poliziotti che la vorrebbero multare. Non voglio essere costretta ad usare la mia.

P.s. Resisti al dolore, e pensa che tra poco non soffrirai più. Ciò che fa male e ti rende corrotta nel corpo ti è stato tolto oggi per darti cura domani. Stringi i denti.

Munch - Il Vampiro

By IrisCatter
At: 17:55
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domenica, 14 ottobre 2007

Me against Word

Il cantante del gruppo di stasera è un tamarro con i capelli neri ingellati, il baffi stile "village people", le basette nere enormi, un gilè di jeans improvvisato con i fili delle maniche che erano ancora lì a chiedersi il perchè di quello scempio. Nonostante il mio disappunto visivo, le mie orecchie oltre ad avere successivamente dei grandi limiti a sentire i rumori fievoli, erano soddisfatte.
I pensieri si muovono nella testa, gli occhi vanno in fissa nel vuoto. Una reazione a catena di segnali elettrochimici che danno luogo ad una esplosione di scariche nell'emisfero destro, successivamente il corpo calloso manda i deliri di pochi neuroni impazziti all'altro emisfero, il quale mette a parole i pensieri. Dev'essere così che si arriva a dire così tante cazzate il sabato sera. Da questa letale fusione di cose: la musica che stordisce, il tizio tamarrissimo che si muove sul palco come una tigre in gabbia, la gente intorno a troppo stimolante e fonte di ispirazione per i miei film mentali, queste cose mi rendono particolarmente pericolosa a livello verbale... Soprattutto se il cameriere mi conosce e continua a offrirmi cose da bere.
Arrivo alla amara conclusione mentre i miei due amici non fanno altro che commentare le ragazze ad un altro tavolo: ci sono situazioni in cui non si dovrebbe parlare. Sappiamo tutti che le parole sono fonti di incomprensioni; sappiamo tutti che di alcune parole si abusa tanto, da far perdere loro il significato originario; sappiamo tutti che il significato, a volte, differisce dal significante; sappiamo tutti che la teatralità delle parole, portano il ricevente ad attribuire alle parole un significato diverso da quello che l’emittente intendeva.Si potrebbero tirare fuori tutte le lettere della logica, oh si; sarebbe terribilmente più facile se una frase composta da “soggetto + verbo + complemento oggetto + altre cose inutili”, fosse sostituito da “x”. Questa potrebbe essere unita ad un’altra frase “y”. Oh si, sarebbe fantastico.

Ma a noi piace complicarci la vita e trovare nuovi stucchevoli e fantasmagorici modi per stupire le persone utilizzando la favella. È una compiacenza che conduce a perdere a volte il vero significa delle parole, portando a bizzarre e sempre più inquietanti forme di interpretazione.

Per questo un gesto non mente. Come si può equivocare uno schiaffo o un bacio? Come si può dare un significato diverso da un caldo abbraccio? C’è un’ulteriore interpretazione di una lacrima in un momento di sconforto? Non credo.

Il mio long island può mentire. Questo cocktail è stato inventato nell’era del proibizionismo, per sembrare thè freddo al limone sia alla vista che al gusto; ma è alcolico… Da qui non si scappa, non è thè freddo al limone. Che quindi le parole siano come un long island? A questo punto mi verrebbe da dire di si.

Quindi passerò dal long island al mojito, almeno si vede la menta…

 

Tutto ciò per dire che sto fondando un fans-club contro la parola. Le parole sono troppo pericolose a volte e non si sa come usarle...

Stupide parole…

Intanto arriva il cameriere che mi chiede se voglio altro da bere.

By IrisCatter
At: 10:08
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venerdì, 12 ottobre 2007

Attacco & Fuga

Ti aspetti una musica strappa lacrime mentre lui parla di tutte le difficoltà, una di quelle che “Studio Aperto” utilizza per il servizio del piccolo micetto abbandonato o del cane maltrattato e che cerca di rifarsi una nuova vita... e intanto i bambini africani muoiono di fame, e in tanto qualche donna verrà stuprata in qualche vicolo da una decina di uomini, tanto si ammazzerà ancora con un colpo di pistola un povero vecchietto per una manciata di euro. Ma questo è tutto un altro paio di maniche.

Lui si racconta, parla dell'ospedale, parla dei vecchietti che c'erano nel suo reparto, parla della sua esperienza del ricovero, come del fatto che fosse l'unico ragazzo e che non ha fatto i suoi bisogni fisiologici per tre lunghi giorni. Io intanto penso a questa cosa: che sia alla stregua di una sconosciuta da tenere fuori dalla porta di casa, nonostante gli 8 anni di conoscenza e i due e mezzo passati insieme? La risposta è si. Non mi tocca più di tanto. L’omertà può essere una dote come una carenza, ciò dipende dalle situazioni e dai punti di vista. In questo caso è un difetto.

“Non ho detto a nessuno che ero ricoverato, sai… Mi scoccia avere la folla di persone che mi chiamano e si fanno sentire per queste cose.”
Io intanto penso: probabilmente sarei stata io l’unica a preoccuparmi di chiamare e venire a trovarti all’ospedale. Gli altri avrebbero liquidato con un messaggio.
Poi riprende: “Come quando sei stata ricoverata tu tre anni fa’. Tutti i giorni c’era gente che veniva a trovarti.”
“Si, ma io sono io. Tu sei tu. Nel senso, sei sicuro che qualcuno si sarebbe sbattuto a venire?”
Guardo fuori dalla finestra di una città che conosco troppo bene ormai, soprattutto ora che ho scoperto a malincuore che il museo che cercavo un giorno non è più qui. Anche le ultime certezze sono crollate. Lui mi fissa, come per dire che sono una carogna. L’odio gli incornicia il volto e gli annebbia la mente.
“Capisco che forse ho esagerato. Ma in fin dei conti abbiamo modi diversi di interagire con gli altri io e te. Tu sei più critico e meno disponibile, io sono fin troppo buona e questo a volte, ma solo a volte, ha i suoi vantaggi. Questo è uno di quelli”.
“Ti sei arrabbiata perché non ti ho detto nulla?”
“Piacere non mi ha fatto; ho capito che hai ancora paura della mano che ti ha dato da mangiare per anni, o che forse non te ne frega di nessuno, e hai paura di essere rifiutato. Non voglio fare della psicoanalisi spicciola e da quattro soldi, ma io mi farei delle domande su come cazzo funzioni.”.
Lo fisso per leggere la sua anima. Trasparente e impalpabile come l’aria, scompariva ad ogni lapidaria affermazione.
“Comunque devo andare caro, ci vediamo presto”. Scendo le scale con alcuni libri in mano, e sparisco su quel tappeto rosso ormai lercio per tutte le scarpe e tutti i caffè rovesciati.

Tutto questo per dire cosa? Che i fin dei conti a volte l’attacco-fuga è la migliore strategia da utilizzare, sarei materiale interessante per il signor Bion.

The Blood Brothers - Ambulance vs Ambulance
I ragazzi sono un po' violenti, è una delle canzoni che ascolto in questo periodo... Può dare effetti collaterali del tipo: pestare a sangue le persone che ti urtano mentre cammini, investire le signore bere che portano a spasso il cane, prendere la testa di qualcuno e sbattergliela con forza contro il muro o il banco.
Comunque il "prete" di questo video è un idolo!

By IrisCatter
At: 16:28
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mercoledì, 10 ottobre 2007

Quando la realtà supera la fantasia.

Un brivido percorre la schiena estendendosi poi sulle braccia, prendendo vita nella pelle d’oca. L’encefalo lavora per immagazzinare le informazioni dopo aver chiuso il libro, e sigillando le parole come farebbe la cera lacca per una busta. La storia si è conclusa lasciando molti interrogativi nella sua atmosfera ingenua, naif e incantata. Uno di quei racconti che profumano di zucchero a velo e gatto bagnato. Gli occhi si fanno pesanti; abbiamo scoperto che dormire 5 ore a notte, non è abbastanza…

 

Scendo ad una stazione che non è mia. Il capolinea, mi sono svegliata solo perché una signora mi ha detto che il treno ha finito la sua corsa.

Scendo e aspetto, fermo un signore e comincio a parlare.

"Scusi, sa che ore sono?"
"Dovresti guardare il cielo per saperlo."
"Non ho una meridiana!"
"Come faresti ad usarla, visto che è notte?!"
"Sa, le stavo rispondendo la stessa cosa, visto che mi ha detto di guardare il cielo per sapere l’ora!"
"…Scusa, ma che senso avrebbe?"
"Questo me lo dovrebbe dire lei, visto che ha risposto così!"
"Sai, è lo stesso problema che hai quando vuoi dare il nome a qualcosa… Per esempio ad un figlio. Guardi il cielo e hai l’ispirazione!"
"Si, ma il tempo, non è una ispirazione; ok che è relativo, ma ci sono strumenti per misurarlo."
"Chi ti dice che siano corretti?"
"Sa, si suppone che siano validi e affidabili certi strumenti…"
"Meglio concedersi allora all’ispirazione, non credi?"
"No, non credo proprio."
"…"
Pausa. L’uomo alla stazione rimane in silenzio. Poi si tira fuori dalla tasca uno di quegli orologi d’oro, con una catena attaccata. Io non posso fare altro che guardarlo e scuotere la testa…
"Scusi, ma perché non mi ha voluto dire l’ora?"
"Perché non avrei dovuto dirtela?"
"Lasci perdere…"
"Il tempo comunque è relativo, ricordati questa cosa."
"Si, ok, mi va benissimo. Ma se decidiamo per convenzione di uscire dal relativismo per mettere delle regole al caos, e al non sapere; il tempo è misurabile. Giusto? Bene, io vorrei sapere quella misura."
"Perché si dovrebbe uscire dal relativismo?"
"Per il semplice fatto che altrimenti non si va da nessuna parte."
"Tu dove stai andando?"
"A casa!"
"…e prendi il treno?"
"Sono qui apposta, visto che mi sono svegliata che ero nella stazione sbagliata…"
"È già partito…"
"Lei è ubriaco, la smetta di dire idiozie! Ce né uno ogni ora fino alle §@.%#"
"Si, ma è già partito quello che ti doveva portare a casa. Quello è già andato venti minuti fa."
"Aspetterò il prossimo"
"Ma era quello che ti doveva portare a casa."
"Non fa differenza uno o l’altro. Questo per me è relativo."

 

Risalgo dall’apnea del dolce bacio di Morfeo. Mi guardo intorno, e vedo il paesaggio familiare. Guardo la signora di fronte a me e le chiedo:

“Scusi, dove siamo?”

“A ^1°€^@ùç”

“La ringrazio”.

Scendo, è la mia fermata. Scendo dal treno per entrare nel bar della stazione. Ho poche sigarette, e non amo rimanere senza. Sento una voce familiare che chiede un bicchiere di bianco.

Mi giro… era il vecchietto del sogno. Ahhhhh!

Questo è inquietante.

Salvador Dalì - La persistenza della Memoria

By IrisCatter
At: 08:47
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lunedì, 08 ottobre 2007

Breaking The Wall

Togliti i panni che ti rappresentano maggiormente, quindi vesti quelli borghesi per poterti mimetizzare come farebbe un caggio camaleonte.
C'è un cane che mi saltella al fianco bisognoso di coccole. Solitamente è una mesta creatura, una di quelle che si fida solo di poche mani amiche, mente delle altre ha paura e ringhia.
Ho usato un bisturi affilato per vedere di cosa sei fatto, dopo aver martellato questo muro pensando che sullo stucco che cadeva ci fosse la tua faccia. Tu vesti pure i vestiti borghesi, io metterò la tuta grigia di un operaio e gli occhiali trasparenti e mi legherò i capelli lasciando che i ricci soffochino a causa dell'elastico. Non ho mai avuto bisogno di sporcarmi le mani, ma in determinate occasioni il mio corpo dice che non ne posso fare a meno. E' come un bambino che gioca con il fango, trovando un piacere al limite della perversione in questo.
Per ogni martellata, era uno spillo che avrei voluto infilarti negli occhi; per ogni colpo, era un orgasmo per i miei sensi frigidi, metre i calli sulle mani si formavano. Il dolore e la stanchezza della mia mano, si facevano sentire come se fosse lei stessa ad essere martellata. Era come se il colpo mi tornasse indietro più forte. Come se colpendo quel muro, colpissi anche me di riflesso, come se martellassi uno specchio. Inevitabilmente colpisci la figura di fronte, tanto che dopo rimangono solo tanti piccoli frammenti di te. Diventi sempre più piccola e fragile, il tuo ego diventa un insieme di frammenti che riflettono tutti la stessa cosa: te.
Lo stucco viene giù, come cadrebbe un soldato trafitto da una pallottola mortale nello stomaco.
Un mio amico mi mette una mano sulla spalla e dice: "Hey, come mai tutta questa cattiveria contro questo povero muro?!". Io "Preferisco i mattoni a vista, è per questo che mi comporto così".
Lo stucco è il trucco sul volto di una donna, non fa altro che creare qualcosa di diverso da ciò che è stato creato dalla genetica.
Tu sei quella cosa che rovina la bellezza rustica, di conseguenza devi cadere sotto le mie martellate.

By IrisCatter
At: 17:10
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sabato, 06 ottobre 2007

Upon Art

[Partorito dopo una conversazione alle 3 di notte sulla Santa Patrona Dei Pettegoli per mancanza di una vita interessante]

Cosa permette ad un artista di ottenere tale titolo? A mio modesto parere: la curiosità, l’energia e l’immaginazione.

 '"E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione." (Alexander DeLarge - Arancia Meccanica)

 

Non voglio chiamare arte un culo o un bel paio di tette, sarebbe come dire che Dio è morto (il che forse è vero). L’arte è qualcosa che hai dentro, come l’aria che ti invade i polmoni, come il sangue che scorre nelle vene. L’arte è il trovare quel particolare che ti colpisce e che lascia aperte parentesi alla tua curiosità, arte è qualcosa che va al di là dell’ovvio, della mediocrità.

Arte. Bella parola, troppo spesso usata e di cui si abusa.

Che sia un artista colui che con buona tecnica appresa nelle scuole, non ha idee? Chi fa le cose ripetitive, senza dare espressività? Quei volti hanno vita? Quel sole, ha qualcosa che mi rimanda a qualcosa che non è ovvio?

Non sono un’artista, no. Sono una fredda persona che guarda le cose e si fa un bel po’ di domande. Le muse classiche non hanno mai graziato la mia persona con la loro presenza, né Erato con le sue liriche d’amore, né Calliope che con la sua bella voce ha ispirato gli autori a scrivere delle gesta degli eroi.

Conosco gente che fa pittura, che avrebbe fatto meglio a fare altro. Gente che al di là di tutto incontrerete tra qualche anno dietro la cassa di un supermercato, o a fare la commessa in un negozio di vestiti che ora si atteggia a intellettuale e non fa altro che parlare in modo saccente di una mostra di installazioni seguita in un posto underground della Milano un po’ freak.

Arte. Se guardate in un gruppo di ballerini, c’è quella persona che spicca. Non è per la tecnica, ma per l’espressività, per l’energia, per il lo charme. Questa è arte, in cui Tersicore si manifesta nella sua massima forma in quella persona. Anche in una anonima carrozza della metropolitana, c’è una persona che vi colpisce. Non è per la bellezza in quanto tale. Può essere per i capelli, per i vestiti, per i gesti. In quelle anonime persone con un nome, c’è una persona che spicca. Quella persona che si distingue è arte. Qualcosa che suscita curiosità, che sprigiona energia, e che intrappola le idee in qualcosa di tangibile con i sensi.

Forse anche un culo in questo senso è arte, chi è l’artista? Dio? La mamma? La tizia callipigia? Il fotografo?

Per me arte è anche sinonimo si creazione, di divertimento (o di sofferenza), e di impegno.

Ho visto che c’è più arte negli scarabocchi di un bambino, rispetto ai quadri di alcuni studenti di Brera. “Questo quadro l’ho chiamato “neve” (tela nera e qualche gocciolina bianca)”, “questo è “sole” (pennellate blu, e in mezzo del giallo)”.

Io ho la capacità di disegnare di un bambino di 4 anni. Le mie figure umane hanno il testone e pochi dettagli, ma a giocare con i colori su una tela come farebbe certa gente sono capace anch’io… Questa è mediocrità, non è arte. Prendi l'arte...

 

Giorgio De Chirico - Le Muse Inquietanti

 

By IrisCatter
At: 10:03
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giovedì, 04 ottobre 2007

Onestamente...

 Onestamente non saprei dirti cosa c’è di sbagliato…

Mi hanno regalato l’ennesima fatina, ho l’ennesimo biglietto sul comodino… Non ho mai capito il perché di tanta benevolenza nei miei confronti, quando le grida intorno diventano così assordanti da non permettermi nemmeno di continuare il flusso dei miei pensieri. Se delle lettere scritte male possono metterti in crisi, l’altra cosa che ti fa cambiare il punto di vista è la pressione. Nelle sabbie mobili più fai pressione, più cadi a picco.

Onestamente non saprei dirti cosa c’è di sbagliato; ma in questa realtà piena di tranquillità, so che c’è. Possiamo dire che le persone che sembrano “normali”, in realtà hanno dei problemi o degli scheletri nell’armadio tali da suscitare l’orrore quando succede qualcosa che con la “normalità” non ha nulla a che fare. Se uno sguardo può uccidere, anche la presunta normalità può farlo. Se uno sguardo potesse uccidere, passerei la vita a spiare annotando ogni misera mossa di chi è sotto il mio mirino, aspettando il momento in cui il cecchino possa sparare senza destare attenzione.

Si possono mettere tutti i neuroni in fila per uccidere una persona, bruciarla viva e lasciare che questa sia una carcassa fumante; l’unico effetto collaterale è questo: usando questo sistema, muori anche tu.

Allora sarà quello il momento in cui chiederò a Zeus di darmi i fulmini senza sprecare ulteriori neuroni, che ormai scarseggiano. Scoppiano le idee come le bolle di sapone, nella presunta “normalità” delle cose non c’è spiegazione per quelle cose che “normali” non sono.

Onestamente non saprei dirti cosa c’è di sbagliato, ma inevitabilmente c’è. Le vedi sullo schermi di un televisore vedendo in maniera distratta un telegiornale non facendo caso alle notizie, ma che inevitabilmente assorbi come le tue ossa assorbono l’umidità. Gente tranquilla, soavemente abbandonata in situazioni insipide…

Guardo quella fatina che mi è stata regalata dalla bambina a cui do ripetizioni gratuite di italiano (e qui già dico che in fondo c’è qualcosa di sbagliato in tutto questo… Non perché io non prenda nulla, ma perché in fondo chi garantisce il fatto che io possa insegnare?!), e ho quella sensazione strana… Come quando esci di casa e hai paura di aver lasciato il gas acceso, ma continui a camminare nella tua direzione.

Onestamente non saprei dirti cosa c’è di sbagliato… Ma la sensazione c’è e le sensazioni non mentono, esattamente come i bambini.

 

 Arthur Rackham - Pandora Box

By IrisCatter
At: 11:02
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martedì, 02 ottobre 2007



Sotto questo freddo cielo azzurro, guardo le nuvole bianche che veleggiano eleganti tra gli zefiri in alta quota. Non mi ricordo più la differenza scientifica tra le diverse nuvole, è passato troppo tempo da quando l’ho dovuta studiare per la sosia della regina Elisabetta II. Sono straiata sul prato del mio castello medioevale, la mia amica parla delle solite cose.

I pensieri nella mia corteccia sono fitti come i denti di un pettine. Non ascolto più le parole, le parole hanno perso il loro significato e questo è stato sopraffatto dal suono di una voce che somiglia di più al gracchiare di un uccello dalle piume biondo cenere. In questo momento potrei chiudere gli occhi e addormentarmi, ormai mi addormento ovunque quando sono stanca. Ma qui non posso, il bianconiglio potrebbe saltellarmi sullo stomaco durante la fase del sonno profondo e cercare di soffocarmi con il suo corpo sedendomi dopo sulla faccia. Dovrebbe farlo velocemente visto che è in ritardo, ci sono sempre troppe cose da fare. Potrei incontrare un brucaliffo che dopo aver condiviso il cilum dell’amicizia con i liceali, cercherebbe di spacciarmi del dado star dicendo che è fumo. Potrei incontrare la regina di cuori, colei di cui parla la mia amica, colei che vorrebbe vedere lei e me morte, bruciate nella pubblica piazza, oppure ghigliottinate, oppure utilizzate per gli esperimenti da scienziati . Potrei affondare nella verde erba e ritrovarmi in un mondo parallelo, dove tutti camminano con le mani; o dove il ladro insegue il poliziotto…

Amica < Tu cosa mi dici di fare?>

Iris < Tu cosa faresti?>

Amica < La ucciderei>

Iris < Falla a pezzi con un’accetta e poi dai quello che ne rimane ai maiali, ci penseranno loro a fare il resto>

Amica < Tu sei un mostro>

Iris < Guarda quel bambino ha un palloncino, lo voglio anch’io!>

Amica <Hai 22 anni>

Iris < ma io sono speciale! Guarda che faccio l’angelo dell’erba!>

Amica < Idiota>

Iris < Alla fine potresti prendere un pendolo, e vedere la sua traiettoria. Tu non sai cosa fare, sei quel pendolo. Questa è la solita storia che sento da 3 mesi. Tu sei come Alice, ma sei sicura di poter riuscire a monopolizzare un mondo con regole proprie che tu non conosci affatto? Smettila di sentirti a torto scioccamente vuota come la mia scatola cranica! In fondo è inutile che continui ad esporre i tuoi dubbi senza muovere il culo e fare qualcosa di concreto. SBATTITI cazzo! Le cose non ti cadono dal cielo, le cose non sono meteoriti.>.

Amica < Ti sei svegliata ora? Cos’è tutta sta vitalità?!>

Iris < Oh cavolo! Mi sono ricordata che devo chiedere al santo patrono della masturbazione se riesce a darmi il programma statistico aggiornato che mi serve!>

 

Una candela e una preghiera per ogni caduto in questi giorni… Om mani padme hum…Non parlo mai di ciò che accade nel mondo, ma vorrei fare una piccola riflessione su chi è caduto per salvare la propria cultura e il proprio credo. Om mani padme hum...

By IrisCatter
At: 10:49
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