Le piccole cose che qualcuno non dovrebbe sapere mai... e forse nemmeno chi le scrive.
Si avvisa che questo blog tratterà argomenti personali. Se volete scrivere fregnacce, siete pregati di farlo altrove. All'agenzia delle idiozie, spiacente, ma ho io l'esclusiva... Non sono ben accetti adoratori di me stessa, mendicanti di attenzioni gratuite e ingiustificata, neppure gente che vorrebbe mettermi la faccia in una friggitrice per patatine fritte o buttarmi in mare con delle scarpette di cemento. Siamo per le persone che ragionano e con un minimo di senso critico. Vi ringrazio per la cortese attenzione. Iris Catter
la musica; leggere; scrivere; i gatti; la pioggia e i temporali estivi; i paesi anglosassoni; una conversazione stimolante; straiarmi su un prato senza parlare e ascoltare i rumori intorno; un buon bicchiere di vino; i cappelli e orecchini bizzarri; una sigaretta dopo il caffè; cantare a squarciagola mentre guido; una cioccolata calda in un bar, quando fuori nevica; l'avere sempre ragione; i bagni di folla; passare le giornate a letto e vivere di notte; le persone originali e non convenzionali; scopare; rimanere a parlare fino al mattino e avere più dubbi che certezze; l'ironia delle cose; testare le mie ipotesi; un bacio prima di partire.
Falsità; l'ansia; la domenica; gli arrivisti; la cattiveria; l'invidia; la superbia; la fatica; la noia; le lamentele inutili; la stupidità; i pregiudizi; le persone che non riescono a vedere al di là del proprio naso; chi mi da per scontata; la mancanza di empatia con gli altri; chi non ammette i propri errori e i propri limiti; i ragazzini rozzi e volgari che urlano nei luoghi pubblici e piccoli; una lista bella lunga di persone; le cose dette con superficialità; i cani; le cose che non conducono a nulla, nemmeno ad un momento di felicità; le routine; non avere i miei spazi; lo scorrere del tempo.
"E' terribile scoprire che le stelle che stai guardando, in realtà sono aerei!" Io. "Non è chi è perfetto, ma chi è imperfetto ad avere bisogno di amore" Oscar Wilde. "Anche l'amore è un lusso" Albert Camus. "Se qualcosa può andare storto, lo farà!" Legge di Murphy.
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mercoledì, 25 luglio 2007
L'insostenibile leggerezza dell'essere
La dualità dell’essere umano è sempre affascinante. Perché puoi essere felice con un tarlo che ti logora il cuore; puoi essere felice della libertà, sapendo di esserti tolta la compassione (intesa come sopportare insieme, patire insieme) e la sofferenza, ma anche della persona stessa che ti rendeva leggera e felice; sapere che puoi avere tutto, ma non l’unica cosa che davvero desideri è la pesantezza della catena che ti sei tolta.
Che io sia una libertina che cerca di redimersi, o una sposa fedele in balia delle tentazioni, non l’ho ancora capito; perché a volte puoi avere nel cuore due persone talmente opposte da completarti a loro modo. Perché in fondo sapere di avere l’allegria di una cosa frivola, e la pesantezza insopportabile che ti logora in cuore quando è assente; se da un lato ti completa, dall’altro ti fa vivere a metà. Perché vivere alla giornata -sei sempre stata brava- a volte è un’arte. Ovidio lo sapeva. Ma una volta che conosci anche l’altro mondo, non sai come gestirla quella brama che si annida avida di avere sempre di più.
Perché in fondo domani partirai per un posto dedicato solo al divertimento, puro e fine a se stesso.
Tutto questo perché anche la persona che meglio ti capisce al mondo, sa che ti ha cambiata; e tutti ti rivogliono come eri prima… Ma chi ti vuole così? Amici, amanti, tu stessa da un lato, e anche i tuoi genitori (il che è tutto un dire, e la cosa mi spaventa…).
Perché ora c’è quella insostenibile leggerezza dell’essere, che ti fa capire che tutto ciò che hai avuto prima, per quanto pesante da un lato, ti rendeva felice dall’altro. Ora che viene a mancare, e riscopri la leggerezza che tanto bene conoscevi prima, adesso ti appare insostenibile.
Ora cercherò di preparare le ultime cose prima della partenza, sperando di non portarmi dietro quel fardello e di dare retta a chi mi vuole bene a suo modo…
Pensiero nato dopo una serata passata con la leggerezza di un paio di persone… ( e chi vuol capire, capisca; chi mi conosce sa cosa posso intendere.).
Arrivederci per una settimana… Noi si parte per un posto migliore.
L’agenzia delle idiozie , chiude per ferie; saremo disponibili settimana prossima, con nuove avvincenti avventure e tanti colpi di scena.
L'edera - Tranquillo Cremona
By IrisCatter
At: 09:03
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tso , me vs me
lunedì, 23 luglio 2007
[Attenzione: Delirante. Si avvisa che il post contiene informazioni stupide e potenzialmente nocive. Se non sapete il significato di alcune parole, c’è il fantastico dizionario nella vostra libreria che vi aspetta. Togliete la polvere e sfogliate.]
We still run in circle.
C’era una volta un simpatico filosofo, che mise in crisi tutti gli altri con la favola dell’ ”eterno ritorno”. La storia si ripete a volte. Vuoi che sia il Caso, il Destino, la solita Variabile qualitativa che sfugge al controllo dell’ uomo ricercatore e che fa cadere dalle fondamenta il tuo fantastico castello di carte, vuoi che sia Dio; ma a volte la storia è sempre la stessa.
Non parlo magari del classico personaggio illustre che fa fuori milioni e milioni di vite. Quelli sono i personaggi che si vedono una volta sulla faccia della terra, e direi anche per fortuna. Non ci saranno più un altro “11 settembre”, un altro Hitler, un altro Gesù Cristo che verrà a salvarci da tutti i nostri peccati. (Che poi, vedendo il ritratto di Hitler da bambino, avresti mai sospettato che sarebbe finita così? E quello di Stalin? Mah…)
Mi riferisco a quegli eventi che crocifiggono l’uomo alla propria croce; quelle cose che normalmente logorano l’animo e non lasciano respirare. Ma all’uomo piace farsi crocifiggere dagli eventi. Non c’è un Pilato della situazione che se ne lava le mani di noi, siamo noi che finiamo sulla croce, per sport o per noia o per capriccio.
In fondo tutti noi corriamo in cerchio cercando una vaga ed eventuale risposta ad un problema, ma la mediocrità di una vita comune e ordinaria ci logora come farebbe una ferita al costato.
Non rinnego il fatto che essere e vivere in modo ordinario sia sbagliato. In fondo abbiamo tutti bisogno di certezze; ma con le certezze non si cresce. Viviamo in un era post-moderna, dove tutti i valori possono essere tranquillamente essere messi in crisi; come ovvia conseguenza ci rinchiudiamo nelle cose che cercano di limitare lo smarrimento totale. Vuoi una religione, vuoi un ricordo, vuoi un sentimento, vuoi la scienza, vuoi una persona. L’uomo comune ha bisogno di sentirsi aggrappato e appagato, ha bisogno di aggiungere sempre nuova stoffa al suo paracadute per il timore di cadere e farsi male.
C’è chi questo bisogno non ce l’ha. Basta a se stesso. Ci sono io e io soltanto. Non è per egoismo o presunzione, quanto per il fatto che tu puoi conoscere in superficie tutto e tutti, ma in profondità solo te stesso.
Magari non riuscirai a sventrarti per vedere come sono fatti i tuoi organi interni, quello forse lo farà qualcun altro quando sarai su un tavolo operatorio pronto per essere tagliato in due come una mela. Ma sei tu che sai come ti senti, cosa hai nella testa e nello stomaco.
Tutte le cose poi tornano maledettamente alla loro normalità noiosa e fatta di conversazioni oziose e di polemiche che sono sempre le stesse. Perché chi vuole spaccare le catene, chi vuole accettare (nel senso di fare a pezzi) Uro Boro, è considerato inquieto e folle dai più. Perché partire all’avventura e senza piani, fa paura; perché non sapere cosa vuoi fare della tua vita, ti rende automaticamente meno capace di conseguenza meno competitivo di altri.
Noi continuiamo a correre in cerchio, perché uscire dagli schemi ti porta a fare affidamento solo su di te. Io sono sempre stata il cavallo su cui nessuno ha mai puntato nulla.
P.s. Pensiero post laurea di due mie amiche e sono reduce da due prosecchi e un americano sbagliato (in quanto non doveva essere mio...).
P.s.s. Ho appena scoperto che il personaggio per cui ho chiuso il blog precedente, è un fottuto egoista bastardo causa motivi superiori... Sono queste le cose che rendono felici nella vita… Ma considerando una serie di cose e gli ultimi sviluppi, va bene così.
LA COSA CHE DISTRUGGE DI PIù è IL FATTO CHE UN: "E TU, COME STAI? CHE HAI FATTO IN 'STI GIORNI?" CI STAREBBE OGNI TANTO... PERCHè VOMITARE ADDOSSO TUTTA LA TUA FRUSTRAZIONE SENZA CAPIRE QUELLA DEGLI ALTRI, FA MALE COME UN PUGNO NELLO STOMACO. Brutta cosa non sapere/volere ascoltare...
Se ti dovessi dire tutte le cose che non sai, cosa potrebbe succedere?
Funzionamento random di oggi…
By IrisCatter
At: 16:50
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tso , sleri motivati, ermetismi fuori luogo
sabato, 21 luglio 2007
Riporto dentro la mente la melodia del Sesia che investe con la sua foga i sassi.
Le galassie sopra le nostre teste, si muovono abbracciandosi e catturando le stelle fuggiasche che si lasciano imprigionare da quello splendore.
È così che si può vivere? Partire per un mio capriccio nel cuore della notte, e portarmi in montagna a vedere lo spettacolo di un cielo.
Volevo festeggiare, e ti sei rivelato migliore di come ti ricordavo. Il panorama cambia velocemente, dalla pianura, alla montagna, alberi costeggiano la strada, e tu guidi sereno. Io ti guardo e parlo mentre lo fai. Ti spogli di inibizioni e capisci a pieno ciò che penso. Ci sono cose che pensi di sapere, ma una volta che te le raccontano e le dicono, le cose cambiano drasticamente. Perché sapere di essere l’unica, quella che lui non sa dimenticare, e che nonostante tutto l’astio e la rivalità, ci siamo sempre l’uno per l’altro. Ora capisco perché in fondo hai sempre avuto modo di avermi. Arriviamo a casa tua, tra le tue cose ed i tuoi ricordi. Brindiamo a qualcosa che in fondo non c’è, ma che noi spiriti romantici vogliamo ancora tenere in vita.
Alla seconda bottiglia di vino, ti guardo e ti chiedo: “mi racconti la storia di quel poster?”. Tu ridi, e intanto parli, non mi prendi sul serio, ma ti adegui; io mi straio sul letto dei tuoi, tu accanto a me parli per poi aspettare la mia risata e una battaglia di cuscini.
Sarà l’alcol, sarà il fatto che mai al mondo mi sarei aspettata una fuga di questo tipo, sarà la voglia di stare insieme in un clima sereno che era da troppo tempo che latitava senza complicazioni amorose da parte mia; ma sono felice di tutto. Posso dire ufficialmente che sono in pace.
So che vorresti passare la notte lì, aspettare il sole del mattino dopo una dormita per tornare alle nostre residenze; ma non posso…
Kundera scriveva: “L’amore non si manifesta col desiderio di fare l’amore (desiderio che si applica ad una quantità infinita di donne), ma col desiderio di dormire insieme (desiderio che si applica a un’unica donna)”
È per questo che sono voluta tornare. Poi queste parole, possono essere viste anche al contrario... Il dormire è tanto naturale, quanto più intimo di fare l'amore, anche agli occhi di una donna, e non voglio darti privilegi.
Mentre la notte si spegne e comincia ad albeggiare, saliamo in macchina per tornare a casa. Io come la più piccola tra le bambine, mi addormento; ma prima di farlo ti sento parlare e poi ridere quando capisci che io non sono più cosciente di nulla.
Ti sento, mentre fingo di dormire, confessarmi ciò che forse non vorresti dirmi mai.
Ci sono cosa che io non ti ho detto mai, e che mai ti dirò; ora ho un vantaggio su di te, anche se di vantaggi non ce ne sono mai stati per me fino ad ora.
Mi sono svegliata da un po’ e sono rimasta tra le lenzuola a pensare: ma tutto questo è successo davvero o no? È stato frutto della mia fantasia o è successo davvero?
Apro il portafoglio e vedo lo scontrino dell’autogrill… si, è successo davvero.
[Promemoria: la devo smettere di bere così tanto...]
By IrisCatter
At: 13:00
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schegge di vita
giovedì, 19 luglio 2007
C'è qualcuno che non capisce che è solo un gioco: rimane avvolto in una coltre di nebbia fitta dalla quale non riesce a liberarsi.
Guardo il soffitto distesa sul pavimento. Ascolto intima musica strumentale. I Sigur Ròs; sono il bene in certe situazioni. Atmosfere di un intima penetrazione che violentano le mie orecchie per sprigionarsi in un orgasmo a livello sensibile. Ho la pelle d'oca e cerco di rincorrere quel linguaggio che non ha significato.
Penso che domani sarà l'ultima fatica di questo mese per me. Penso a chi deve immolarsi all'altare della sacra conoscienza, parlando e sudando sperando nella misericordia di chi dall'altra parte del tavolo, deciderà di loro. Penso che tra poco toccherà a me; in fondo se da un lato penso che sia qualcosa di bello, positivo e valente, dall'altra penso che in fondo chi se ne importa! In fondo, abbiamo davvero bisogno di un pezzo di carta che ci dica che in fondo noi valiamo tot? Abbiamo di un numero per sentirci in qualcosa? E' un nuovo modo per avere un senso di appartenenza?
A volte credo purtroppo di si. La competizione ci porta a non vivere, a sacrificare tutto ciò che una volta consideravamo importanti...
Ma va bene così; in fondo tutto questo va avanti da secoli...
Ma se a volte staccassimo la spina?
By IrisCatter
At: 11:50
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pensieri, me vs me
martedì, 17 luglio 2007
Tu sai la differenza tra “home” e “house”? Gli inglesi c’erano arrivati molto tempo fa…
House, è un posto fisico dove dormi, dove svolgi le tue funzioni vitali. Home è un luogo figurato, che ispira protezione, intimità, calore.
So dov’è la mia House, ma non so dove si trovi la mia home. Perché a volte puoi avere pavimenti lastricati d’oro e cristalli sui lampadari; ma non avrai mai il calore di qualcosa che ti faccia dire: “sono a casa!”. Perché qualcuno direbbe che la casa è ovunque. In una tenda da campeggio all’Elba, come in una stanza di un motel a Sald Lake city, con gli scarafaggi sulla moquette e le bruciature di sigaretta sul copriletto.
Avevo 12 anni, quando sono andata lì, e ho capito il vero significato di questa cosa; ero proprio seduta su quel copriletto.
Quindi puoi avere ”home” senza “house”; puoi avere ”house senza “home”; puoi avere anche entrambe; e puoi non avere nulla.
Così è il sesso con l’amore. L’house è il sesso, la scopata che ti puoi fare con un tizio in un parcheggio di una discoteca, che dopo un tot di volte che entra, bam, viene; la scopata che puoi farti con un amico, che come te è solo ed entrambi avete bisogno di sentirvi ancora apprezzati e coccolati da qualcuno; la scopata da parte di una persona che ti vuole, che ti desidera, e mentre sei nell’atto, lui crede che sia amore, e dopo un l’orgasmo, tutto scompare. Vengono rilasciate endorfine, e ti senti più rilassato… le coccole sono secondarie…
“Home”, è l’amore… Calda complicità di parole, sguardi, gesti, e sussurri. Sai che l’atmosfera di casa te la puoi portare ovunque; anche se non hai la persona accanto…
C’è gente che crede che amore e sesso non si possano scindere, sono la prova vivente dell’opposto…
Perché sesso lo fanno anche le prostitute, case fisiche che vengono usate; l’amore non ti viene dato da una prostituta… Quell’atmosfera, non c’è.
Tra l’altro potrei dare e fare tutto l’amore che posso a /e con una persona; ma se questa non ha in se in concetto di “home”? Come si può?
Lasciamo passare le cose, ora si deve costruire un’altra “house”, per avere “home”…
Anche se sesso e amore possono essere scissi, come essere assenti o presenti entrambi; l’uomo, come anche la donna, ha bisogno di una struttura, come di un clima, da poter chiamare casa…
Il tempo corre sul mio orologio; le parole inutili che sto leggendo si mischiano insieme e non mi lasciano la possibilità di afferrare il senso. Sia questo il primo sintomo del fatto che 1) ho bisogno di una visita oculistica, 2) ho bisogno di una vacanza. Ancora una settimana e sarò via, su spiagge fatte di sabbia sottile come farina, e dove le case riflettono il candore di uno splendore che fu, che riflettono il sole come se fossero fatte di specchio.
Solo una settimana e poi sarà vacanza…
Pensare a tutte le scadenze che dobbiamo rispettare, a tutte le cose inutili che ci circondano e che rincorriamo. Sono stufa di corse frenetiche e tra poco almeno per un tot di tempo, posso dirmi in “ok, respira, ora sei in acqua.”. Ancora due corse, e poi tutto sarà finito, almeno per ora.
Ho bisogno di staccare la spina, tra poco si parte.
By IrisCatter
At: 12:00
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pensieri, me vs me
domenica, 15 luglio 2007
Nuotano sirene di una straordinaria bellezza nel mio bicchiere di alcol. Colori di arcobaleno e di corallo si mischiano e danzano insieme facendo esplodere stelle. Le supernove si stanno disintegrando stanotte.
Guardo la notte, lei guarda me; la sto vivendo. Sono agitata, le gocce amare di un placebo per la mia ansia ormai hanno perso ancora il loro effetto psicologico.
So che tu sei un’altra nazione a guardare fredde bellezze esotiche in una città verde di assenzio che scorre sotto i ponti e tra le vene del sangue. Io guardo le sirene danzare nel mio bicchiere, mi sto chiedendo da quanto tempo sono qui; personalmente mi sembra troppo. Sorrido parlando con quel ragazzo che conosco poco, a cui sto parlando di niente da circa 2 ore. Sono visibilmente ubriaca e molesta; continuo a ridere, e intanto si continua in discorsi che spaziano dalla fisica alla linguistica; dalla filosofia orientale, alle mie bizzarre idee di voler aprire il commercio di frigoriferi el polo nord. Ci sono ammiccanti troiette che scodinzolano e fanno gli occhi dolci a chi è con me. Rido dello spettacolo. Se fossi un uomo, quelle le scoperei in mezzo alla campagna e poi le lascerei lì, in balia di loro stesse. Guardo le altre due persone che sono con me, non riesco a trattenermi, è più forte di un pugno sotto il mento.
“Lo spettacolo della carne è aperto signori e signore! Affrettatevi e prendete posto. Abbiamo spettacoli circensi e pompini per tutti. La musica vi fracasserà le orecchie, e anche qualcos’ altro.
Venite signori, affrettatevi!”
Ho sempre odiato i templi delle borsette firmate e dei tacchi a spillo.
Guardo la notte, lei guarda me; facciamo qualche passo insieme. Io con le mie all star nere, lei a piedi nudi.
<Secondo te Notte, le sirene nel mio bicchiere si stanno ubriacando?>
Lei sorride di stelle senza rispondere. Il silenzio nel frastuono inquietante di glitter e catenine d’oro.
Se le navi fossero gli occhi del mare; le stelle sarebbero gli occhi della notte? Alzo gli occhi, e vedo fuochi d’artificio. Anche le stelle si mettono lenti colorate finte per nascondersi? Questa non la sapevo.
I colori diventano più forti, e a te che sei lontano in una terra straniera dopo essere stato manipolato da mie parole di aiuto; auguro solo di trovare pace e di rivederti presto…
Mi riportano sulla terra; “hey, vieni a prendere ancora da bere?” ripete il ragazzo che ho "molestato" per parte della serata. Si, le sirene hanno sete.
Domanda: ma le bacche dei puffi, erano le puff-fragole o le puff-bacche?
Ieri è nata una discussione tra me e la gatta nera di china al riguardo...
By IrisCatter
At: 09:26
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tso , schegge di vita
venerdì, 13 luglio 2007
Qualcuno crede che il risolvere un problema, sia il problema stesso… Tutto questo perché in fondo ci piace stare attaccati come cozze ad uno scoglio; ci piace crogiolarci in uno stato di malessere, perché in fondo quando ti rialzi da terra, si può sempre cadere. A volte il problema sta in questo. Già, la cosa si potrebbe risolvere scuotendo la vita come se fosse una di quelle ampolle con la neve finta, basterebbe un : “mi avete tutti rotto il cazzo!”, e poi ricominciare.
Roma era stata distrutta, poi ricostruita; Milano anche…
Oh Cristo! Oh merda! Che io possa sfracellarmi il cranio contro un muro, possibilmente su uno spigolo vivo e fracassarmi il lobo frontale.
Che il problema sia la sua risoluzione? Non credo, a volte la soluzione non c’è. È come sapere ciò che vuoi, ma non sapere il modo per ottenerle; è come voler ottenere qualcosa, come il volare, ma non c’è la piccola Trilly che ti da la polverina; è come voler guidare la vita, quando in realtà sei solo un passeggero. Già, vedi le cose che passano dal tuo finestrino, soffi su di esso per disegnare, ma tanto sai che non sei tu che guidi. Non sei tu che guidi.
Già, perché la vita è composta da tante vite, perché ci sono più persone perché ci sono più variabili da prendere in considerazione. E non sarà uno screening delle persone a renderti tutto più facile. Odio la gente in questo periodo, a parte la gatta nera di china. A parte poche persone.
Perché sapere che stai buttando via salute, amore e tempo dietro ad una persona, ti fa sentire una fallita; e sapere che in fondo non la puoi odiare, perché non si può odiare, ti fa sentire stupida. Si cerca quindi uno spigolo vivo per sbatterci la testa.
Che il problema sia la sua risoluzione? Chiamatela pigrizia, chiamatela fase autistica da parte mia, ma a volte credo di si, altre di no.
Ti conosco così bene, so dove ti nascondi. So che avrai passato parte della notte di ieri in macchina a piangere. Risuono di questo, risuono per questo. Perché in fondo sono legata a te ad un filo; e ora sto cercando le forbici. Ho visto l’alba pensando a te, e mi rendo conto che forse mi sono aspettata troppo. Se anche una delle tue lacrime fosse ben spesa, ti giuro che ti capirei; ma mi sono stancata di capire, i circuiti sinaptici si sono recisi da soli, esattamente come si sta sfilacciando la corda che mi lega a te e che non mi lascia più respiro.
Se quello non era un vero addio, questo lo è…
Sono curiosa di vedere se un giorno mai leggerai queste parole… Che cosa potrebbe succedere a quel punto?
By IrisCatter
At: 08:24
commenti (18) + + +
pensieri, me vs me
mercoledì, 11 luglio 2007
Voglio una pillola di felicità...
[Avvertenza: pezzo piuttosto onirico, se non capite astenersi da commenti idioti]
In fondo a volte ci vuole una pillola di felicità; ci vuole qualcosa o qualcuno che ti dica: “hey piccola, va bene così!”. Perché i giocattoli scarichi cominciano a disegnare gatti neri di china, mentre il mondo fuori si tinge di apocalittiche visioni e colori. Il gatto nero di china parla: “che c’è?”.
No, niente; viviamo nel migliori dei mondi possibili. Lei, perché il gatto in realtà è femmina, si struscia con il suo odore silvestre sulla tua faccia, e ti dice di andare a prendere un frappè. La gatta nera di china ha sempre saputo come prenderti; tante fusa e buttarsi a pancia all’aria nel rumore assordante di una risata.
Tu in quel momento guardi fuori. Il tempo fa schifo; nuvole e terremoto all’orizzonte.
Arriverà presto l’angelo della apocalisse; si è posato sul mio balcone e mi chiede di aprirgli le finestre in modo da poter comunicare. La gatta nera di china mi mette in guardia: “non aprire la porta al rancore e alla rabbia; tutto ciò che hai fatto sarebbe inutile!”.
Do alla gatta nera di china un diversivo, intanto apro la finestra. “Piccola, è tempo di uccidere; è tempo di far pagare chi deve pagare!”.
Sorrido. È tempo di uccidere, ma non con una corda di violino, ma con il filo spinato. Non ti porterai in testa una corona di spine; ma tutti i miei sputi e l’umiliazione di cui il genere umano è capace. Sono un mostro, ma a volte se non esiste giustizia divina; utilizzerò quella umana. Se posso trafiggerti il costato con un pugnale; stai certo che non perderò l’occasione.
La gatta nera di china, ha paura. Il frappè lo andremo a prendere lo stesso. Ma ora è tempo di uccidere, abbiamo ciò che ci serve. L’angelo è venuto a darmi la buona novella. Sono la peggior stronza del mondo a gioire, ma lasciatemi la mia pillola di felicità; lasciate che i figli di puttana possano avere la loro sconfitta.
Perchè quando sei giù e ti vorresti tagliare le vene immersa in una vasca da bagno, l'unica cosa che pensi è come metterla nel culo a chi di dovere... E questo mi viene stramaledettamente bene...
Voglio una pillola di felicità; voglio una pillola di felicità; voglio una pillola di felicità... Voglio esigo e pretendo una pillola di felicità, anche se sarà una supposta...
Intanto io saluto chi è caduto oggi, e chi forse non rivedrò più. Perché in fondo questo periodo è un periodo del cazzo; perché il dolore di ogni essere umano continua ad aumentare, ed è molto più grande di quello che si dissolve nell’aria.
E' passato un anno; già, è passato solo un anno da quel giorno...
By IrisCatter
At: 09:08
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tso , ermetismi fuori luogo
lunedì, 09 luglio 2007
A volte sai che le cose vanno così. Che in fondo sei la classica persona che si prende le cose sul personale, e poi si incazza… Perché sono successe un sacco di cose, proprio in questi giorni, che ti hanno destabilizzata completamente. Ora sai; già ora sai cose che in realtà non avresti voluto sapere.
Perché nel bene o nel male nei casini ci vai sempre tu. È tua la colpa se è successa questa cosa; è tua la colpa se la farfalla che sbatte le ali, fa nascere un uragano; è colpa tua se è morto prima il gatto investito da una macchina, e poi il cane di tumore; è colpa tua se lui non è venuto, perché hai mandato un messaggio con ora e luogo, e nonostante questo sei una stronza puttana che se ne sbatte il cazzo, perchè ti rende colpevole di non aver mandato l’invito in carta bollata; perché è colpa tua la fame del mondo; se il bambino della tua vicina di casa sta male e non mangia la pappa sempre per causa tua; perché è colpa mia il fatto che il tal bambino non abbia ricevuto la bicicletta a Natale.
Ma in fondo, come ti lascia tutto questo? Amareggiata, triste, delusa. Perché sai che quando ci sono determinate situazioni, non sopporti l’essere toccata fisicamente; perché detesti quando ti abbracciano e non vuoi; perché non c’è nulla che mi dia più fastidio del contatto fisico, quando sono così. Come se avessi una malattia infettive che si può attaccare tramite il derma. Odio queste situazioni… Il ventitreesimo anno di vita, si apre ufficialmente nel peggiore dei modi.
Perché ubriaca marcia, con tanto di quel vino e di tequila addosso da far impazzire un etilometro senza nemmeno soffiarci dentro; perché baciare quel tuo amico perso di te, e tu che nemmeno te lo ricordi; perché dover sempre cercare di salvare capra e cavoli, a volte ci finisci tu sbranata dal lupo; perché essere triste per ciò che speravi che non accadesse, e sopportare il dolore, gli sbalzi d’umore e gli insulti del tuo moroso storico ti fa venir voglia solo di mandare seriamente a fare in culo tutto, senza essere più il sacco appeso al muro da prendere a pugni. La cosa divertente è che non puoi dire se non a poche persone fidate ciò che sta accadendo, ciò che ti corrode come acido l'anima...
Io so che un giorno tutto questo mi ucciderà...
Perché a ventidue anni appena compiuti, l’unica cosa che vorresti è non compierne più.
Ora dovrei spegnere le candeline e sperare il qualcosa che non avverrà mai? Magari facciamo un’altra volte…
La cosa più divertente a pensarci, rimane questa: hai baciato chi non ti interessava, una persona per la quale provi solo affetto; ti sei fatta strapazzare a causa della situazione emotiva, in cui può essere anche scusato, una persona che attualmente odi e al quale auguri solo che muoia di una morte lenta e dolorosa ogni giorno della tua vita. Vorresti legarlo ad una colonna e cominciare a fracassarlo con una mazza da baseball... Ma l'unica persona che in realtà ti interessa, e per la quale faresti qualsiasi cosa; era l'unica che è rimasta in un angolo della mente e si è fatta largo solo con un saluto, e da parte mia la certezza che al di là di una goffaggine innata, è una persona tanto stupenda, quanto lontana...
Ho espresso il desiderio, che faccio, soffio?
By IrisCatter
At: 08:30
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me vs me, sleri motivati
sabato, 07 luglio 2007
[Momento di autogratificazione (?) masturbatoria metaforica; una volta era lo shopping…]
Ebbene si. Tra poco sarà il mio compleanno.
In una lontana e fredda sera del 1984, mia madre scoprì di essere incinta di me. Mentre i parenti festeggiavano (quando in realtà non c’era un cazzo da festeggiare!), mia mamma si struggeva a causa di capogiri, attacchi di nausea, e miei calci. Qualcuno credeva si trattasse dell’anticristo, venuto sulla terra per distruggere e soggiogare gli umani; in realtà non andò così.
Tanto per essere ancora di più elemento di disturbo, quando accadde l’avvenimento in grado di sconvolgere l’equilibrio del sistema solare: sono nata io, con un parto cesario.
Era l’8 luglio del 1985. Data da molti considerata terribile. Con sole in cancro, la luna in pesci, venere il gemelli, marte il cancro, e altre cose di cui non mi ricordo assolutamente.
Ma in fondo questa è la vita.
Intanto penso, ok, è trascorso il mio ventiduesimo anno di vita; all’anagrafe ora ho 22 anni. Ma il punto è questo: ma siamo sicuri che più si va avanti più le cose possono migliorare? No, e siamo ancora qua. È passato un anno, ho fatto tante cose, alcune belle, intensi, apprezzabili a livello umanitario e più nel mio piccolo; altre vergognose e assurde, tanto che vorrei che fossero nascoste in un angolo della mia mente e non uscire mai da lì.
Si, il compleanno è un po’ come capodanno… si fa un bell’esame di coscienza, ti ubriachi e ti deprimi… ecco perché odio entrambe le ricorrenze. Come se non bastasse perché in entrambi i giorni bisogna essere felici e gioiosi? So per certo che stasera mi prenderò una di quelle sbronze da far invidia a Bukowski; sperando di non fare le stesse cazzate dell’anno scorso…
Un ringraziamento speciale va a coloro che non volevano regalarmi quest’anno cose materiali, e che hanno cercato di contattare e convincere una delle persone più influenti su di me, a venire. Ma la distanza, gli impegni e il peso di una relazione che ormai ha fatto più danni che bene, hanno fatto vedere le cose ad entrambi in maniera lucida, dandoci la possibilità di poterci confrontare di nuovo. Grazie comunque a chi di dovere.
L'alcol è la ragione di vita!
By IrisCatter
At: 09:14
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comunicazioni di servizio, tso
giovedì, 05 luglio 2007
Siedo su una sedia di metallo e mi ubriaco di un sole artificiale. Il corridoio è troppo piccolo e le piastrelle non sono così bianche come dovrebbero essere. Passa un’infermiere che mi fissa sorridendo, gli restituisco il gesto. Aspetto. Aspetto sorseggiando un caffè tiepido e marroncino. Non ho mai amato il caffè di quelle macchinette, ma in fondo ho bisogno di un diversivo alla noia; quindi lascerò che quell’acqua calda sporca, possa benedire le mie papille gustative che invocano pietà e la mia gola ormai abituata a troppi veleni…
Arrivano i ricordi, arrivano e dilagano nei pensieri quotidiano. Tutto si ripete, tutto ciò che abbiamo vissuto, lo vivono anche altri a volte. E la cosa che ti sconvolge e che ti fa più male ancora… Non ho la bieca presunzione di dire che so che cosa provi tu; sono nella mia pelle, non nella tua. Non so come ti senti, perché non sono te. Ma so cosa ho provato io… Oh si, se lo so…
I tuoi messaggi in questi giorni sono stati di una strana ed inquietante gentilezza, tanto da farmi credere che a rispondermi ci fosse stata un’altra persona; tanto strani da farmi pensare di trovare qui una persona che non eri tu. Con viso e corpo diverso.
Dalla stanza lo sento parlare, poi sento dei movimenti.
Lui esce. Io lo guardo, e lui si fa assalire da qualcosa di strano; direi stupore, ma non saprei. È semplicemente la prima parola che assomiglia all’espressione e la prima che mi viene in mente.
<Cosa ci fai qui?>.
<Passavo.>
<Passavi proprio dall’altra parte della città? Strani i tuoi giri…>
<A volte credo anch’io…>
Silenzio interminabile di qualche secondo. Ho aspettato per venti minuti su questa sedia, ma non mi sono mai sembrati così lunghi come quei pochi secondi…
Poi lui ricomincia: <Vuoi entrare?>
<No, non è il caso… poi non voglio disturbare.>.
<E tutta questa strada perché l’hai fatta?>
<Per te… è giusto che tu pensi a lui, io sono solo una parentesi di un pensiero diverso per te. Voglio essere una via di fuga per qualche minuto…>
<Come facevi comunque a sapere che ero qui?>
<Mi hai mandato un messaggio alle 7, svegliandomi, e so che non hai esami in vista... Poi ho una buona rete di informatori… Ti va se ti offro qualcosa al bar?>
Scendiamo; facciamo colazione e gli dico ciò che è devo dirgli… Le cose giuste per te, non sono mai quelle corrette; e quindi fai ciò che sarebbe onesto fare nei confronti di qualcosa che non c’è, ma che senti presente… a volte lo chiamo volgarmente “Coscienza”.
Parliamo… Lui decide di rimanere, io di andare…
<Perché sei venuta?>
<Perché io non sono te… ci vediamo domani, al più sabato per la cena. Ciao>.
Faccio qualche passo, poi mi giro e lo abbraccio.
Puoi scoparti una persona anche mille volte; ma a volte basta un gesto del cazzo fatto per istinto e tenerezza, a farti capire che in fondo al di là di tutto, con quella persona c’è un legame che trascende tutta l’amarezza e la disillusione. Perchè bene o male sai che vi dovete reciprocamente qualcosa, che non sai nemmeno cosa... Ma sai che c'è.
Esco. Ora è il sole vero, -quello che brucia e che scotta la pelle, che mi assilla e che mi spia tra l’ombra degli alberi e di quelle tettoie medievali- che mi ubriaca sul serio. Non mi sento bene, ma mi sento di aver fatto una cosa giusta; che sia questo ciò che si prova a vedere un film che hai vissuto?
Sto cominciando a chiedermi perchè io sia venuta...
By IrisCatter
At: 09:32
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pensieri, schegge di vita
martedì, 03 luglio 2007
Potrei essere accusata di fasciarmi la testa prima di essere caduta; ma la situazione attuale è quella di un agnello in un mattatoio. So quello che succederò, e non sarà nulla di buono...
Perchè va bene sbattersi; ma sbattersi e prenderselo nel culo senza nemmeno il favore di vedere e di capire il perchè della violenza, no. Mi va bene anche il fatto che io sono l'ultimo elemento della catena alimentare di una cosa più grande di me, ma così è eccessivamento.
E' una di quelle situazioni da cui non si cava un ragno dal buco, e che ti senti maledettamente, follemente e veramente impotente, presa per il culo!
Sto delirando con cognizione di causa... L'effetto farfalla ha davvero uno strano modo di agire... Il caso/ destino /sfiga; hanno quel bizzarro modo per ricordarti quanto è duro il cemento, e quanto si possono sbucciare e perdere sangue le tue ginocchia dopo lo schianto al suolo.
Ironia della sorte? No, semplici reazioni a catena di una mancanza iniziale che ha portato (e mi sta portando) sull'orlo di una crisi di nervi. Perchè se dobbiamo stare qui a raccontarci un sacco di fregnacce e di cazzate su questa scuola (tempio di malattia & sofferenza); bene, non ne voglio più sapere... Ricordiamoci teoricamente la scuola è un servizio per gli studenti, e non per i docenti...
Penso che a nessuno interessi sapere come posso sentirmi, e personalmente non lo auguro a nessuno: comunque, mi sento stupida e triste abbastanza...
Somehow Life Is Just A Pain In The Ass... And I Fell Stupid & Sad Enough...
P.s. Ok, Ho scoperto una cosa interessante: le bestemmie di stamattina, hanno smosso gli alti astri e le alte stelle... Delirio motivato-delirio risolto...
Respiro di solievo, e ringrazio.
Confermo la teoria della prima impressione: è sempre quella vincente!
Adoro il mio correlatore! Già, un giorno sposerò quell'uomo.
By IrisCatter
At: 15:13
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tso , sleri motivati
domenica, 01 luglio 2007
“Tutte le strade, conducono ad un punto… La disillusione” Oscar Wilde.
Già, perché noi siamo solo un branco di stupide formichine speranzose. Mettiamo da parte le nostre briciole, sperando che nessuno possa mai portarle via. Mettiamo da parte le cose buone, quelle che ci serviranno per affrontare i lungo inverno. Ma che succede in realtà? Oh, beh… a volte basta un personalissimo trip mentale -farcito anche da insonnia- ad distruggere completamente il lavoro che hai fatto, o credevi di aver fatto.
Già, le tua tana piccola formica è stata allagata da una pioggia battente, e tutte le briciole che avevi messo da parte, sono scivolate via con lei. Come le lacrime che tolgono in mascara da una donna ben truccata; come il fiume che porta con se la sabbia e i detriti…
L’acqua scorre, come se in fondo ci si trovasse sotto la doccia per purificarci dallo sporco; e ti chiedi come hai fatto e ti chiedi com’è successo, e nonostante tutto non trovi soluzione, e nemmeno pace…
Attimi che sembrano eterni, e qualcosa che ti fa sentire Atlante con il mondo sulle spalle…
Forse in parole tanto leggere, c’era qualcosa di più pesante e tagliente? Forse… io leggo ciò che trovo scritto. Non interpreto, ho la pessima abitudine di prendere tutto come oro colato. Ma l’oro bollente ti scioglie e ti brucia, e visto che non sai giocare con il fuoco, ti sei scottata… stupida, stupida bambina scema.
Perché esistono persone che per le loro caratteristiche, sono come mosche bianche. Sono rare e fragili come farfalle in un alveare. L’unica cosa che vorresti fare, è guardare il loro volo senza interferire nella danza. Ma al tuo posto non ci sai stare; i tuoi atteggiamenti e gesti goffi, imprecisi, e impulsivi, hanno lo stesso effetto che avrebbe gettare una bottiglia di rum, su una macchina in fiamme…
Sempre sostenuto il fatto di aver sbagliato corso di laurea… prossima vita si va a fare economia o pittura, almeno lì so per certo di essere negata.
Muffin e caffè, c’è qualcosa di meglio per un nuovo mattino? Sto cercando di imparare nuovamente a rollare; non ho più la mano del liceo… continuano a venirmi fuori aborti di sigarette… si, le sigarette che faccio ora sono esattamente come le mie attuali amicizie… Al liceo ero decisamente più brava in entrambe le cose…
By IrisCatter
At: 08:57
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tso , sleri motivati, ermetismi fuori luogo
