Le piccole cose che qualcuno non dovrebbe sapere mai... e forse nemmeno chi le scrive.
Si avvisa che questo blog tratterà argomenti personali. Se volete scrivere fregnacce, siete pregati di farlo altrove. All'agenzia delle idiozie, spiacente, ma ho io l'esclusiva... Non sono ben accetti adoratori di me stessa, mendicanti di attenzioni gratuite e ingiustificata, neppure gente che vorrebbe mettermi la faccia in una friggitrice per patatine fritte o buttarmi in mare con delle scarpette di cemento. Siamo per le persone che ragionano e con un minimo di senso critico. Vi ringrazio per la cortese attenzione. Iris Catter
la musica; leggere; scrivere; i gatti; la pioggia e i temporali estivi; i paesi anglosassoni; una conversazione stimolante; straiarmi su un prato senza parlare e ascoltare i rumori intorno; un buon bicchiere di vino; i cappelli e orecchini bizzarri; una sigaretta dopo il caffè; cantare a squarciagola mentre guido; una cioccolata calda in un bar, quando fuori nevica; l'avere sempre ragione; i bagni di folla; passare le giornate a letto e vivere di notte; le persone originali e non convenzionali; scopare; rimanere a parlare fino al mattino e avere più dubbi che certezze; l'ironia delle cose; testare le mie ipotesi; un bacio prima di partire.
Falsità; l'ansia; la domenica; gli arrivisti; la cattiveria; l'invidia; la superbia; la fatica; la noia; le lamentele inutili; la stupidità; i pregiudizi; le persone che non riescono a vedere al di là del proprio naso; chi mi da per scontata; la mancanza di empatia con gli altri; chi non ammette i propri errori e i propri limiti; i ragazzini rozzi e volgari che urlano nei luoghi pubblici e piccoli; una lista bella lunga di persone; le cose dette con superficialità; i cani; le cose che non conducono a nulla, nemmeno ad un momento di felicità; le routine; non avere i miei spazi; lo scorrere del tempo.
"E' terribile scoprire che le stelle che stai guardando, in realtà sono aerei!" Io. "Non è chi è perfetto, ma chi è imperfetto ad avere bisogno di amore" Oscar Wilde. "Anche l'amore è un lusso" Albert Camus. "Se qualcosa può andare storto, lo farà!" Legge di Murphy.
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venerdì, 31 agosto 2007
Piove, sono in un bar a bere un caffè. Il cielo ha lo stesso colore dell’asfalto, e il sole sembra un ricordo lontano. Qualche notizia buona mi allieta, ma l’estate purtroppo è finita. Piove e sembra che debba continuare per sempre. Mi sento come in una bolla con la neve finta, ma la neve è fuori di me, e vedo mille fiocchi di pioggia esplodere sulle cose.
C’è quella signora che aspetta il suo autobus. Gonna grigia, bastone e ombrello. I talloni enormi a causa del sedimentarsi della pesantezza dei giorni della sua vita. Un ragazzo che passa, ciuffo alla emo e tanto coraggio a camminare con il suo cappellino sotto la pioggia.
Io guardo il mio caffè stringendomi nel mio golfino. Sciocca ragazza arlecchino che pensa a ciò che è successo quest’anno. L’estate è andata… “Summer has gone”…come faceva una canzone.
Devo svegliarmi da questo sonno letargico fatto di pensieri, sperando che la pioggia non li lavi via da me. Perché in fondo le foto e i vari oggetti ti possono ricordare alcune cose; ma nella memoria, quando recuperiamo quei frammenti di vita tramite il ricordo, li riviviamo in un modo diverso e sempre carico di emotività, diversa ogni volta.
Mentre osservo queste formiche che corrono sotto la pioggia penso che in fondo sarà il caso di muoversi e di uscire di qui.
Spero che il primo giorno d’autunno, come tutti gli altri che verranno, possa essere pieno di soddisfazione come l’ultimo d’estate, nonostante le difficoltà…
Grazie di tutto anche se tu non lo sai che ti sto ringraziando ora, ma ti sono grata e non smetterò mai di dirtelo sorridendo e scendendo quelle scale grigie.
Ho perso il mio ombrello di Renoir…
Non avrò più un ombrello così bello, ma a volte è giusto perdere ciò che si ha per crescere un po’.
P.s. C'è gente oggi che ritorna dove io spesso fuggo per stare in pace... non sono emigrata con loro risalendo il fiume come farebbero i salmoni a primavera, per non rovinarmi il ricordo... Ci sono cose da fare da soli, non con gli amici; è per questo che non voglio rovinarmi questo momento di intimità dividendolo con altri che non sanno come si sta e a cui non mi interessa una cippa di far sapere...
By IrisCatter
At: 09:01
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pensieri, schegge di vita
mercoledì, 29 agosto 2007
[Congetture serali partorite dopo una crisi isterica e bestemmia libera]
Giuro che se non mi laureo in questa sessione per colpa di un fottutissimo giorno, farò ardere quell'inferno come solo il demonio saprebbe fare! Continuo a canticchiare una canzoncina che in sti giorni mi rappresenta, il cui ritornello fa "I'm not superman".
Le scimmie urlatrici nelle ultime 24 ore stanno dando il peggio di loro stesse... La conclusione della conclusione, potrebbe essere: "Dopo tutta sta menata, voglio almeno 100" oppure il più classico "scemo chi legge!"?!
Sto raggiungendo asintoti di stupidità che rasentano la demenza...
[Pensieri e riflessioni partorite ieri sera dopo la lettura di un libro che parla di gruppi e una conversazione telefonica con una persona. Qui esiste la regola delle scuole pubbliche nelle ore di religione: chi non è interessato si accomodi fuori; ci si rivede al prossimo giro. Chi conosce per sua sfortuna quel libro, sa che da effetti allucinogeni, perdita della capacità di usare in modo corretto la sintassi ed infine forti mal di testa che si possono cronicizzare con l'uso prolingato del prodotto]
Metacomunicazione da blog.
Bene, molte persone si chiedono perché si apre un posto pubblico per scrivere.
Simpson nel suo racconto sulla macchina del tempo aveva parlato di quell’uomo che arriva durante il suo viaggio nell’era dei dinosauri. Cosa potrebbe fare un uomo rimasto incatenato ad un epoca senza altri esseri umani? Scrivere, cercando di comunicare con coloro che verranno, lasciando loro un impronta come quella dei dinosauri sperando che questa non venga cancellata dal tempo.
C’è gente che pensa, tra cui una persona che stimo parecchio, che il blog sia una vetrina per mettersi in mostra, per apparire e per vendersi. Fare un po’ di moine per ottenere consensi. Il mondo è metà da comprare e metà da vendere, forse anche le persone lo sono. Ci piace sentirci spiati da mille occhi, e essere disposti a compiacere il lettore con idee che ci appartengono come ci appartiene la vita di un'altra persona (sono della teoria "I am mine").
Personalmente l’idea di essere alla stregua delle puttane nelle vetrine ad Amsterdam, mi fa un po’ ribrezzo e non mi ci trovo affatto.
C’è chi cerca un confronto, dibattito e crescita; chi vuole sapere qualcosa di più. In fondo in ogni occasione che ci mettiamo in rapporto con terzi, abbiamo qualcosa da imparare; con persone diverse usiamo parole diverse, facciamo discorsi differenti e a volte si cerca di dire ciò che ci preme condividere in modo più consono alla situazione. In fondo si deve rispettare la sensibilità della persona, le opinioni degli altri.
Bene, io non lo faccio per nessuno di questi motivi al momento. Forse un po’ il terzo mi rappresenta di più per il confronto. Ma bene o male dopo l’adolescenza la personalità si è già sviluppata, puoi solo smussare un poco gli angoli, ma da lì non si scappa. Le esperienze le hai fatte, puoi avere idee nuove, ma nulla di più.
Perché allora scrivi?
Risposta (perdonatemi per la banalità): Mi piace scrivere. Scriverò anche un sacco di fregnacce senza senso, (e qui concordo con qualcuno e non posso che dire "hai ragione") ma mi piace. Ho aperto un blog come palestra di scrittura, successivamente è diventato altro. Uno sfogo che al posto di rovinare la pelle, essendo io un soggetto psicosomatico, rovina una pagina web. È un mezzo per far sapere ai miei amici come sto quando non sono con me, per poi discuterne al bar con un caffè. Un modo per ottimizzare il tempo in un certo senso e per lasciare che i sentimenti e le emozioni si sciolgano nel bianco di una pagina per diluirsi come farebbe la migliore aspirina nell'acqua.
Se non vi piace cosa e come scrivo, se non avete nulla da dire di interessante, basta un click e chiudere la pagina.
Questo è ciò che consiglio stasera...
By IrisCatter
At: 21:25
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pensieri, comunicazioni di servizio, sleri motivati
martedì, 28 agosto 2007
Tutto questo giro di parole per dire che a volte le cose più belle sono quelle che non hanno subito tante elaborazioni, che forse hanno portato al sacrificio di qualcosa; ma che in fondo nella loro disarmante semplicità, c’è qualcosa che ti attira e che ti attirerà sempre per questo motivo. La cosa più semplice del mondo, un sorriso, è anche la più bella; quella che mette in luce i punti di ombra e che è in grado di scuotere il tuo mondo.
Tutto questo per dirvi che da elaborazioni statistiche complicate come il metodo del test di normalità di Kolmogorov-Smirnov, siamo passati ai diagrammi a torta tutti colorati.
Hahaha!
"Vorrei essere piccola, piccola; quasi tascabile. Saltare sulla groppa si una civetta e andare. Vorrei entrare nei tuoi sogni e riscaldarli. Perché so che ti senti solo; ma io non me ne sono mai andata… Vorrei gridare a volte “Sono qui! Guardami! Mi sono fatta piccola piccola, per essere invisibile, ma in realtà ci sono! ”. Ma allora non avrebbe senso ciò che ho fatto in precedenza, e forse per te quello non ha senso comunque.
Hai sempre saputo che sono strana, sono una di quelle persone che da più grane che gioie; sono pessima a volte; sono disgustosamente cinica altre…
Ma mi chiamo fuori stavolta. Mi chiamo fuori dal gioco seriamente. La risposta corretta, non è mai quella giusta per chi sceglie. Ma a volte si è costretti a scegliere… Sai che distruggo e ricostruisco. Sono terribile in questo.
Ora sono piccola piccola; so che fai nella vita e nel tuo tempo libero, e anche se non ti ho sotto gli occhi, ormai ho imparato a conoscerti come conosco il quadro che ho sopra il letto. Abbiamo ancora il sole in mano, e tanto vuoto nello stomaco. Ma piccolo mio, non lasciare che quel sole ti bruci la mano… Perché io arriverò nel momento in cui so che quel sole si sta spegnendo, solo per darti nuovi atomi per la scissione e far funzionare tutto come prima.
Sono piccola piccola, lontana lontana, ma ci sono..."
Questo l'avevo scritto un giorno sentendoti giù, ora che sai dove sono la smetterò di scrivere certe cose.... Sarò infantile, ma questo è tremendamente imbarazzante e io sono spaventata...
Guido Vedovato - Ultima Notte Di Dicembre
By IrisCatter
At: 08:30
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pensieri, ermetismi fuori luogo
domenica, 26 agosto 2007
Spesso ci si chiede il perchè del comportarsi in un certo modo; la risposta non è così scontata come potrebbe sembrare. Ci sono mille motivi perchè una persona dice, fa, pensa determinate cose. L'uomo è un insieme di cose, a volte agglomerate senza un motivo; ma nessuno dice nulla e quindi si continua così.
A volte ci muoviamo senza motivo in una direzione che non conosciamo, solo per arrivare ad un qualcosa che sembra come la terra promessa; in realtà le speranze che ci muovono non sono altro che surrugati di proiezioni future che qualcuno disegna su di noi, e che noi intraprendiamo con cognizione di causa apparente.
Sto mettendo da parte amici, uscite, relazioni pubbliche, divertimanto, per una di queste proiezioni. La cosa pesa in maniera altalenante. E' come spingere un bambino paffutello sul dondolo: farlo andare in alto quando è a terra comporta un grande dispendio di energie, una volta in aria prende velocità e riesce a volare in alto da solo. Considerando che sto perdendo interesse per le persone a cui dovrei o vorrei tenere; considerando che ieri sera, ho pensato dopo un dibattito su libri e letture con un mio amico (che ha insultato Kundera e che attualmente sta leggendo "I love shopping"... e qui stendo un velo pietoso): "Spero che tu possa ubriacarti tantissimo, tanto da non poter controllare il tuo fisico e i tuoi movimenti. Spero che tu possa soffocare nel vomito che la tua stessa bocca ha fatto uscire."; considerando che ora come ora, il mio obiettivo è quello di vedere che le persone che senza uno scopo nella vita e che hanno sempre dato dei "falliti" a chi di scopi ne aveva e che sta arrivando ad ottenere dei risultati, possano rimanere nella loro spocchiosa realtà fatta di miseria e di cose insignificanti (vedi comprare una maglietta dell'ultima collezione della marca con la "A").
Se Dio ci fosse, certe cose le farebbe accadere... Se Dio ci fosse, probabilmente non sarebbe qui a leggere questo post scritto nel cuore della notte da una malata di mente; una scema che ha troppo sonno al momento, per scrivere qualcosa di sensato dopo una serata passata ad ascoltare fregnacce di bestie latranti, intervallata da buona musica dal vivo.
P.s. Sapere che il target di persone su cui faccio colpo sono i trentenni che ci provano con lì il mio ex-ragazzo con cui esco per una chiacchierata da soli e in compagnia, non è il massimo... Negli uomini succede questa cosa particolare: essendoci la possibilità di perdere la preda (già persa ma non importa), cominciano a disegnare intorno al piccolo coniglietto bianco spire sempre più fitte e strette. La sensazione è quella che può dare rimanere chiusa in ascensore per un giorno intero.
P.p.s. Una volta che hai provato una cosa buona, è difficile tornare alla vuota banalità...
Ok, dopo questa massima potete caricare la pistola e spararmi.
P.p.p.s. La foto l'ho scattata io, è orribile, ma non mi interessa. Per la cronaca, sono Mani.
By IrisCatter
At: 01:45
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schegge di vita
giovedì, 23 agosto 2007
[Avvertenze: Evitate commenti idioti tipo "sei fortissima" "mi hai fatto un sacco ridere" (da tipico analfabeta quattordicenne), visto che il tema su cui gira tutto il discorso (e che si comprende solo ad un certo punto) è piuttosto delicato. Ricordatevi che un silenzio vale più di mille parole; chi non parla, non si espone]
Ti guardi in torno. Questo non è un hobby cinico o un'inutile perdita di tempo, è una filosofia di vita.
"L'umanità fa schifo". Domani vincerò il premio Nobel per la letteratura dopo questa massima.
Pensateci bene: Molte volte giriamo per le vie del centro e vediamo ciò che di più lontano da noi c'è. La varietà non è un reato, ma ci sono determinate cose che sono un'insulto alla decenza e al buon gusto. So che chi mi conosce di persona avrebbe tante frasi nella testa in questo momento, soprattutto per quanto riguarda la mia spiccata capacità di abbinare casualmente i colori e per le magliette scollate; questo mi ha fatto sorgere spesso la seguente domanda: "ma chi non dice nulla, è daltonico e guarda solo i centimetri di pelle nuda?!".
Risposta non pervenuta.
Ieri sera parlavo con una persona... Parlavamo di figli e di educazione. Non ho in programma di riempirmi casa di marmocchi, questo è un dato di fatto; ma ora i ragazzini già a 13 anni fanno sesso, si fanno le canne e hanno un coltello nascosto nella tasca interna della felpa.
Ho sempre avuto un Mantra: Non tornare a casa nè in orizzontale, nè incinta; per il resto fai ciò che vuoi. Filosofia di pensiero che tramanderò alle generazioni future, prima che gli assistenti sociali mi portino via figli e casa.
In questi anni di latenza di buon gusto e di amor proprio che ormai chiedono a gran voce di avere la loro parte, è anche fiorito questo pensiero: Evitare di fare cose di cui vergognarmi a vita, e che in particolar modo potrebbero venire fuori nel momento meno opportuno, e soprattutto avere rispetto prima di me stessa e poi degli altri (Alt: non sto parlando della sincerità o falsità dettata dai sentimenti, quello è un discorso troppo complesso; lì spesso le bugie si dicono per non far soffrire, fino a quando il tarlo del senso di colpa non divora l'anima e ti fa vomitare tutto ciò che hai dentro e che non ti fa dormire la notte).
Di conoscenti e di gente con cui passare le serate ce ne sono tanti, a volte troppi; gli amici io li conto sulle dita di due mani a malapena. Le classiche persone che sai che ti diranno sempre la propria opinione senza voli pinderici no-sense.
Tutto questo per dirvi cosa?! Che a volte il genere umano mi fa veramente venire il voltastomaco, fatte le dovute eccezioni. L'esibizionismo sessuale di donne orripilanti, l'ignoranza ostentata come segno distintivo di uno status symbol, la ricerca spasmodica di un giorno di notorietà e l'incapacità di essere un minimo sinceri e riconoscenti alle cose che ci circondano e avere rispetto delle cose "sacre" o universalmente ritenute tali.
Non sono la persona più adatta per fare moralismi, sono piuttosto liberale e sono anche a favore dell'omicidio in deteminati casi (Singer mi approverebbe).
Ci sono personaggi che noi reputiamo a torto "importanti" che andrebbero lapidati, andrebbero fatti a pezzi con un accetta e poi dati in pasto ai ratti e ai maiali, dovrebbero essere ghigliottinate e noi dovremmo sguazzare nel loro sangue.
Siamo in un epoca dove la morte è uno show, uno squallido e patetico inframmezzo tra le nostre vite fatte di corse frenetiche e apatia.
Perchè anche se conosci una persona di vista e per vie traverse; anche se l'hai incontrata poche volte, solo a qualche festa universitaria a casa di amici, o a cene in cui tu ancora liceale ti infilavi di straforo; vedere ora certe scene patetiche, vedere che violano la tranquillità di una morte violenta per far pubblicità a ridicoli personaggi, è una cosa che fa male e ti fa pensare sulla vera natura bestiale dell'uomo sotto questo cielo grigio di purgatorio, anche se tu non conoscevi quella persona così bene da farti un'idea di lei.
Alessandro Bavari - Untitle
By IrisCatter
At: 23:42
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acide riflessioni
mercoledì, 22 agosto 2007
Ti chiedo solo di non strapparmi dalla mente quelle poche cose che so. Quelle 4 nozioni entrate a fatica in testa. Ho imparato a rialzarmi da sola ogni volta che catevo, a districarmi abbastanza agilmente da quel groviglio di fili creato dal caso e dalle relazioni umane.
So che qualcosa andrà storto, che mi ritroverò sul treno diretto a Milano e succederà qualcosa.
La mia tesi fa schifo, ufficialmente. Lo so già, senza che qualcuno me lo venga a dire.
E' allo stesso livello degli abusi edilizi: Rovinano gli occhi e il buon nome del posto in cui sono stati costruiti...
Ironia del caso: in tutto questo penserò di nuovo a te, perchè sono un stupido e sciocco essere, perchè il lavoro fatto durante queste settimane sarà etichettato come un completo fallimento e penserò a tutto tranne che a quello, perchè penserò a te. Non sono le critiche fatte da una persona che non c'è e che non c'è mai stata quello che ti devasta l'anima... ma è sapere che potresti deludere chi c'è sempre stato, e che tu hai tradito il sentimento che provavi per lui...
Qualche giorno fa al mare ho scritto questa cosa:
"Non c’è nient’altro se non l’ennesima bugia che leggi tra le pagine che ti sembrano sincere e alle quali tu credi fermamente. Le cose a volte non sono lampanti come il rintracciare un albino in una tribù africana, tutt’altro. Potrei dirti un sacco di cose vere, e poi mettere quel veleno nell’orecchio e assassinarti in questo modo Shakesperiano e rubarti trono, corona, regno e troia. Tu non sarai mai più lo stesso, ma in fondo hai bisogno di bugie e di menzogne che ti accompagnino come ancelle di bianco vestite alla tua tomba. Forse tutto il bene che ti ho voluto, era solo uno scherzo crudele, che ha fatto male ad entrambi… Forse questo dubbio continuerà a divorarci l’anima lasciando solo le ossa a qualche cagna avida e affamata.
A volte fa male credere a qualcosa che non è, ma non solo per quanto riguarda te, ma anche per me che mi sono creata questo mondo artificiale fatto di illusioni. Ora che ho capito la formula per bloccare l’incantesimo, è come bloccare il cielo e le stelle che si muovono sopra le nostre teste.
Noi esseri umani, non siamo oggetti, ma possiamo benissimo diventarlo. Quante volte veniamo usati e abusati da qualcuno? E come il miglior elettrodomestico abbiamo anche noi sul fianco o dietro il collo il nostro interruttore. On, off, stand-by. Ora sono su off. Ho interrotto l’incantesimo, e ho cominciato ad avvelenarti con parole crudeli.
Che il più romantico wertheriano tra uomini sia ucciso dalla più infame delle bugiarde. Morirò di crepa cuore o avvelenata dal mio stesso veleno fuori dalla scena, ma dopo di te… Ironica sorte sarebbe, una serpe che non riesce ad essere immune a parte di se stessa. Ho procrastinato fino ad adesso, ma ora è tempo dell’azione.
Che tu sia Amleto o lo zio usurpatore, poco importa… La sorte è la stessa."
Che sia una donna bugiarda quella che ha dormito con te, l'ho sempre saputo; ma non credevo ri arrivare a questi imbarazzanti livelli... Ho imparato a mentire anche a me stessa su un tot di cose per essere onesta, o credo qualcosa di simile.
La bugiarda che dice: "Io mento"... Che sia sincera?
Ho scritto queste parole seduta nel vento di orizzonti che ben conosco e amo; vento che sa di mare di limoni e di ulivi. L'aria che giocava con i miei ricci e li faceva volare in alto, cercando di farli arrivare al cielo, mentre il posto più degno ora come ora, sarebbe una bella cassa da morto.
Non venire il giorno della mia tesi, ti prego. Non venire quel giorno.
Domani uscirò con un'altra persona, e non voglio pensare a tutto il male che questa cosa potrebbe recarti.
Non merito la tua dolce presenza in un giorno così maledettamente infamante...
Amleto - Yorick
By IrisCatter
At: 00:02
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me vs me
lunedì, 20 agosto 2007
Rischiando la vita su quelle strade piene di curve come una donna, posso dirvi che ho imparato a non schiacciare la frizione quando freno... Ma questo è un altro discorso. Sono viva, sono tornata.
Mi ritrovo tra spiagge rocciose, dove il sole si tinge di sfumature rosate sulla baia che si trova sotto casa mia. Prendere, andare e partire di notte e viaggiare su autostrade in direzione di amici e gente che non conosci. Giocare a fare l'acida stronza che ad ogni complimento risponde in maniera perfida, e poi passare tutta la serata a civettare con l'unico ragazzo che non ci ha provato e sapere che quello sarebbe l'unico che vorresti rivedere per un aperitivo a Milano.
Intanto pensi che l'ultima volta che sei andata in quella casa al mare dove stai scappando, eri con chi consideri la tua anima gemella a contemplare il buio di quel mare e di quel cielo che inghiottono tutto al di là della piccola baia sotto casa.
Ho pensato molto in questi giorni, cambiando umore ciclicamente e in maniera costante. Sono qualcosa di più di lunatica, sbatto ad ogni battuta sugli scogli di un pensiero rude e duro alcune volte, altre dolce e avvolgente. Si ripete come una melodia, si ripete con alcune note e alcune pause in quattro quarti.
Passo le serate in bar sulla spiaggia nell'incantevole atmosfera di un estate in decadenza, e trovarsi alle 4 del mattino a Portofino fumando una sigaretta per poi tornare da dove siamo venuti non ha prezzo. L'idea di assaltare barche che nemmeno con 5 vite puoi comprare, ascoltando i classici cd che ho in macchina, quelli che ti fanno venire voglia di picchiare a sangue qualcuno o mentre guidi di aprire le portiere sperando di colcire qualcuno e fargli male.
Saluto questo posto, e dico arrivederci.
In fondo i ricordi di ciò che abbiamo fatto, degli amanti che abbiamo avuto, degli errori che abbiamo commesso; si tingono sempre di colori diversi perchè nella memoria li ricostruiamo in maniera differente.
Parlare con un amico e stargli vicino nel dolore, fare gli scemi in spiaggia bevendo una birra e lamentandosi perchè al bar non hanno il rum per un cuba libre, in ogni frammento di queste giornate ti ho pensato. Tu che violentavi i miei pensieri con i messaggi sul telefono, tu che hai sempre saputo cosa pensassi... Ci sono cose che a volte non si capiscono, come quella canzone che hai messo e quelle righe che hai scritto sul blog... Perchè? Da un lato mi vedo... e mi spaventa... anche perchè inconsapevolmente era la stessa canzone che il mio autista di fiducia quando era sobrio metteva su, e la si cantava a squarciagola...
Tanto tu non sai ora dove sono, con chi e dove scrivo...
Ho fatto 2 ore di autostrada sotto la pioggia battente, che sia finita l'estate? Credo di si. Non voglio più guidare per almeno un mese!
By IrisCatter
At: 15:52
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pensieri, schegge di vita
sabato, 11 agosto 2007
By IrisCatter
At: 08:48
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schegge di vita
giovedì, 09 agosto 2007
Tra i banchi di frutta e verdura.
Ti spiegano che va bene così. Ti dicono che in fondo è giusto che tu abbia fatto le tue scelte sotto la madre protettrice di qualcun’altro. Ti hanno mandato nelle migliori scuole private, ti hanno spiegato che c’è ed esiste un unico Dio, che è anche trino. Ti hanno spiegato che è giusto fare certe cose solo con sentimento, che esiste solo l’amore monogamo. Ti hanno detto che le droghe non funzionano, la droga e la violenza non funzionano. Ti hanno detto di non frequentare certa gente, perché è gentaglia, ma non il motivo che sottende questa affermazione. Quella gente che si buca e che si trova il sangue infettato. L’aids è la cosa peggiore, ma anche l’epatite c (quella cronica, che ti costringe a prendere pastigle e non so cos'altro per il resto dei tuoi giorni) non è una cosa bella. Chi si droga, è solo un drogato, non ha dignità di essere un essere umano: se uno si droga, è solo un drogato, non un perdente, un cogliore, per qualcuno è un cadavere che è morto e che si trascina a stento.
Ti hanno detto di non frequentare centri sociali perché si incontrano sempre persone poco raccomandabili.
Giro per il supermercato. Sono ancora a casa da sola e per una questione fisiologica devo mangiare. Trovi con le mani sporche di grasso quel ragazzo con cui da bambina eri solita giocare. Ha tre anni in più di te, ha abbandonato il liceo nella tua città perché i cani antidroga lo hanno trovato con il fumo. Dopo di che, l’hai perso di vista. Di storie strane sul suo conto, ne sono girate tanto. Un anno fa è uscito dalla droga. L’eroina l’ha rivomitato fuori dal tunnel, restinuendolo al mondo con i segni del suo passaggio. Mi sono trovata con lui in macchina sabato notte a parlare, e ora lo rivedo. Il piercing sopra gli occhi è sparito tra i banchi della frutta, ma gli occhi assenti no. Sono rimasta colpita dalla spontaneità e dalla cordialità che lui ha dimostrato. In ginocchio a mettere il grasso ai carrelli del supermercato, sorrideva e parlava in modo cordiale e pacato. Io lo guardavo e sorridevo in piedi di fronte a lui, un po’ imbarazzata per la scoperta e per la situazione. Lui che sgobbava io che vado in giro a fare compere… entrambi per mantenerci…
Era da tanto che non vedevo questa semplicità in una persona; considerando che la maggior parte delle persone che conosco si considerano puritane e contro qualsiasi cosa che viola i comandamenti. In seguito delle persone che conosci scopri le piccole perversioni. C’è chi dorme abbracciato alla propria pistola; chi al suo vibratore che di giorno nasconde sotto il cuscino; chi pratica solo sesso anale, per arrivare "vergine" al matrimonio; c’è chi si fa di cocaina per passare gli esami; chi bulimica da anni per perdere peso si fa infilare tubi nel retto, per farsi spurgare ben bene; chi passati ancora i venti si fa rimboccare le coperte da mamma e papà, e si sente in colpa per una pippa in bagno; la stessa gente che insulta i camerieri dei locali minacciandoli di comprare la loro vita e farli girare su ruote per criceti. Gente che hai avuto in classe da una vita, e hai imparato a conoscerla per evitarla.
Quando fai un rapido paragone tra queste persone e il ragazzo del supermercato, ti poni questa domanda: meglio essere un ex-eroinomane ma avere la dignità di sorridere nonostante un lavoro poco gratificante e che ti fa sentire uno schifo; o essere un finto purista fallito che nasconde i playboy e i dildos di gomma sotto il letto, che si tova ancora sotto il giogo di dipendenze da persone, o vizi o poteri presunti tali? A voi la scelta.
By IrisCatter
At: 10:06
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schegge di vita, acide riflessioni
martedì, 07 agosto 2007
Take a look at me now. I’m fine.
On air i Postal Service.
Non penso a nulla ma sto bene. In fondo non ho nulla, ma sto bene lo stesso. Che io sia galvanizzata da altre cose, dai vari impegni che mi costringono a casa quando potrei benissimo andare in vacanza, forse è la cosa migliore. Puoi pensare che io mi strugga pensando a qualcosa che ho perso, ma in realtà ciò che avevo l’ho perduto tempo fa. Sto bene. Non ho nulla, ma non sento la mancanza di niente. Bevo una birra a casa con un "amico", serate ordinarie, discorsi impegnati e frivoli insieme e qualcosa che tu non accetteresti: un cocktail che mi è sempre piaciuto. In questi giorni mi sento ordinale. Non sono un numero, ma mi sento tranquilla, come una persona pacifica che non vive per forza emozioni intense e distruttive. Si potrebbe chiamare volgarmente Serenità, non è la parola esatta, ma la prima che mi viene in mente.
Metà Italia è in fiamme, i roghi nei boschi divampano, come bruciava Roma ai tempi di Nerone. Io sono qui, tranquilla, ho aspettato una tua vampata di passione che non c’è stata. Forse è questa la cosa che se da un lato mi ha fatto male, dall’altro penso che in fondo tutto non è mai stato così importante. Quindi, perché dovrei prendere a cuore una situazione che non crea né passioni, né altro? Andavamo avanti a forza di inerzia. Eravamo due corpi che cadono da un grattacielo, non è per volontà, ma per fisica che ci si muove.
Sono tranquilla. La vita va avanti, e i giorni si inseguono blandamente.
Per ora mi accontenterò di stiracchiarmi nel letto e di scrivere qualcosa dopo una serata ordinale e piacevole, passata in modi che i più non approverebbero.
Forse la libertà di avere tempo da perdere dopo l’ultima prova con se stessi, è la più ingenua e puerile forma di piacere. Penso alla serata appena trascorsa, persa in un incantevole sensazione placida familiarità senza legami generici. Forse la libertà di una sensazione di rilassatezza, è l’unica controindicazione ad un crocevia di frenetiche frequenze, che fanno solo aumentare il ritmo cardiaco e successivamente hanno rilasciato endorfine. Sonno e spossatezza, piacevoli.
Per questo giorno, voglio essere assolutamente ordinale; conversazioni che non debbano attivare tutti i miei potenziali evocati -non voglio sforzare ulteriormente i miei pochi e fragili neuroni a prostituirsi alla comprensione di qualcosa che non ha più senso di essere, rilasciando sostanze elettrochimiche- e azioni che non fanno altro che rilasciare piacere fine a se stesse.
Cosa penserai ora della mia vita ordinariamente dissoluta? Se ti dicessi che ora penso solo a trarre piacere, senza pensare agli altri, quanto cadrei in basso per te?
In comandante prevede lo schianto a breve.
Micheal Hussar - Daddy's Girl
By IrisCatter
At: 00:04
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me vs me, sleri motivati
domenica, 05 agosto 2007
Il sole di fronte a me sta sanguinando, aspetto che il cielo diventi più limpido. Vedere l’alba è sempre un’emozione che infrange la barriera dell’ovvio. La pianura si illumina a poco a poco, scoprendo lati nascosti che nessuno conosceva.
Non sono riuscita a dormire stanotte. Sono partita e mi chiedo spesso perché abbia corso così lontano in questi boschi e in questi campi. Non riesci a vedermi mentre fuggo con le braccia chiuse; quando hai il vuoto nello stomaco e la stanchezza nelle gambe… Vorrei che tu sapessi che ora che mi trovo ad un centinaio di chilometri di distanza mi manchi. Ora sto ancora scrivendo queste lettere a te seduta sul balcone di casa. Scrivo tutto ciò che so; so che tu non sei qui nelle mie braccia. La notte è vuota senza di te… Ma quanto ti posso sembrare ipocrita con queste parole? Troppo, lo so.
So che mi consideri ora una puttana bugiarda, sapendo che in fondo tutto è cambiato… Già, ti ho deluso…
Se ti può far sentire meglio, morirei per te, morirei per mano tua. Ora che sai quanto vile sono stata, sai davvero chi sono. Quattro mesi sono troppo lunghi, quattro mesi distruggono e logorano.
Dove sono corsa e perché così lontano? Non so. Vorrei solo che tu sapessi che mi manchi.
La cosa più assurda è questa, essere completamente liberi e sentirsi in gabbia, rinchiusa tra delle pareti che sembrano di gomma: affondi con il piede, ma poi ritorni nella stessa posizione, con una forza uguale e contraria.
Ti ho tradito; ma forse l’unica cosa che ho tradito è un sentimento.
Piangerei per te, laverei il tuo dolore e disinfetterei le tue ferite con le mie lacrime. Una volta dicevi di non piangere per te, in quanto le lacrime sono l’espressione di quanto una persona possa farti soffrire. Scommetto che ora non lo diresti più, o almeno non lo diresti più riferito a me.
Ieri ho letto la cartolina che mi hai scritto quando ti trovavi in terre di una freddezza esotica, bagnate da fiumi di assenzio e da storie sconosciute dal popolo del conformismo.
Mi sono sentita vuota nel leggerla. Mi sono sentita una schifezza nel leggere alcune parole: “ti bacio”. Ora che mi consideri una puttana, non mi bacerai più.
Addio @=£#€@…
Grazie per avermi regalato una parte di te e per aver scosso il mio mondo, cercando di farmi essere migliore...
Ti voglio bene, anche se non mi crederai...
Ele*
P.s. Questa è una mail che avevo scritto ieri ad una persona... Non ho fantasia e non sono giustificabile... Oggi al telefono, avrei preferito una incazzatura di livelli inauditi... In realtà c'è stato biasimo e comprensione, oltre a sdegno... E questo credetemi, fa molto più male di uno schiaffo in pieno viso.
Ora credo che l'unica cosa da fare, sia sparire sul serio e tanti cari saluti a tutti... Perchè non può seguire i consigli del suo migliore amico: mandarmi a fare in culo senza ritegno e non essere così accondiscendente?! Ma poi per che cosa?! Perchè lui si rivede in me?! E' vero forse, ma ora come ora sono fregnacce dal mio punto di vista.
P.p.s. Non ho intenzione di leggere commenti inutili da parte di chi passa per dire solo: "ok, io c'ero!"
By IrisCatter
At: 02:18
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pensieri
venerdì, 03 agosto 2007
Ritorno ora da terre elleniche di una bellezza disarmante. E' splendido vedere il sole che si spegne e stare tutte le notti sulle scogliere a guardare che questo sorga a ritmo di musica, per poi tornare a casa abbracciata a qualcuno mentre ti riporta a casa nonosctante il freddo e le strade dissestate. Afrodite naque da queste acque stupende, le stesse acque che bagnano le spiagge ventose che hanno visto amanti congiungersi da ogni nazionalità e da ogni dove.
Ora guardo le foto, le persone che ho incontrato, e in fondo mi dispiace che tutto sia finito. Greci, australiani, americani, croati, italiani... In fondo tutti vorrebbero vivere come se fosse sempre una vacanza. Alcol, musica e altro... In fondo, c'è qualcosa di meglio? Si, ma in fondo avevo bisogno di questo, avevo bisogno di sentirmi libera da ogni cosa. Sarà perchè la nudità è l'abito che ci rende tutti uguali, e nel fare determinate cose, non sai mai se chiamarle fare l'amore o fare sesso; a volte abbiamo bisogno di confonderci, di perdere noi stessi in qualcun'altro.
La cosa peggiore però è come sempre tornare a casa, e dover confessare alla persona che in fondo ami - non hai tradito lei, ma i tuoi sentimenti- e dirle che in fondo hai scopato con un altro... Sentire la delusione di questa persona che ti investe, e che ti dice: "in fondo hai fatto bene a farlo. Non ti voglio dare la soddisfazione di essere incazzato, se ti va di svenderti, fai pure..."
Ma in fondo, posso dire solo una cosa a mia discolpa; se un rapporto è finito, e restano soltanto le macerie di un sentimento che è stato distrutto dalla logorante possessività e pigrizia, perchè negarsi la possibilità di stare bene anche per solo qualche giorno con una persona che alla fine ti piace e ti attira con i suoi ferormoni e la sua dolcezza?
In fondo, gli uomini hanno il dono di autodeterminarsi e di scegliere di non farsi trascinare dall'istinto; ma tutta la razionalità del mondo, ti porta inevitabilmente al fallimento... Soprattutto se è guidata dalla testardaggine e dal ricordo passivo di qualcosa che di fa annegare in queste acque cristalline...
Forse sarò "facile" come mi ha detto quella tale persona che non vedo più da pasqua perchè avvalla continue scuse, e mi dice che non dovrei avere nessun'altro se non lui... Ma in fondo a volte un po' di sano e giusto egoismo, ci vuole!
P.s. Mykonos è il bene...
By IrisCatter
At: 11:38
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comunicazioni di servizio, schegge di vita
