Le piccole cose che qualcuno non dovrebbe sapere mai... e forse nemmeno chi le scrive.
Si avvisa che questo blog tratterà argomenti personali. Se volete scrivere fregnacce, siete pregati di farlo altrove. All'agenzia delle idiozie, spiacente, ma ho io l'esclusiva... Non sono ben accetti adoratori di me stessa, mendicanti di attenzioni gratuite e ingiustificata, neppure gente che vorrebbe mettermi la faccia in una friggitrice per patatine fritte o buttarmi in mare con delle scarpette di cemento. Siamo per le persone che ragionano e con un minimo di senso critico. Vi ringrazio per la cortese attenzione. Iris Catter
la musica; leggere; scrivere; i gatti; la pioggia e i temporali estivi; i paesi anglosassoni; una conversazione stimolante; straiarmi su un prato senza parlare e ascoltare i rumori intorno; un buon bicchiere di vino; i cappelli e orecchini bizzarri; una sigaretta dopo il caffè; cantare a squarciagola mentre guido; una cioccolata calda in un bar, quando fuori nevica; l'avere sempre ragione; i bagni di folla; passare le giornate a letto e vivere di notte; le persone originali e non convenzionali; scopare; rimanere a parlare fino al mattino e avere più dubbi che certezze; l'ironia delle cose; testare le mie ipotesi; un bacio prima di partire.
Falsità; l'ansia; la domenica; gli arrivisti; la cattiveria; l'invidia; la superbia; la fatica; la noia; le lamentele inutili; la stupidità; i pregiudizi; le persone che non riescono a vedere al di là del proprio naso; chi mi da per scontata; la mancanza di empatia con gli altri; chi non ammette i propri errori e i propri limiti; i ragazzini rozzi e volgari che urlano nei luoghi pubblici e piccoli; una lista bella lunga di persone; le cose dette con superficialità; i cani; le cose che non conducono a nulla, nemmeno ad un momento di felicità; le routine; non avere i miei spazi; lo scorrere del tempo.
"E' terribile scoprire che le stelle che stai guardando, in realtà sono aerei!" Io. "Non è chi è perfetto, ma chi è imperfetto ad avere bisogno di amore" Oscar Wilde. "Anche l'amore è un lusso" Albert Camus. "Se qualcosa può andare storto, lo farà!" Legge di Murphy.
Ambigiutà
Bunny licious
Bunny Suicide!
Clinica dei pupazzi
Cultura Celtica
Dead Psychologists Society
Happy Tree Friends
Hieronymus Bosch
il bene!
Mark Ryden
Progetto_Pompadour
Ray Ceasar
Van Gogh
*loading* persone che hanno perso tempo da queste parti.
oggi
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
acide riflessioni
comunicazioni di servizio
ermetismi fuori luogo
me vs me
pensieri
schegge di vita
sleri motivati
tso
IrisCatter in Io sono...
Tahiti in Io sono...
calimero00 in Scusate se sono una ...
IrisCatter in Strapparsi l'Anima
PPompadour in Strapparsi l'Anima
EmanuelVampiri in Love in noise.
IrisCatter in Love in noise.
zeromeno in Love in noise.
mydarksoul in Love in noise.
IrisCatter in Love in noise.
The Cure; Placebo; Brand New; Funeral For A Friend; Tacking Back Sunday; Feeder; Einaudi; Finch; Fiona Apple; Wombats; We Are Scientists; Alanis Morissette; Armor For Sleep; Death Cab for Cutie; The Doors; De Andrè; Garbage; Idlewind; Incubus; Kaiser Chiefs; Nine Inch Nails; Maximo Park; Modena City Ramblers; Banda Bardò; Rise Against; Marcy Playground; Muse; Panic! At The Disco; Relient K; Silverchair; Subsonica; Teatro degli Orrori; Afterhours; The Starting Line; The Used; The Strokes; Sigur Ros; Thrice; Tre Allegri Ragazzi Morti; Vinicio Capossela
Arancia Meccanica; Fight Club; Il Mago Di Oz; La Mia Vita A Garden State;L'Arte Del Sogno; L'Attimo Fuggente; The Libertine; American Psycho; Schindler's List; Eternal Sunshine Of The Spotless Mind; Lolita; Full Metal Jacket; Shining; Edward Mani Di Forbice; Alice Nel Paese Delle Meraviglie; Otello; Romeo+Juliette; Il Mercante Di Venezia; Paura E Delirio A Las Vegas; Trainspotting; Million Dollar Baby; Dieci Cose Che Odio Di Te; La Leggenda Del Pianista Sull'Oceano; Il Favoloso Mondo Di Amélie; The Blues Brothers; Ed Wood; La 25a Ora; Come Te Nessuno Mai; Blow; Buon Compleanno Mrs Grape; Il Giardino Delle Vergini Suicide; Le Fate Ignoranti; Romanzo Criminale; Saturno Contro; Zodiac; Traffic; Donnie Darko; Memento; The Elephant Man; Io sono Leggenda; Santa Maradona; Juno... Altri...
Layout&Template by Arkvallish
Image: Ray Caesar
Host by Splinder
venerdì, 21 novembre 2008
Benchè non mi possa lamentare di nulla, c’è quel profondo, costante e instancabile sentimento di vuoto.![]()
Mi tocco il fianco destro. Il solo toccarlo ti riporta alla realtà, cose se una sensazione ovattata di nulla si levasse, come togliersi i vestiti bagnati ed asciugarsi, come entrare in macchina quando la nebbia entra nelle ossa. Non c’era affatto la volontà di fermarsi a riflettere, ma è avvenuto. Io sono altra cosa da me stessa. Io sono altra cosa da me. Io sono altra…
Ho buoni mezzi per autodistruggermi, potrei scrivere manuali sull’argomento. Potrei scrive tante d quelle fregnacce da riempire il mondo. Una idiota, una alcolizzata, una cogliona, l’ultima dei pirla. Alzo la mano e dico “Presente. Si, ci sono”. L’orologio ticchetta insistentemente. Sono stanca, ubriaca e di pessimo umore. Ho passato una serata carina, ma c’è quell’enorme vuoto che l’alcol non riempie.
“Sei felice nella tua attuale situazione?” dice la voce dai capelli castani lucidi e lisci.
“No, affatto. Mi sta parecchio sul culo” risponde la voce dai capelli rossi e ricci.
Avrei voglia di mandare a fare in culo in mondo, di scattare come una molla in uno slancio di ira.
Perché nel momento in cui dovessi chiudere gli occhi e aprendoli non trovarti più, che farò io? Non è normale che una persona pensi a queste cose. Non è normale che io pensi a queste cose. Io, scanzonata, costantemente in fase maniacale, costantemente iperattiva, costantemente sboccata e con la battuta pronta. Io che rido a voce fortissima, io che rido e basta. Io. Io un cazzo.
Perché una volta che fai quattro piani di scale e chiudi la porta di legno, la magia finisce e quel senso di vuoto continua a bussare alle pareti del tuo stomaco, come se l’anima richiedesse qualcosa che le spetta.
Io – il transfert – e il controtransfert. Non è l’obiettività che fa le cose, ma la soggettività. E se dovessi essere felice domani mattina, sarà per un motivo che forse non ricordo; in fondo il momento peggiore in cui gli incubi arrivano e prima di andare a letto, quando il torpore ti stringe in una morsa.
(A domani, spero…)
Richard Pousette-Dart – Symphony No 1; The Trascendental
By IrisCatter
At: 08:40
commenti (2) + + +
tso , me vs me, sleri motivati
mercoledì, 19 novembre 2008
Scusate se sono una malata di mente.
Potrei benissimo raccontare cosa è successo ieri, di quali inquietanti figure da cioccolataia ho fatto e dalle risate nel momento in cui me ne sono accorta. Potrei benissimo raccontare cosa è successo ieri, di quanto alcol ho bevuto. Potrei anche benissimo raccontare delle risate, tante risate fino alle lacrime. Potrei anche raccontare dello strano tizio in colonne con tanto di strumento strano, degli evangelici che distribuivano fogliettini e minacciavano la gente che se non avrebbero creduto in loro, sarebbero bruciati all'inferno.
Ma non dirò nulla di tutto ciò. Non parlerò affatto di questo. Ho un mal di testa allucinante post sbronza e devo leggere un paio di articoli in inglese. Gli articoli sono su cose difficili di statistica avanzata, di cui davvero capisco poco.
Quindi vado.
Scusatemi se sono una malata di mente... :)
Funeral for a Friend - Juneau
Con mio rammarico credo di non poter andare a questo concerto venerdì prossimo. QUesto è grave, questo è molto grave.
By IrisCatter
At: 12:29
commenti (1) + + +
comunicazioni di servizio, tso , schegge di vita
lunedì, 17 novembre 2008
[Raccontino di ieri sera]
Lui riprende fiato dopo averlo perso. Sussurra a voce bassissima, guardando fisso il tesoro risiedente nei suoi piedi. Le lacrime scesero sulle punte delle dita e poi da lì scivolarono per terra. I piedi crebbero a dismisura, come se fossero radici di un albero e poi ritornarono normali.
<Vorrei che tu morissi>
<Perché?>
<Per tutto il tempo che non hai passato con me, per tutti quei momenti che non hai condiviso con me. Perché tu sei andata via, perché tu hai preso la tua indipendenza, e io sono stato un effetto collaterale dei tuoi vissuti.>
<No, non è vero. Tu sei sempre stato con me.>
<Allora perché non eri presente quando avevo bisogno di te, quando avevo bisogno di un abbraccio, di una carezza. Quando ti ho cercata, ma tu non c’eri. Assente, assente come se non te ne fottesse un cazzo. Assente come se io fossi un’ombra e tu dovessi correre verso il giorno. Io senza di te non sono niente.>
<Smettila di riempire la bocca di infamanti accuse, come un affamato si riempie la bocca di cibo. Smettila di vomitare come una ragazza bulimica tutta la rabbia ed il rancore che covi per me. Tu sei pieno di nulla, sei pieno di un vuoto che cerchi di colmare con me.>
<Smettila di urlare ora>. Le lacrime cadono più insistenti, come se fossero violenti gocce di un temporale. La bocca si apre di nuovo e ne uscirono vespe: <Che cosa vuoi che faccia? Ora sono pieno di te, tu che sei entrata nelle mie vene irrompendo con una violenza disarmante. Distruggendo lo spazio e il tempo, senza lasciarmi più la possibilità di capire tra passato e presente. Senza farmi capire la differenza tra te e me, tra me e gli altri. In una sensazione che violenta la logica, in un modo che mi devasta alle viscere e mi fa’ vomitare l’anima. Tu che me l’hai riempita, tu che me la vuoi togliere, tu che me la vuoi strappare con rabbia da petto, con la rabbia di un sorriso.
Ecco perché vorrei che tu morissi. Se tu morissi saprei darmi un senso se la mia anima venisse strappata via. Così no, così no affatto. È giusto che tu muoia, per me e per te.>
<E se io non morissi?> lo guarda lei con stizza, paura e un po’ di disgusto.
<Ti ucciderei io.>
Lei si gira e si allontana di qualche passo.
Lui urla: <Ferma! Stai ferma per Dio!>
Lei, lei si allontana seguendo i suoi passi, alza il braccio e gli mostra il medio.
Lui si avventa su di lei correndo con rabbia e le mise le mani intorno al collo. Lei cerca di difendersi disperatamente. Ma non riesce a districarsi dalla sua presa. Dopo qualche qualche decina di secondi lei cade a terra.
Tutto finisce così. Lui si reca in bagno, si lava la faccia. Si guarda allo specchio e non si riconosce, tira una testata. Lo specchio si frantuma, gocce di sangue cominciano ad uscire dalla sua fronte. Prende uno dei frammenti di specchio e si incide le braccia, fino ad arrivare ai tendini. Aspetta di morire così.
Mary Cassatt - Lydia Leaning on Her Arms
By IrisCatter
At: 15:52
commenti (2) + + +
tso , me vs me, ermetismi fuori luogo
sabato, 15 novembre 2008
Se anche ti senti tutti gli occhi puntati addosso, ciò non ha alcuna importanza. Sei in torto marcio, ma da un lato non ne puoi fare a meno. Se guardi bene, da un certo punto di vista i supermercati non sono altro che enormi cimireti. Ti senti gli occhi appiccicati addosso. Non importa, non ha alcuna importanza adesso.
Ho solo necessità di qualcosa di diverso.
Ho studiato a lungo il genere umano, tanto da aver deciso che è il momento di farci esperimenti seri, sulle persone e non solo registrare dei comportamenti.
Presente le relazioni lunghe? Spesso è la donna a lasciare, l'uomo non lascia quasi mai. Anche se le cose stanno andando a rotoli, è la donna che lascia. La motivazione di lui non si sa mai. La motivazione di lei è l'esaurimento, la stanchezza di una relazione logorante.
Piccoli esseri umani, vorrei legarvi con cinghie e mettervi elettrodi nella testa.
Non sono esattamente la persona più serena e più tranquilla. Stavolta mi sono rotta davvero le scatole. Stavolta si cambia sul serio.
Gli occhi puntati e i segni di disprezzo, mi importano davvero poco. Ora basta, ora si cambia registro, ora vivo come ho sempre dovuto vivere.
Verve - Love is Noise.
Perchè è forse una delle poche canzoni dei Verve che mi piacciono davvero. Anche se gli Oasis sono decisamente meglio... Love is noise, love is pain... si, il testo è davvero incantevole.
By IrisCatter
At: 16:44
commenti (10) + + +
comunicazioni di servizio, acide riflessioni, sleri motivati, ermetismi fuori luogo
giovedì, 13 novembre 2008
Ci poniamo spesso di fronte a quesiti più grandi di noi. Il vero problema è scegliere tra le cose certe
che hai, i sogni, i desideri e le aspettative che cerchi di realizzare.
La corsa in ostello. Tutto perfetto, tutto meraviglioso. Nemmeno un film avrebbe reso l’immagine, nemmeno il migliore dei registi. Indelebile come un graffito sul muro nella parte povera di una città.
Doveva essere nulla, doveva essere cenere, come la piuma che si muove nel vento e poi cade sul cemento. Nulla, solo questo. Ora ci si compensa tra desiderio di stare e il desiderio di partire, tra la voglia di serenità data dalle cose certe e la necessità di partire all’avventura. Un’altra vita, da un’altra parte, in un altro paese, con una nuova curiosità. Ci si barcamena su queste oscillazioni continue, divisi tra voglia di serenità e necessità di cambiare.
Sospiro, fumo l’ennesima sigaretta, mi apro una birra e medito. Che cosa puoi fare, che cosa si può fare. Perché cambiare vuol dire buttare via tutto, restare, vuol dire non sapere mai se…
Sono elettrica, sono euforica, sono agitazione motoria senza un bersaglio. Bah…
Perché anche qui, l’Italia è un paese che va a pezzi, puoi stare e sperare fin che vuoi, ma sai per certche le cose non funzioneranno. Le varie profezie che mi vogliono ricca sfondata e con il mio lavoro soft, le vedo alquato lontane qui. Perché l’istruzione va a pezzi, perché i politici non fanno altro che fare ciò che meglio ritengono per loro stessi. Allora che cosa serve rimanere qui?
Sarebbe stato decisamente più facile essere stata di un paese anglofono, o avere una istruzione diversa, o forse avere aspettative diverse. Una casa, una famiglia, un lavoro, un animaletto domestico, e cazzate del genere. No grazie, non io, non ora e non qui.
Per chi domani andrà a farsi prendere a manganellate per parlare di cultura, di politica e di libertà.
Fredrerick Goodall – le tempete
By IrisCatter
At: 17:13
commenti (4) + + +
pensieri, comunicazioni di servizio, me vs me, ermetismi fuori luogo
lunedì, 10 novembre 2008
[Prendere con le pinze. Si scrive dopo simpatici racconti a lezione –ciò non è reale-]
Riaffiora alla memoria come i resti di una nave che si è schiantata sugli scogli.
Male, male, troppo male. E’ come sentirsi aperti in due la pancia e avere un sei metri di stomaco estratti dal corpo. Mi viene da vomitare. Senti ancora quella rabbia, quel panico, quelle lacrime che scendono, l’eco della tua voce che rimbomba in una giornata di sole di fronte al mare ricco di salsedine. Ho odiato quella spiaggia, poi ho dimenticato. Poi tutto è stato sommerso per anni, a volte riaffiorano e ti fanno morire. Senti le corde che ti legano ancora i polsi e le gambe, le senti stringere, mentre cerchi di attirare l’attenzione, mentre qualcuno ride.
Ora senti quella cosa come un taglio. Senti quella cosa che ti fa’ uscire il sangue dalle vene. Senti il peggio di te che esce in un momento, che ti attanaglia, che ti investe, che non riesci a respingere.
Ti guardi con circospezione, sperando che nessuno possa leggere i tuoi pensieri. Ma la gente non capisce, la gente continua ad ignorare. Questa è una gran cosa. A volte pensi che sia solo un sogno, altre volte sai che quell’incubo è accaduto davvero.
Lei parla in maniera ironica, quella stessa modalità che ti fa’ sorridere e te l’ha fatta piacere. Parla di argomenti forti. Il controtransfert si aggrappa alla testa e non ti lascia scampo.
La rabbia è sempre stata lì. Motore e benzina che ti ha mandata avanti per tutti questi anni. Desiderio di vendetta e impotenza imbarazzante. Dopo anni è tornato a galla quel ricordo. Nudo, crudo e cattivo come lo è. Non capivi prima, come potevi capire? Ora sai, ora puoi sapere. Non è stata la prima volta. Ci sono persone destinate ad essere vittime, altre che vogliono essere carnefici. Ma la rabbia non è solo un sentimento, la rabbia è anche una malattia.
Ci sono cose che non racconti. Mi è capitato di dire ciò che è successo solo ad una persona, e non ho avuto ciò che mi sarei aspettata di aver. Poi quel ricordo è ripiombato nel dimenticatoio per riaffiorare adesso.
Ed ora che è qui, che cazzo me ne faccio? Che cazzo ci fai con questa cosa? Nulla, assolutamente nulla.
Puoi solo sperare che ripiombi dall’inferno da cui è tornato, ha dato un tassello in più al puzzle che hai cercato di ricostruire per arrivare alla ricerca di te stessa. Non ci fai nulla, ma capisci perché sei arrivata a fare cose che non avrei mai pensato. Perché a volte hai bisogno di qualcosa che ti svegli, che ti faccia ritornare dall’apnea soffocante in cui sei ripiombata. Perché anche se qualcosa dura relativamente poco, per te sarà sempre troppo. Perché se qualcosa viene riportato alla memoria dopo così tanto tempo, vuol dire che forse non l’hai superato davvero. Le vittime non fanno mai una bella fine. C’è chi se la cava meglio e chi peggio. C’è chi se la cava. Punto.
Anche se in fondo a volte speri che certe persone possano morire in un modo doloroso, da un lato ti chiedi continuamente: perché io? E nonostante tutte le fregnacce che ti puoi trovare per razionalizzare la situazione, per darti delle spiegazioni e delle giustificazioni… ti accorgi che a volte non ce ne sono, non ce ne possono essere.
Paul Cézanne – L’Estaque mit roten Dacherm
By IrisCatter
At: 17:37
commenti + + +
tso , acide riflessioni, me vs me, ermetismi fuori luogo
domenica, 09 novembre 2008
<Ho un problema…>
<Solo uno?!>
<Shhht! Ti odio!>
<Sono l’altra voce nella tua mente!>
<Sei solo un insieme di fogli bianchi che continuano ad essere scritti con l’inchiostro simpatico>
<Diciamo che sono i sottotitoli in lingua originale di un film in lingua straniera che tu non capisci affatto.>
<E questa cosa dovrebbe tranquillizzarmi?>
<No, affatto. Ma è così che funziona>
<’Fanculo!>
<Gentile…>
<Uffa! Non capisci che devi levarti da qui?!>
<Guarda che credo che avere voci dialoganti nella testa, non sia il massimo della normalità>
<Posso dare colpa alla stanchezza?>
<Se ti può piacere, ma fidati che la scusa non regge molto.>
<Forse hai ragione. Ma sai che mi farebbe davvero piacere capire perché le cose succedono? Almeno avrei un motivo per credere, almeno me ne farei una ragione, ci sarebbe qualcosa di concreto da analizzare seriamente. Così non mi torna nulla. E’ come continuare a camminare in torno perché ci si trova in una terra sconosciuta senza una mappa.>
<Se le cose succedono è perché c’è un motivo.>
<E’ il karma che mi vuole ancora vedere strisciare come un verme?>
<Nah, non credo affatto che ti stia andando male in fondo.>
<Io sono serena, ma a volte… Puff! Succede qualcosa che scuote il mio mondo. Un terremoto di 6 grado sulla scala Richter, e i miei palazzi di vetro crollano come se fossero presi a martellate da un folle.>
<Tu ti senti folle?>
<A volte. Mi sento gli occhi puntati addosso, le gambe che fanno giacomo giacomo, la bocca senza saliva e quella frenesia invadente che dilaga.>
<Ti manca qualcosa?>
<Mi manca sempre qualcosa... Almeno so che questa cosa ha un nome. E chiamarla cosa mi fa’ solo ridere. La vita ha un modo davvero ironico di farsi notare. Mi sento presa per il culo. E rido. Che altro dovrei fare?>
<Se le cose succedono è perché un motivo c’è…>
<No, è solo una gran presa universale per il culo. E sappiamo che certe cose non servono a nulla se non a mettere in difficoltà e a farti perdere l’equilibrio>
<Già, e forse io sono davvero un insieme di fogli bianchi scritti con l’inchiostro simpatico. E tu non hai modo di leggermi. Haha!>
<’Fanculo 2!>
Per la cronaca: si ringrazia per ieri e declino ogni responsabilità su ciò che ho detto/fatto. Ho dei buchi di memoria inquietanti...
By IrisCatter
At: 12:59
commenti (5) + + +
tso , acide riflessioni, me vs me, ermetismi fuori luogo
venerdì, 07 novembre 2008
[E’ una cosa che avevo scritto un po’ di tempo fa’. Ma ora mi sembra molto attuale. Mi spiace piccola.]
L’amore forse è un correlate neurale. Gli uccelli canticchiano in cielo, allietando gli dei che camminano sulla terra, io cammino senza una vera meta. Arrivai in quella casa in soprappensiero; conosco questo pavimento, ho già varcato questa soglia, ora hai imparato a vivere da sola nonostante tutto. Lei è in cucina a preparare il pranzo, mi sedetti su quella sedia in cui sono solita sedermi attorno all’enorme tavolo rettangolare. Senza pensarci mi tagliai una ciocca di capelli che cadde per terra. Non ho mai pensato a certe cose se non prima di un avvenimento serio, non ho mai pensato al futuro prima di innamorarmi davvero. Ora che sono qui, lei mi abbraccia così forte da togliermi il respiro, scoppia a piangere e chiede “Perché”, ma in fondo non si può dare senso a tutto…
“Sono passati due anni, sono passati due anni. Si apre il terzo”, gracchia la voce nella mia testa, mentre l’omino nella mia bocca farfuglia qualcosa senza senso. Mi sento un uovo dentro un guscio che si sta crepando, odio l’emotività altrui perché non so gestirmela. L’uomo risuona come un diapason se vengono toccate certe corde. Non siamo altro che strumenti musicali che suonano in un orchestra con pezzi interscambiabili. Se perdi un violino, arriverà un altro a suonarlo, se il pezzo più inutile si perde, puoi sempre alzare le spalle e fare un audizione. Ma come puoi rimpiazzare uno dei pezzi nucleari della tua orchesta. No, per quello non c’è una soluzione ben precisa. E non sarà il tempo, lo spostamento nei luoghi, non sarà la dimenticanza a subentrare e ad interrompere un flusso di pensieri che continuano come una cascata a scivolare sul tuo guscio che si sta frantumando. Le cose vanno così. Mi ricordo ancora quel giorno in cui non riuscivo a guidare, che sono scesa e ho bestemmiato di fronte alla cappella con un prete che mi ha guardato malissimo e io che l’ho mandato al diavolo. Ho ancora in casa decine di cartelli che sono stati staccati, ho ancora in casa le foto, ho ancora in testa la voce, le frasi fatte, gli aneddoti raccontati. Perché la vigilia di ogni ricorrenza capitano quelle cose strane che ti fanno trasalire il sangue, perché forse le anime migrano da un corpo all’altro, perché forse tu ci speri anche in questa cosa… Morale della favola: possiamo dire pensare che certe cose accadano per un motivo: come quando il mio ex ragazzo ha pensato di mollarmi il giorno del mio compleanno quando la mia vita stava andando a puttane, due anni fa’. Le cose sono cambiate, in meglio. Le cose stupide come uno stronzo che ti lascia in un periodo di merda, fanno bene a farti vedere quelle cose in maniera più cinica e distaccata, a farti capire che quella persona non merita un cazzo dalla vita e soprattutto che in fondo sei stata fortunata a perderlo in favore di altro. Ma sensazione di perdita rimane in quel frangente di vita, congelata in un pezzo di carne che forse nemmeno il caldo luglio riesce a risvegliare. Perché sono difficile da capire, e ancora più difficile da prendere in questo periodo dell’anno.
Quando stasera mi ubriacherò, penserò ad ogni tiro mancino, ridendo di tutto e ubriaca manderò al diavolo il mondo.
Nessun dorma stanotte, nessun dorma… A parte tu.
By IrisCatter
At: 14:55
commenti (4) + + +
tso , acide riflessioni, me vs me, ermetismi fuori luogo
mercoledì, 05 novembre 2008
La cosa che mi imbarazza ancora è sentire le richieste delle persone all'edicola. Non perchè sia un problema leggere certe cose, ma è un problema leggere SOLO certe cose. Poi onestamente trovarsi in situazioni del genere con la lingua da tenere a freno e un diffuso senso di disgusto non è piacevole. Non è come trovarsi al supermercato e spulciare volontariamente nei carrelli altrui, queste cose hanno il gusto di essere delle violazioni del proprio benessere.
Questo è il serio problema.
Si trattasse di pornografia, signori miei, capirei. Siamo fatti di carne e sangue e i bassi istinti ci sono. La carta igenica la dobbiamo per forza comprare al supermercato. Con la fisicità ci facciamo i conti tutti i giorni (o quasi) se non sbaglio. Ma anche lì potrei dire che il confine tra pornografia ed erotismo è sottile come una corda di violino e ti può strangolare con la stessa facilità.
Comunque il cattivo gusto non è salvabile, nemmeno in corner. Vedi anche i vari "Novella", "eva", "Tv sorrisi e canzoni" e poi coronare il tutto con un bel "Harmony". Io sto male. Io davvero sto male. E' come dire che il cibo (se così si può chiamare) del MC è migliore di un ristorante con tre stelle sulla Guida Michelin. E' come dire una bestemmia in chiesa, è come far esplodere un petardo al Louvre.
D'ora in poi le ricariche per il telefono le prenderò in tabaccheria.
Ma non è importante... Almeno oggi non piove più.
Si accettano scommesse su sabato pomeriggio in cui comunque per questioni di forza maggiore sarò costretta ad andare a far visita a malinconici adulti, idioti a tutti gli effetti, e giovani antisociali in via di sviluppo. Ci sarà da ridere, o da piangere, o entrambe. Bah.
Ripeterò mentalmente: "Andrà tutto bene, andrà tutto bene". Esattamente come si farebbe con un mantra. Ora tanto il problema nella mia mente è ancora lontano.
Maurice Utrillo - Il giardino di Renoir
By IrisCatter
At: 13:10
commenti (7) + + +
comunicazioni di servizio, acide riflessioni, sleri motivati
lunedì, 03 novembre 2008
Abbiamo seppellito i nostri avi, i nostri amanti ed i nostri sogni. Il weekend serve a questo. L'anno scorso ero al mare col sole, ora sono in pianura al freddo con piogge e nebbie. Abbiamo aspettato nell’ombra per così tanto tempo, ed ora siamo solo in grado di vedere al buio. Abbiamo cercato di fermare il tempo, e l’unica cosa che abbiamo fatto è distruggere con una pallottola i nostri orologi.
Ho realizzato che sto vivendo in una canzone degli oasis. Il sole lentamente si sta allontanando dagli occhi, lasciando che la nebbia subentri creando l’atmosfera giusta.
Lui parla lentamente, le parole si perdono in un posto divertente e io mi perdono lentamente in me stessa. Cado tra tutte le cose che dice, cado nella sua bocca mentre parla, mentre le parole si susseguono. Mi sento una foglia, mi sento come euforica richiesta. Ho solo voglia di ridere, ho solo voglia di muovermi di danzare e di dormire in un letto di rose bianche e di foglie rosse. Sono io, sono sempre io quella che si disegna una stellina nera sull’occhio sinistro, sono io quella che sparisce dagli occhi per poi apparire con l’illuminazione. Sono io che mi muovo euforica mentre tutti sembrano avere il rallentatore. Tutti rallentano, tutti sono più lenti, tutti sono differenti. Quando sono in fase maniacale e sedata è l’unico modo che ho per mettere giù i miei pensieri e le mie parole. Le pie parole di solito cadono giù dalla mia bocca. Non vengono espresse. Quando si trovano sulle labbra, altre parole escono dai denti e quelle di prima vengono ricacciate in corpo. A volte mi capita di avere troppe idee e di non riuscire a dirle affatto. Riscaldami in questa serata fredda e mettimi nella tua sigaretta. Il fumo sale e si mischia alla nebbia. Smog lo chiamano. Non farmi cadere come il tabacco in eccesso. Amo le persone fuori di testa, amo quando succedono queste cose, quando mi sento su di giri per nulla, quando tutto si muove con una frenesia statica, quando non c'è nè vuoto nè noia, quando quei momenti che fino a poco tempo fa' erano considerati insopportabili ora non lo sono più. Fai delle magi magie con le monete e falle apparire. E dopo… puff! Io sparirò.
By IrisCatter
At: 17:54
commenti (3) + + +
tso , me vs me, ermetismi fuori luogo
sabato, 01 novembre 2008
Mi sveglio con un mal di testa capace di uccidere. Tutto sommato ieri è stata una serata divertente e carina. Niente di che, ma decisamente apprezzata.
Ieri pomeriggio stavo pensando a te, mentre il negozio della mia amica veniva taccheggiato, mentre qualcuno si preparava per la serata decidendo che cosa mettersi, mentre io tornavo a casa dall'università, mentre la pioggia battente continuava ad esplodere sui tetti e sulle cose.
Quante cose non si sanno, quante cose non ci sono date sapere. Vuoi per il peso che diamo a queste, vuoi perchè distorciamo le cose. A volte il flusso dei pensieri si intoppa, e il pensiero comincia a formare un vortice, una spirale che cerca di inghiottere tutto e tutti. Si va sopra a tutte le altre cose, il flusso dei pensieri continua, imperterrito, a girare su se stesso. Se tu, se noi, se lei, se tu... Uff.. I pensieri e i sentimenti di un altro mi portano a capire ciò che penso davvero. Divertente come certe cose passino da una persona all'altra, come se fosse una malattia. Mi sento a volte l'untore di turno. Mi sento a volte il monatta di turno. Sarà perchè il cielo è grigio e il sole malato ha lasciato posto ad un freddo violento, ma in questo periodo sono apatica con punte di malinconia unite a fasi di mania transitorie.
Anche ieri passavo con uno dei miei drink in giro per il locale e mi fermavano persone che avevo conosciuto di vista per scambiare due parole e magari la speranza di qualcosa di più. Targiversavo, mi muovenvo zigzagando satellando per la folla, inventandomi scuse stupide quando vedevo che la situazione diventava claustrofobica. In tutto questo, io onestamente non riesco ancora a capire perchè non può essere tutto facile nella mia testa, nel mio comportamento e nel mio vissuto emotivo.
Il santo patrono dei libertini con sentimento, uno dei miei migliori amici, sostiene la teoria che il karma a volte gira in un modo, altre in verso opposto. La teoria non è nemmeno così scema in fin dei conti: Prendi ciò che ti capita e sbattitene altamente del resto. Ciò vorrebbe dire regredire nella mia scala di valori, ormai limito molto l'acting out, e il buttarsi a pesce in situazioni del genere non è il massimo. Sono una untrice, diffondo malattie. Ma non ne sono comsapevole, non metto sostanze su maniglie volutamente. Capisco ora gli ossessivi compulsivi con idee di contaminazione.
In tutto ciò, io continuo a sentirmi come il personaggio protagonista di un film di Michel Gondry... e continuare a bere drink e prendere aspirine per far passare il mal di testa.
David Stoupakis - Untitle
By IrisCatter
At: 12:09
commenti (5) + + +
tso , schegge di vita, me vs me, ermetismi fuori luogo
mercoledì, 29 ottobre 2008
"Oggi non mi voglio critico, neanche necessariamente lucido... No complicazioni zero o poca teoria. Non più discorsi oziosi o gente in posa, ma solo voci amiche, caldi sguardi e voglia di disconnettermi, confondermi". Subsonica - mammifero
Continua a piovere. Ho le scarpe completamente intrise di acqua. Non è una buona idea indossare solo converse, anche con la pioggia, anche se il giono prima eri uno zoombie con una quarantina di zerinol in corpo, e ora seduta in un bar di Como con due mojito con la Vodka.
Prendi due e paghi uno. Io non lo spavo. La mia parte ragionevole dice di non berli entrambi, la mia gola dice il contrario. "Pensa ai bambini che muoiono di sete". Al che la mano afferra entrambe le cannucce nei rispettivi bicchieri e comincio a bere.
Bella serata, bella atmosfera. Magia di Como sotto l'acqua, ripararsi sotto il porticiolo e vedere la vera magia di una pioggia che non bagna. Conoscere gente nuova e salirgli in macchina dopo due ore e cantare canzoni a squarciagola nel cuore della notte ballando sotto la pioggia in piazza Vittoria. Ridere, ridere, ridere.
Non sono affatto introversa, non lo sono mai stata. Non ho mai capito bene il motivo, ma di solito piaccio parecchio alle persone... Nonostante la voce nasale e un alteramento della coscienza rapido.
Oggi è andata bene, oggi è andata davvero bene. Sono contenta e soddisfatta, sorriso a trentadue denti e voglia di fare. Niente pallini di carta e da novembre si comincia a lavorare sulla tesi seriamente. Luglio è vicino, e voglio uscire con il massimo.
Si, effettivamente hanno ragione nel dire che sono in perenne fase maniacale. Forse quando ho la coscienza alterata dall'influenza o dall'alcol, riesco a dire molti dei pensieri che vengono pensati. Riesco a realizzare molti dei progetti che avevo immaginato.
Avevo bisogno di staccare da tutto e da tutti, di andare e disperdermi in un mondo nuovo e conoscere muri e persone di altre parti. Per le idee e le bestemmie che ho sentito ieri, per i giochi di magia e i sorrisi sinceri mischiati a quelli finti immortalati in una macchina fotografica. Per la Menta, quella sciocca ninfa che era amante di Ade e che è finita nel mio drink pagato la metà. Perchè certe cose così ordinarie, sono magiche. Grazie.
Gustave Caillebotte - La Place de l'Europe temps de pluie
By IrisCatter
At: 15:42
commenti (6) + + +
pensieri, schegge di vita
domenica, 26 ottobre 2008
Il sole stamattina era come una palla argentea che galleggia in un cielo purgatoriale.
Oh tu sole, che ieri spavaldo nella tua arrogante veste color oro ti aggiravi per l'azzurro cielo; oggi sei soltanto uno sbiadito ricordo nudo ed in cerca di attenzioni in questo mattino intriso di nebbia e appeso a questo cielo grigio. Oggi ti posso sfidare e guardare direttamente senza aver paura di farmi del male.
Dicono che volare è semplice: basta buttarsi dall'alto ed evitare di schiantarsi al suolo. Io ho provato a farlo, e l'unica cosa che ho sono sbucciature su ginocchia e gomiti e polsi rotti. Essere innamorata di te, è come buttarsi dal quarto piano tutte le volte e sperare di spiccare il volo credendo di essere un uccello.
Il cielo di oggi sembra essersi dimenticato di questi fantastici giorni. Il cielo di oggi sembra non aver pietà di me. Milano mi rende emotiva, Milano mi uccide ogni volta che mi fermo con te. So che non è colpa di Milano, ma che è colpa mia. Mia e mia soltanto. Colpa della mia impulsività e della mia incostanza nei sentimenti. Perchp il sorriso radioso si è trasformato in una smorfia, perchè ci sono cose che sai che accadranno e l'angoscia di sapere a che cosa devi andare incontro ti fa soffocare e le lascrime cominciano a scorrere a fiumi. Non piango mai, soprattutto non piango mai di fronte a qualcuno. Non vivrò il nostro distacco come un abbandono, come un "non ti voglio più", anche se la mia emotività non può fare a meno di pensarla così. So che ci rivedremo presto, non si sa quando, ma quando sarà.
Sono incostante nelle emozioni, incostante come l'amore di una ragazzina sciocca, incostante come le borse di questo periodo, incostante come l'emozioni di un borderline (anche se quelle sono cicliche).
Siamo in un periodo di recessioni sentimentali forse, ma inevitabilmente mi guardo i polsi e non vedo che fasciature. Non riesco a schivare il suolo... Non riesco a non dar peso alle tue parole, non riesco a non dare importanza al dormire con te. Posso provare attrazione fisica per mille persone, ma solo con te vorrei dormire. E questa cosa non sai quanto mi distrugga...
A volte ho la sensazione di essere dentro ad un uovo, con il guscio fragile e pronto a spaccarsi immediatamente anche solo con uno sguardo. Tu sai che per quante persone ci proveranno con me, io ne riderò e basta; tu sai che se una persona ci provasse con te, credo che la gelosia mi ucciderebbe distruggendo il guscio. Sarebbe come spingere un uovo, farlo rotolare dino alla fine del tavolo e poi farlo volare. Hai mai visto un uovo volare? Mi sento come Icaro, dal guscio più sottile.
Charles Paul Landon - Dedalo e Icaro
By IrisCatter
At: 16:54
commenti (2) + + +
tso , schegge di vita, me vs me, ermetismi fuori luogo
giovedì, 23 ottobre 2008
Sei accattivante. Sei fottutamente accattivante. La voce sussurra dolcemente parole suadenti all’orecchio, poi ti ritrai e strofini il pizzetto. Io ho ancora la sigaretta in mano, mordicchio il labbro.
C’è una cosa che penetra nelle ossa, più forte del freddo, ti fa tremare come una scossa. Ti prende, ti possiede, ti violenta quella forza, lasciandoti completamente affamato nonostante tu abbia mangiato. È quello, è quella forza che ti lega, che ti sostiene, che ti penetra. È qualcosa che va contro la razionalità. Puoi piangere, riderne, farti arrabbiare o lasciarti desideroso. Non ci sono vie di mezzo. Non ci possono essere vie di mezzo. Non c’è apatia, anche se da un lato la vorresti invocare.
La ragione non può capirlo, la ragione si estranea. Lei – quella frigida zitella della ragione- lei non capisce, lei si discosta, lei può soltanto guardati e giudicarti, lei può solo guardarti ed insultarti. Perché questo? Perché tu fai questo?
Che forse un amore che trascende tutto sia sbagliato? Che forse si debba dire e mentire a se stessi, auspicandosi un amore più razionale? Si è sempre passato troppo tempo a dire che cosa è giusto e che cosa è sbagliato, forse perché non si è mai stati marionette delle passioni e delle situazioni. Forse perché da un lato si pensa che l’amore si sviluppi solo con la voglia di costruire qualcosa, appoggiando mattone su mattone la mediocrità di una vita che da sicurezze. Ma come dite che si possa definire quella cosa che ti porta a rinnegare te stesso, a darti una forza che non credevi di avere, una brama che si spinge alle cose più basse, che ti porta a distruggerti e a distruggere? Che questo non sia amore? O forse è più amore di tutto l’amore che c’è?
Se non riesci a capire una cosa, ne hai paura… questo come me lo definisci?
Ludovico Einaudi – Le Onde
By IrisCatter
At: 17:47
commenti (7) + + +
pensieri, tso , ermetismi fuori luogo
martedì, 21 ottobre 2008
Sotto il cartello della metropolitana “Is Liber”, ascoltando l’ironia di De Andrè in “Il Testamento”, mi accorsi di aver toppato alla grande su una cosa. Ci sono cose che non hanno una spiegazione immediata… Stai a rifletterci parecchio, a ride tra te e te per qualcosa, poi alla fine hai l’illuminazione. Tagliente come un coltello, affilata come la verità. Tale da farti sentire minuscola per l’errore e la motivazione che ha portato a ciò. Sono una borderline, ma un minimo di capacità di mentalizzazione mi sta venendo fuori.![]()
Onestamente molte cose che sono scritte qui, stanno perdendo parecchio la loro vitalità e la loro assoluta spontaneità, tanto da portarmi a pensare mesi addietro di chiudere tutto. Solo per un motivo mio personale. Troppe persone che mi conoscono e che mi leggono, troppe persone che poi non sono in grado di farsi i cazzi propri. In fondo esiste una cosa chiamata patto narrativo, di cui già parlai ( prego guardare Qui).
L’associazione di psichiatria (e chi psichiatri) della Russia, venivano guardati dal resto del mondo con molta soggezione e con disprezzo. Ciò comportò una estromissione dai congressi, dalle riviste scientifiche, di tutto ciò che proveniva da quel paese. Il motivo era che la psichiatria era soggiogata e asservita alle decisioni e alle scelte politiche del paese. Aka: se hai qualcosa da dire e dissenti da noi, ti reputiamo matto e sarai internato per il resto dei tuoi giorni. Il problema in Russia non ancora risolto definitivamente. Ma questo non vuole essere un trattato sulla storia della psichiatria in Russia.
Cosa voglio dire con ciò? Che spesso per disattenzione, ingenuità, sbruffonaggine, idiozia, e per tutelare terzi, diciamo cose che in realtà non sono vere. Si mente per paura di un giudizio o paura di ferire.
Non sono una che si formalizza tanto sui giudizi altrui, di solito lo faccio per la seconda motivazione.
Non è una giustificazione, ma può essere una attenuante.
Se può rendere meno triste, infelice, preso in giro, indignato qualcuno, riconosco il mio errore sciocco fatto tutto sommato con intenzioni differenti da quelle che in realtà hanno suscitato e che credevano di non suscitare.
Posso scusarmi, e mi scuso onestamente di averti ferito.
Wyndham Lewis - Blast
By IrisCatter
At: 19:04
commenti (9) + + +
comunicazioni di servizio, schegge di vita, me vs me, ermetismi fuori luogo
